{"id":23798,"date":"2017-09-04T06:34:34","date_gmt":"2017-09-04T04:34:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23798"},"modified":"2017-09-04T06:39:57","modified_gmt":"2017-09-04T04:39:57","slug":"le-targhe-incendio-la-nascita-delle-assicurazioni-inglesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23798","title":{"rendered":"Le targhe incendio e la nascita delle assicurazioni inglesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=23801#main\" rel=\"attachment wp-att-23801\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23801\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Marks-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Marks-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Marks-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Marks.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte parole sono state spese contro la percepita inefficienza del sistema pubblico dei servizi, la difficile attribuzione della responsabilit\u00e0 negli uffici, la generale incuria delle amministrazioni dei moderni comuni e regioni. &#8220;Stavamo meglio quando la gente gestiva autonomamente i propri interessi&#8221; \u00e8 solito esclamare qualcuno; quando&#8230; I pompieri accorrevano sul luogo di un incendio. E prima di aprire le pompe, controllavano la presenza di un&#8217;apposito simbolo sopra la porta d&#8217;ingresso! Se tutto era in ordine, quindi, spegnevano il fuoco. Altrimenti aspettavano, prima, di essere pagati. Oppure tornavano a casa. Un metodo&#8230; Non propriamente altruistico, se vogliamo, eppure temprato nella furia del singolo maggior disastro che la citt\u00e0 di Londra avesse mai conosciuto. Stiamo parlando del XVII secolo per essere pi\u00f9 precisi, quando la principale risposta civica all&#8217;improvvida combustione di una casa, un quartiere, una citt\u00e0, altro non era che la classica catena di secchi a partire dal corso o lo specchio d&#8217;acqua pi\u00f9 vicino, coadiuvata da qualche rudimentale e piccola pompa manuale. Null&#8217;altro che questo e soprattutto, niente che potesse davvero risolvere il problema. Cos\u00ec il 2 settembre del 1666, l&#8217;anno della &#8220;profezia finale&#8221; (dopotutto, chi non conosce il significato di quel triplo 6?) accadde che il fornaio Thomas Farriner di Pudding Lane dimenticasse di spegnere il forno prima di andare a dormire. E nel profondo dell&#8217;oscurit\u00e0 notturna, si diffondesse la luce della deflagrazione, seguita da fuoco vivo sempre pi\u00f9 vasto e diffuso nelle quattro direzioni cardinali. Dovete considerare che in quel periodo, per una sfortunata contingenza del clima, c&#8217;era stato un susseguirsi di giorni straordinariamente caldi e secchi. Inoltre, il sindaco di Londra\u00a0Sir Thomas Bloodworth, \u00a0per la sfortuna di tutti, tard\u00f2 nel far implementare l&#8217;unica strategia davvero funzionale che ci fosse a disposizione contro la distruzione indiscriminata della citt\u00e0, ovvero la demolizione degli edifici circostanti al vortice di fiamme. Cos\u00ec l&#8217;inferno si manifest\u00f2 sulla Terra, continuando nella sua opera di procura di anime sfortunate o stolte. Ci vollero tre giorni e mezzo perch\u00e9 la furia che lambiva il mondo venisse arrestata, prima che l&#8217;ultimo dei malcapitati coinvolti potesse iniziare a riposare le stanche membra, sdraiandosi nel mezzo di una strada o sopra le rovine di ci\u00f2 che era rimasto di casa di sua. 430 ettari di citt\u00e0 erano andati distrutti: 13.200 case ed 87 chiese, tra cui la cattedrale anglicana di Saint Paul. Le conseguenze a livello sociale ed economico furono drammatiche, con ripercussioni fino alla terza generazione. La gente cercava sicurezza, un modo per proteggersi da eventuali episodi simili successivi. Un uomo, in cerca di nuovi margini di guadagno, si fece avanti con un&#8217;idea.<br \/>\nQuell&#8217;uomo fu il\u00a0Dr. Nicholas Barbon, figlio di un noto predicatore puritano, che aveva studiato come medico ma desiderava, sopra ogni altra cosa, diventare un uomo d&#8217;affari. Era dunque soltanto il 1668, quando in un minuscolo ufficio in un punto imprecisato della city, nacque la prima compagnia di assicurazioni antincendio della storia. Un azzardo che si rivel\u00f2 vincente, a tal punto che gli introiti gli permisero di fondare anche una banca a suo nome ed iniziare la scalata del successo economico, coltivando la sua dottrina del populazionismo, secondo cui la ricchezza di una nazione sarebbe cresciuta solamente attraverso quella dei suoi singoli abitanti. Ben presto, tuttavia, il suo campo operativo principale diventarono i prestiti personali. Nel 1680, quindi, arriv\u00f2 un secondo imprenditore, un certo Newbold appartenente alla nutrita schiera dei fanatici religiosi, che istitu\u00ec il servizio noto come &#8220;The Fire Office&#8221; con finalit\u00e0 simili a quelle del predecessore. Egli non ebbe grande fortuna, anche per una mancanza d&#8217;empatia e l&#8217;incapacit\u00e0 di lavorare con altri, e mor\u00ec in