{"id":23977,"date":"2017-09-28T06:33:23","date_gmt":"2017-09-28T04:33:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23977"},"modified":"2017-09-28T06:33:23","modified_gmt":"2017-09-28T04:33:23","slug":"perche-videogiochi-non-capiscono-silenziatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23977","title":{"rendered":"Perch\u00e9 i videogiochi non capiscono il silenziatore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7pOXunRYJIw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23979 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23979\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Suppressor-Slow-Motion-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Suppressor-Slow-Motion-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Suppressor-Slow-Motion-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Suppressor-Slow-Motion.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I valori di produzione, e la qualit\u00e0, di molto del materiale che si trova su YouTube variano sensibilmente in base all&#8217;autore. C&#8217;\u00e8 un nuovo video sul canale di Destin Sandlin, l&#8217;ingegnere americano di Smarter Every Day, che prende in analisi un qualcosa che noi tutti conosciamo fin troppo bene, attraverso l&#8217;immagine romantica ed un po&#8217; distorta che ne viene data dal cinema prima, dai videogiochi poi: l&#8217;unico strumento in grado di ridurre il rumore prodotto da un&#8217;arma da fuoco. O eliminarlo, come tendono a farci pensare le succitate opere d&#8217;ingegno da almeno una trentina d&#8217;anni o gi\u00f9 di l\u00ec. La differenza tra i due risultati perseguibili \u00e8 in realt\u00e0 anche oggetto di una pregna disquisizione linguistica, visto come l&#8217;accessorio in questione tenda ad essere definito in lingua inglese <em>silencer,<\/em> l&#8217;oggetto che &#8220;toglie il suono&#8221; (del tutto) piuttosto che <em>suppressor, <\/em>ovvero un qualcosa che lo riduce. Un fraintendimento che risale, volendo tornare alle origini, fin dalla prima versione commerciale dell&#8217;oggetto, prodotta dall&#8217;inventore newyorkese Hiram Percy Maxim, che nella prima decade del &#8216;900 lanci\u00f2 una campagna pubblicitaria a tappeto sulle principali riviste di settore, ottenendo presumibilmente un ottimo ritorno d&#8217;investimento. Questo perch\u00e9, contrariamente a quanto saremmo forse propensi a pensare noi non-iniziati del proiettile e la polvere da sparo, ci sono molte diverse assolutamente legali per possedere, e trarre soddisfazione, dall&#8217;impiego di un&#8217;arma da fuoco in grado di ridurre la sua udibilit\u00e0: prima fra tutte l&#8217;impiego durante la caccia, potendo cos\u00ec eventualmente sbagliare il colpo, senza che il cervo o il tacchino di turno reagiscano scappando via nel profondo del sottobosco. Ma anche l&#8217;impiego durante il semplice tirassegno dentro il poligono, senza la necessit\u00e0 d&#8217;impiegare protezioni per le orecchie e restando quindi in grado di ascoltare i consigli del proprio istruttore, se non addirittura conversare amabilmente con gli amici o colleghi delle cabine a fianco. L&#8217;impiego militare del silenziatore viene convenzionalmente fatto risalire al presidente Franklin D. Roosevelt, che accolse con entusiasmo la dimostrazione di\u00a0William Joseph &#8220;Wild Bill&#8221; Donovan, l&#8217;allora capo del servizio segreto OSS (quella che un giorno sarebbe diventata la CIA) il quale scaric\u00f2 il suo intero caricatore contro un sacchetto di sabbia presente dentro lo studio ovale, mentre il capo della nazione dettava una lettera alla sua segretaria. Gi\u00e0 il suo quinto cugino e precedente presidente, Theodore, era stato un utilizzatore assiduo dei silenziatori Maxim.<br \/>\nPiuttosto che considerare gli impieghi storici dell&#8217;attrezzo ad ogni modo Destin, che aveva fatto da portavoce del popolo internettiano nel 2016 ponendo alcune domande ad Obama assieme ai colleghi di YouTube, si concentra sulla dimostrazione pratica del suo funzionamento, grazie all&#8217;assistenza dell&#8217;amico Steve della Sotiria, una compagnia che ne produce una nutrita gamma del tipo monolitico in titanio, tra i pi\u00f9 resistenti, solidi e facili da pulire sul campo. L&#8217;approccio \u00e8 molto diretto e al tempo stesso ingegnoso: applicando quella che il celebre divulgatore di YouTube definisce con il suo consueto entusiasmo &#8220;ingegneria distruttiva&#8221; un componente specifico degli oggetti viene sostituito con qualcosa di meno resistente, allo scopo di studiare margini di miglioramento progettuale. Stiamo parlando della scocca, normalmente un tubo in metallo che dovrebbe contenere i gas in espansione del proiettile al momento dello sparo, qui sostituito con l&#8217;equivalente in acrilico, sostanzialmente nient&#8217;altro che plastica. Proprio cos\u00ec: trasparente. Il che \u00e8 una vera fortuna, visto come il nostro eroe internettiano disponga da