{"id":24216,"date":"2017-10-31T06:37:32","date_gmt":"2017-10-31T05:37:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24216"},"modified":"2017-10-31T06:40:41","modified_gmt":"2017-10-31T05:40:41","slug":"larma-segreta-del-verme-velluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24216","title":{"rendered":"L&#8217;arma segreta del verme di velluto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LY8TgD6-7kg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24218 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24218\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Smithsonian-Velvet-Worm-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Smithsonian-Velvet-Worm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Smithsonian-Velvet-Worm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Smithsonian-Velvet-Worm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non capita spesso di uscire una notte nella foresta pluviale della Costa Rica, con l&#8217;idea di farsi un tour auditivo dei versi di mille o pi\u00f9 animali, soltanto per trovarsi dinnanzi alla forma brillante di quello che potrebbe costituire, dal punto di vista tassonomico, un piccolo fossile vivente.\u00a0<em>Onychophora<\/em>, il verme di velluto dalle zampette tozze e paffute, che bench\u00e9 condivida la definizione col tipico anellide di terra, non condivide con lui che una parte minima dei suoi tratti biologici ed evolutivi. Ovvero la sua pelle morbida, priva di esoscheletro, e il bisogno di ricercare habitat caratterizzati da una microclima sotterraneo umido, per evitare di seccarsi e morire. Mentre per il resto, esteriormente, assomiglia ad un incrocio tra una lumaca ed un millepiedi, essendo per di pi\u00f9 caratterizzato da uno stile di vita marcatamente predatorio. Il che lo ha portato, attraverso il percorso dell&#8217;evoluzione, a sviluppare degli organi di senso piuttosto rari nella sua classe di animali: occhi rudimentali, in grado di distinguere non soltanto la presenza di luce, ma anche le forme in movimento. Uniti ad un sofisticato sistema di rilevamento delle vibrazioni dell&#8217;aria, che si presenta come una serie di minuscole papille posizionate sull&#8217;epidermide, ciascuna dotata di un pelo infinitesimale che gli\u00a0 dona una qualit\u00e0 tattile direttamente paragonabile a quella della stoffa da cui prende il nome. E tutto questo per rilevare, e colpire, coleotteri o falene che individua al tramonto, tramite l&#8217;impiego di uno dei meccanismi d&#8217;attacco pi\u00f9 originali dell&#8217;intero mondo animale.<br \/>\nPer usare un paragone noto, avete presente Spider-Man? Con la sua capacit\u00e0 d&#8217;intrappolare i nemici tramite un getto di quell&#8217;indistruttibile ragnatela, una capacit\u00e0 in effetti scoperta soltanto recentemente in alcuni aracnidi della famiglia degli <em>Gnaphosidae <\/em>o ragni di terra. Mentre lui, il verme di velluto, usa un simile approccio da almeno 490 milioni di anni (periodo\u00a0Ordoviciano) come determinato da alcuni fossili ritrovati nell&#8217;argillite di Burgess, in pieno territorio canadese; laddove per inciso oggi, giammai potrebbe vivere una delle 200 specie attualmente note, vista la loro rinomata preferenza per climi e temperature marcatamente tropicali. Senza contare che l\u00ec troverebbe una quantit\u00e0 di prede decisamente minori. Ci\u00f2 che la misteriosa creatura spara dalle due proboscidi direzionabili posizionate sotto gli occhi e le antenne, ad ogni modo, non \u00e8 propriamente una semplice tela appiccicosa, bens\u00ec quello che viene definito dal punto di vista tecnico come uno slime: saliva densa, ed appiccicosa, in grado di intrappolare un artropode di dimensioni medie in maniera totale, nel giro di una frazione di secondo. Questo anche perch\u00e9 il verme, nel momento in cui fa fuoco comprimendo la complessa struttura muscolare delle papille orali, non mira direttamente al centro del bersaglio, bens\u00ec fa oscillare il tiro in tutte le direzioni, andando a costituire una sorta di rete gladiatoria, da cui liberarsi, sebbene non impossibile, risulta decisamente improbabile per la vittima designata. Tutto ci\u00f2 che il feroce verme deve fare, a quel punto, \u00e8 avanzare col suo passo leggero finch\u00e9 non \u00e8 abbastanza vicino da perforarne la scorza con un dente speciale a forma di falce, dal quale procede quindi ad iniettare un secondo tipo di arma chimica, in grado di dissolvere l&#8217;organismo catturato a partire dai suoi organi interni. Per poi succhiarlo, assieme allo slime da recuperare, neanche si trattasse del pi\u00f9 orrido dei frapp\u00e9. Operazione completata la quale, il verme si affretter\u00e0 nuovamente a tornare nella sua buca, sottraendosi il prima possibile dallo sguardo dei suoi molti potenziali nemici. Il che \u00e8 la ragione per cui gli avvistamenti di\u00a0<em>Onychophora\u00a0<\/em>risultano essere cos\u00ec straordinariamente rari: si tratta di creature che escono allo