{"id":23859,"date":"2017-09-13T06:41:09","date_gmt":"2017-09-13T04:41:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23859"},"modified":"2017-09-13T06:41:09","modified_gmt":"2017-09-13T04:41:09","slug":"gli-stambecchi-salgono-sulla-diga-del-paradiso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23859","title":{"rendered":"Gli stambecchi che salgono sulla diga del Paradiso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RG9TMn1FJzc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23862 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23862\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-on-the-Dam-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-on-the-Dam-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-on-the-Dam-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-on-the-Dam.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;era una volta un giovane re d&#8217;Italia, il cui nome era\u00a0Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tommaso, destinato a passare alla storia come il &#8220;galantuomo&#8221; che avrebbe continuato l&#8217;opera del suo insigne predecessore Carlo Alberto, firmatario della costituzione. Grazie anche a lui, sarebbe iniziato il Risorgimento Italiano. Ma prima di poter giungere a questo, il nuovo sovrano avrebbe dovuto superare un problema: il fatto di non assomigliare particolarmente a suo padre. Questa atipica condizione, poco pi\u00f9 che un fastidio per una persona normale, \u00e8 generalmente una tragedia all&#8217;interno delle casate reali. Poich\u00e9 la gente mormora e concepisce, generalmente, l&#8217;ipotesi peggiore. Fu nel 1821 quindi che, successivamente a un grave incendio sopravvenuto nel palazzo dei Savoia, ad un rinomato macellaio di nome Tanaca spar\u00ec il figlioletto. Costui parve, inoltre, ricevere un&#8217;inaspettata e significativa somma di denaro. Si profil\u00f2 quindi l&#8217;ipotesi di una sinistra sostituzione, operata a scopo di garantire la successione della dinastia nonostante il disastro. Mere dicerie. O quanto meglio, una scelta del tutto azzardata, visto che soltanto l&#8217;anno successivo sarebbe nato un ulteriore figlio maschio, Ferdinando il futuro duca di Toscana, che tra l&#8217;altro, si dimostr\u00f2 essere fisicamente simile al fratello maggiore. I due crebbero, quindi, con educazione militaresca e furono molto vicini. E continuarono ad esserlo, tanto che lo stesso anno in cui Vittorio Emanuele succedette al trono nel 1849, ritroviamo i due fratelli che si recano a caccia assieme nel territorio delle valli valdostane. E fu qui che il re, cavalcando fino alla quota di 2828 metri, fece fuoco col suo fucile ed uccise, tra gli altri, una capra selvatica dalle lunghe corna ricurve. Il sacrificio di questa nobile bestia nel giro di un paio di generazioni, avrebbe salvato la sua intera specie.<br \/>\n<em>Capra ibex,\u00a0<\/em>comunemente detta lo stambecco delle Alpi, era un tempo diffuso in Francia, come testimoniato dalle celebri pitture parietali preistoriche della grotta di Lascaux. Si trovava inoltre in Svizzera, Austria e Germania. Ma verso l&#8217;inizio del XIX secolo, ormai, esso rimaneva soltanto nel Nord Italia, a causa di lunghi secoli di caccia ed annientamento sistematico privo di un criterio. Nel momento stesso in cui il re, dunque, diede il suo personale contributo all&#8217;eccidio, successe qualcosa di molto particolare. Egli disse al fratello: &#8220;Questi magnifici animali&#8230; Dovr\u00f2 continuare a cacciarli per gli anni a venire.&#8221; Cos\u00ec il fratello maggiore fece ritorno a Torino, e da l\u00ec eman\u00f2 una nuova direttiva: che tutte le patenti di caccia emanate da suo padre a vantaggio dei valligiani fossero ricomprate dalla corona, e che nei territori della valle di Champdepraz, F\u00e9nis, Valgrisenche e Brissogne fosse istituita una riserva, la pi\u00f9 vasta nella storia d&#8217;Italia, che avrebbe preso il nome di Gran Paradiso. All&#8217;interno della quale, la caccia allo stambecco fosse severamente proibita, dietro immediata punizione da parte di un corpo speciale di Reali Cacciatori Guardie (strana scelta dei termini&#8230;) Fu cos\u00ec che le maestose capre prosperarono come mai prima d&#8217;allora, al punto che nelle generazioni successive, fosse possibile mettere in atto diversi programmi di spostamento nei territori limitrofi, allo scopo d&#8217;introdurre popolazioni locali. Zone come la valle Antrona, situata al confine con la Svizzera, circa 20 Km ad ovest di Domodossola. Poi il tempo pass\u00f2, e la gente continu\u00f2 a costruire.