qualche tempo, ed utilizzi con grande soddisfazione, una telecamera per il super <em>rallenty<\/em> in grado di raggiungere i 110.000 frame al secondo, l&#8217;assoluto<em> non-plus-ultra<\/em> per quanto concerne la cattura su video degli eventi scientifici o tecnologici dal pi\u00f9 alto tasso di velocit\u00e0. Cos\u00ec tutto quello che la gang deve fare, per dimostrare al mondo quanto desiderato, \u00e8 comportarsi da buoni abitanti dell&#8217;Alabama e recarsi presso un poligono all&#8217;aperto, per mettere alla prova quanto da loro teorizzato in merito all&#8217;intera dimostrazione. Per ottenere una serie di risultati che sono talvolta buoni, qualche altra non propriamente eccezionali, ma in ogni caso sempre degni di essere riportati e discussi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23978\" aria-describedby=\"caption-attachment-23978\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7t_pcWPdSDs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23978 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23978 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Oil-Filter-Suppressor-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Oil-Filter-Suppressor-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Oil-Filter-Suppressor-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Oil-Filter-Suppressor.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23978\" class=\"wp-caption-text\">Il famoso sparatore hickok45 dimostra la semplicit\u00e0 concettuale del silenziatore, usandone una versione tratta dal filtro dell&#8217;olio di un autoveicolo. Simili implementi, ad ogni modo, sono considerati anche in Italia come &#8220;componenti di arma da fuoco&#8221; e la loro costruzione viene severamente controllata dalle norme di legge vigenti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essenzialmente, un&#8217;arma da fuoco produce tre tipi di rumore, che sono in ordine di importanza: il boato dell&#8217;esplosione contenuta e direzionata dalla canna dell&#8217;arma; il <em>boom<\/em> supersonico prodotto dal proiettile in volo ed il suono endemico degli altri componenti, come il cane che impatta il meccanismo di percussione (<em>click!<\/em>) Tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 ridurre un silenziatore \u00e8 il primo dei tre segnali, creando uno spazio all&#8217;interno del quale il gas in espansione venga instradato in una serie di <em>bafflers\u00a0<\/em>(deviatori) all&#8217;interno di un piccolo labirinto, che lo rilasci in maniera pi\u00f9 graduale e quindi sostanzialmente inudibile o difficile da identificare. Esiste anche un secondo tipo di silenzatore, chiamato integrale e non separabile dall&#8217;arma, in cui la soluzione impiegata sono una serie di fori che permettono lo sfogo dell&#8217;onda d&#8217;urto all&#8217;interno di un&#8217;intercapedine. Tale soluzione, tuttavia, viene oggi considerata meno pratica e non \u00e8 infatti conforme al prodotto della Sotiria. Il silenziatore tipo dei nostri giorni pu\u00f2 adottare una serie di soluzioni strutturali, identificate generalmente con la lettera dell&#8217;alfabeto che maggiormente corrisponde alla forma in sezione dei <em>bafflers,\u00a0<\/em>tra cui\u00a0M, K, Z ed Omega. I modelli impiegati da Destin e Steve sono tuttavia di un tipo ancora diverso, completamente creato in-house dalla compagnia secondo le sperimentazioni e l&#8217;esperienza del suo team di progettisti. Essi risultano anche molto diversi tra loro: il primo, un modello superato ed estremamente semplice, ha soltanto delle aperture per il passaggio del proiettile oblique, che si rivelano ben poco efficienti nel ridurre il rumore. Inoltre la scocca in acrilico, assicurata con una filettatura piuttosto sottile, non fa altro che staccarsi per l&#8217;onda d&#8217;urto e partire assieme al proiettile dopo il primo tentativo d&#8217;utilizzo. Decisamente meglio va con il secondo e terzo esemplare, basati su silenziatori effettivamente venduti dalla Sotiria, il cui tubo in acrilico si dimostra perfettamente in grado di resistere allo stress test, permettendoci di assistere all&#8217;espansione dei gas incandescenti di sparo ed il loro conseguente contenimento dal labirinto monolitico del silenziatore. Ma a catturare davvero l&#8217;attenzione del grande pubblico sar\u00e0 probabilmente il quarto test, effettuato con un silenziatore che doveva in realt\u00e0 essere solamente esposto negli uffici della compagnia. Il quale, somigliante al primo impiegato per il test, era effettivamente dotato di un involucro in acrilico decisamente pi\u00f9 sottile. Il quale, al momento dello sparo letteralmente esplode, offrendo un soggetto affascinante per la super-telecamera portata appositamente sul luogo dello show.