{"id":23698,"date":"2017-08-21T06:29:53","date_gmt":"2017-08-21T04:29:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23698"},"modified":"2017-08-21T06:38:46","modified_gmt":"2017-08-21T04:38:46","slug":"neozelandese-piu-innovativo-concetto-mezzo-anfibio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23698","title":{"rendered":"\u00c8 neozelandese il pi\u00f9 innovativo concetto di mezzo anfibio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1FAqNz9rJHw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23699 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23699\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-Boat-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-Boat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-Boat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-Boat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La linea inizia in alto a sinistra, prendendo una piega ellissoidale. Quindi, raggiungendo l&#8217;apice all&#8217;altro capo del diagramma, torna indietro in maniera piuttosto brusca, creando un perimetro inferiore dalla forma verticalmente speculare. Al ritorno verso il punto di partenza, poi non si ferma, ma crea un incrocio e prosegue per la sua via. Gli estremi non si sono incontrati. Sotto la figura, due piedi rivolti in avanti completano il ritratto stilizzato. Avete capito di che cosa stiamo parlando? \u00c8 il pesce di Darwin, simbolo degli evoluzionisti americani. Che per quanto possa mancare dell&#8217;immediatezza e semplicit\u00e0 dell&#8217;<em>ichthys,\u00a0<\/em>il graffito che identificava segretamente le chiese e le tombe cristiane all&#8217;epoca dell&#8217;Impero Romano, presenta indubbiamente una marcia in pi\u00f9 rispetto all&#8217;alternativa: in quanto gli risulta possibile, in caso di necessit\u00e0, emergere dall&#8217;Oceano e mettersi a camminare. Qualcuno giura che proprio questo deve essere successo in un preciso momento del nostro pi\u00f9 remoto passato. Altri affermano che assolutamente* non pu\u00f2 essere andata cos\u00ec, perch\u00e9 nella Bibbia c&#8217;\u00e8 scritto che fummo creati a Sua immagine e somiglianza. Tutto ci\u00f2 non si applica, d&#8217;altra parte, per quanto concerne le barche. &#8220;Ehi, ehi, attento! Non fare cos\u00ec&#8230;&#8221; In un attimo, l&#8217;intero pubblico della spiaggia delle Cannelle volta lo sguardo verso il piccolo dramma, di un bagnante che sta vedendo passare, a una ragionevole distanza di sicurezza, la forma scura di un grosso gommone. Il quale sembra puntato, senza la bench\u00e9 minima attenzione per il futuro, dritto verso la riva: &#8220;T&#8217;incaglierai!&#8221; Madri richiamano i figli, preoccupate. Cani abbaiano verso l&#8217;orizzonte. Qualcun&#8217;altro si avvicina, per meglio assistere alla catastrofe imminente. Man mano che si avvicina, diventa pi\u00f9 facile riconoscere l&#8217;imbarcazione: Thunderbee ES-1, enuncia la scritta sul fianco. Il che la identifica come il battello di supporto del mega-yacht approdato ieri presso il porticciolo dell&#8217;Isola del Giglio. Le due persone a bordo, dalla provenienza probabilmente americana, non mostrano alcun tipo di rimorso apparente per il disastro che stanno per causare. D&#8217;un tratto, come a un segnale non visto, lei solleva il motore fuoribordo, mentre lui si dispone lateralmente ai comandi, quasi volesse attivare un sistema ausiliario di qualche tipo. Il gommone, inesplicabilmente, continua la sua marcia verso la perdizione. Raggiunta la riva, si solleva continuando a grondare acqua e dimostra l&#8217;ineccepibile verit\u00e0: tre zampe poste in corrispondenza dei vertici lo mantengono separato dal suolo. Al termine di tali arti, ci sono altrettante ruote. Senza rallentare eccessivamente, il vascello fuoriesce completamente dal mare, proseguendo felicemente per la sua strada.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare ovvio ma in realt\u00e0 non lo \u00e8, affatto: aggiungi le ruote a una barca e quella acquisir\u00e0 l&#8217;abilit\u00e0 di spostarsi fuori dall&#8217;acqua. Altrimenti, perch\u00e9 nessuno ci avrebbe pensato mai? La tipica espressione di un mezzo anfibio, sia in campo militare che civile, \u00e8 da sempre la stessa. Si prende un affidabile mezzo di terra, lo si impermeabilizza tramite l&#8217;aggiunta di un vero e proprio scafo, si aggiungono i propulsori da usare nel momento in cui le ruote diventano inefficienti. Nei casi pi\u00f9 tecnologicamente avanzati, ci si premura che gli implementi veicolari di terra siano montati su cardini retraibili, per venire ritratti al fine di massimizzare le qualit\u00e0 idrodinamiche del mezzo. Ma alla fine della fiera, la questione \u00e8 sempre la stessa: si tratta di un&#8217;automobile che va nell&#8217;acqua. Giammai, il contrario. Il che risulta certamente ideale per uno scenario d&#8217;impiego in cui il proprietario intende recarsi al mare (o al lago) gi\u00e0 guidando il suo natante su strada, operazione che richiede l&#8217;aderenza a determinati standard di sicurezza e funzionamento. Ma che dire, invece, di chi cerca soltanto una maniera semplice per lanciarsi nel mare o fare ritorno alla terra ferma, in assenza di un molo? Bypassando quel tipico, gravoso problema del dover tirare manualmente a riva il gommone etc. etc, facendo bagnare se stessi e gli altri, inclusi gli eventuali bambini ed anziani a bordo.