scoperto soltanto per brevi periodi, principalmente durante o a seguito di una grande pioggia. Non esattamente un momento in cui gli esseri umani tendono a farsi un giro nella foresta pluviale. Il che \u00e8 un vero peccato, visto come il verme di velluto che procede nel sottobosco costituisce uno degli spettacoli pi\u00f9 incredibili della natura&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24217\" aria-describedby=\"caption-attachment-24217\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/42G_XzaPcPo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24217 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24217 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Coyote-Velvet-Worm-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Coyote-Velvet-Worm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Coyote-Velvet-Worm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Coyote-Velvet-Worm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24217\" class=\"wp-caption-text\">Non una storia immaginaria bens\u00ec la pura verit\u00e0: \u00e8 stato lo staff di Coyote Peterson, celebre YouTuber ed uno degli eredi del metodo di divulgazione scientifica televisiva inventato da Steve Irwin, ad imbattersi per caso nel raro <em>Onychophora<\/em>, suscitando in lui una reazione d&#8217;appassionato e sincero\u00a0 entusiasmo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura apparentemente ibrida del verme di velluto, bench\u00e9 esso sia completamente distinto, e in molti casi pi\u00f9 antico, delle altre specie panartrhopodi di questo mondo (viene addirittura accomunato ai microscopici tardigradi, gli &#8220;orsi d&#8217;acqua&#8221; praticamente immortali) continua\u00a0 nel suo metodo di locomozione. Poich\u00e9 esso, pur essendo dotato di zampe prive di articolazioni accoppiate a due a due, condivide col gi\u00e0 citato anellide di terra la capacit\u00e0 di allungare o accorciare il suo corpo a piacimento. E non solo, ogni qualvolta se ne presenta la necessit\u00e0, esso tende a sollevare il suo peso e trascinarsi in avanti con le zampe anteriori, esattamente come fatto dal bruco geometride; questo anche grazie alla presenza di minuscoli artigli all&#8217;interno di ciascun arto, nascosti al di sotto dei suoi morbidi polpastrelli, una caratteristica che lo rende alquanto improbabilmente simile ai felini. Ed \u00e8 del resto comune ad essi anche la sua capacit\u00e0 di spostarsi senza produrre il bench\u00e9 minimo rumore, al fine di non allertare con la profusione di minuscoli passi delle potenziali prede che molto spesso, sono in grado di volare o pi\u00f9 veloci di lui. Tale quantit\u00e0 ridondante di arti deriva da fatto che il verme di velluto sia un animale essenzialmente modulare, in cui lo stesso segmento si ripete molteplici volte per l&#8217;intera lunghezza del corpo sottile. La stessa testa contiene in se gli elementi di un qualsiasi dei moduli successivi, incluse le zampe, modificatosi nel gi\u00e0 descritto dente d&#8217;assalto, e i <em>nephridia<\/em>, organi di smaltimento delle scorie. Elementi che l&#8217;esigenza di cacciare e nutrirsi ha trasformato,\u00a0attraverso i millenni e le generazioni, nei caratteristici lanciatori di slime. Lo scheletro \u00e8 invece del tipo definito idrostatico, ovvero creato esclusivamente dalla pressione dell&#8217;aria e dei fluidi all&#8217;interno dell&#8217;animale, come avviene del resto nella maggior parte degli animal di forma cilindrica, come gli anemoni di mare.<br \/>\nAnche dal punto di vista riproduttivo l&#8217;<em>Onychophora <\/em>presenta caratteristiche assolutamente degne di nota: intanto perch\u00e9 la maggior parte delle specie sono ovovivipare, ovvero custodiscono le uova all&#8217;interno del loro corpo, partorendo essenzialmente dei piccoli gi\u00e0 formati in ogni loro parte, soltanto esponenzialmente pi\u00f9 piccoli dei genitori. Ciascuna femmina viene fertilizzata soltanto una volta nel corso della propria vita, quando il maschio le si avvicina e posiziona tramite l&#8217;impiego di organi appositi simili a spine il pacchetto di sperma, talvolta anche prima che l&#8217;apparato riproduttivo di lei sia pienamente formato. Questo perch\u00e9 la partner, se lo desidera, potr\u00e0 immagazzinarlo a lungo termine in un&#8217;apposita cavit\u00e0 definita\u00a0<em>receptaculum seminis<\/em>, utilizzandolo soltanto nel momento in cui si sentir\u00e0 pronta per procreare. In talune specie, addirittura, lo sperma pu\u00f2 essere depositato in qualsiasi punto dell&#8217;epidermide, che provveder\u00e0 ad assorbirlo all&#8217;interno del sistema circolatorio, affinch\u00e9 raggiunga l&#8217;organo di competenza. Proprio da questo approccio estremamente efficace alla trasmissione del codice genetico, nasce una delle pi\u00f9 bizzarre e improbabili ipotesi della tassonomia moderna.