{"id":24126,"date":"2017-10-19T06:25:12","date_gmt":"2017-10-19T04:25:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24126"},"modified":"2017-10-19T06:30:41","modified_gmt":"2017-10-19T04:30:41","slug":"modo-piu-rapido-trasformarsi-nellomino-della-lego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24126","title":{"rendered":"Il modo pi\u00f9 rapido per trasformarsi nell&#8217;omino della Lego"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jU_fq_VRS0w\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24128 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24128\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Lego-Man-Costume-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Lego-Man-Costume-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Lego-Man-Costume-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Lego-Man-Costume.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre ogni settimana le notti si allungano, e il tepore autunnale inizia a dissiparsi trascinato via dai venti della nuova stagione, i giorni di ottobre avanzano rapidamente verso il giorno cardine di una particolare serie di credenze. Che sia Halloween, Ognissanti, oppure il Dia de los Muertos, non importa quanto il brivido che ha origine da profondo del cuore, per estendersi fino alla punta delle dita dei piedi umani. Quando il significato dell&#8217;attesa cambia, e persino gli alberi sembrano assumere toni pi\u00f9 cupi. Perch\u00e9 tutto \u00e8 possibile, se si erode il sottile velo tra credenza e realt\u00e0. Incubo. Trasformazione. Metamorfosi. Un ritorno al senso di stupore e meraviglia che per sua stessa implicita definizione, trae l&#8217;origine dal mondo a volte misterioso dei bambini diventati ormai qualcosa di totalmente diverso. Il caso \u00e8 raro e anche per questo, mai documentato: ci si sveglia un giorno con un senso di mal di testa, per l&#8217;emersione del bottone di montaggio del blocco &#8220;cappello&#8221;. Quindi s&#8217;ingrossano le braccia, mani, gambe, tendendo ad assumere un aspetto insolitamente squadrato. Le spalle si sollevano. Le ginocchia spariscono. Le mani si trasformano in crudeli pinze semi-circolari, in grado di ruotare a 360 gradi. Gli occhi, due puntini neri, accompagnati dall&#8217;unico altro tratto somatico di una bocca stilizzata che sorride in un rictus eterno e decisamente inquietante. La quale non si muove, non pu\u00f2 muoversi, mentre dall&#8217;improbabile creatura si provenire uno strascicato richiamo: &#8220;Montaag-gio, montaag-gio!&#8221;<br \/>\nE il tutto non sarebbe poi cos\u00ec impressionante, se misurasse appena 4 cm, nell&#8217;espressione di un qualcosa che conosciamo fin troppo bene. L&#8217;elemento nato come fattore &#8220;umano&#8221; per le costruzioni pi\u00f9 famose della storia danese comparso per la prima volta nel 1975, chiarendo finalmente la dimensione immaginaria dei blocchi modulari per le costruzioni creati da\u00a0Ole Kirk Christiansen pi\u00f9 di 30 anni prima di quella di data, All&#8217;epoca, non prevedendo certo di diventare un giorno il personaggio a sostegno di interi <em>franchise<\/em> d&#8217;intrattenimento, inclusi film e videogames, l&#8217;omino della Lego era qualcosa di molto pi\u00f9 semplice ed impersonale. Una mera sagoma, senza neppure i lineamenti sommari sopra descritti, n\u00e9 braccia e gambe articolate o di nessun tipo. Poich\u00e9 il cardine del sistema era il mondo delle cose, e perci\u00f2 sembrava controproducente ridurre il numero di blocchi principali per produrre un qualcosa che comunque, non avrebbe avuto la capacit\u00e0 d&#8217;interfacciarsi pi\u00f9 di tanto con il resto. Finch\u00e9 il figlio dello stesso\u00a0Christiansen, Godtfred, non comprese qualcosa di straordinariamente fondamentale e forse all&#8217;epoca, meno palese che ai giorni nostri: l&#8217;assoluta identit\u00e0 tra gioco ed immedesimazione, ovvero l&#8217;importanza di fornire un&#8217;ancora ai piccoli, e non tanto piccoli utilizzatori del suo prodotto, prolungando l&#8217;esperienza di gioco ben al di l\u00e0 del semplice assemblaggio del contenuto della loro fervida fantasia. Fu un processo per lo pi\u00f9 graduale, passando dai set degli anni &#8217;50 dedicati alle categorie operose della societ\u00e0 