{"id":24144,"date":"2017-10-22T06:35:32","date_gmt":"2017-10-22T04:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24144"},"modified":"2017-10-22T06:35:32","modified_gmt":"2017-10-22T04:35:32","slug":"750-km-orari-piu-veloce-aereo-telecomandato-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24144","title":{"rendered":"750 Km orari: il pi\u00f9 veloce aereo telecomandato al mondo?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=DPGDAZyQ44k\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24147 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24147\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Fastest-RC-Plane-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Fastest-RC-Plane-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Fastest-RC-Plane-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Fastest-RC-Plane.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tecnologia che si concentra per il raggiungimento di un singolo scopo, il massimo dell&#8217;efficienza, la sommit\u00e0 del muro che divide la materia dalla realizzazione di un sogno. A cosa dovrebbe servire, in tutto questo, l&#8217;elemento umano? Nient&#8217;altro che fornire l&#8217;indirizzo verso cui si trova l&#8217;obiettivo, la direzione in cui si trova lo scopo ultimo dell&#8217;avventura. Un percorso che pu\u00f2 durare molto a lungo, ed arrivare a richiedere un&#8217;importante dose d&#8217;abnegazione. Esiste un punto di vista, importante nel campo dell&#8217;informatica, secondo cui il pi\u00f9 importante difetto di fabbricazione possibile si trovi dinnanzi al monitor e la tastiera. Poich\u00e9 l&#8217;unico, e pi\u00f9 importante errore, che pu\u00f2 rovinare il calcolo finale, dovrebbe derivare da un&#8217;errore di un inserimento dei dati. E in maniera simile, ma diversa, qual&#8217;\u00e8 lo scopo di un pilota a bordo di un jet? Zavorra, soprattutto, e un limite biologico al tipo di manovre che si possano portare a compimento. Ai possenti motori che spingono innanzi la scheggia dei cieli, non interessa che una persona possa scendere, dopo aver infranto la barriera del suono, in un diverso aeroporto. Non pi\u00f9 di quanto un cavallo selvatico possa desiderare l&#8217;esperienza di avere una sella assicurata sulla sua schiena. Partendo da questa considerazione, la pi\u00f9 sfrenata realizzazione dell&#8217;aeronautica \u00e8 quella che richiede l&#8217;impiego di un telecomando, poich\u00e9 separa l&#8217;utile dall&#8217;utilizzatore, ovvero l&#8217;oggetto dal predicato verbale. Naturalmente il concetto di &#8220;utile&#8221; \u00e8 del tutto soggettivo. Non credo in effetti che molti di noi sarebbero pronti a spendere 10.000\/15.000 euro (soltanto la turbina in miniatura, ne costa 3273) per l&#8217;esperienza di trovarsi ai comandi di un simile fulmine rosa personalizzato, dal nome di Speeder Inferno, costituito essenzialmente da un&#8217;ala a delta curvilineo della lunghezza di circa un metro e mezzo, vertiginosamente affusolata nella sua parte anteriore e dotato del non-plus ultra disponibile in materia di elettronica e superfici di controllo. Una creazione straordinariamente efficiente di\u00a0Niels Herbrich (pilota) e Christoph Meier, pensata con l&#8217;obiettivo specifico di trovarsi iscritta nel Guinness dei Primati, ma anche segnare nuove strade per il futuro del loro passatempo, un hobby che pressoch\u00e9 nessuno potrebbe essenzialmente definire, rilassante. Per la cronaca, il video dello scorso agosto mostrato in apertura \u00e8 quello pi\u00f9 chiaro ed informativo, bench\u00e9 in esso si raggiungano &#8220;appena&#8221; i 727 Km\/h largamente superati ad esempio in <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YVNIWuLs_7E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un altro, risalente a giugno del 2016<\/a>.<br \/>\nFinch\u00e9 si trova a terra, il velivolo in questione non sembra avere niente di tanto particolare. Ricorda vagamente il Concorde. Costruito per massimizzare la resa, piuttosto che con lo scopo di riprodurre in scala un vero mezzo civile o militare, esso presenta in effetti una continuit\u00e0 aerodinamica pressoch\u00e9 totale, con l&#8217;unica esclusione del Behotec JB-180, il propulsore a jet dell&#8217;omonima compagnia di Dachau, un piccolo oggetto capace di sviluppare 180 Newton di forza da soli 1500 grammi di peso. Il che permette di raggiungere a malapena i 7 Kg e mezzo per l&#8217;intero aeromobile, offrendo un rapporto di peso\/potenza semplicemente inimmaginabile per dispositivi dalla scala pi\u00f9 prossima a quella reale. In parole povere, se immaginassimo la stessa situazione numerica a bordo di un &#8220;vero&#8221; aereo, esso potrebbe compiere il giro del