<br \/>\nUna possibile risposta \u00e8 questa. Nata dalla mente dell&#8217;imprenditore, ingegnere ed inventore neozelandese\u00a0Maurice Bryham, fondatore negli ultimi 20 anni di un ampio ventaglio di aziende del settore tecnologico, tra cui quella di maggior successo, l&#8217;internazionale Sealegs. &#8220;Gambe di mare&#8221; Un nome, un programma; che sembra volersi riferire all&#8217;espressione proverbiale per identificare l&#8217;esperienza dei marinai veterani. Pur essendo, nel contempo, una descrizione diretta del loro prodotto eponimo, nonch\u00e9 linea di maggior successo commerciale. Lo stesso sistema che abbiamo immaginato a bordo della nostra virtuale\u00a0Thunderbee ES-1.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23700\" aria-describedby=\"caption-attachment-23700\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_DZzx_RHPj8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23700 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23700 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-D-Tube-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-D-Tube-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-D-Tube-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-D-Tube.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23700\" class=\"wp-caption-text\">Il gradiente massimo affrontabile da una Sealegs pu\u00f2 variare tra il 15\/25% a seconda del peso e del modello dell&#8217;imbarcazione, risultando comunque pi\u00f9 che sufficiente a portare a riva il mezzo nelle condizioni di un utilizzo ragionevole sul campo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad un livello puramente basico, non c&#8217;\u00e8 niente di troppo avveniristico a bordo di uno dei numerosi modelli d&#8217;imbarcazioni prodotte quotidianamente dalla Sealegs, grazie al corposo finanziamento ricevuto partire dal 2015 ad opera degli Avenport Investments, compagnia privata con sede nell&#8217;arcipelago delle Mauritius. Si tratta di gommoni o scafi completamente rigidi, con una lunghezza variabile tra i cinque ed i nove metri, a bordo dei quali trova posto per\u00f2 un secondo motore, idraulico ad attivazione elettrica, che governa il movimento di tre aste non ammortizzate, al termine delle quali trovano posto degli pneumatici da fuoristrada. L&#8217;utilit\u00e0 di un simile artificio &#8220;da nulla&#8221; non pu\u00f2 essere sopravvalutata. Questo tipo di piccole barche pi\u00f9 o meno ricreative, in effetti, che non sono concepite per essere ancorate ad un molo e lasciate a mollo, ma devono piuttosto essere tratte a riva ogni volta dopo l&#8217;approdo, avevano la tendenza a risultare particolarmente gravose e stancanti da gestire, togliendo molto spesso il divertimento, per non parlare della sveltezza di molte possibili circostanze d&#8217;impiego. Secondo aspetto, questo, che pu\u00f2 dimostrarsi determinante nel caso in cui lo strumento nautico debba servire ad intervenire sulla scena di un disastro, prima che sia troppo tardi per le persone coinvolte. O ancora, in uno scenario di tipo militare, in cui le forze speciali tutto desiderano fare, tranne lasciare in bella vista il chiaro segno dell&#8217;avvenuto sbarco in pieno territorio nemico. E in un primo momento Maurice Bryham in effetti, assieme al suo CEO comerciale David McKee Wright, si era interessato primariamente al settore professionale, stipulando alcuni validi contratti con le forze di pronto intervento neozelandesi e australiane.<br \/>\nUn caso di stipula contrattuale particolarmente utile alla collettivit\u00e0 si \u00e8 avuta ad esempio con l&#8217;aeroporto di Brisbane, circondato dal punto di vista topografico da un&#8217;ampia distesa di sabbia occasionalmente ricoperta dall&#8217;alta marea, nell&#8217;area della quale \u00e8 pur sempre possibile il verificarsi di atterraggi di fortuna o altre tipologie d&#8217;incidenti aerei. Oltre 200 persone, dunque, sono state addestrate allo sfruttamento delle Sealegs per intervenire in maniera diretta sul luogo del disastro, varando letteralmente se stessi fuori dal garage\/deposito degli avveniristici natanti. Un&#8217;altra versione specializzata dei gommoni ruotati si ha con la Sealegs Firecraft, dotata di potenti pompe a bordo per sfruttare l&#8217;acqua di mare in caso d&#8217;incendi di qualsivoglia tipo. Ma l&#8217;impiego principe (se mi concepite il doppio senso) dei prodotti del marchio neozelandese resta quello dell&#8217;intrattenimento, primariamente per chi ha ingenti somme da spendere, visto che il prezzo minimo di queste barche si aggira sui 130.000 dollari, raggiungendo vette letteralmente inesplorate. Il Re del Marocco ne ha una, cos\u00ec come il rinomato designer Philippe Starck, che si \u00e8 fatto dipingere l&#8217;interno completamente \u00a0di nero. Anche il rinomato esperto di sopravvivenza Bear Grylls \u00e8 un cliente della compagnia, apparentemente meno propenso ad incagliarsi e naufragare di quanto i suoi show vogliano darci a vedere. Nel 2015 inoltre il principino George, attualmente penultimo arrivato nella famiglia dei reali d&#8217;Inghilterra, ricevette in dono una versione ridotta in scala di un gommone Sealegs. Ovviamente, funzionante in ogni sua parte.