{"id":23732,"date":"2017-08-25T06:43:52","date_gmt":"2017-08-25T04:43:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23732"},"modified":"2017-08-25T06:43:52","modified_gmt":"2017-08-25T04:43:52","slug":"quanto-tempo-ci-voleva-vestirsi-allepoca-maria-antonietta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23732","title":{"rendered":"Quanto tempo ci voleva per vestirsi all&#8217;epoca di Maria Antonietta?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UpnwWP3fOSA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23735 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23735\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Getting-dressed-in-18th-century-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Getting-dressed-in-18th-century-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Getting-dressed-in-18th-century-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Getting-dressed-in-18th-century.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste un detto anglosassone che recita, letteralmente: &#8220;La bellezza non va pi\u00f9 a fondo della pelle&#8221; (Beauty is just skin deep) che si fonda sull&#8217;utilizzo del termine <em>beauty <\/em>il quale, rispetto al nostro equivalente, ha ben poche connotazioni astratte e in genere, si riferisce soltanto all&#8217;aspetto visuale della questione. Un&#8217;individuo dal carattere degno d&#8217;encomio, in inglese, \u00e8 pi\u00f9 solita ricevere l&#8217;appellativo di <em>good person, <\/em>il che gli permette al tempo stesso di essere <em>deep<\/em>, ovvero profondo.\u00a0Questo non ha mai voluto dire, del resto, che al di sopra dell&#8217;involucro dell&#8217;organismo umano fosse impossibile arricchire se stessi, costruendo in altezza, piuttosto che all&#8217;interno dello spazio metaforico dell&#8217;io pensante. Portando in tal modo, attraverso i secoli, alla nascita del concetto stesso di moda. Poich\u00e9 condividere se stessi, la propria figura esteriore e dare un significato evidente alla propria venuta nel contesto sociale, significa condividere dei valori che sono tanto variabili quanto arbitrari, frutto dell&#8217;influenza dei pochi e il beneplacito dei molti&#8230;.Disposti a far tutto, pur di apparire in qualche modo memorabili.<br \/>\nIn questa intrigante ricostruzione offertaci da\u00a0Pauline Rushton, curatrice del dipartimento costumi del Museo Nazionale di Liverpool, Inghilterra, viene mostrato il complesso ed elaborato processo di vestizione di una donna di buona famiglia verso la met\u00e0 del XVIII secolo, quando l&#8217;estetica roboante del tardo Barocco stava gi\u00e0 lasciando il passo alle forme pi\u00f9 organiche e naturalistiche del Rococ\u00f2, ma le corti d&#8217;Europa sembravano ancora fermamente intenzionate a rendere complessa la vita di chi aspirava, un giorno, a farne parte. Il punto di vista dello scenario mostrato \u00e8 in effetti esplicitamente British, come reso esplicito dall&#8217;opera d&#8217;arte ispiratrice della sequenza: il dipinto facente parte della collezione della galleria noto col titolo di &#8220;Mrs Paine &amp; Co&#8221; in cui due giovani londinesi suonano il clavicembalo sotto lo sguardo rapito di un&#8217;anziana signora. C&#8217;\u00e8 una storia interessante dietro a quest&#8217;opera datata 1765, del pittore Joshua Reynolds, che l&#8217;us\u00f2 per pagare un architetto dei lavori effettuati sulla sua abitazione: per molti anni la figura della probabile nonna delle fanciulle era stata cancellata tramite l&#8217;applicazione di un&#8217;ulteriore strato di pittura, prima di essere riscoperta in epoca moderna. Chiss\u00e0 poi perch\u00e9? L&#8217;abito mostrato nel nostro video, ad ogni modo, \u00e8 una fedele ricostruzione di quello indossato dalla figura in primo piano nella scena. Il che lo colloca in un ambiente che interpretava l&#8217;estetica francese soltanto in maniera indiretta, rientrando piuttosto nella corrente che oggi prende il nome di <em>Colonial Dress<\/em>. Proprio cos\u00ec: stiamo parlando della stessa visione, in materia di abiti femminilio, che di l\u00ec a poco sarebbe stata esportata al nascente Nuovo Mondo, e che oltre un secolo e mezzo a venire sarebbe rimasta un punto cardine delle gentildonne del cosiddetto Sud (Alabama, Kentucky, Mississippi, Louisiana&#8230; Dritti fino alla Georgia di Via col Vento, ambientato parecchie generazioni dopo). Ma non abbiate dubbi sul fatto che tutto questo, a conti fatti, incidesse in alcun modo sull&#8217;impressionante complessit\u00e0 della sua composizione, tale da richiedere, regolarmente, l&#8217;assistenza di una o persino due domestiche<br \/>\nQuesta procedura di vestizione, cos\u00ec curiosamente simile a quella di un cavaliere che si avvia in battaglia, ne \u00e8 la prova diretta ed inconfutabile: la scena inizia, per ovvie ragioni, con l&#8217;attrice che gi\u00e0 indossa lo <em>shift<\/em>, una lunga sottoveste che costituisce, essenzialmente, l&#8217;unica biancheria femminile di quell&#8217;Era. Questo per varie ragioni: intanto perch\u00e9 i <em>drawers\u00a0<\/em>(una sorta di rudimentali mutande) indossati sotto i calzoni dagli uomini erano visti come eccessivamente mascolini e inadatti alla