mondo in poche decine di minuti. A completare un quadro estetico scoraggiante, l&#8217;apparecchio non dispone neppure di un carrello per decollare, che avrebbe presumibilmente reso troppo complesso e pesante l&#8217;insieme dei fattori in gioco. In funzione di questo, l&#8217;operazione di lancio \u00e8 portata a termine mediante l&#8217;impiego di una catapulta con fionda, accuratamente calibrata e concepita dagli stessi realizzatori di questo piccolo miracolo dei cieli. La stessa operazione di avviamento risulta piuttosto interessante: poich\u00e9 prima di procedere, Herbrich svita un pannello nella parte frontale dell&#8217;aeromobile, ed immette all&#8217;interno quella che sembra essere a tutti gli effetti dell&#8217;aria spray. Si tratta di un passaggio importante per questa classe di mezzi creati a misura di telecomando&#8230;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24146\" aria-describedby=\"caption-attachment-24146\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=H74rXkQBeR4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24146 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24146 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Fastest-RC-Cam-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Fastest-RC-Cam-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Fastest-RC-Cam-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Fastest-RC-Cam.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24146\" class=\"wp-caption-text\">A partire da maggio del 2017, l&#8217;aereo \u00e8 stato dotato di una microtelecamera di bordo, in grado di rappresentare in forma stabilizzata l&#8217;azione di volo alla stessa maniera dell&#8217;ormai proverbiale GoPro. Nonostante questo, \u00e8 molto improbabile che l&#8217;aereo venga pilotato in FPV (vista in prima persona). L&#8217;aggiornamento del video trasmesso a distanza non riuscirebbe ad essere, semplicemente, abbastanza veloce.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto essenzialmente \u00e8 il seguente: tutte le micro-turbine pensate per l&#8217;utilizzo nel campo dell&#8217;aeromodellismo sono del tipo dotato di un singolo compressore radiale con recuperatore di scarico per ottimizzare la potenza. Il loro funzionamento prevede, essenzialmente la presenza di un compressore nella parte anteriore, dotato di alettoni rotanti, che risucchia l&#8217;aria all&#8217;interno del condotto noto come camera di compressione. Qui dentro, una volta raggiunto un grado di pressione sufficientemente elevato, viene irrorata un certa quantit\u00e0 di benzina che si mescola ad essa, poco prima che una candela d&#8217;innesco, non dissimile da quelle presenti sulle comuni automobili, induca l&#8217;effetto desiderato dello scoppio di propulsione. Il processo viene quindi reciprocato dal recuperatore, un secondo sistema di alettoni che ruota grazie all&#8217;emissione del getto ed essendo connesso tramite un asse al compressore, lo mantiene in funzione. Il che ci porta alla domanda fondamentale: come si avvia, all&#8217;inizio di questo processo, il compressore? La soluzione in uso nella maggior parte degli aerei moderni, inclusi molti modelli radiocomandati, \u00e8 un motorino elettrico integrato nella parte frontale della turbina, che opera soltanto nel momento iniziale in cui deve fornirgli la &#8220;spinta&#8221; di avviamento. Ma agli albori di questa particolare branca dell&#8217;aeromodellismo, la prassi prevedeva l&#8217;impiego di una bombola per subacquei svuotata con massima rapidit\u00e0 nel sistema, che una volta messo in funzione il motore in funzione veniva immediatamente scollegata. Ed in effetti\u00a0Niels Herbrich, sempre nell&#8217;interesse di contenere al massimo il peso del suo veicolo, sembra utilizzare un sistema conforme ad una simile prassi, fondato tuttavia sull&#8217;impiego di una pi\u00f9 maneggevole, e forse apposita bomboletta spray.<br \/>\nNon che siano in molti, gli appassionati di aerei telecomandati che raggiungono un simile vertice del loro campo operativo, azzardandosi a legare il destino di un velivolo tanto costoso e difficile da pilotare ai loro riflessi e l&#8217;esperienza ai comandi, che possiamo soltanto presumere pi\u00f9 che decennale. Tanto che il passaggio ulteriore, rispetto al classico aeroplano dotato di propulsore vecchio stile, \u00e8 percepito essere quello dell&#8217;elica intubata, un sistema che comporta complicazioni a livello progettuale e pochi vantaggi in termini di potenza, bench\u00e9 garantisca una buona direzionabilit\u00e0 del getto. Ma soprattutto, consente di nascondere l&#8217;effettivo sistema che mantiene in aria il modellino, permettendogli di assomigliare maggiormente all&#8217;aereo