{"id":24059,"date":"2017-10-10T06:24:05","date_gmt":"2017-10-10T04:24:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24059"},"modified":"2017-10-10T06:24:05","modified_gmt":"2017-10-10T04:24:05","slug":"la-strana-trasformazione-delle-formiche-del-miele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24059","title":{"rendered":"La strana trasformazione delle formiche del miele"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Vjae5RqODFc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24062 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24062\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Honeypot-Ants-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Honeypot-Ants-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Honeypot-Ants-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Honeypot-Ants.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tenebra notturna degli stati americani secchi e meridionali, California, Arizona, New Mexico, qualcosa si aggira alla ricerca di cibo. Sono le abitanti di un formicaio di\u00a0<em>Myrmecocystus mexicanus,\u00a0<\/em>assolutamente indisturbate dai controlli di frontiera. Imparentate con le formiche carpentiere, al punto di condividere con loro l&#8217;inquietante propensione a intrappolare gli insetti vivi, con lo scopo di succhiarne i fluidi vitali nel corso dei periodi di magra, esse portano in realt\u00e0 questa pratica alle sue pi\u00f9 estreme conseguenze: trasformando loro stesse, o per meglio dire una significativa parte della propria comunit\u00e0 di operaie, in vere e proprie dispense viventi, esseri non pi\u00f9 in grado di muoversi ed attaccati al soffitto del sottosuolo, con l&#8217;addome rigonfio di una quantit\u00e0 impressionante di nettare prezioso.<br \/>\nPer loro si tratta di una imprescindibile necessit\u00e0, poich\u00e9 non possiedono il segreto architettonico di taluni altri imenotteri, che mantenendo l&#8217;uso delle loro ali a seguito della migrazione, si spostano in alto e costruiscono arnie suddivise in cellette, nelle quali mantenere al sicuro il frutto della loro attivit\u00e0 di ricerca del cibo. Eppure tra le due categorie di specie, sono le formiche del miele ad poter vantare un successo biologico maggiore, principalmente per la loro immunit\u00e0 agli attacchi dello spietato parassita <em>Varoa Destructor<\/em>, in grado di annientare un&#8217;intera comunit\u00e0 insettile nel giro di un paio di generazioni. Dev&#8217;essersi trattato, in origine, di nient&#8217;altro che un processo automatico: dopo tutto, \u00e8 nota la propensione delle formiche a trasferirsi vicendevolmente sostanze nutritive e saluti con feromoni di riconoscimento facendo incontrare le loro mascelle durante una sosta nel corso delle loro lunghe marce. E pi\u00f9 di un&#8217;atroce guerra \u00e8 iniziata a causa della mancata conformit\u00e0 di un&#8217;intrusa, iniziando la dura competizione tra formicai distinti per una quantit\u00e0 di risorse limitate; finch\u00e9 ad un certo punto, la coscienza collettiva delle comunit\u00e0 sotterranee non ha compreso un aspetto fondamentale della questione. Ovvero che, piuttosto che andare costantemente alla ricerca di fiori del deserto e della melata degli afidi, al fine di costituire l&#8217;essenziale carburante della sopravvivenza (con un processo per nulla dissimile da quello delle api) era possibile trasportarlo in una camera speciale, e darlo in pasto ad alcune delle proprie sorelle. Affinch\u00e9 quest&#8217;ultime, lungi dal trangugiarlo, lo custodissero nella parte del proprio apparato digerente nota con il termine di gozzo, bench\u00e9 si trovi, stavolta, nella parte posteriore dell&#8217;animale. Il resto, per cos\u00ec dire, \u00e8 venuto da se: poich\u00e9 una formica tanto gonfia, naturalmente, non pu\u00f2 pensare di spostarsi e contribuire all&#8217;operato comune. Se non donando, ogni qual volta se ne presenta la necessit\u00e0, parte del proprio ambrato tesoro ai membri pi\u00f9 produttivi della comunit\u00e0. \u00c8 importante notare, ad ogni modo, che le formiche-barattolo non rappresentano una casta distinta e particolare, come quella dei soldati, bens\u00ec semplice operaie (maggiori o minori) la cui mansione assegnata \u00e8 risultata essere non pi\u00f9 assolvere direttamente alla risoluzione di un problema, ma restare immobili, per salvare l&#8217;intera