{"id":24095,"date":"2017-10-15T06:31:59","date_gmt":"2017-10-15T04:31:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24095"},"modified":"2017-10-15T06:37:48","modified_gmt":"2017-10-15T04:37:48","slug":"piramide-modernista-nella-capitale-del-venezuela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24095","title":{"rendered":"Una piramide modernista nella capitale del Venezuela"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gv2dxpkk4YQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24098 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24098\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incredibile, svettante, spropositata. Grandiosa \u00e8 la tomba del faraone, poich\u00e9 essa commemora le spoglie terrene del dio vivente, il cui spirito non svanisce come quello dei comuni esseri umani, ma si perpetra e rafforza, attraverso le generazioni. Eppure, che cosa \u00e8 successo all&#8217;ultima di tali costruzioni, impossibile da completare prima che il regime finisse, e in assenza di un potere centrale, soprasseduta da pi\u00f9 semplici priorit\u00e0 mondane? Ci\u00f2 che \u00e8 stato costruito, anche se soltanto a met\u00e0, non pu\u00f2 essere de-costruito, ma soltanto demolito, un&#8217;operazione a sua volta complessa, costosa, talvolta sconveniente. Le vestigia restano mentre il futuro avanza, le corrobora e diventa l&#8217;oggi. Per poi dissolversi nel vento del passato. Monumenti di un ottimismo ormai perduto; luoghi come El Helicoide, l&#8217;Elica d&#8217;asfalto e cemento, il pi\u00f9 riconoscibile edificio di Caracas in Venezuela, ciononostante tutt&#8217;oggi, per lo pi\u00f9 sconosciuto dall&#8217;estero. Le ragioni sono molteplici, ma la prima resta quella pi\u00f9 rilevante: brutti, bruttissimi ricordi. E un ancor pi\u00f9 triste utilizzo nei nostri giorni. E dire che tutto era iniziato, nel 1956, con i propositi migliori: costruire un nuovo tipo di centro commerciale. Qualcosa che il mondo non aveva mai visto e che ben presto, sarebbe stato l&#8217;invidia dell&#8217;intero continente americano. Un luogo di sogni e opulenza, con albergo, sala conferenze, auditorium, luogo d&#8217;esposizione ed oltre 340 negozi, sormontato da una cupola geodetica ispirata alle opere dell&#8217;inventore Buckminster Fuller, mentre l&#8217;estetica delle mura era infusa di un gusto riconducibile a Frank Lloyd Wright. Grazie all&#8217;opera dell&#8217;architetto venezuelano Jorge Romero Guti\u00e9rrez, che in questo modo pensava di scrivere una nuova pagina della storia del movimento Modernista. E ci arriv\u00f2, oh! Cos\u00ec vicino. Se non che, al momento di ultimare l&#8217;ultima colata di cemento e passare all&#8217;allaccio dei servizi di acqua e luce, nel 1958, il faraone venne cacciato via. E con esso, chiunque desiderasse portare a compimento le opere che lui stesso aveva sognato.<br \/>\nIl supremo vertice del potere costituito nelle mani di una singola persona, come la sommit\u00e0 di una struttura a gradoni svettante verso il cielo, percorsa da un numero di automobili che non avrebbe mai avuto fine. \u00c8 davvero questa la natura della societ\u00e0 umana? Il popolo che sostiene i funzionari, e sopra di essi la polizia segreta. Che a sua volta, sorregge Costui. Nella fattispecie del momento storico preso in esame,\u00a0Marcos P\u00e9rez Jim\u00e9nez, generale dell&#8217;Esercito del Venezuela e Ministro della Difesa, in grado di salire sul Trono di Spade al termine di un colpo di stato sul finire della seconda guerra mondiale. E da allora, governare con pugno affilato, scacciando gli oppositori, finch\u00e9 nel &#8217;58, dallo stesso popolo disagiato dei barrios, assistito soltanto in parte dai militari, inizi\u00f2 l&#8217;ennesima Rivoluzione. Il problema di El Helicoide non era tanto il fatto di trarre le sue risorse dal potere costituito: si trattava anzi, tranne che per minime sovvenzioni, di un&#8217;impresa privata, finanziata in anticipo con l&#8217;acquisto degli spazi espositivi da parte dei futuri negozianti ed espositori. Ma \u00e8 indubbio che ci furono circostanze sconvenienti. In primo luogo, lo stile comunicativo vagamente patriottico del materiale di marketing prodotto a sostegno del progetto, che imitava, e per certi versi si appoggiava, alla propaganda di regime. Al punto che, nell&#8217;immaginario comune, l&#8217;oggetto spropositato che aveva sostituito la familiare vista della Roca Tarpeya, rupe pietrosa nel centro di Caracas, rimaneva indissolubilmente associato al despota ormai spedito in esilio in Brasile. Lo stesso architetto\u00a0Guti\u00e9rrez, nel frattempo, avrebbe iniziato a chiamare il progetto come affetto da una\u00a0<em>maldici\u00f3n<\/em>, forse dovuto al luogo stesso della sua costruzione, il cui nome riprendeva direttamente quello della rupe Tarpea di Roma, da cui al tempo della Repubblica venivano gettati i condannati a morte che si rifiutavano di prestare testimonianza. Ma forse \u00e8 sbagliato parlare di edificio costruito SOPRA la rupe. Poich\u00e9 essa faceva in effetti parte della rupe STESSA.