{"id":24112,"date":"2017-10-17T06:40:26","date_gmt":"2017-10-17T04:40:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24112"},"modified":"2017-10-17T06:48:02","modified_gmt":"2017-10-17T04:48:02","slug":"la-freccia-ferisce-proiettile-fallisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24112","title":{"rendered":"La freccia che ferisce se il proiettile fallisce"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eOM4IQjQtM4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24113 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24113\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Arrow-penetration-Utah-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Arrow-penetration-Utah-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Arrow-penetration-Utah-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Arrow-penetration-Utah.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bianco e nero indica l&#8217;appartenenza a un altro tempo. Cos\u00ec come, con pari evidenza, il particolare soggetto che viene trattato all&#8217;interno del video: l&#8217;addestramento alla guerra non convenzionale del Gruppo 19\u00b0 delle Forze Speciali, una divisione militare facente parte del corpo della Guardia Nazionale statunitense, formata in larga parte da cittadini riservisti. Sembra una contraddizione in termini: un documentario con intendo propagandistico che non mostra tanto il massimo della tecnologia, della preparazione fisica, tattica e logistica, bens\u00ec quello che potrebbe essere un gruppo di amici con una serie di hobby piuttosto particolari. Come avventurarsi tra il gelo in mezzo alle montagne dello Utah, arrampicarsi sulla roccia nuda mediante l&#8217;impiego di attrezzatura da alpinismo, praticare il judo ed altre tipologie di arti marziali, fare il tiro a segno con diverse tipologie di armi. Ed \u00e8 proprio in quest&#8217;ultimo frangente di un pomeriggio del 1961, che implicitamente, veniamo invitati a porci un&#8217;insolita domanda: c&#8217;\u00e8 ancora una ragione bellica effettiva, nel mondo moderno, per tendere un comune arco da caccia e scagliare i propri dardi all&#8217;indirizzo del nemico? Certo, se l&#8217;esigenza \u00e8 farsi strada senza dare l&#8217;allarme. Persino un&#8217;arma con il silenziatore, nella maggior parte dei casi, produce un suono che \u00e8 possibile sentire a diversi metri di distanza. Ma la voce impostata del commentatore qui fa da preambolo a una prova tecnica di tutt&#8217;altro tipo. Uno dopo l&#8217;altro, i soldati conducono la dimostrazione. Rendendo evidente come in determinati casi, una freccia possa avere effetti pi\u00f9 devastanti, persino delle armi a proiettili del mondo contemporaneo.<br \/>\nLo scenario \u00e8 marcatamente artificiale e se vogliamo, non direttamente riconducibile a una situazione effettiva di conflitto. Uno dei soldati dispone, sulla posizione rialzata di una balla di fieno, una scatola di cartone con sopra disegnato un bersaglio. Quindi tale oggetto viene riempito, avendo cura di non lasciare dei vuoti, con una certa quantit\u00e0 di ghiaia e terra, poi diviso da tre partizioni da materiale cartaceo di medio spessore. A questo punto, entrano in scena i soldati 1, 2 e 3. Mr. Uno \u00e8 un tipo decisamente spietato, con sguardo assassino e armato di pistola Colt M1911. La posa professionale a tre quarti, il dito delicato sul piccolo grilletto, egli scaglia il suo proiettile nel centro dell&#8217;occhio di bue (Bull&#8217;s Eye!) ottenendo, tuttavia, un risultato piuttosto deludente. Il proiettile penetra a malapena la prima partizione del bersaglio. Il soldato Due \u00e8 invece freddo come il ghiaccio, compunto e distaccato, mentre prende la mira con la sua carabina calibro .30 M1 a canna corta, un&#8217;arma che sarebbe rimasta in uso\u00a0 tra le forze statunitensi fino ai duri anni della guerra nel Vietnam. Di nuovo, il secondo pezzo di cartone resta del tutto integro a seguito del suo sparo. Al turno del soldato Tre, dunque, le cose iniziano a farsi pi\u00f9 serie: armato di un riconoscibile fucile M1 Garand, un&#8217;arma risalente alla seconda guerra mondiale ed allora gi\u00e0 ritirata dal servizio attivo, il riservista fa fuoco con un&#8217;espressione indecifrabile. Se non fosse per il contesto decisamente formale, potremmo arrivare a definirla come un certo grado di speranza; piuttosto ben riposta, aggiungerei. Visto come il suo messaggio a base di piombo, prevedibilmente, penetri il primo ed il secondo pezzo di cartone, andando a fermarsi nella terza intercapedine della scatola piena di ghiaia. Il miglior risultato? Forse in alcuni contesti, l&#8217;arma sarebbe stata promossa senza il condizionale, e la faccenda chiusa immediatamente l\u00ec. Ma nel corpo 19\u00b0 dove lo stesso emblema raffigurato sulla spalla delle uniformi \u00e8 una spada attraversata da tre fulmini, all&#8217;interno di uno stemma con la forma di una punta di freccia, mancava ovviamente un&#8217;ultimo capitolo alla