{"id":24064,"date":"2017-10-11T06:31:31","date_gmt":"2017-10-11T04:31:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24064"},"modified":"2017-10-11T06:31:55","modified_gmt":"2017-10-11T04:31:55","slug":"loscuro-messaggio-delle-statue-inuit-nellaeroporto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24064","title":{"rendered":"L&#8217;oscuro messaggio delle statue inuit nell&#8217;aeroporto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24067#main\" rel=\"attachment wp-att-24067\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24067\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inunnguat-Toronto-500x331.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inunnguat-Toronto-500x331.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inunnguat-Toronto-768x509.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto a lungo pu\u00f2 restare un&#8217;opera d&#8217;arte in luogo pubblico prima che qualcuno, finalmente, capisca il suo reale significato? 10, 20, 30 anni? Nel caso dei tre uomini di pietra del Toronto Pearson, aeroporto internazionale della pi\u00f9 popolosa citt\u00e0 del Canada, ne sono trascorsi ben 54. E sarebbero stati ancor di pi\u00f9, probabilmente, se la pagina Facebook del notiziario CBC Nunavut, rivolta agli abitanti di una delle regioni pi\u00f9 settentrionali abitate dall&#8217;uomo, non ne avesse pubblicato per caso l&#8217;ennesima foto, accompagnata dall&#8217;enigmatica domanda: &#8220;Che cosa ne pensate?&#8221; Strano, in effetti, che non si trattasse di un semplice post mirato a sollevare un collettivo orgoglio verso l&#8217;evidente apprezzamento rivolto all&#8217;identit\u00e0 culturale di un&#8217;etnia ormai agli sgoccioli, che faticosamente mantiene il suo legame con le antiche tradizioni, bens\u00ec un&#8217;oggettiva richiesta d&#8217;interpretazione. Che puntualmente arrivata, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CBCnunavut\/posts\/1125679844233279\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da parte di un&#8217;utente<\/a>\u00a0che ha fatto notare con tono assolutamente neutro: &#8220;Quel tipo di\u00a0inukshuk\u00a0indica l&#8217;orribile presagio di un luogo di morte.&#8221; Perfetto, direi, per un aeroporto. Se si ha paura di volare. Ma \u00e8 altamente probabile che in effetti, tale implicazione non fosse in alcun modo desiderata in origine, per quelle che dovevano costituire semplicemente tre decorazioni etniche e un modo per onorare il &#8220;patrimonio culturale&#8221; del Canada intero. Come potrete facilmente immaginare, in patria si tratta di un tema controverso: gli Inuit furono all&#8217;epoca, e per certi versi lo sono tutt&#8217;ora, una di quelle popolazioni native a cui vennero tolte le terre dai primi coloni, in cambio di pagamenti simbolici o mere promesse, bench\u00e9 su una scala decisamente minore rispetto alle trib\u00f9 che presero il nome inesatto di indiani. Questo per il semplice fatto che molti dei luoghi di propriet\u00e0 degli Inuit si trovavano talmente a Settentrione, nel pi\u00f9 costante gelo ed assenza di facili risorse, che l&#8217;uomo bianco semplicemente non avrebbe potuto abitarle. Resta comunque un fatto che all&#8217;epoca delle Olimpiadi Invernali di Vancouver del 2010, l&#8217;insolita mascotte\u00a0Ilanaaq dalla forma visibilmente pietrosa sia stata fortemente criticata da alcune associazioni, come appropriazione indebita di un tratto culturale che non \u00e8, non potr\u00e0 mai essere canadese.