stato di povert\u00e0 nel 1698. Prima di quel momento, tuttavia, aveva accidentalmente avuto un&#8217;idea destinata a cambiare le regole del suo campo: l&#8217;istituzione di una brigata antincendio e del relativo marchio, una fenice in fiamme. Il ragionamento era tutt&#8217;altro che ingenuo, poich\u00e9 nel momento in cui una compagnia si assume il compito di ripagare i danni causati dal fuoco, non sarebbe forse nel suo interesse operare in ogni maniera possibile per ridurre il pericolo di un simile disastro? Assieme alle polizze, dunque, Newbold inizi\u00f2 a distribuire l&#8217;uccello in questione, realizzato in metallo, ai suoi assicurati, affinch\u00e9 essi potessero affiggerlo come marchio di riconoscimento sui propri edifici. A partire dalla decade successiva, la vasta proliferazione di compagnie concorrenti iniziarono a fare lo stesso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Nota:\u00a0<\/strong>la foto di apertura \u00e8 tratta dal museo delle targhe incendio di propriet\u00e0 della moderna compagnia di assicurazioni Philadelphia Contributionship [credits: <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Fire_insurance_mark#\/media\/File:Fire_Marks_at_Philadelphia_Contributionship.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ben Franske, own work<\/a>]<\/p>\n<figure id=\"attachment_23799\" aria-describedby=\"caption-attachment-23799\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3GZmw7QAVl8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23799 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23799 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Mark-London-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Mark-London-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Mark-London-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Mark-London.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23799\" class=\"wp-caption-text\">Bench\u00e9 la maggior parte delle targhe incendio fossero rimosse al termine della polizza, alcune sono ancora in posizione. Come questa nei pressi di Covent Garden, fatta oggetto di una breve trattazione da parte del canale Londonist.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Sole dalle guance paffute (Sun Fire Company) un paio di mani che si stringono a vicenda (Hand in Hand Ltd.) e poi leoni, effigi della pompa antincendio, aquile e corone di vario tipo. Verso l&#8217;inizio del XVIII secolo, la citt\u00e0 di Londra inizi\u00f2 ad essere decorata dalle pi\u00f9 diverse effigi di propriet\u00e0 dell&#8217;una o dell&#8217;altra compagnia. Esse agivano principalmente con il loro scopo programmatico, ma spesso e volentieri anche con un secondo altrettanto importante: erano un tipo primordiale di pubblicit\u00e0. Le diverse realt\u00e0 operative iniziarono a fare a gara nel renderle il pi\u00f9 possibile capaci di attrarre lo sguardo, con smalti e vernici colorate o bassorilievi scintillanti in ferro, piombo ed ottone. Per quanto possibile, si tentava di impiegare materiali ignifughi, affinch\u00e9 si potesse determinare, successivamente ad eventuali disastri, a chi dovesse spettare il pagamento. Ora l&#8217;immagine con cui abbiamo aperto l&#8217;articolo, della pompa antincendio che verificava la targa ed eventualmente, decideva di non fare nulla, non era certamente la norma. Situazioni simili possono essersi verificate, e di certo facevano parte delle procedure standard dell&#8217;epoca, bench\u00e9 generalmente fosse comunque consigliabile intervenire una volta sul luogo del disastro: dopo tutto, in pochi attimi un incendio di altrui giurisdizione poteva facilmente diffondersi fino alle case assicurate, con conseguente perdita economica della propria compagnia committente. Ben presto, si istitu\u00ec dunque un regime di mutuo soccorso, per cui le diverse brigate avrebbero spento comunque tutti i fuochi, cercando poi di essere compensate da chi ne aveva tratto il beneficio maggiore. Questo regime di cooperazione continu\u00f2 quindi a crescere, ponendo le basi per quello che sarebbe diventato, nel 1833, il London Fire Engine Estabilishment, guidato da un comitato delle 10 principali compagnie assicurative della citt\u00e0. Lo spirito di corpo continu\u00f2 tuttavia ad essere fortemente radicato nella cultura delle diverse brigate, che per lungo tempo mantennero le loro divise ed emblemi sgargianti, del tutto distinti da quelli dei loro colleghi. A quel punto, gi\u00e0 da tempo la fama dei pompieri inglesi nell&#8217;affrontare l&#8217;insorgere di incendi, oltre al successo economico delle loro assicurazioni, aveva portato il resto del mondo ad imitare soluzioni simili, con il diffondersi delle targhe incendio nell&#8217;Europa continentale, negli Stati Uniti d&#8217;America e successivamente, in Australia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23800\" aria-describedby=\"caption-attachment-23800\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=23800#main\" rel=\"attachment wp-att-23800\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23800 size-full\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/09\/Fire-Marks-2.