comunit\u00e0. E non \u00e8 forse questa, vera nobilt\u00e0 d&#8217;animo, assoluto senso di abnegazione? Laddove una classe di creature non pu\u00f2 disporre di strumenti fondamentali per prosperare, trovarne l&#8217;equivalente attraverso il sacrificio dei propri simili, disposti a svolgere il ruolo designato anteponendo i bisogni della comunit\u00e0 all&#8217;espletamento delle proprie propensioni biologiche innate. Ma forse non \u00e8 neanche corretto ragionare in questi termini: poich\u00e9 l&#8217;evoluzione ha dotato l&#8217;intera specie di adattamenti speciali, quali l&#8217;esoscheletro dell&#8217;addome non pi\u00f9 composto da un singolo involucro, bens\u00ec una serie di scleriti, piastre sovrapposte come tegole, che alla crescita di dimensioni della formica, si separano, non proteggendo pi\u00f9 alcuna parte della formica. Poich\u00e9 si presume che lei, a quel punto, sia custodita nel luogo pi\u00f9 invalicabile del mondo, la camera segreta del clan. Che nessuno potr\u00e0 raggiungere, tranne il nemico pi\u00f9 terribile di tutti: gli umani&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24060\" aria-describedby=\"caption-attachment-24060\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PD2nY3uVAXU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24060 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24060 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Drinking-Honeypot-Ants-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Drinking-Honeypot-Ants-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Drinking-Honeypot-Ants-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Drinking-Honeypot-Ants.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24060\" class=\"wp-caption-text\">In questo video, una regina delle formiche del miele si nutre del dolce nettare, incamerandolo nel suo addome. Pur non essendo un&#8217;operaia, essa possiede una simile dote, che in effetti accomuner\u00e0 tutte le sue figlie future.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le formiche della tipologia <em>honeypot\u00a0<\/em>(pentola di miele) non appartengono tutte a una specifica famiglia, bens\u00ec due distinte:\u00a0<em>Myrmecocystus <\/em>e<em> Camponotus.\u00a0<\/em>Esse compaiono, in varie forme, in tutti i continenti escluso l&#8217;Antartide, bench\u00e9 ve ne sia una maggiore variet\u00e0 nelle zone dal clima temperato o tropicale. Un&#8217;altra specie rilevante \u00e8 quella\u00a0<em>Melophorus bagoti<\/em>, abitante delle vaste distese dell&#8217;Australia centrale, indissolubilmente legata alla linfa dell&#8217;<em>Acacia aneura<\/em>, anche detta mulga, dal quale trae un miele dalla straordinaria dolcezza. Una volta gonfiate fino all&#8217;inverosimile, ed assunto l&#8217;aspetto sostanziale di chicchi d&#8217;uva, le formiche sono considerate una vera delizia alimentare da talune popolazioni aborigene, che tradizionalmente scavano alla ricerca del loro rifugio, per farne un componente raro, ed assai gradito, della loro dieta. Usanze simili erano presenti anche tra i Nativi d&#8217;America, che in aggiunta attribuivano propriet\u00e0 mistiche al miele di formica, in grado di favorire la comunione con gli antenati e guarire ferite di vario tipo. Nella cucina messicana settentrionale, questi strani doni della natura venivano triturati ed usati come ingrediente dei dolci per le grandi occasioni, come matrimoni o riunioni familiari. Ma \u00e8 altamente probabile che agli insetti, non facesse particolarmente piacere il fatto di essere stati invitati.<br \/>\nCos\u00ec alcune variet\u00e0 di formiche carpentiere, principalmente originarie del Sudest asiatico, hanno sviluppato un particolare metodo per proteggersi: la capacit\u00e0 di esplodere a comando. Attraverso l&#8217;impiego di una ghiandola mandibolare modificata, che corre per l&#8217;intera lunghezza del corpo, ricolma di una sostanza collosa e urticante. In questa maniera chi dovesse disturbare il formicaio, prima di raggiungere le dolci, dolcissime custode del suo patrimonio nutritivo, dovr\u00e0 combattere contro l&#8217;ultimo sacrificio dei guardiani, disposti anch&#8217;essi a sacrificarsi pur di mantenere il desiderabile status quo. Un&#8217;altra strategia simile a quella delle api, che molto spesso sacrificano il pungiglione e se stesse nel tentativo di dissuadere possibili