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23701\" aria-describedby=\"caption-attachment-23701\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QXafnKLloRw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23701 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23701 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-IKA11-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-IKA11-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-IKA11-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sealegs-IKA11.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23701\" class=\"wp-caption-text\">I pi\u00f9 imponenti Sealegs non sono tuttavia prodotti in-house, ma derivano dall&#8217;applicazione del meccanismo delle gambe a battelli pre-esistenti, come questo impressionante IKA11 che supera facilmente i 10 metri. Simili mezzi potrebbero avere importanti impieghi in ambito militare e del soccorso in mare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista tecnico, il motore idraulico della componente terrena nella tipica Sealegs presenta all&#8217;incirca 22 cavalli di potenza, e un&#8217;autonomia di 30-40 minuti, preventivati l&#8217;impiego dei sistemi a bordo dell&#8217;ABS, il servosterzo e il differenziale. Le batterie vengono ricaricate durante l&#8217;impiego del sistema di propulsione principale, bench\u00e9 sia previsto un alloggiamento per un secondo set di riserva, in caso d&#8217;improvvido esaurimento. Apparir\u00e0 chiara, a questo punto, la maniera in cui il mezzo sia concepito esclusivamente per le operazioni di varo e sbarco, lasciando il trasporto fino al luogo d&#8217;impiego ad un&#8217;attrezzatura dedicata, come un rimorchio stradale di tipo convenzionale. La vera e propria tempesta perfetta, ovviamente, resta unicamente a vantaggio di chi possiede una casa con lo sbocco sul mare, magari un grande yacht o perch\u00e9 no, un&#8217;intera isola privata. Per questo non esiste un prodotto dell&#8217;azienda che costi meno di 100.000 dollari. Questo \u00e8 il tipico caso dell&#8217;irritante stereotipo: &#8220;Se devi chiedere quanto costa, non fa per te.&#8221;<br \/>\nCome il pesce di Darwin, l&#8217;evoluzione \u00e8 una presenza noetica che non pu\u00f2 essere facilmente cancellata. Ci\u00f2 non significa, del resto, che ogni ramo sia profittevole nei suoi germogli, arrivando a fiorire e fornendo, in ultima analisi, il gradito e succulento frutto finale. Che le Sealegs riescano ad imporsi come sistema marittimo per eccellenza, in questa generazione o la prossima, \u00e8 decisamente presto per dirlo. In determinati campi e specifiche situazioni, tuttavia, restano la migliore soluzione che abbiamo. Magari non eccessivamente a buon mercato&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La linea inizia in alto a sinistra, prendendo una piega ellissoidale. Quindi, raggiungendo l&#8217;apice all&#8217;altro capo del diagramma, torna indietro in maniera piuttosto brusca, creando un perimetro inferiore dalla forma verticalmente speculare. Al ritorno verso il punto di partenza, poi non si ferma, ma crea un incrocio e prosegue per la sua via. Gli estremi &#8230; <a title=\"\u00c8 neozelandese il pi\u00f9 innovativo concetto di mezzo anfibio\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23698\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su \u00c8 neozelandese il pi\u00f9 innovativo concetto di mezzo anfibio\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1679,1604,1747,2761,167,136,249,729,570,403,1719,1590,1788,97,126,557],"class_list":["post-23698","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-anfibi","tag-aziende","tag-barche","tag-gommoni","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-mare","tag-mezzi","tag-navigazione","tag-nuova-zelanda","tag-oceania","tag-scafi","tag-spiagge","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-veicoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23698","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23698"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23698\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23707,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23698\/revisions\/23707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}