questione. Con passo cadenzato, avanza dunque sulla scena il numero 4. Senza un minimo d&#8217;esitazione, questo individuo che per la maggior parte del tempo avr\u00e0 fatto il banchiere, o magari l&#8217;impiegato alle poste, piuttosto che il negoziante, incocca la freccia, tende la corda fino al suo orecchio destro, lascia che la fisica faccia il suo corso. Volando sicura fino al bersaglio, la punta penetra in profondit\u00e0. Molto in profondit\u00e0. Con voce trepidante, il commentatore sottolinea il momento in cui l&#8217;inquadratura viene spostata. Ed a quel punto non ci sono pi\u00f9 dubbi: il dardo non soltanto ha perforato primo e secondo pezzo di cartone. Come se niente fosse, \u00e8 finito per fuoriuscire dalla parte opposta della scatola piena di ghiaia. Arco e freccia si sono dimostrati, con evidenza preponderante, migliori del fucile. Possibile che Robin Hood fosse pi\u00f9 forte di Rambo, in uno scontro frontale?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24114\" aria-describedby=\"caption-attachment-24114\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/k1xvCH6Lu6c\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24114 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24114 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Homemade-Glass-Arrow-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Homemade-Glass-Arrow-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Homemade-Glass-Arrow-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Homemade-Glass-Arrow.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24114\" class=\"wp-caption-text\">Una punta di freccia costruita con il vetro non potr\u00e0 avere la stessa capacit\u00e0 di penetrazione dell&#8217;alternativa in duro acciaio. Ma come sapevano fin troppo bene i nostri antenati, \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per penetrare da parte a parte un cervo. O un blocco di gel balistico color giallo paglierino.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In buona sostanza, la questione \u00e8 la seguente: le leggi della fisica funzionano in un modo perfettamente logico e conforme, ma non sempre intuitivo per la linea di ragionamento degli umani. Succede quindi che non esiste, nonostante quanto si potrebbe presumere, una soluzione &#8220;migliore&#8221; applicabile a tutte le tipologie di problemi. Ma una serie di approcci paralleli, ciascuno dotato dei suoi punti di forza ed, inevitabilmente, debolezze non meno rilevanti. Un proiettile, un ultima analisi, cos&#8217;\u00e8? Se non un piccolo ammasso aerodinamico di piombo, concepito appositamente per penetrare attraverso un corpo molle ed arrecare la maggior quantit\u00e0 di danno possibile (ed \u00e8 soprattutto questo che bisognerebbe far notare a chi dice che &#8220;le armi non sono buone o cattive, soltanto uno strumento&#8230;&#8221;) Cosa che senza ombra di dubbio, riesce a fare particolarmente bene. Ma se usciamo dal vicinato delle solite vittime parlanti, la situazione ci mette molto poco a trovarsi del tutto capovolta. Perch\u00e9 al momento dell&#8217;impatto con una superficie sufficientemente solida, il proiettile inizia immediatamente a deformarsi. Se poi tale massa \u00e8 anche friabile, essa &#8220;preme&#8221; letteralmente su di lui mano a mano che la perfora, rallentandolo come fa la sabbia con un&#8217;auto da Formula 1. \u00c8 per questo che la migliore protezione contro il fuoco nemico risulta essere un mucchio di sacchetti sabbia, che qualsiasi pungolo per le vacche, o punteruolo rompighiaccio, penetrerebbe da parte a parte con la facilit\u00e0 di una trota che torna in direzione del mare nat\u00eco.<br \/>\nPrendete in considerazione, di contro, una freccia: 40-60 cm di legno flessibile ma resistente, preceduti da una punta che al giorno d&#8217;oggi, viene generalmente realizzata in acciaio armonico dall&#8217;alto tenore di carbonio. La sua energia cinetica (KE) al momento in cui viene scagliata, inoltre, \u00e8 di molte grandezze inferiore a quella del piccolo proiettile di pistola e fucile. E questo, nella prova della scatola di ghiaia, costituisce paradossalmente un ulteriore punto a favore. Questo perch\u00e9 il proiettile, nella distanza relativamente breve tra lo sparatore ed il bersaglio, non aveva ancora avuto occasione di accelerare. Alcuni di voi forse ricorderanno la questione teorizzata da Frank Herbert, nella sua celebre serie di romanzi Dune, relativa ad un futuro in cui scudi immateriali ad energia possono fermare facilmente qualsiasi proiettile, ma non l&#8217;attacco appositamente rallentato di un&#8217;arma bianca, come un coltello o una spada. Il che porta ad alcune appassionanti scene di duello, ma anche ad una riflessione sulla natura transitoria della tecnologia. E di come il non-plus ultra ingegneristico possa diventare, grazie ad un&#8217;esplosiva invenzione, del tutto inutile da un giorno all&#8217;altro. Vedi l&#8217;esempio del gambesone, un tipo di protezione in uso durante tutto