{"id":23982,"date":"2017-09-29T06:28:11","date_gmt":"2017-09-29T04:28:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23982"},"modified":"2017-09-29T06:28:11","modified_gmt":"2017-09-29T04:28:11","slug":"pescatore-tesori-nella-citta-del-bike-sharing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23982","title":{"rendered":"Pescatore di tesori nella citt\u00e0 del bike sharing"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Xuwl6vKiTLU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23983 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23983\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Bike-fishing-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Bike-fishing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Bike-fishing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Bike-fishing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giovane dalla capigliatura interessante si avvicina al ponte sul fiume Yarra, nel mezzo della verdeggiante citt\u00e0 di Melbourne, estremo meridione d&#8217;Australia. Nelle sue mani c&#8217;\u00e8 un uncino di metallo, unito ad una corda dall&#8217;aspetto decisamente resistente. L&#8217;uomo si guarda intorno, con un sorriso sghembo stampato sul volto. Quindi scruta attentamente le acque sottostanti, ed apparentemente soddisfatto, getta il suo amo nelle torbide profondit\u00e0. Qualche secondo dopo, inizia a tirare con forza, mentre ci\u00f2 che emerge gorgogliando \u00e8 un vistoso manubrio giallo. Seguito da un sellino, quindi una ruota e poi l&#8217;altra: l&#8217;oggetto \u00e8 una bicicletta. Anzi per meglio dire, si tratta di una oBike. Mettendosi in posa per la telecamera, l&#8217;autore di tutto questo la dispone accuratamente sul ponte. &#8220;Bravo!&#8221; Grida qualcuno tra il pubblico. Si sentono applausi distanti. Lui prosegue per qualche metro, quindi la scena si ripete a partire dall&#8217;acqua. Completa di lancio, pesca miracolosa e ringraziamenti&#8230;<br \/>\nIn tutte le societ\u00e0 utopiche teorizzate dai filosofi e sociologi occorre poter tollerare un certo grado di anarchia. Nella concezione del tipo di vita dell&#8217;aggregazione ideale, in uno stato di equilibrio ed assoluta serenit\u00e0, le persone agiscono sulla base di un senso di auto-coscienza che prescinde il mero concetto di legalit\u00e0. \u00c8 come una versione laica (o non&#8230;) del concetto di &#8220;ama il tuo prossimo come te stesso&#8221; che permetta di eliminare l&#8217;imposizione della legge, la vigilanza continua, il senso di vigilanza estrema che condiziona ogni rapporto d&#8217;interscambio con gli sconosciuti. Fino al superamento, del concetto stesso di scambio. Se non esiste pi\u00f9 la propriet\u00e0 privata, che fine faranno le ingiustizie? Condividere una mucca significa che tutti avranno il latte. Oppure nessuno. E cos\u00ec avviene pure, per la bicicletta. Un mezzo di trasporto per pi\u00f9 persone: questo \u00e8 il concetto alla base del cosiddetto &#8220;x&#8221; <em>sharing<\/em>, applicabile anche alle automobili, i motorini elettrici, i monopattini Segway dalle grandi ruote autobilancianti&#8230; Non \u00e8 solo un inglesismo, poich\u00e9 la differenza col concetto di noleggio \u00e8 che non sopravviene mai l&#8217;attimo della restituzione. Una volta finito di spostarsi, il veicolo si lascia semplicemente l\u00ec, dove c\u00e0pita, metaforicamente nelle mani del suo prossimo utilizzatore. Perfetto. O quasi: questo si fin\u00ec per pensare negli anni &#8217;60 all&#8217;epoca delle prime sperimentazioni, quando in alcuni campus universitari le bici generosamente messe a disposizione degli studenti iniziarono progressivamente a sparire, causa il pessimo comportamento di alcuni. In una sorta di effetto domino dell&#8217;autodistruzione collettiva, il progetto fu irrimediabilmente abbandonato. Finch\u00e9 verso la fine della prima decade del 2000, un miracolo della tecnologia: la gente che inizia a portare in tasca un dispositivo informatico che \u00e8 al tempo stesso terminale di Internet, e un localizzatore GPS. Con un apparecchio simile, si possono fare molte cose! Cose come trovare istantaneamente dei monocicli sparsi per la citt\u00e0, farsi riconoscere presso una serratura automatica dotata di Bluetooth con la propria identit\u00e0 virtuale e segnalare alla grande Rete il momento in cui si \u00e8 finito di usufruire del mezzo, pagando il prezzo di <em>sharing<\/em> e bloccando di nuovo la serratura in attesa del prossimo abbonato. Se ha funzionato (pi\u00f9 o meno) in Cina, di certo dovr\u00e0 avere un certo margine di efficacia anche nel civilizzato Occidente, dove le norme del vivere civile sono notoriamente meno permeabili ed esclusive, nevvero? Questo sembrava aver pensato la compagnia O Bike di Singapore, nel momento in cui decise di espandersi fino alla terra dei canguri con questa importante sperimentazione nella metropoli melbourniana.