moderna, quali poliziotti, pompieri, addetti alle ferrovie, ad alternative pi\u00f9 caratteristiche e fantasiose, quali reinterpretazioni pseudo-storiche del Medioevo dei galeoni dei pirati caraibici all&#8217;epoca delle grandi esplorazioni. E fu proprio allora, inevitabilmente, che l&#8217;omino inizi\u00f2 ad arricchirsi di alcuni segni specifici di riconoscimento, quali bende sull&#8217;occhio, cappelli stravaganti, uncini e gambe di legno. Eppure senza mai perdere la sua inquietante ed innaturale conformit\u00e0: tutti alti uguali, la pelle gialla come un Simpson, la posa rigida e impostata. Per tornare all&#8217;analogia da calendario, un po&#8217; come gli scheletri del folklore messicano, in grado di superare ed in qualche modo costruire l&#8217;antitesi del concetto stesso d&#8217;identit\u00e0. \u00c8 incredibile quanto si possa cambiare, sfruttando semplicemente l&#8217;effetto di un costume ritagliato ed incollato a partire da qualche anonimo foglio di cartone!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24127\" aria-describedby=\"caption-attachment-24127\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fWSqM6dAO04\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24127 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24127 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Coca-Cola-Cannon-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Coca-Cola-Cannon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Coca-Cola-Cannon-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Coca-Cola-Cannon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24127\" class=\"wp-caption-text\">Non soltanto cartone: in uno dei suoi video pi\u00f9 popolari, The Q ha costruito un cannoncino funzionante con strati sovrapposti di lattine della Coca-Cola. L&#8217;effetto si dimostra subito sorprendentemente efficace ed affidabile, a patto di non utilizzare una quantit\u00e0 esagerata di polvere da sparo&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non che sia immediato ed automatico, s&#8217;intende. Occorre quanto meno, disporre di un certo grado di abilit\u00e0 manuale. Che qui non manca affatto, anzi! Stiamo pur sempre parlando di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCZdGJgHbmqQcVZaJCkqDRwg\/videos\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Q, uno dei pi\u00f9 popolari canali di YouTube<\/a> dedicati al fai da te d&#8217;impianto immaginifico, utilizzatore straordinariamente esperto di taglierino, colla e spessi strati di cellulosa in grado di diventare gli strumenti di un sogno che non ha limiti procedurali apparenti. Gi\u00e0 celebre per la nutrita serie di accessori creati col cartone a beneficio del suo grazioso cagnolino di razza Yorkshire, pur non disdegnando progetti tecnici dal superiore grado di complessit\u00e0, come sistemi d&#8217;arma o piccole casseforti funzionanti in ogni aspetto del loro meccanismo. Il tutto come espressione, l&#8217;ennesima, di quanta gente straordinariamente sia pronta a dimostrare il prodotto del proprio laboratorio al popolo del Web, con la sola speranza d&#8217;introiti pubblicitari dignitosi, in un universo ormai dominato dai filtri monopolistici dei contenuti ed i programmi di AdBlock. Ma forse lo scopo, semmai, \u00e8 un altro: trasferire ed attualizzare quello spirito che vigeva originariamente nell&#8217;ambito delle costruzioni-giocattolo, non tanto dedicate ai maggiori successi dell&#8217;universo multimediale, come Star Wars, Harry Potter etc, bens\u00ec al mondo della fantasia pi\u00f9 libera e sfrenata. Dove, per un bambino o un rappresentante degli\u00a0AFOL (Adult Fan of Lego) ci\u00f2 che contava di pi\u00f9 era l&#8217;immagine interiore della finalit\u00e0 prefissata, la ricerca di un&#8217;applicazione pratica di quanto elaborato in maniera, paradossalmente, del tutto priva d&#8217;influenza sulla materia. In questo senso, non tanto una forma d&#8217;assemblaggio a semplice scopo d&#8217;intrattenimento, bens\u00ec una vera e propria forma d&#8217;arte popolare, di chi gioca in pubblico per invogliare gli altri a partecipare.