{"id":23949,"date":"2017-09-24T06:34:18","date_gmt":"2017-09-24T04:34:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23949"},"modified":"2017-09-24T06:34:18","modified_gmt":"2017-09-24T04:34:18","slug":"lofficina-inizia-la-magia-del-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23949","title":{"rendered":"L&#8217;officina dove inizia la magia del vino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3LBGPKgQ2ac\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23952 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23952\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Wine-Barrel-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Wine-Barrel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Wine-Barrel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Wine-Barrel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpi di martello ritmici e cadenzati. Il suono del legno che viene spaccato ad arte, piuttosto che segato con procedura scientifica e collaudata. Qualcuno che sposta le doghe gi\u00e0 piallate e le adagia, una dopo l&#8217;altra, a ridosso di un solido cerchio di metallo. Quindi il crepit\u00eco del fuoco. Che cosa stiamo creando, quaggi\u00f9?Corrispondenza dei mezzi e delle aspettative: un principio secondo cui, a seconda di ci\u00f2 che si \u00e8 preso in considerazione, ci si aspetterebbe di poter immaginare il suo processo produttivo in base alle sue caratteristiche evidenti. Cos\u00ec un oggetto metallico, come un&#8217;automobile, proviene da una fabbrica pesante piena di macchinari potenti e rumorosi, mentre un quadro \u00e8 il prodotto di un pennello leggiadro nel laboratorio dell&#8217;artista. Ma nel caso degli alimenti e delle bevande, tale principio non \u00e8 sempre calzante. Poich\u00e9 ci\u00f2 che deve essere consumato, per sua natura, ha la necessit\u00e0 di corrispondere a determinate caratteristiche, che lo rendono adeguato al metabolismo umano. Ma l&#8217;ingegno necessario per giungere a quel punto, il pi\u00f9 delle volte, pu\u00f2 intraprendere molte strade distinte. Cos\u00ec gli Antichi Romani facevano un consumo quotidiano di vinum, ma esso aveva qualit\u00e0 molto diverse da quello odierno: era una sostanza bollita, sciropposa, addolcita con miele e spezie il cui processo di fermentazione giammai avrebbe permesso di conservarlo pi\u00f9 di un mese o due. I primi a guardare verso il futuro furono, in maniera tutt&#8217;altro che casuale, i Celti: loro per primi scoprirono che la rinomata bevanda poteva oltrepassare l&#8217;inverno se lasciata a fredda temperatura all&#8217;interno di un secchio o di un tino, invece che una giara o un&#8217;anfora di terracotta, costruiti col legno delle vaste foreste del centro Europa. Ben presto a tali recipienti fu apposto un tappo, per limitare la penetrazione degli agenti contaminanti. Era nata la botte. Iniziava una nuova Era.<br \/>\nL&#8217;inserimento del vino all&#8217;interno di una botte, soprattutto oggi che esistono metodi ancor pi\u00f9 pratici e funzionali, non ha solamente uno scopo conservativo. Gli estimatori di questa bevanda infatti ben sanno che la scelta di un particolare legno, e l&#8217;adozione di un processo preparatorio a regola d&#8217;arte, hanno misurabili e significativi effetti sul sapore finale. Le ragioni sono da ricercarsi nel progressivo rilascio di sostanze chimiche di vario tipo, tra cui i lattoni, derivanti dal disfacimento lipidico del legno, che liberano un profumo affine a quello della vaniglia e i fenoli, composti affini alla cannella; gli aldeidi e i norisoprenoidi, nel frattempo, inducono gusti meno marcati ma comunque importanti. Meno desiderabile \u00e8 invece il rilascio eccessivo del tannino, una sostanza che dona alla bevanda una sensazione astringente, ma che in quantit\u00e0 superiore pu\u00f2 indurre un indesiderabile sapore amaro. E questo \u00e8 il motivo per cui, dopo due o tre cicli di stagionatura portati a termine, la maggior parte delle botti viene sostituita con degli esemplari nuovi di pacca, in cui ancora \u00e8 presente un equilibrio delle componenti chimiche permeanti. Produrle, ovviamente, \u00e8 il lavoro del bottaio (<em>cooper<\/em> in inglese) una figura ben distinta da quella del falegname, che tradizionalmente produceva anche secchi, vasche da bagno, zangole per il burro e rudimentali tubi. Tutto ci\u00f2 che insomma, avesse una forma tonda tenuta assieme da cerchi di metallo. Persino nella sua officina, poi, l&#8217;ambito lavorativo era rigorosamente distinto, tra il maestro che disponeva i legni ed il suo assistente (<em>hooper<\/em>) che si occupava invece di curvare e posizionare le strisce di ferro, successivamente sostituito dal ben pi\u00f9 adatto acciaio inossidabile. Una buona botte di vino \u00e8 un oggetto infuso di sapienza e tecniche dall&#8217;alto grado di raffinatezza, costruita con materiali attentamente selezionati: in Europa si preferisce il rovere della <em>Quercus petraea<\/em>, particolarmente se proveniente dalle foreste francesi\u00a0di Nevers, \u00a0Tron\u00e7ais, Allier o Limousin, oppure dalla Slavonia, secondo un&#8217;usanza tipicamente italiana. In passato erano stati usati anche il ciliegio ed esclusivamente nel territorio del Nuovo Mondo, la\u00a0<em>Sequoia sempervirens.