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"381\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23800\" class=\"wp-caption-text\">12 targhe incendio di un lotto americano, provenienti dal XIX secolo dello stato della Pennsylvania. L&#8217;influenza londinese del concetto e lo stile traspare con notevole evidenza. &#8211; <a href=\"https:\/\/it.pinterest.com\/pin\/6051780721431139\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel territorio Italiano, le prime targhe incendio furono prodotte attorno al 1822, per mano dell&#8217;Azienda Assicuratrice di Trieste (facente parte allora dell&#8217;impero Austro-Ungarico) destinata a cambiare nome nel 1822 in Assicurazioni Generali. La loro affissione da parte dell&#8217;assicurato era considerata obbligatoria al fine di riscuotere il premio, e questo non soltanto per permettere alle brigate di offrire priorit\u00e0 nell&#8217;intervento a vantaggio della sua abitazione. Esse venivano considerate, infatti, anche una forma di deterrente estremamente valido contro un eventuale piromane di passaggio, che vedendole avrebbero saputo che la determinata casa era protetta da una potente azienda, che successivamente si sarebbe rivalsa in maniera legale contro di lui. Con un ragionamento simile, nella remota terra d&#8217;Australia, le targhe incendio furono affisse anche su delle pietre ai margini delle propriet\u00e0 agricole, proteggendo per quanto possibile le sconfinate propriet\u00e0 dei primi coltivatori ed allevatori del secondo Nuovo Mondo. Come potrete facilmente immaginare, questi variopinti emblemi costituiscono ad oggi un importante caposaldo del collezionismo di genere, con schiere di appassionati e vere e proprie associazioni dedicate alla loro conservazione, ripristino ed esposizione. Ad accrescerne il mito, la tendenza che avevano a scomparire a seguito della demolizione degli edifici privi di particolare importanza storica, con la probabile acquisizione da parte di ignoti e successiva rivendita sul mercato internazionale. La principale associazione italiana reperibile su Internet \u00e8 il Club Italiano Collezionisti Targhe Incendio, <a href=\"http:\/\/www.clubitalianocollezionistitargheincendio.it\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il cui sito<\/a> offre un nutrito repertorio fotografico realizzato a partire dalle collezioni dei propri membri. Ma ce ne sono molti altri, appartenenti ai contesti geografici pi\u00f9 diversi.<br \/>\nDa un certo punto di vista, se vogliamo, le targhe parlano di un tempo meno civile nel senso letterale del termine, ovvero in cui la persona era da sola coi propri guai e soltanto l&#8217;iniziativa privata poteva costituire una tenue rete di salvezza, per quanto incapace di agire con meritoria imparzialit\u00e0. La realt\u00e0 tuttavia \u00e8 che esse esistevano all&#8217;interno di un mondo assicurativo diverso, in cui ci si aspettava che le aziende pagate offrissero effettivamente un servizio. E non soltanto lo spettro di un ipotetico risarcimento, posto al di l\u00e0 della pi\u00f9 lunga ed arzigogolata serie d&#8217;ostacoli procedurali e di forma. Certo \u00e8 che nessuna entit\u00e0 commerciale \u00e8 mai stata creata, per definizione, senza lo scopo primario di accumulare risorse economiche, producendo un qualche tipo di guadagno. Ma quando lo stato viene a mancare, cos&#8217;altro ci resta, per salvare noi stessi dal baratro dell&#8217;indigenza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte parole sono state spese contro la percepita inefficienza del sistema pubblico dei servizi, la difficile attribuzione della responsabilit\u00e0 negli uffici, la generale incuria delle amministrazioni dei moderni comuni e regioni. &#8220;Stavamo meglio quando la gente gestiva autonomamente i propri interessi&#8221; \u00e8 solito esclamare qualcuno; quando&#8230; I pompieri accorrevano sul luogo di un incendio. E &#8230; <a title=\"Le targhe incendio e la nascita delle assicurazioni inglesi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23798\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le targhe incendio e la nascita delle assicurazioni inglesi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[168,1604,625,309,433,374,2793,559,132,1205,136,1049,2275,2401,71,329,2794],"class_list":["post-23798","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antiquariato","tag-aziende","tag-citta","tag-commercio","tag-curiosita","tag-disastri","tag-emblemi","tag-incendi","tag-inghilterra","tag-interessante","tag-invenzioni","tag-londra","tag-oggetti","tag-soluzioni","tag-storia","tag-urbanistica","tag-xvii-secolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23798"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23798\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23805,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23798\/revisions\/23805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}