<br \/>\nDi questo potere rappresentativo dell&#8217;anonimo omino, la Lego sembra essersene resa conto a pieno nell&#8217;ultimo ventennio, con una curiosa, quanto significativa, corrispondenza con il periodo di maggior successo del marchio in queste ultime generazioni. La prima produzione ufficiale in stop-motion \u00e8 Spellbreaker, un corto fantasy dei primi del 2000 usato nei parchi a tema della compagnia, ben presto segu\u00ecto da Revenge of the Brick, una parodia di Guerre Stellari trasmessa su Cartoon Network nel 2005. Dalla cui ispirata sinergia, si decide finalmente di trasporre in forma digitale quella che era stata a partire dal &#8217;99 una delle licenze di maggior successo dell&#8217;intera compagnia danese, uscita contestualmente alla discussa, ma innegabilmente significativa seconda trilogia di film. Nasce cos\u00ec Lego Star Wars: the Game, il primo videogioco di reale successo nella storia dei mattoncini, a inaugurazione di una formula dalle molte ramificazioni e che sta riscuotendo successo tutt&#8217;ora. Nel 2011, quindi, questo legame con lo spazio assume toni decisamente pi\u00f9 importanti, quando come elemento fondamentale di un programma di collaborazione con la NASA intitolato &#8220;Lego Bricks in Space&#8221; una delle ultime missioni dello Space Shuttle trasporta tra le altre cose 13 kit di montaggio, inclusivi degli omini d&#8217;ordinanza, agli occupanti apparentemente un po&#8217; annoiati della Stazione Spaziale Internazionale. Per poi includere, contestualmente, tre omini in alluminio sulla sonda spaziale Juno, lanciata quell&#8217;anno verso il pianeta Giove, raffiguranti l&#8217;omonimo padre divino, sua moglie Giunone e l&#8217;astronomo Galileo Galilei, primo osservatore scientifico di quel particolare angolo d&#8217;infinito. Certo, viene da chiedersi quale conclusione possano trarre eventuali alieni nel caso dell&#8217;incontro con tale nave spaziale, sull&#8217;aspetto cubettoso e poco flessibile di un&#8217;ipotetica razza lego-umana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24129\" aria-describedby=\"caption-attachment-24129\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/c7KYrPXvZSM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24129 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24129 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Lego-Mutant-Man-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Lego-Mutant-Man-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Lego-Mutant-Man-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Lego-Mutant-Man.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24129\" class=\"wp-caption-text\">In un famoso episodio di Tested, la serie per il web curata da Adam Savage di MythBusters, l&#8217;artista Frank Ippolito creava una maschera &#8220;realistica&#8221; di un omino della Lego vivente. L&#8217;effetto complessivo lasciava intuire come alcune domande, dopo tutto, sia preferibile lasciarle del tutto a margine della coscienza comune.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile assumere, dunque, l&#8217;identit\u00e0 di colui che per suo stesso principio generativo, non possiede neppure il concetto di identit\u00e0? Una creatura che ha una singola forma standardizzata, declinata unicamente in funzione del cappello, gli accessori, la capigliatura e la decorazione esteriore del blocco &#8220;centrale&#8221;. In tal senso, l&#8217;omino della Lego \u00e8 una metafora della nostra stessa societ\u00e0 contemporanea, in cui l&#8217;iniziativa personale \u00e8 considerata spesso inadeguata a risolvere i problemi, se non addirittura sconveniente e una valida ragione per essere emarginati. A scuola, sul lavoro, nella vita. A volte bisogna liberare se stessi dalle catene stringenti del ruolo contestuale che ci \u00e8 stato assegnato dal fato. Trasformare il proprio aspetto per tentare, in qualche piccola ed insignificante maniera, di cambiare l&#8217;universo. Spostandosi da un blocco all&#8217;altro, senza mai neppure sognarsi di riuscire a piegare un paio d&#8217;inesistenti ginocchia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre ogni settimana le notti si allungano, e il tepore autunnale inizia a dissiparsi trascinato via dai venti della nuova stagione, i giorni di ottobre avanzano rapidamente verso il giorno cardine di una particolare serie di credenze. 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