<br \/>\nMa la realt\u00e0 dei fatti, per qualche ragione, sembra aver preso una piega diametralmente opposta. E la spettacolare pesca di Tommy Jackett, filmmaker ed a tempo perso l&#8217;ormai proverbiale &#8220;eroe che ci meritiamo&#8221; non \u00e8 che un momento simbolo di un problema pi\u00f9 vasto. In tutte le citt\u00e0 dotate di servizi di vero\u00a0<em>bike sharing<\/em>, sia con partecipazione pubblica che portati avanti da compagnie private, la storia \u00e8 pi\u00f9 o meno sempre la stessa: dopo un primo periodo di acclimatamento, i velocipedi iniziano ad essere ritrovati nel fondo dei corsi d&#8217;acqua, sopra gli alberi, dentro le fontane&#8230; Quasi come il concetto di &#8220;parcheggiala dove vuoi&#8221; sia stato trasformato in una sorta di sfida, che mira a mettere alla prova il senso di collettiva incivilt\u00e0. Ben pochi utenti, poi, si preoccupano di usare le aree di parcheggio pi\u00f9 idonee, lasciando i veicoli l\u00e0 dove capita, a perenne ostruzione di marciapiedi, stradine, importanti luoghi d&#8217;aggregazione e spazi verdi cittadini. \u00c8 un veleno dei buoni e cattivi sentimenti, che non sembra aver alcun tipo di antidoto sociale&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23984\" aria-describedby=\"caption-attachment-23984\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1R4L_ki46mI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23984 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23984 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Bike-mothership-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Bike-mothership-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Bike-mothership-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Bike-mothership.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23984\" class=\"wp-caption-text\">Dopo la fase di abbeveramento e bagno nel bacino idrico pi\u00f9 vicino, la oBike attraversa le vaste pianure, per giungere fino al luogo riproduttivo pi\u00f9 vicino. Qui i maschi iniziano a combattere tra di loro a colpi di manubrio, mentre le femmine scelgono il compagno con cui costruire il nido.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando oBike \u00e8 operativo a Melbourne a giugno del 2017, Tommy Jackett ammette di aver sviluppato una sorta di ossessione per i velocipedi gialli, che gli apparivano letteralmente ovunque tra gli arbusti e i palazzi della sua citt\u00e0. La settimana scorsa, effettuando una sorta di triangolazione sul luogo in cui parevano convergere periodicamente gli spostamenti tracciabili tramite l&#8217;app per cellulare, gli \u00e8 riuscito anche di scoprire il deposito della compagnia: un impressionante area recintata, con letterali centinaia, o migliaia di biciclette accatastate l&#8217;una sull&#8217;altra, nell&#8217;apparente incuria dei loro stessi, unici possessori. \u00c8 questa forse l&#8217;espressione di un&#8217;altra gravosa problematica di tutti i progetti di &#8220;x&#8221; <em>sharing<\/em>,\u00a0inclusi quelli automobilistici che negli ultimi tempi sembrano aver preso piede nelle principali citt\u00e0 italiane: la tendenza dei veicoli condivisi a convergere progressivamente verso i punti di interesse, le zone commerciali e quelle con concentrazione demografica maggiore, richiedendo l&#8217;impiego di figure professionali che si rechino a dargli la caccia, per poi condurli nuovamente all&#8217;ovile. Da cui dare inizio ad una nuova fase distributiva. Ci\u00f2 naturalmente, per un veicolo dal valore relativamente basso come una bicicletta, finisce per diventare il costo maggiore dell&#8217;operativit\u00e0 aziendale. E difficilmente, nel corso di una singola giornata lavorativa, un team molto unito e sottoposto a un controllo costante del proprio operato pu\u00f2 rivelarsi sufficiente ad affrontare il carico di lavoro necessario. Perch\u00e9 una bicicletta di tutti, alla fine, \u00e8 anche una bicicletta di nessuno. Cos\u00ec l&#8217;esperienza ci insegna che in ultima analisi, nessuno tiene davvero alle cose che non sono sue.<br \/>\nLa casistica \u00e8 drammatica \u00e8 scoraggiante: da Shangai al Sichuan, l&#8217;area pianeggiante dell&#8217;Estremo Oriente un tempo nota come &#8220;il regno delle biciclette&#8221; i servizi di <em>bike sharing<\/em> competono in maniera selvaggia per il predominio nelle diverse citt\u00e0. Avviene cos\u00ec che in esse sia possibile osservare una profusione di bici gialle, rosse, blu ed azzurre, che la gente utilizza indistintamente a seconda di quale sia l&#8217;alternativa pi\u00f9 vicina nel momento della necessit\u00e0. I velocipedi quindi vengono accatastati qui e l\u00e0 per le strade, in letterali assembramenti impenetrabili di gomma e metallo, dove recuperare un veicolo in particolare, nel caso in cui fosse stato di propriet\u00e0, diventa letteralmente impossibile. Un tale maelstrom, quindi, diventa un fastidio per la viabilit\u00e0 e secondo una definizione coniata da Robert Doyle, lord sindaco di Melbourne, anche un fastidioso caso di &#8220;inquinamento visuale&#8221;. Pare infatti che il concilio della citt\u00e0 australiana sia ormai al limite di sopportazione massima, ed una serie di leggi e regolamenti stiano per essere creati ad hoc per limitare la progressiva crescita della compagnia oBike. Anche gli esperimenti simili compiuti in terra d&#8217;Europa non sono andati molto meglio, e da una rapida ricerca su Google, \u00e8 possibile osservare anche un inquietante <a href=\"http:\/\/milano.repubblica.it\/cronaca\/2017\/09\/28\/foto\/bike_sharing_libero_milano-176777218\/1\/#1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">foto-reportage di Repubblica<\/a> sulla fine che stanno facendo alcune biciclette offerte in sharing nella nostrana Milano. Un progetto simile, iniziato a Roma diversi anni fa, \u00e8 stato da mesi sospeso a tempo indeterminato. Non \u00e8 difficile immaginare il perch\u00e9.