\u00a0<\/em>Oggi, negli Stati Uniti si preferisce fare ricorso al rovere americano (<em>Quercus alba<\/em>) che tuttavia dona un sapore dolciastro al vino e non viene tenuto in alta considerazione dal nostro lato dell&#8217;Oceano Atlantico. Una situazione sovvertita nel caso dello Sherry fortificato, in cui tale apporto \u00e8 invece considerato fondamentale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23950\" aria-describedby=\"caption-attachment-23950\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BReofCcAx-Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23950 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23950 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/How-is-Wine-Barrel-made-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/How-is-Wine-Barrel-made-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/How-is-Wine-Barrel-made-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/How-is-Wine-Barrel-made.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23950\" class=\"wp-caption-text\">Allineare le doghe \u00e8 un processo che viene tutt&#8217;ora effettuato a mano. Ci\u00f2 non toglie che l&#8217;aiuto di un dispositivo, come questo di Louis Latour in Burgundy, possa aiutare nel processo di posizionamento dei cerchi sulla struttura finale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto caratteristico della produzione delle botti di vino \u00e8 che persino oggi, essa rimane un processo per lo pi\u00f9 manuale. Stiamo in effetti parlando di uno di quei campi della produzione industriale in cui la produzione e manutenzione di una macchina adeguata, talmente complessa da poter effettuare ciascuna delle operazioni necessarie, avrebbe un costo notevolmente superiore a quello dell&#8217;opera umana. Cos\u00ec la figura del bottaio, nonostante la rapida corsa della modernit\u00e0, continua ad esistere e trova facilmente lavoro. All&#8217;interno di una delle vaste fabbriche, sia europee che americane, in cui si produce questo recipiente dall&#8217;importanza primaria nel processo produttivo di molti dei vini pi\u00f9 pregiati disponibili sulla piazza. La tipica <em>barrique<\/em> sul modello francese, che pu\u00f2 essere di 225 litri (bordolese) o 228 (borgognona) ha la forma di un cilindro bombato che gli arreca numerosi vantaggi: in primo luogo essa pu\u00f2 essere fatta semplicemente rotolare, ma \u00e8 anche possibile, nel momento dello stoccaggio, spingerla in senso longitudinale affinch\u00e9 si trovi facilmente in posizione eretta. Si diceva che tale caratteristica la rendesse perfetta come barricata mobile durante i moti della Rivoluzione Francese, da cui appunto il nome. Inoltre, da un punto di vista geometrico si tratta della figura che gli consente di avere il maggior volume a parit\u00e0 di consumo di legno, con conseguente risparmio sui materiali. La produzione inizia con l&#8217;abbattimento di alberi attentamente selezionati, per la loro grana fine ed il tronco alto e diritto, quindi quest&#8217;ultimo viene tagliato e segato in cilindro, prima di essere spaccato in quarti. Da tali quarti, dunque, si ricavano le doghe, che dovranno venire stagionate, per un periodo di almeno 5 mesi in luogo assolato e secco, affinch\u00e9 una sottile microflora di radicali liberi possa accrescerne le caratteristiche chimiche considerate benefiche per il vino. L&#8217;apporto delle piogge, inoltre, rimuover\u00e0 il tannino in eccesso. Successivamente, come accennato in apertura, tali elementi verranno accuratamente allineati lungo il cerchio, in posizione verticale tendente a raggiera. Nessun chiodo o colla trover\u00e0 un impiego. Il risultato di tale azione, ancora ben lontano dall&#8217;aspetto della botte finale, trover\u00e0 quindi posto sopra un fuoco, che gradualmente render\u00e0 il legno pi\u00f9 malleabile e lo porter\u00e0 a curvarsi. A questo punto, l&#8217;apporto di ulteriori cerchi aggiunger\u00e0 solidit\u00e0 all&#8217;insieme: complessivamente 6 nel barile americano, 8 in quello europeo compresa la coppia dei cosiddetti &#8220;anelli francesi&#8221;. Nel centro esatto del senso dell&#8217;altezza del barile verr\u00e0 quindi praticato il buco per il rubinetto, detto spina o fecciaia. \u00a0Per garantire una migliore permeabilit\u00e0 ed attivare le sostanze chimiche contenute nel legno, quindi, il bottaio brucer\u00e0 leggermente (processo di tostatura) il suo interno con una fiamma viva, prima di apporre finalmente i due tappi o &#8220;teste&#8221; della botte finita. Per produrre le quali, in genere, si impiegano delle doghe unite tra loro mediante l&#8217;impiego di chiodi senza testa. Lo stringimento dei cerchi superiore ed inferiore manterranno