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24219\" aria-describedby=\"caption-attachment-24219\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mrL2A7my1fc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24219 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24219 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Velvet-Worm-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Velvet-Worm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Velvet-Worm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Velvet-Worm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24219\" class=\"wp-caption-text\">Il movimento sinuoso dei vermi di velluto \u00e8 molto diverso da quello di una lumaca, bench\u00e9 egli condivida con lei la tendenza a tastare il terreno con le antenne, per determinare il percorso migliore verso l&#8217;obiettivo desiderato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione nasce nel 2009 ed ha scatenato un grande scalpore in ambito scientifico, non tanto per i meriti del suo ideatore, quanto per il processo controintuitivo che ha portato l&#8217;importante rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences<em>)<\/em> a pubblicare un&#8217;ipotesi tanto insolita, priva di basi effettive e per di pi\u00f9 prodotta da uno zoologo in pensione di 87 anni, tale\u00a0Donald Williamson, al di fuori del classico circuito accademico e dei laboratori. E la portata dello studio \u00e8 gi\u00e0 evidente dal modo in cui esordisce l&#8217;autore: &#8220;Io rigetto l&#8217;ipotesi darwiniana secondo cui larve ed adulti derivano dallo stesso antenato comune. Postulo invece, che ciascuna delle due forme sia il prodotto di geni acquisiti da una forma di vita completamente distinta.&#8221; L&#8217;esimio scienziato continuava dunque, nella sua disanima, affermando che a suo parere, gli antenati delle odierne farfalle dovessero aver ricevuto per errore un pacchetto di sperma destinato alla femmina del verme di velluto, producendo quindi una creatura ibrida un po&#8217; come il mitico basilisco (frutto dell&#8217;accoppiamento tra un gallo e un serpente). E tale figlio improbabile, lo conoscete fin troppo bene: si tratterebbe del bruco. Il quale crescendo, ad un certo punto, effettua la metamorfosi non per un mero bisogno evolutivo, bens\u00ec in funzione dei geni ancora facenti parte della sua eredit\u00e0 ancestrale. Tale sfrenata, ed aggiungerei vagamente illogica ipotesi fu prevedibilmente criticata con veemenza dall&#8217;intero settore della biologia, finendo per costituire una nota di demerito al termine di una lunga carriera nel campo dell&#8217;entomologia. Con la conseguenza che, da allora, \u00e8 stato almeno parzialmente rivisto l&#8217;approccio che prevede la pubblicazione di articoli scientifici sul mensile PNAS tramite l&#8217;approvazione di colleghi anonimi, i quali difficilmente tendevano a bloccare la strada dei loro insegnanti o ispiratori, per quanto talvolta, sarebbe stato meglio cos\u00ec.<br \/>\nE in tutto questo, il verme se la ride, continuando a strisciare. Dei nostri inutili tentativi di classificarlo, incasellarlo in categorie definite. Lui che semplicemente esiste, come un alieno depositato accidentalmente su questa Terra. Il che ci porta ad interrogarci sulla natura stessa dell&#8217;esistenza: se il nostro ecosistema pu\u00f2 ospitare creature talmente insolite, che cosa potr\u00e0 zampettare sul suolo di pianeti al di l\u00e0 dello spazio cosmico, sotto la luce di Soli che ancora non conosciamo&#8230; Quale orribile, o magnifico slime, accoglier\u00e0 il primo degli astronauti, all&#8217;apertura del portellone dinnanzi a una nuova Era d&#8217;incontri tra specie simili, ma diverse&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non capita spesso di uscire una notte nella foresta pluviale della Costa Rica, con l&#8217;idea di farsi un tour auditivo dei versi di mille o pi\u00f9 animali, soltanto per trovarsi dinnanzi alla forma brillante di quello che potrebbe costituire, dal punto di vista tassonomico, un piccolo fossile vivente.\u00a0Onychophora, il verme di velluto dalle zampette tozze &#8230; <a title=\"L&#8217;arma segreta del verme di velluto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24216\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;arma segreta del verme di velluto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,818,1810,2421,1097,2083,1736,112,1065,388,109,2947,600,78,1477,1421,663],"class_list":["post-24216","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-biologia","tag-costa-rica","tag-creature-misteriose","tag-evoluzione","tag-foresta-pluviale","tag-giungla","tag-insetti","tag-lumache","tag-millepiedi","tag-natura","tag-onychophora","tag-predatori","tag-scienza","tag-strani-animali","tag-tassonomia","tag-vermi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24216"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24216\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24222,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24216\/revisions\/24222"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}