<br \/>\nDov&#8217;\u00e8 scritto, in effetti, che preservare la natura non possa andare di pari passo con lo sviluppo del territorio? Fu cos\u00ec che nel 1925, proprio mentre a Milano continuava la brusca impennata del potenziale industriale italiano, fu deciso di costruire una serie di dighe per l&#8217;energia idroelettrica presso i torrenti e fiumiciattoli della regione, costituendo l&#8217;origine di alcuni significativi bacini artificiali. Tra cui quella che avrebbe presso il nome di Cingino. Ora ci sono diversi luoghi, nell&#8217;intero Piemonte e Val d&#8217;Aosta, in cui lo stambecco incontra questa specifica tipologia di strutture, che contengono ed instradano l&#8217;acqua all&#8217;interno di dinamo e generatori. Ma in nessun altro ci\u00f2 sembra avvenire con la stessa casistica, che porta il quadrupede a scalarne le pareti scoscese con regolarit\u00e0, in quella che sembra essere, a tutti gli effetti, un&#8217;espressione animale della nostra pratica del <em>free climbing<\/em> estremo. Come spesso avviene, tuttavia, le apparenze ingannano. E dietro una simile attivit\u00e0, c&#8217;\u00e8 una ragione ben precisa&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23861\" aria-describedby=\"caption-attachment-23861\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cMVlhRxLxZg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23861 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23861 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-on-the-Dam-2-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-on-the-Dam-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-on-the-Dam-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-on-the-Dam-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23861\" class=\"wp-caption-text\">La scalata delle capre assume talvolta un aspetto surreale, con gli stambecchi che paiono incollati magicamente sul lato della parete verticale. Non \u00e8 difficile immaginare perch\u00e9, in epoche passate, simili bestie furono considerate messaggeri del demonio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strana abitudine degli stambecchi del parco di Valle Antrona, istituito ufficialmente soltanto nel 2009, \u00e8 stato fatto oggetto di numerosi documentari esteri, tra cui produzioni del National Geographic e della BBC. A tal punto esso sembra colpire la fantasia degli esperti etologi, cos\u00ec come quella dei comuni telespettatori della Tv. Tutto ha inizio, generalmente, all&#8217;alba o al tramonto, quando gli Ibex risultano essere pi\u00f9 attivi. E terminato il consueto pasto a base d&#8217;erba, iniziano a percepire un particolare bisogno: quello della sostanza comunemente nota col nome di sale. Necessario per qualsiasi organismo complesso, poich\u00e9 garantisce, in associazione l&#8217;albumina sierica, l&#8217;adeguato volume del sangue. Ma dove mai sarebbe possibile, per delle capre, reperirlo in alta montagna? Una sola risposta \u00e8 possibile. Gi\u00e0 gli antichi romani, che chiamavano questa sostanza nitro e la tenevano in altissima considerazione, avevano notato come le pietre mantenute in condizione di umidit\u00e0 tendessero a ricoprirsi di uno strato biancastro di granelli, le cui qualit\u00e0 chimiche risultavano utili nella conservazione dei cibi. Era questo il nitrato di potassio, meglio noto come salnitro, originatosi dall&#8217;aria satura di ammoniaca e batteri che veniva a contatto con il carbonato di potassio contenuto nelle opere murarie. Sia quel che sia, gi\u00e0 nei primi anni dalla sua costruzione, la diga del Cingino inizi\u00f2 ad esserne letteralmente ricoperta. Poi mano a mano, il sale pi\u00f9 accessibile cominci\u00f2 a scomparire. Gli stambecchi se lo stavano mangiando.<br \/>\nUna <em>Capra Ibex<\/em> \u00e8 una macchina per le scalate dalle capacit\u00e0 superiori. La sua possente muscolatura, e gli zoccoli fessurati, collaborano nel permettergli di trovare gli appigli migliori in qualsiasi situazione. Le vette pi\u00f9 elevate della diga, non a caso, sembrano essere appannaggio preferibile delle femmine e i loro cuccioli, non ancora appesantiti dalle enormi corna permanenti di questa specie, che arrestano la loro crescita soltanto una volta l&#8217;anno a novembre, generando gli anelli riconoscibili sulla parte anatomica dell&#8217;animale. L&#8217;incredibile agilit\u00e0 della loro intera gen\u00eca, ad ogni modo, \u00e8 chiaramente testimoniata dalla loro abitudine a strofinarsi contro gli alberi e le pietre allo scopo di liberarsi del pelo in eccesso durante i periodi di muta; i ciuffi grigi o marroni, diversi a seconda del sesso e dell&#8217;et\u00e0, compaiono in effetti un po&#8217; dovunque a testimoniarne il passaggio, tra le cime montane del territorio, oltre che in prossimit\u00e0 di questa e svariate altre dighe, altrettanto valide nel soddisfare il loro vorace bisogno di sale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23860\" aria-describedby=\"caption-attachment-23860\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AxkHQFcl4h4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23860 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23860 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-Fight-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-Fight-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-Fight-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Ibex-Fight.