il lungo periodo tra il Mondo Antico e il Rinascimento, costituita da una serie di strati di lino sovrapposti non dissimile, concettualmente, dal moderno concetto di giubbotto balistico antiproiettile. Pi\u00f9 efficace talvolta, nel fermare una freccia, persino della cotta di maglia o l&#8217;armatura a piastre, proprio perch\u00e9 composta da una serie di barriere non dipendenti tra loro, che non possono essere &#8220;tagliate&#8221; in un solo dirompente passaggio di una punta in acciaio. Ci\u00f2 detto, nel momento in cui i primi archibugi fecero fuoco sui campi di battaglia dell&#8217;Occidente, tale approccio alla protezione personale divent\u00f2 del tutto obsoleto. Molti anni sarebbero dovuti passare, prima che la scienza tecnica elaborasse armature in grado di assorbire un simile valore di KE.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24115\" aria-describedby=\"caption-attachment-24115\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CULmGfvYlso\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24115 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24115 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Warbow-Vs-Gambeson-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Warbow-Vs-Gambeson-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Warbow-Vs-Gambeson-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Warbow-Vs-Gambeson.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24115\" class=\"wp-caption-text\">Un membro dell&#8217;Associazione dell&#8217;Arco da Guerra Inglese dimostra l&#8217;efficacia del suo strumento elettivo nel penetrare una carcassa di maiale. Quindi una volta protetta quest&#8217;ultima con il gambesone, fallisce intenzionalmente\u00a0 nel penetrarlo per esigenze dimostrative del programma Tv.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia umana \u00e8 letteralmente costellata di vicende relative alle imprese di arcieri leggendari, in grado di scagliare i propri dardi a una distanza, e quindi con una potenza, del tutto improbabili se confrontate con le imprese degli atleti olimpici attuali. E questo nonostante la superiorit\u00e0 tecnica dell&#8217;arco moderno. Non \u00e8 del resto impossibile da accettare che in un&#8217;epoca in cui letterali migliaia di persone si addestravano nell&#8217;uso dell&#8217;arco per ogni centinaio dei giorni nostri\u00a0(in particolare, l&#8217;Inghilterra l&#8217;aveva istituzionalizzato per gli abitanti dei villaggi) avessero l&#8217;occasione di emergere figure particolarmente preparate, in grado di ottenere dei risultati comparabilmente superiori nel tiro al bersaglio e la penetrazione di materiali. Lo storico clericale\u00a0Giraldus de Barri, vissuto nel XIII secolo d.C e che aveva accompagnato Enrico II Plantageneto nella sua campagna bellica contro il ribelle gallese noto come Strongbow (arco forte) raccontava delle truppe di costui, capaci di &#8220;Conficcare una freccia in una porta di quercia massiccia per lo spazio di un palmo.&#8221; Un&#8217;impresa giudicata per lungo tempo improbabile, paragonabile al racconto effettuato dallo stesso narratore del primo fenomeno di Poltergeist in Europa. Finch\u00e9 ad alcuni sperimentatori archeologici moderni non venne in mente di effettuare la prova, con il tipo di frecce che davvero erano in uso a quell&#8217;epoca e contesto geografico, definite <em>bodkin<\/em>. Pesanti e sottili, acuminate alla stessa maniera un ago da cucito (oggetto da cui proveniva, per l&#8217;appunto, il nome) e quindi concettualmente, non poi cos\u00ec diverse da un moderno proiettile da carro armato. Frecce, quindi, concepite soltanto per continuare la loro corsa, anche impattando contro scudi, corazze, gambesoni e quant&#8217;altro. Ebbene, l&#8217;esperimento riusc\u00ec perfettamente, confermando quanto narrato nelle cronache del sacerdote.<br \/>\nA quanto pare, il legno massiccio di quercia non era poi cos\u00ec impossibile da penetrare. Per quanto sia diventato, al giorno d&#8217;oggi, piuttosto raro come materiale da costruzione. Alla luce del video dei riservisti dello Utah, verrebbe anche da chiedersi quale possa essere il risultato ottenibile in circostanze simili con un moderno fucile da guerra. Per ovvie ragioni, tuttavia, sarebbe altamente sconsigliabile andare ad effettuare la prova contro la porta di qualche vecchio castello o chiesa medievale. A meno di voler iniziare a vivere alla macchia nella foresta di Sherwood, come i compagni felici di quel famoso eroe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bianco e nero indica l&#8217;appartenenza a un altro tempo. Cos\u00ec come, con pari evidenza, il particolare soggetto che viene trattato all&#8217;interno del video: l&#8217;addestramento alla guerra non convenzionale del Gruppo 19\u00b0 delle Forze Speciali, una divisione militare facente parte del corpo della Guardia Nazionale statunitense, formata in larga parte da cittadini riservisti. 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