<br \/>\nA parte la presa di coscienza della componente estetica nell&#8217;uso del silenziatore, ci sono diversi punti che si fanno notare nella nostra dimostrazione pratica: primo fra tutti, il fatto, che quest&#8217;ultimo non sia poi cos\u00ec privo di rumore. Basta andare lievemente pi\u00f9 a fondo per comprendere che in effetti, questo accade per un&#8217;ottima ragione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23980\" aria-describedby=\"caption-attachment-23980\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Icrm9m9bRpY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23980 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23980 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Suppressor-Sound-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Suppressor-Sound-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Suppressor-Sound-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Suppressor-Sound.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23980\" class=\"wp-caption-text\">La differenza che possono fare i diversi tipi di munizioni durante l&#8217;impiego di un silenziatore viene chiaramente dimostrata in questo video di RimfireNZ. Anche nello scenario ideale, tuttavia, non si raggiunge l&#8217;assoluta inudibilit\u00e0 presunta da Activision e il cinema hollywoodiano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli stereotipi pi\u00f9 diffusi in merito all&#8217;impiego del <em>suppressor,\u00a0<\/em>promosso in modo particolare dai videogiochi, \u00e8 che esso influisca negativamente sul raggio dell&#8217;arma e la potenza di penetrazione dei suoi proiettili. Pensateci un attimo: perch\u00e9 mai dovrebbe farlo? Si tratta di un tubo, in cui essenzialmente non c&#8217;\u00e8 una singola parte in grado di entrare in contatto o ostacolare in qualsivoglia modo il movimento del proiettile (*fatta eccezione per i silenziatori dotati di <em>wipes\u00a0<\/em>o &#8220;tendine&#8221; dall&#8217;alto grado di usura, che per qualche utilizzo soltanto assistono ulteriormente nella riduzione del suono). Anzi, semmai il prolungamento della canna e l&#8217;accrescimento della camera di scoppio dovrebbero accrescere la precisione, un po&#8217; come succede, questa volta correttamente anche nel mondo virtuale, con l&#8217;accessorio dei freni di bocca o compensatori. Inoltre l&#8217;accrescimento del peso, specie su un&#8217;arma piccola come una pistola, dovrebbe ridurre il rinculo. Il motivo per cui tali aspetti non sono correttamente rappresentati nel senso comune \u00e8 che non viene mai preso in considerazione una necessit\u00e0 importante per chiunque desideri sparare passando realmente inosservato: l&#8217;impiego di un diverso tipo di munizioni, chiamate subsoniche, che non superano quella velocit\u00e0 di\u00a01.237,68 Km\/h a cui come dicevamo, si verifica il <em>boom<\/em> perfettamente udibile, anche una volta contenuti i gas dell&#8217;esplosione. Ed \u00e8 esattamente questo ci\u00f2 che succede, all&#8217;avvitamento di un silenziatore su un&#8217;arma di Call of Duty, Counterstrike, Playerunknown etc: tutti i proiettili nel caricatore si trasformano, come per magia, in munizioni subsoniche. Per poi tornare nuovamente quelle di prima, alla rimozione dell&#8217;accessorio. Straordinariamente conveniente, nevvero? Il problema, sostanzialmente, \u00e8 duplice: in primo luogo nei videogiochi non si pu\u00f2 cercare un assoluto grado di realismo, poich\u00e9 ci\u00f2 inficerebbe quella componente fondamentale che \u00e8 la giocabilit\u00e0. E chi avrebbe mai voglia, durante i propri exploit digitali, di stare a selezionare l&#8217;uno o l&#8217;altro tipo di munizioni al momento di non dare nell&#8217;occhio, per poi farlo di nuovo una volta concluso il (gi\u00e0 di per se) noiosissimo livello stealth&#8230; E poi dal momento in cui \u00e8 nato il concetto della competizione multigiocatore online, vige sempre la regola del bilanciamento: un gameplay competitivo in senso tradizionale presuppone che per ogni vantaggio ottenuto nelle sparatorie, un concorrente riceva di contro una penalit\u00e0, che non lo renda troppo pi\u00f9 forte degli avversari. Anche se negli ultimi tempi, col progressivo diffondersi del genere Battle Royale anche questo tab\u00f9 sta perdendo la sua rilevanza procedurale.<br \/>\nCi\u00f2 detto, anche l&#8217;impiego di un <em>supressor<\/em>\u00a0senza cambiare le munizioni pu\u00f2 avere una sua utilit\u00e0 in battaglia: questo perch\u00e9 la distorsione delle onde sonore rende sempre pi\u00f9 difficile determinare la direzione da cui proviene il fuoco nemico. Un detto coniato nel &#8217;39 durante la guerra d&#8217;inverno tra Finlandia e Russia recitava: &#8220;Il silenziatore non baster\u00e0 a rendere un soldato inudibile. Ma di sicuro, lo rende invisibile.&#8221; Ancor pi\u00f9 se dovessimo iniziare a costruirli, effettivamente, con l&#8217;acrilico trasparente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I valori di produzione, e la qualit\u00e0, di molto del materiale che si trova su YouTube variano sensibilmente in base all&#8217;autore. 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