i componenti in posizione. Nella tradizionale botte italiana, considerevolmente pi\u00f9 grande della <em>barrique\u00a0<\/em>ed ingrado di contenere fino ai 100-200 ettolitri, il processo \u00e8 simile ma viene effettuato su scala maggiore. Talvolta esse possono avere una forma ovale. \u00a0Simili contenitori, se realizzati con tutti i crismi del caso, possono valere centinaia o anche migliaia di euro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23951\" aria-describedby=\"caption-attachment-23951\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=A6qlOHZU28E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23951 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23951 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Wine-Barrel-Cleaning-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Wine-Barrel-Cleaning-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Wine-Barrel-Cleaning-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Wine-Barrel-Cleaning.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23951\" class=\"wp-caption-text\">La pulitura della botte \u00e8 possibile tramite un impiego di vapore ad alta pressione coadiuvato da acqua. Il vino che ha permeato il legno formando una patina, tuttavia, rimane irrimediabilmente all&#8217;interno. Talvolta ci\u00f2 \u00e8 considerato desiderabile, poich\u00e9 pu\u00f2 apportare variazioni gradevoli all&#8217;aroma finale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella produzione su larga scala secondo la tradizione il vinaio dovr\u00e0 guardarsi sempre da due agenti esterni, per lo pi\u00f9 indesiderati: gli angeli e il Diavolo. I primi, attraverso il processo naturale dell&#8217;evaporazione, sottrarranno sempre immancabilmente una parte del contenuto liquido della bevanda, causando una riduzione dell&#8217;acqua in condizioni asciutte, con conseguente aumento della gradazione alcolica, oppure l&#8217;esatto inverso in caso di clima umido vigente. Questa evaporazione alcolica, quindi, tender\u00e0 a stimolare la crescita di un micelio nelle cantine dei vini chiamato\u00a0<em>Baudoinia compniacensis<\/em>, o fungo degli angeli (ubriachi). Il Diavolo nel frattempo, dal canto suo, assorbir\u00e0 il vino attraverso il legno. \u00c8 certamente un puro caso che il Signore delle Tenebre sembri avere pi\u00f9 sete, tanto pi\u00f9 la materia prima impiegata era porosa, esponendo quindi il vino al pericoloso contatto con eccessive quantit\u00e0 di ossigeno. Taluni produttori di alcolici, come la distilleria americana di whiskey Beam Suntory, hanno deciso di sfruttare tale eminenza malefica per arricchire determinate variet\u00e0 del prodotto, chiamate per l&#8217;appunto il Jim Beam del Demonio. Caratteristica fondamentale di tale bevanda \u00e8 che non \u00e8 mai possibile, al momento dell&#8217;apertura della bottiglia, sapere quale sia l&#8217;aroma lasciato penetrare durante la produzione dalla botte selezionata in maniera casuale. Ma simili artifici e giochi di prestigio, naturalmente, risulterebbero particolarmente indesiderabili per l&#8217;ortodossia vinaia italiana e francese.<br \/>\nIn tempi recenti, si \u00e8 creata una strana ed immotivata dicotomia secondo cui il vino conservato nella botte di legno sia sempre e necessariamente di una qualit\u00e0 superiore a quello fatto stagionare all&#8217;interno di un recipiente di metallo, e quindi privo dell&#8217;apporto al sapore donato dal legno tostato. A tal punto che diversi produttori su larga scala si sono attrezzati per introdurre delle <em>chips<\/em> (pezzetti) di legno di rovere pregiato all&#8217;interno dei loro tini da stagionatura, nel tentativo di emulare il gusto di alcune delle variet\u00e0 pi\u00f9 stimate sul mercato internazionale. Questa pratica, che fu brevemente anche vietata dalla Comunit\u00e0 Europea, viene oggi considerata per lo pi\u00f9 negativa dagli esperti, poich\u00e9 tende ad appiattire ed uniformare le qualit\u00e0 dei vini. Ma questo resta vero, del resto, anche per l&#8217;impiego della &#8220;piccola&#8221;\u00a0<em>barrique<\/em>, in cui il rapporto tra liquido e legno particolarmente a favore di quest&#8217;ultimo tende talvolta a far sentire il sapore del legno, ancor prima di quello dell&#8217;uva (non che ci\u00f2 sia necessariamente un male). Come tutti gli strumenti, la botte necessit\u00e0 di un uso intelligente e ben calibrato. Non tutti sanno impiegarla.<br \/>\nCome del resto sono ormai pochi, coloro che possiedono il segreto della sua produzione. Il vino non potr\u00e0 potr\u00e0 che evolversi, dunque; perch\u00e9 come disse una volta un saggio: &#8220;L&#8217;alcol \u00e8 il pi\u00f9 antico amico dell&#8217;uomo. Non possiamo certo abbandonare un amico, vero?&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colpi di martello ritmici e cadenzati. Il suono del legno che viene spaccato ad arte, piuttosto che segato con procedura scientifica e collaudata. 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