<br \/>\nLa definizione di <em>inukshuk<\/em> (pronuncia <em>inuksuk<\/em>, plurale <em>inuksuit<\/em>) \u00e8 in senso letterale &#8220;[Ci\u00f2 che] fa le veci di un uomo&#8221; essenzialmente assolvendo ad un ventaglio di mansioni molto ampio. Questa classe di costrutti di pietre accatastate, per una met\u00e0 opere d&#8217;arte e l&#8217;altra strumenti utili alla vita di tutti i giorni nella tundra glaciale dell&#8217;Artico, hanno uno scopo diverso in base alla forma scelta dal loro costruttore. Ve ne sono di dedicati a segnare il passaggio di un sentiero sicuro, oppure in luoghi da evitare a tutti i costi, mentre altri indicano l&#8217;inizio di un terreno occupato da una particolare trib\u00f9. Nella caccia alle renne, tipici ungulati della regione, gli inuksuit hanno un ruolo importante: come unica presenza che sporge dalla distesa innevata, essi spaventano gli animali, i quali per sicurezza evitano di avvicinarsi, finendo dritti nella trappola degli umani. A partire dal primo aprile 1999, quindi, uno di questi punti di riferimento \u00e8 comparso sulla bandiera ufficiale del nuovo Territorio a Maggioranza Inuit del Nunavut, in rosso su campo bianco e giallo. La sua particolare e riconoscibile forma, molto diversa da quella di un tipico <em>cairn<\/em> (cumulo segnavia) degli escursionisti occidentali, \u00e8 quindi diventata famosa in tutto il Canada, che ha trovato in essa un tratto distintivo, ed unico, appartenente geograficamente al suo territorio. Un importante approccio all&#8217;arduo e sempre sentito problema di differenziarsi dall&#8217;altro paese di origine europea presente nel Nordamerica, gli ingombranti Stati Uniti. E da l\u00ec \u00e8 iniziato, inevitabilmente, il problema: perch\u00e9 per una questione apparentemente semplice, come disporre le pietre in un cumulo vagamente antropomorfo, si nascondevano in realt\u00e0 i diversi significati, trasmessi per lo pi\u00f9 attraverso la via orale, e per questo inaccessibili ai non nativi. Molti, ad esempio, hanno lamentato la stessa definizione della mascotte delle Olimpiadi con il termine di\u00a0<em>inukshuk<\/em>, quando in realt\u00e0 si trattava di un <em>inunnguaq<\/em>, ovvero cumulo con testa e braccia spalancate, a esprimere un messaggio di qualche tipo. Un &#8220;piccolo&#8221; dettaglio, sfuggito in qualche modo alla designer canadese Elena Rivera MacGregor. O forse l&#8217;intento commerciale di semplificare le cose. La questione dei tre <em>innunguat<\/em> (pl.) dell&#8217;aeroporto di Toronto, tuttavia, \u00e8 notevolmente pi\u00f9 ricca di possibili interpretazioni.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24066\" aria-describedby=\"caption-attachment-24066\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yZznwVQC8xQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24066 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24066 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inuksuit-montage-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inuksuit-montage-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inuksuit-montage-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inuksuit-montage.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24066\" class=\"wp-caption-text\">Una carrellata con alcune delle tipologie di <em>inuksuit<\/em> pi\u00f9 importanti. Alcuni di questi simboli furono scambiati, originariamente, come allusivi a simboli di distanti religioni, ricordando vagamente la croce cristiana o il martello di Thor. Il che mostra, se non altro, quanto possa essere soggettiva l&#8217;interpretazione di un cumulo di pietre.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tre statue, se cos\u00ec vogliamo continuare a chiamarle, furono infatti l&#8217;opera di\u00a0Kiakshuk (Keeakshook) probabilmente il pi\u00f9 importante artista ad aver divulgato nel mondo la cultura e le usanze degli Inuit del Nunavut. Colui che, nato nel 1886 sull&#8217;isola di\u00a0Baffin, aveva sempre ammirato gli oltre cento\u00a0<em>inuksuit\u00a0<\/em>stolidamente eretti sulla propaggine meridionale nota come Enukso Point, vestigia di un antico e misterioso luogo di culto dei suoi antenati. Dopo aver iniziato con una sua interpretazione di tali canoni, quindi, egli ebbe modo di dedicarsi all&#8217;arte grafica, elaborando un particolare stile espressivo, schematico e un po&#8217;\u00a0<span data-dobid=\"hdw\">na\u00eff, in grado di esprimere alla perfezione le sensazioni e i ritmi della vita al di sopra del Circolo, includendo