conformazione fisica delle donne, e poi perch\u00e9 in effetti, sarebbe stato pressoch\u00e9 impossibile slacciarli per andare in bagno sotto i letterali chilogrammi di stoffa che stanno per essere sovrapposti al primo di questi strati. Seguivano quindi degli alti calzini, generalmente di lana, che venivano assicurati al di sopra del ginocchio con dei nastri legati manualmente, talvolta spostati pi\u00f9 in basso, quando la signora prevedeva di camminare o danzare nel corso della giornata. A questo punto, si aggiungeva la prima delle <em>petticoat,\u00a0<\/em>le sottogonne. Per dare il via a una lunga sequela di aggiunte che dal punto di vista di noi moderni, non pu\u00f2 che apparire ai confini del surreale&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23734\" aria-describedby=\"caption-attachment-23734\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yMy15UMgcgA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23734 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23734 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Getting-dressed-Le-Lever-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Getting-dressed-Le-Lever-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Getting-dressed-Le-Lever-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Getting-dressed-Le-Lever.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23734\" class=\"wp-caption-text\">La vestizione dell&#8217;uomo era comparativamente piuttosto semplice, bench\u00e9 non mancassero affettazioni particolarmente ricercate, quali l&#8217;apposizione dle neo finto e l&#8217;immancabile parrucca incipriata.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 di lino bianco, finalizzata pi\u00f9 che altro a fare volume. A meno di assurdi imprevisti, essa non dovr\u00e0 essere vista da anima viva fuori da questa stanza. A questo punto, veniva quell&#8217;immancabile strumento di tortura, ci\u00f2 che pi\u00f9 di ogni cosa permetteva alle donne di assumere quella forma del corpo che sarebbe rimasta loro prerogativa fin quasi all&#8217;epoca della prima guerra mondiale, con l&#8217;invenzione del reggiseno: il terribile corpetto. La letterale armatura di stecche di balena legate tra loro, che veniva stretta all&#8217;inverosimile tramite l&#8217;impiego di un cordino intrecciato. Che oggi gli storici ritengono il principale responsabile dell&#8217;esistenza di &#8220;divanetti da svenimento&#8221; il particolare elemento di arredo, presente in tutte le case nobili degne di questo nome, su cui si presumeva che almeno una partecipante ad ogni occasione mondana finisse per collassare, causa il semplice sforzo e la compressione sperimentata per apparire. Pi\u00f9 di un aborto fu inoltre provocato dall&#8217;impiego inappropriato di questo capo di vestiario, che si addiceva naturalmente soltanto a poche, fortunate rappresentanti del gentil sesso. Terminata l&#8217;implementazione di tale panoplia, la cameriera porge quindi alla sua signora un qualcosa che potrebbe effettivamente fare l&#8217;invidia delle donne moderne: un paio di enormi tasche, da legare alla vita. I vestiti di allora presentavano infatti delle discrete fessure, attraverso cui le loro portatrici potevano introdurre gli oggetti pi\u00f9 diversi, tra cui denaro, monete, le chiavi di casa&#8230; Fu soltanto successivamente, quindi, che questo elemento del vestiario fu letteralmente scollegato dal corpo, diventando la moderna borsetta da portare sulla spalla o in mano. Qualcuno afferma, non senza un certo grado di risentimento, che sia stata una cospirazione delle grandi aziende produttrici per vendere un ulteriore costoso accessorio alla loro clientela. Segue un breve momento in cui, con l&#8217;armatura rigida sul corpo superiore e tale coppia di elementi tecnici all&#8217;altezza della vita, la nostra protagonista ricorda quasi un samurai pronto ad andare in battaglia. E non \u00e8 forse, in un certo senso, esattamente quello che \u00e8?<br \/>\nTrascorso l&#8217;attimo fugace, a quel punto, si ricomincia ad aggiungere strati. Segue l&#8217;imbottitura per le anche, una sorta di ciambella semi-rigida con anima in sughero o legno, che mirava a tenere sollevata la gonna e rendeva impossibile la percezione dell&#8217;effettiva forma del corpo sottostante. Con sopra, provate ad indovinare? Una seconda <em>petticoat <\/em>bianca, tanto per fare volume. Ma non finisce ovviamente qui: sulle spalle viene aggiunta una <em>fichu<\/em>, grande fazzoletto di lino annodato a mo&#8217; di sciarpa, talvolta infilato nella vita dell&#8217;ultima sottogonna, che doveva emergere in parte da sotto il vestito finale. A tenerlo fermo, niente meno che uno <em>stomacher<\/em>,\u00a0elemento triangolare di stoffa riccamente decorato, che trovava la sua collocazione sul corpetto stesso mediante l&#8217;impiego di una serie di spilloni. Dopo tale passaggio, un&#8217;ulteriore <em>petticoat<\/em>: questa volta di un vistoso azzurro, per concordarsi con lo strato superiore che chiudeva il sistema dell&#8217;abito coloniale. Il quale, puntualmente, arriva, con l&#8217;aiuto di una seconda cameriera. Le due, cooperando come un team straordinariamente affiatato, lo pongono sulle spalle della padrona, che in un