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23860\" class=\"wp-caption-text\">Due becchi combattono per il territorio. Non \u00e8 difficile immaginare il vincitore, qualche minuto dopo, che lecca con trasporto il grande pietrone, al fine di acquisire il sale necessario a ripristinare le energie spese.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia dello stambecco italiano \u00e8 dunque un successo della conservazione naturalistica su scala europea, nonch\u00e9 la dimostrazione di come la caccia regolamentata, in determinate circostanze, possa aprire dei nuovi varchi per condurre specie insostituibili verso le nuove generazioni. Attorno agli anni &#8217;90 la popolazione complessiva della specie \u00e8 stata stimata sui 90.000 esemplari, disseminati in paesi anche distanti e di loro non originale provenienza, come Slovenia e Bulgaria. E tutto questo, grazie alla decisione di un sovrano, presa sull&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo di una singola battuta di caccia. Davvero talvolta, il potere dei singoli pu\u00f2 riuscire a sovvertire un crudele destino. E non tutte le dighe vengono per nuocere, anche senza considerare un discorso di natura prettamente economica ed industriale.<br \/>\nVerso la fine del regno di Vittorio Emanuele II, la sua opera restava incompiuta. Napoleone III, protettore dello Stato Pontificio, non aveva alcuna intenzione di rinunciare alla citt\u00e0 di Roma e per questo il sovrano decise, temporaneamente, di spostare la capitale da Torino alla Firenze nat\u00eca. Lasciando cos\u00ec la citt\u00e0 nel 1865, tra sommosse popolari e persino crudeli sassaiole, si riorganizz\u00f2 con le sue truppe in Toscana, per lanciare l&#8217;assalto che avrebbe praticato una breccia nelle mura dell&#8217;Eterna citt\u00e0. Portando i risultati del suo trionfo di fronte ai barbuti rappresentanti del primo Consiglio dei ministri, si riporta che il re cinquantenne abbia detto in piemontese:\u00a0&#8220;Ch&#8217;a staga ciuto; am resta nen \u00e0ut che tireme &#8216;n colp \u00ebd rev\u00f2lver; p\u00ebr l\u00f2n ch&#8217;am resta da vive a-i sar\u00e0 nen da pij\u00e9.&#8221; (Stia zitto; non mi resta altro che tirarmi un colpo di pistola; per il resto della mia vita non ci sar\u00e0 niente pi\u00f9 da prendere.) Nel 1877, durante una battuta di caccia nella sua tenuta laziale, il sovrano si addorment\u00f2 all&#8217;addiaccio in prossimit\u00e0 di un lago. Cos\u00ec prese una polmonite e mor\u00ec. Ma alcuni dicono che sia stata la malaria a portarselo via.<br \/>\nE fu proprio allora, lungo le pendici della diga del Cielo, che ad accoglierlo pot\u00e9 ritrovare quel primo stambecco col foro di proiettile, rimasto per tanti anni ad attenderlo a guardia del vasto gregge, che nel frattempo il vecchio cacciatore aveva mandato lass\u00f9. Nessuno pu\u00f2 davvero sapere se il caprone lo accolse con riconoscenza, comprensivo dei meriti avuti in vita attraverso tanti anni di convivenza con la Natura. Oppure abbass\u00f2 le corna, ansioso di restituire il &#8220;favore&#8221; mai richiesto, e tanto meno desiderato da lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un giovane re d&#8217;Italia, il cui nome era\u00a0Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tommaso, destinato a passare alla storia come il &#8220;galantuomo&#8221; che avrebbe continuato l&#8217;opera del suo insigne predecessore Carlo Alberto, firmatario della costituzione. Grazie anche a lui, sarebbe iniziato il Risorgimento Italiano. Ma prima di poter giungere a questo, il &#8230; <a title=\"Gli stambecchi che salgono sulla diga del Paradiso\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23859\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gli stambecchi che salgono sulla diga del Paradiso\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1962,916,125,200,1067,424,425,2285,1955,2413,2678,1712,2812,2811,71,89,282,2810],"class_list":["post-23859","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alimentazione","tag-alpi","tag-animali","tag-capre","tag-dighe","tag-italia","tag-montagna","tag-parchi-naturali","tag-piemonte","tag-re","tag-risorgimento","tag-sale","tag-savoia","tag-stambecchi","tag-storia","tag-strano","tag-svizzera","tag-val-daosta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23859","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23859"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23859\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23864,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23859\/revisions\/23864"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23859"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23859"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}