reale che ci si era prefissati di riprodurre. Il fatto che si tratti di sistemi per lo pi\u00f9 elettrici, inoltre, elimina del tutto la presenza di rumori sconvenienti e poco realistici, permettendo di sostituirli almeno in parte tramite l&#8217;impiego della fantasia. Ma la turbina reale \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<br \/>\nUn&#8217;impresa da record, dunque, ma qual&#8217;\u00e8 effettivamente questo record? &#8220;Maggiore velocit\u00e0 raggiunta da un aereo con micro-turbina&#8221; recita appropriatamente il titolo del video. Questo perch\u00e9 \u00e8 in effetti possibile far raggiungere a un velivolo radiocomandato regimi persino superiori. Volete sapere con che motore? Credeteci: nessun motore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24145\" aria-describedby=\"caption-attachment-24145\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hFPJ6DUAY10\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24145 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24145 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Dynamic-RC-Glider-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Dynamic-RC-Glider-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Dynamic-RC-Glider-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Dynamic-RC-Glider.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24145\" class=\"wp-caption-text\">812 Km\/h, praticamente i due terzi della velocit\u00e0 del suono. Tramite l&#8217;impiego di un aliante lungo 149 cm, fatto ruotare verticalmente in un infinito giro della morte. Di sicuro dovr\u00e0 trattarsi di un sogno&#8230;Oppure un incubo?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica si chiama <em>dynamic soaring\u00a0<\/em>ed possibile anche con alianti a dimensione reale, bench\u00e9 necessiti generalmente di condizioni atmosferiche presenti a quote estremamente basse, rendendo tale operazione quanto meno sconsigliabile, per non dire vagamente suicida. Essa consiste nello sfruttamento di un particolare gradiente tra lo spostamento di masse d&#8217;aria, in cui un fronte ventoso si trova a contatto, in maniera piuttosto netta, con un secondo pi\u00f9 lento o del tutto fermo. Tutto ci\u00f2 che dovr\u00e0 fare a quel punto il pilota, \u00e8 manovrare il proprio aliante in un loop con il vento a favore, che lo porti nella sua parte inferiore al di sotto della succitata linea di demarcazione meteorologica. In questa maniera, ripetendo pi\u00f9 volte la manovra, esso guadagner\u00e0 doppiamente velocit\u00e0: in fase di discesa e in quella sulla sommit\u00e0 della manovra, senza poi perderla in fase di ritorno causa la pressoch\u00e9 totale assenza di un vento contrario. Si tratta di un sistema ben noto agli uccelli acquatici, tra cui in particolare l&#8217;albatross \u00e8 solito sfruttarne l&#8217;impiego prima\u00a0di accelerare verso i suoi distanti territori di caccia, o per massimizzare la rapidit\u00e0 del tuffo al momento in cui ha individuato un pesce sotto la superficie del mare. Dal punto di vista dei voli con persone a bordo, esiste almeno un caso documentato di <em>dynamic soaring<\/em>, riportato nel libro\u00a0Streckensegelflug di\u00a0Helmut Reichmann, coraggioso pilota che nel 1974 riusc\u00ec a mantenersi in aria sopra Tocumwal in Australia per 20 minuti, nella pi\u00f9 totale assenza di correnti ascensionali, grazie alla ripetizione della difficile manovra con il suo aliante modello Libelle. Un&#8217;impresa che dimostra come talvolta, principi dimostrabili con il volo radiocomandato possano trovare applicazione anche a quello su scala reale, facilitando, o talvolta salvando la vita di chi sceglie di salire direttamente in cielo, senza l&#8217;impiego di alcun tipo d&#8217;intermediari.<br \/>\nUn aliante quindi, perch\u00e9 no? Certamente le cifre in gioco saranno decisamente minori, cos\u00ec come la quantit\u00e0 di permessi ed ore di volo necessarie a far decollare un aeromobile dotato di micro-turbina. L&#8217;unico problema, a quel punto, sarebbe trovare un sito idoneo, dotato delle circostanze atmosferiche che aprono la strada ad una simile magia della fisica applicata. Dicono che un viaggetto tra i territori pi\u00f9 gelidi della Groenlandia sia la scelta adeguata. Del resto occorre coraggio, per andare veloci. E la capacit\u00e0 di trovare il perfetto <em>cheatcode<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tecnologia che si concentra per il raggiungimento di un singolo scopo, il massimo dell&#8217;efficienza, la sommit\u00e0 del muro che divide la materia dalla realizzazione di un sogno. A cosa dovrebbe servire, in tutto questo, l&#8217;elemento umano? 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