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24096\" aria-describedby=\"caption-attachment-24096\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/188814271\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24096 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24096 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-build-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-build-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-build-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-build.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24096\" class=\"wp-caption-text\">Nei primi anni, l&#8217;Elica rappresentava la speranza per un domani migliore, l&#8217;opera oggettivista dei grandi investitori, che usavano il denaro per cambiare le radici stesse del processo di evoluzione sociale. Non per niente, lo stesso Rockfeller tent\u00f2 di acquistare l&#8217;impresa, priama che il tutto finisse in malora verso il principio degli anni &#8217;60.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La componente innovativa principale, nonch\u00e9 l&#8217;aspetto pi\u00f9 intrigante del futuro primo centro commerciale venezuelano, era effettivamente proprio questa sua grandezza, in realt\u00e0 nient&#8217;altro che un&#8217;illusione. La prima parte dei lavori consistettero, infatti, nel fare a fette la Roca, trasformandola in una letterale piramide a gradoni. Che fu quindi completamente ricoperta da una doppia spirale d&#8217;asfalto (da cui il nome, Helicoide) integralmente percorribile con l&#8217;automobile. Cos\u00ec che, i futuri clienti avrebbero potuto parcheggiare proprio dinnanzi al negozio di loro interesse, per poi spostarsi all&#8217;interno del centro impiegando degli speciali ascensori in grado di muoversi in diagonale. L&#8217;edificio costituiva, dunque, un qualcosa di straordinariamente al passo coi tempi, ma al tempo stesso l&#8217;anticipo di un futuro che non sarebbe mai arrivato. L&#8217;assoluta passione per il mezzo a motore, al culmine nel ventennio della Rinascita Economica, questo veicolo che potenziava i sogni dell&#8217;uomo. Ben presto soprasseduta da nuove considerazioni di tipo ambientale ed economico, tra cui le numerose crisi petrolifere della seconda met\u00e0 dello scorso secolo, che minacciavano di destabilizzare ulteriormente, tra le altre, la situazione sociale venezuelana. La successiva crisi della valuta nazionale, il\u00a0Bol\u00edvar, prevedibilmente non aiut\u00f2. Fu cos\u00ec che nel 1960, senza nessuna esitazione, il nuovo stato al comando di Edgar Sanabria prima, R\u00f3mulo Betancourt dopo, tolse il suo patrocinio finanziario al sogno di\u00a0Guti\u00e9rrez, mentre alcuni degli investitori pi\u00f9 importanti, facendo seguito a ci\u00f2, decisero di ritirarsi. La nave, volendo usare una metafora, era ormai naufragata.<br \/>\nLa situazione fu subito priva di speranze: la societ\u00e0 costruttrice fece inutilmente causa al governo, mentre tutti coloro che avevano gi\u00e0 pagato per il proprio negozio, istituendo una class action <em>de facto<\/em>, fecero a loro volta causa alla societ\u00e0. Nel frattempo, gradualmente, i barrios continuavano a crescere attorno a El Helicoide, finendo per affiancarlo con l&#8217;alveare di case improvvisate, il meglio che il popolo delle persone comune potesse permettersi in quegli anni di magra, scivolato in un baratro da cui tutt&#8217;ora, il paese sta cercando di risalire. Quando nel 1979, quindi, 500 famiglie restarono vittime di una frana fangosa nella periferia di Caracas, la soluzione fu semplice e immediata: offrirgli, come luogo di riparo, le auguste sale del decaduto simbolo nazionale, trasformato per l&#8217;occasione in un luogo in cui vivere temporaneamente. Centinaia, poi migliaia di altri li seguirono, semplicemente perch\u00e9 privi di un tetto fin da prima dell&#8217;episodio. Le condizioni erano decisamente spiacevoli: senza acqua, senza luce, stipati in uno spazio che non risultava in alcun modo sufficiente alla quantit\u00e0 di persone coinvolte, neppure a seguito dell&#8217;aggiunta di una serie di container sul doppio viale d&#8217;accesso. Eppure, al termine dell&#8217;emergenza istituzionalizzata, non vollero andare via. L&#8217;Elica divent\u00f2 in quegli anni un concentrato di efferatezza, una vera rocca della malavita su pi\u00f9 livelli, con spaccio di droga, prostituzione e gioco d&#8217;azzardo illegale. Entro l&#8217;inizio degli anni &#8217;80, si stima che al suo interno vivessero circa 10.000 persone, prima che il governo venezuelano istituisse un&#8217;azione di sgombero che a quanto si narra, fu sorprendentemente pacifica. O forse, questo \u00e8 ci\u00f2 che venne annotato sui libri di storia, indipendentemente dall&#8217;effettivo svolgersi degli eventi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24099\" aria-describedby=\"caption-attachment-24099\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24099#main\" rel=\"attachment wp-att-24099\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24099 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-roads-1-500x433.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-roads-1-500x433.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-roads-1-768x666.