assalitori. Grazie a simili artifici, il tipico formicaio della pentola di miele vive in uno stato di costante serenit\u00e0 e abbondanza, letteralmente sconosciuto per coloro, tra i suoi simili, che non hanno raggiunto lo stesso stato di illuminazione. Cos\u00ec che pu\u00f2 capitare, ed \u00e8 stato documentato a pi\u00f9 riprese, che le soldatesse di due regine distinte smettano spontaneamente di farsi la guerra, inducendo i due formicai alla fusione. Nel caso di una colonia di <em>Camponotus inflatus\u00a0<\/em>osservata in Australia nel 1991 da\u00a0John R. Conway, fu annotata la presenza di sei regine senz&#8217;ali, con una presenza di 66 camere per l&#8217;imagazzinamento delle formiche ricolme di miele, chiamate in gergo replete (piene). Il nido aveva una profondit\u00e0 di 1,7 metri, ed i suoi tunnel raggiungevano i 2,4 a partire dalla stanza d&#8217;ingresso.<\/div>\n<figure id=\"attachment_24061\" aria-describedby=\"caption-attachment-24061\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5rwDdWBIXIg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24061 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24061 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Eating-Honeypot-Ants-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Eating-Honeypot-Ants-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Eating-Honeypot-Ants-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/10\/Eating-Honeypot-Ants.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24061\" class=\"wp-caption-text\">Come passa il tempo, anche per le celebrit\u00e0 della divulgazione scientifica! Ecco Sir David Attenborough che parla delle formiche del miele, arrivando ad assaggiarne il gusto dolce, che si dice essere davvero spettacolare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo tutto questo, \u00e8 naturale sollevare l&#8217;obiezione: ma perch\u00e9 allora non troviamo nei negozi il miele di formica? La ragione non \u00e8 relativa alla quantit\u00e0 prodotta: a parit\u00e0 di dimensioni del formicaio e dell&#8217;alveare, non c&#8217;\u00e8 una significativa differenza in merito all&#8217;abbondanza. N\u00e9 per la difficolt\u00e0 di gestire questa particolare variet\u00e0 di insetti eusociali: anzi la mancanza di ali nei periodi di vita sedentaria, permetterebbe di interagire con il formicaio in condizioni di assoluta praticit\u00e0 e relax. Il problema \u00e8 molto pi\u00f9 semplice, e proprio per questo insormontabile: l&#8217;essere umano, che non possiede le mandibole specializzate delle operaie e certamente neppure il loro particolare codice feromonico, non potrebbe riuscire a violare la cassaforte delle formiche-dispensa, non avendo quindi altra scelta che ucciderle, ogni qual volta vuole accedere al contenuto. Ci\u00f2 non \u00e8 naturalmente pratico in un ipotetico contesto di produzione di massa: con i margini operativi dell&#8217;attuale mercato globalizzato, non esiste semplicemente un formicaio abbastanza vasto e prolifico da sopravvivere per pi\u00f9 di un paio di mesi. Al massimo. Normalmente questo sarebbe una sfortuna per qualsiasi specie animale: poich\u00e9 nel mondo moderno, \u00e8 raro che un&#8217;essere privo di una funzione utile riesca a ricavarsi una nicchia tra gli ecosistemi ingombrati dai nostri gravosi espletamenti abitativi e industriali. Lo stesso discorso che vale, incidentalmente, per gli afidi imprigionati e regolarmente &#8220;munti&#8221; dalle stesse formiche carpentiere. Mentre nel caso di instancabili lavoratori come questi, piccoli, resilienti ed adattabili, i presunti dominatori del pianeta sono pressoch\u00e9 ininfluenti.<br \/>\nCome fatto da tempo immemore, le formiche continuano la loro opera d&#8217;immagazzinamento. Qualche volta, per necessit\u00e0 immediate o il sopraggiungere della senescenza, vengono svuotate. Quindi prima o poi, passano a miglior vita. Ma ce ne saranno sempre delle altre a prendere il loro posto. Sarebbe bello poter dire lo stesso del panda gigante. O di noi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella tenebra notturna degli stati americani secchi e meridionali, California, Arizona, New Mexico, qualcosa si aggira alla ricerca di cibo. Sono le abitanti di un formicaio di\u00a0Myrmecocystus mexicanus,\u00a0assolutamente indisturbate dai controlli di frontiera. 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