rapido susseguirsi di gesti, se lo accomoda secondo dei metodi ben precisi. Ulteriori spille chiudono e fissano il tutto, sigillandolo come il portellone d&#8217;ingresso di un sommergibile. Adesso immaginate voi, doversi spogliare all&#8217;improvviso per ragioni di salute! Assolutamente impossibile. E pi\u00f9 di una rinomata signora del Sud, nel corso del secolo successivo, sarebbe cos\u00ec crollata, sotto un semplice colpo di calore dovuto all&#8217;incandescente clima nordamericano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23733\" aria-describedby=\"caption-attachment-23733\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2pw-AVf6lFw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23733 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23733 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/18th-century-Le-Pannier-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/18th-century-Le-Pannier-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/18th-century-Le-Pannier-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/18th-century-Le-Pannier.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23733\" class=\"wp-caption-text\">Il canale di YouTube Cazonetta mostra la stessa procedura con un vestito pi\u00f9 marcatamente in linea con l&#8217;estetica Rococ\u00f2, potenzialmente degno della stessa corte di Maria Antonietta. La pi\u00f9 vistosa differenza \u00e8 nell&#8217;inclusione del <em>pannier<\/em>, struttura che allarga la gonna, diretta antenata della crinolina di epoca vittoriana.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che serve per apparire \u00e8 una diretta conseguenza dei tempi, che apparir\u00e0 inerentemente superflua in qualsivoglia epoca che sia diversa da quella in cui venne implementato. Oggi possiamo sorridere, cupamente, della fatica fatta dalle nostre antenate per conformarsi a degli ideali costosi e complessi, ma state pur certi di questo: chiunque, tra loro, non avrebbe tardato a sconfessare i nostri pi\u00f9 pregevoli capi d&#8217;abbigliamento, per loro nulla pi\u00f9 che delle indecenti sottovesti. Cos\u00ec come l&#8217;attenzione moderna alla forma e all&#8217;attivit\u00e0 fisica, nata dalla maggiore comprensione delle regole che governano il corpo umano, sarebbe apparsa come innaturale e potenzialmente nociva. L&#8217;obesit\u00e0, del resto, era praticamente sconosciuta per mere ragioni di alimentazione. Il cibo era un bene prezioso, ed erano ben pochi a poterne vantare addirittura un eccesso nelle proprie dispense.<br \/>\nCorsi e ricorsi, come si dice: ma non \u00e8 detto che i ricorso siano sempre della stessa lunghezza. Dalle ceneri della Rivoluzione Francese, quanto l&#8217;estetica della vecchia nobilt\u00e0 apparve improvvisamente grottesca e perversa, emerse una nuova concezione di moda, conforme alla corrente dell&#8217;estetica Regency (con riferimento alla reggenza britannica di Giorgio Augusto IV, dinastia di Hanover &#8211; regno: 1811\u20131820). Le donne portavano abiti larghi, senza strutture crudeli e sovrapposizione di soffocanti strati. Dur\u00f2 il tempo di un breve respiro. Perch\u00e9 di l\u00ec a un paio di decadi, sarebbe sorta un&#8217;altra figura, talmente preponderante da monopolizzare i cardini stessi della Storia. Alexandrina Victoria dai cupi abiti ed ancor pi\u00f9 cupi pensieri. Forse la pi\u00f9 grande sovrana che le isole britanniche abbiano mai conosciuto. Forse la pi\u00f9 terribile: severa, incrollabile, priva di turpi ed insignificanti passioni. Ed allora, finalmente, le signore di mezzo mondo avrebbero imparato \u00a0a vestirsi in maniera realmente Adeguata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste un detto anglosassone che recita, letteralmente: &#8220;La bellezza non va pi\u00f9 a fondo della pelle&#8221; (Beauty is just skin deep) che si fonda sull&#8217;utilizzo del termine beauty il quale, rispetto al nostro equivalente, ha ben poche connotazioni astratte e in genere, si riferisce soltanto all&#8217;aspetto visuale della questione. Un&#8217;individuo dal carattere degno d&#8217;encomio, in &#8230; <a title=\"Quanto tempo ci voleva per vestirsi all&#8217;epoca di Maria Antonietta?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23732\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Quanto tempo ci voleva per vestirsi all&#8217;epoca di Maria Antonietta?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[769,2773,548,2364,2775,236,119,289,2776,132,550,575,2049,1592,2774,768,71,2772],"class_list":["post-23732","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abbigliamento","tag-barocco","tag-costumi","tag-dimostrazione","tag-estetica","tag-europa","tag-eventi","tag-francia","tag-guardaroba","tag-inghilterra","tag-moda","tag-musei","tag-nobili","tag-ricostruzione","tag-rococo","tag-societa","tag-storia","tag-vestiario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23732","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23732"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23732\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23736,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23732\/revisions\/23736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}