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/El-Helicoide-roads-1.jpg 1195w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24099\" class=\"wp-caption-text\">Nella piantina della viabilit\u00e0 di El Helicoide s&#8217;intravedono le ragioni del suo genio. Le automobili avrebbero circolato dal punto d&#8217;ingresso fino alla sommit\u00e0 in un percorso obbligato, che gli avrebbe permesso di osservare ogni singola vetrina. Quindi, discendendo in senso contrario, avrebbero avuto tutto il tempo di meditare se era effettivamente il caso di fermarsi a comprare qualcosa. &#8211; <a href=\"http:\/\/www.hiddenarchitecture.net\/2017\/07\/el-helicoide-de-roca-tarpeya.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1982, il progetto di riqualificazione per il centro incompleto, sostenuto dal governo del presidente Luis Herrera Campins, consisteva nella costituzione di un Museo della Storia e dell&#8217;Antropologia, che avrebbe avuto la sua sede sotto la cupola geodetica che sormontava l&#8217;edificio. Mentre nel 1985, con la successione presidenziale a vantaggio di\u00a0Jaime Lusinchi, si prefer\u00ec usare quel particolare spazio per una centrale di polizia politica del governo, mentre i livelli inferiori venivano trasformati in carcere cittadino. Iniziano quindi gli anni pi\u00f9 oscuri dell&#8217;Elica, trasformata nelle parole della studiosa d&#8217;urbanistica e storica Celeste Olalquiaga, nell&#8217;unica &#8220;rovina vivente&#8221; della citt\u00e0 di Caracas. Rimasto completamente vuoto nei livelli centrali, che caddero progressivamente in uno stato di usura irrecuperabile, la struttura piacque tuttavia da subito ai funzionari dell&#8217;ordine costituito, che potevano guidare e parcheggiare direttamente a ridosso dei propri uffici. Nel frattempo, voci preoccupanti sulle condizioni dei prigionieri detenuti in circostanze legali sospette presero a circolare sulla scena internazionale, con la stessa Amnesty che arriv\u00f2 ad iscrivere El Helicoide nell&#8217;elenco delle strutture in cui si perpetuava la violazione dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo. Una denominazione la quale ancora tutt&#8217;oggi, purtroppo, si trova indissolubilmente associata all&#8217;ormai misterioso edificio.<br \/>\nLe ipotesi di riqualificazione tuttavia non mancano: spesso paragonato al celebre caso della Tower of David, il grattacielo abbandonato e poi occupato abusivamente dai senzatetto della citt\u00e0 di Caracas, il centro commerciale \u00e8 osservato con interesse dagli architetti e sognatori dell&#8217;epoca contemporanea, che vorrebbero farne, a seconda dei casi, un centro culturale, un luogo d&#8217;incontro, un placido alveare abitativo. La stessa\u00a0Olalquiaga, con la pubblicazione del libro\u00a0El Helicoide: From Mall to Prison e la creazione dell&#8217;omonima mostra itinerante, presente fino allo scorso luglio nell&#8217;Istituto dell&#8217;AIA (Architetti Americani) a New York, ha fatto della sua missione di vita una presa di coscienza collettiva della ricchezza potenziale di una simile struttura, cos\u00ec rappresentativa di un&#8217;epoca ormai trascorsa ma mai, giustamente, dimenticata.<br \/>\nAll&#8217;epoca della sua progettazione, del resto, Salvador Dal\u00ec si era offerto di decorarne le sale. Mentre il poeta Pablo Neruda l&#8217;aveva definito pubblicamente: &#8220;La struttura pi\u00f9 bella mai creata dalla mente di un architetto.&#8221; Non sono questi elogi di figure che il trascorrere degli anni, o il disuso, possano trascinare via. Come granelli nella tempesta di sabbia che da sempre, nell&#8217;immaginario mitologico, accompagna la dipartita dell&#8217;ultimo faraone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incredibile, svettante, spropositata. Grandiosa \u00e8 la tomba del faraone, poich\u00e9 essa commemora le spoglie terrene del dio vivente, il cui spirito non svanisce come quello dei comuni esseri umani, ma si perpetra e rafforza, attraverso le generazioni. Eppure, che cosa \u00e8 successo all&#8217;ultima di tali costruzioni, impossibile da completare prima che il regime finisse, e &#8230; <a title=\"Una piramide modernista nella capitale del Venezuela\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24095\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Una piramide modernista nella capitale del Venezuela\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2903,201,361,2902,968,625,2802,1334,782,2901,2833,71,220,1725,329,1961],"class_list":["post-24095","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architetti","tag-architettura","tag-auto","tag-caracas","tag-centri-commerciali","tag-citta","tag-colline","tag-edifici","tag-luoghi-abbandonati","tag-modernismo","tag-prigioni","tag-storia","tag-strade","tag-strutture","tag-urbanistica","tag-venezuela"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24095"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24095\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24101,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24095\/revisions\/24101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}