anche numerose figure mitologiche relative alla religione ancestrale del suo popolo, ormai da tempo convertito al cristianesimo dai missionari europei. Negli anni &#8217;70,\u00a0Kiakshuk si specializz\u00f2 nella produzione di stampe tramite l&#8217;incisione diretta, un&#8217;attivit\u00e0 che gli permise di guadagnare ben presto non soltanto la stima degli abitanti del Meridione, ma anche quella dei suoi connazionali, che ne apprezzavano l&#8217;appartenenza autentica ad una cultura ormai in via di sparizione. L&#8217;artista era anche, infatti, un abile cacciatore e cercatore di tracce, nonch\u00e9 praticante dei metodi tradizionali di sopravvivenza nella tundra polare. Attraverso la sua lunga carriera, avrebbe avuto anche l&#8217;occasione di partecipare a una produzione cinematografica come narratore (1958 &#8211;\u00a0The Living Stone) ed illustrare assieme all&#8217;artista e connazionale Pudlo un libro intitolato &#8220;Storie e canzoni degli eschimesi&#8221; raccolte dal viaggiatore Knud Rasmussen. Oltre, ovviamente, a realizzare i tre\u00a0<em>innunguat<\/em>\u00a0donati all&#8217;aeroporto di Toronto, per intere generazioni scambiati per un omaggio ai controllori di volo, o addirittura &#8220;tre amici che chiamano il taxi.&#8221;<br \/>\nSull&#8217;origine della posizione particolarmente malaugurante, apparentemente quella del cumulo antropomorfo con un singolo braccio alzato, gi\u00e0 sono state elaborate diverse teorie. Dal momento in cui su Facebook \u00e8 stato segnalato il problema, qualcuno ha ricordato come in un momento imprecisato delle ultime tre decadi le tre figure siano state temporaneamente immagazzinate, per alcuni lavori di ristrutturazione dell&#8217;aeroporto. Possibile che dopo quel momento, gli\u00a0<em>innunguat<\/em>\u00a0siano stati riassemblati in maniera non corretta? Possibile. Ma non \u00e8 cos\u00ec: nello stesso <em>thread<\/em> in effetti, compare una fotografia su una vecchia rivista, in cui l&#8217;uomo di pietra faceva gi\u00e0 lo stesso identico gesto. Alcuni ipotizzano quindi che il montaggio fosse stato effettuato in maniera non corretta fin da subito e che l&#8217;artista, poco raggiungibile visto il suo particolare stile di vita, non avesse mai avuto l&#8217;occasione di correggere il fraintendimento. E <a href=\"http:\/\/www.atlasobscura.com\/articles\/toronto-airport-inunnguat-inukshuk-mystery\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un&#8217;indagine riportata dal portale Atlas Obscura<\/a>, in effetti, sembrerebbe confermare l&#8217;idea:\u00a0Kiakshuk non aveva infatti realizzato le statue da solo, bens\u00ec con l&#8217;aiuto dell&#8217;amico e collega (forse, apprendista) Egeesiak Peter, che oggi \u00e8 ancora vivo alla veneranda et\u00e0 di 80 anni. Figura anche lui di artista, che racconta come la visione originaria del suo maestro fosse stata per la creazione di un solo, grande\u00a0<em>inukshuk,\u00a0<\/em>di natura assolutamente apotropaica e beneagurante. Il che, direi, sarebbe stato decisamente preferibile. Ma siamo sicuri che questa sia TUTTA la verit\u00e0? Un aeroporto decide di onorare la cultura di una minoranza etnica, e quando riceve l&#8217;opera di un artista di fama (essenzialmente, nient&#8217;altro che un cumulo di pietre) decide poi di montarla in maniera totalmente diversa? Non \u00e8 anche possibile che nell&#8217;intera realizzazione ci fosse una sorta di messaggio nascosto, un&#8217;intento vagamente sovversivo e nichilista, volutamente incomprensibile ai non-iniziati? Certo \u00e8 che diventa difficile, mantenere un simile segreto, nell&#8217;epoca della comunicazione perfetta di Internet. Ed in effetti, cos\u00ec \u00e8 stato.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_24065\" aria-describedby=\"caption-attachment-24065\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HFLxqwqPCZs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24065 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24065 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inukshuk-dog-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inukshuk-dog-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inukshuk-dog-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Inukshuk-dog.