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23985\" aria-describedby=\"caption-attachment-23985\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WAHT8rs2AZ0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23985 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23985 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Citi-Bike-BMX-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Citi-Bike-BMX-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Citi-Bike-BMX-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Citi-Bike-BMX.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23985\" class=\"wp-caption-text\">Chi ha detto che tutte le bici del bike sharing sono pesanti, scomode e prive di un rapporto di marce adeguato? In questa sequenza la celebrit\u00e0 del BMX Tyrone Williams mette in scena alcune semplici acrobazie con una Citi Bike di New York. La sua scioltezza si dimostra, come sempre, esemplare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come espressione della necessit\u00e0 del trasporto umano, il <em>bike sharing<\/em> pu\u00f2 costituire una risorsa importante: il sistema per superare l&#8217;ansia del proprietario, costretto a lasciare in un luogo pubblico la propria propriet\u00e0 esposta ai vandali e ai ladri per il tempo di un&#8217;intera giornata lavorativa. E un metodo per potersi spostare in maniera ibrida, ovvero percorrendo a pedali l&#8217;ultimo miglio dalla stazione della metropolitana o la fermata dell&#8217;autobus pi\u00f9 prossima alla propria destinazione. Simili servizi, che tendono ad incoraggiare l&#8217;utilizzo breve con tariffe scontate fino ai primi 45 minuti o l&#8217;ora di utilizzo, per assicurare l&#8217;utilizzo da parte di pi\u00f9 persone della stessa bicicletta, possono in teoria fare molto per migliorare la viabilit\u00e0, ridurre gli autoveicoli in circolazione e quindi l&#8217;inquinamento. La cupa realt\u00e0 dei fatti, purtroppo, ci dimostra anche i problemi che ne derivano, dovuti all&#8217;universale diffusione di un forte senso d&#8217;incivilt\u00e0. Si dice che l&#8217;occasione faccia l&#8217;uomo ladro, ma la realt\u00e0 \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 neppure bisogno di un&#8217;opportunit\u00e0 di guadagno, per tirare fuori il peggio di talune categorie di persone. Quindi in ultima analisi, per usare un diffuso modo di dire americano &#8220;<em>That&#8217;s why we can&#8217;t have nice things<\/em>&#8221; (Ecco perch\u00e9 non possiamo avere le cose belle).<br \/>\nAlmeno finch\u00e9 la tecnologia non riuscir\u00e0 a compiere un ulteriore progresso. E le oBike <em>et similia<\/em> finiscano per essere dotate di galleggianti automatici, airbag e sistemi magnetici che ne impediscono il sollevamento dal manto stradale. O magari ancor pi\u00f9 semplicemente, un righello per l&#8217;autodifesa, da usare sulle dita dei loro pi\u00f9 irresponsabili ed infantili utilizzatori. Fino ad allora, tutto quello che potremo fare \u00e8 contare su figure come il pescatore australiano Jackett. E magari tapparci il naso, quando saliamo a bordo di un mezzo appena tirato fuori dalle urbane acque del Tevere e dal Po.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giovane dalla capigliatura interessante si avvicina al ponte sul fiume Yarra, nel mezzo della verdeggiante citt\u00e0 di Melbourne, estremo meridione d&#8217;Australia. Nelle sue mani c&#8217;\u00e8 un uncino di metallo, unito ad una corda dall&#8217;aspetto decisamente resistente. L&#8217;uomo si guarda intorno, con un sorriso sghembo stampato sul volto. Quindi scruta attentamente le acque sottostanti, ed &#8230; <a title=\"Pescatore di tesori nella citt\u00e0 del bike sharing\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23982\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Pescatore di tesori nella citt\u00e0 del bike sharing\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1931,315,732,2862,211,163,625,1536,507,2863,284,635,2864,2825,2865,768,89,126],"class_list":["post-23982","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-attualita","tag-australia","tag-biciclette","tag-bike-sharing","tag-ciclismo","tag-cina","tag-citta","tag-dal-mondo","tag-fiumi","tag-melbourne","tag-new-york","tag-pesca","tag-problemi","tag-servizi","tag-shangai","tag-societa","tag-strano","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23982","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23982"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23982\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23986,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23982\/revisions\/23986"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}