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24065\" class=\"wp-caption-text\">Alcuni <em>inuksuit<\/em> potevano costituire, prevedibilmente, il punto di demarcazione di una tomba. In una particolare leggenda Inuit, una schiera di simili costrutti fu usata per richiamare a terra le anime di un gruppo di donne perite in mare, trascinate via dall&#8217;alta marea dopo aver tentato di andare a pesca contro il consiglio dei loro mariti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cultura tradizionale pu\u00f2 diventare un simbolo e si potrebbe anche affermare, volendo, che questo sia il suo pi\u00f9 importante ruolo nella moderna societ\u00e0 delle immagini, dove tutto \u00e8 marketing e apparenza. Quando persino un gadget, il souvenir di un ciondolo costruito con ciottoli incollati assieme, pu\u00f2 giungere a costituire l&#8217;inizio di una conversazione sulla condizione del popolo Inuit nel Canada contemporaneo, questa \u00e8 la chiara dimostrazione che nessuno nasce naturalmente disinteressato, del tutto incosciente del mondo che l&#8217;ha preceduto e a vari livelli, lo circonda tutt&#8217;ora. Il problema, semmai, \u00e8 proporre la giusta interpretazione.<br \/>\n\u00c8 possibile che l&#8217;intento gi\u00e0 dichiarato da parte dall&#8217;aeroporto di Toronto, di &#8220;Migliorare immediatamente la presentazione dell&#8217;opera d&#8217;arte di\u00a0<span data-dobid=\"hdw\">Kiakshuk&#8221; impiegando l&#8217;aiuto di un altro importante artista Inuit,\u00a0Piita Irniq, sia una via molto pratica per evitare le controversie. Pu\u00f2 anche essere che ci\u00f2 costituisca, invece, uno stravolgimento di un messaggio sconveniente, che era stato giudicato corretto dal produttore originale. Di sicuro, quell&#8217;opera \u00e8 nata cos\u00ec, ed in questo modo ha saputo trovare una sua misura di fama tra i viandanti del terminal, che per un motivo o per l&#8217;altro passavano di l\u00ec. Personalmente, avrei preferito pensare che ci\u00f2 fosse ormai una parte indiscussa della sua storia. Un avviso di sventura, dopo tutto, non \u00e8 altro che l&#8217;invito a prestare cautela. Altrimenti, come potremmo spiegare la spinta in avanti d&#8217;intere generazioni d&#8217;esploratori?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto a lungo pu\u00f2 restare un&#8217;opera d&#8217;arte in luogo pubblico prima che qualcuno, finalmente, capisca il suo reale significato? 10, 20, 30 anni? Nel caso dei tre uomini di pietra del Toronto Pearson, aeroporto internazionale della pi\u00f9 popolosa citt\u00e0 del Canada, ne sono trascorsi ben 54. E sarebbero stati ancor di pi\u00f9, probabilmente, se la &#8230; <a title=\"L&#8217;oscuro messaggio delle statue inuit nell&#8217;aeroporto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24064\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;oscuro messaggio delle statue inuit nell&#8217;aeroporto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2277,2893,77,1556,219,1112,564,2890,793,1377,1131,1002,763,1380,1293,71,89,2892,1024,2891,1753],"class_list":["post-24064","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aeroporti","tag-aeroporto","tag-arte","tag-artisti","tag-canada","tag-circolo-polare-artico","tag-folklore","tag-fraintendimento","tag-freddo","tag-inuit","tag-nord-america","tag-personaggi","tag-pietre","tag-popoli","tag-statue","tag-storia","tag-strano","tag-toronto","tag-tradizioni","tag-tundra","tag-usanze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24064"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24064\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24068,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24064\/revisions\/24068"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}