{"id":23636,"date":"2017-08-13T06:42:24","date_gmt":"2017-08-13T04:42:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23636"},"modified":"2017-08-13T06:42:24","modified_gmt":"2017-08-13T04:42:24","slug":"cosa-cera-allinizio-un-perfetto-acquedotto-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23636","title":{"rendered":"Cosa c&#8217;era all&#8217;inizio di un perfetto acquedotto romano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XI2AZnS7J7s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23638 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23638\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-play-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-play-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-play-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-play.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo brucia quando Roma brucia e tutto quello che pu\u00f2 essere fatto, a quel punto, \u00e8 tentare di spegnerla con vasto dispendio di uomini, mezzi e legioni. Nella sua accezione pi\u00f9 estemporanea, si tratta di una metafora: l&#8217;Urbe che pu\u00f2 rappresentare l&#8217;ordine, il centro, il cardine del piccolo universo degli uomini civili. Ma ci furono molte volte, in effetti, in cui Roma bruci\u00f2 davvero. Forse una delle pi\u00f9 memorabili sopraggiunse nel 537 d.C, quando il possente generale Belisario, sbarcato in Africa per volere del suo sovrano, Giustiniano dell&#8217;Impero d&#8217;Oriente, risal\u00ec la penisola sbaragliando a pi\u00f9 riprese le armate del regno dei Goti. Finch\u00e9 all&#8217;ultimo, con marce serrate e con ferrea disciplina non port\u00f2 i suoi soldati fin&#8217;oltre le mura del sacro luogo dove tutto era iniziato, riportando, dopo oltre 60 anni, i sette colli sotto il controllo dei romani. Ma le armate di re Vitigio non erano ancora state sconfitte, e riorganizzatasi dal grande centro Ravenna, si apprestavano a contrattaccare. Prima di farlo, tuttavia, misero in atto uno stratagemma: distruggere con crudelt\u00e0 metodica tutti gli acquedotti che rifornivano la citt\u00e0. In questo modo, ritenevano, un assedio sarebbe durato davvero poco. Poich\u00e9 se anche Roma aveva la sua riserva di acqua potabile, come avrebbe potuto far funzionare i vitali mulini del Gianicolo, da cui veniva tutto il pane destinato a nutrire le bocche dei temuti avversari? La gente si disper\u00f2, preparandosi a mangiare le pi\u00f9 orribili cose. I soldati si guardavano l&#8217;un l&#8217;altro, preparandosi alla sanguinosa e disperata battaglia. Belisario nel frattempo, recandosi presso il suo corpo di genieri, esterno e fece quanto poteva per mettere in atto un&#8217;idea. Nelle zone pi\u00f9 rapide del Tevere, dove l&#8217;acqua scorreva veloce, fece ancorare delle coppie di barche. Fra ciascuna di esse, quindi, dispose che venne costruita una ruota, parzialmente immersa nel corso del fiume. La ruota era costellata di recipienti di terracotta. E costantemente, girava&#8230;<br \/>\nLa copertina delle guide turistiche riecheggia del senso visibile delle Ere: a Roma il Colosseo, cos\u00ec come a Parigi la Tour Eiffel. Mosca ha il Cremlino e Londra, beh, probabilmente il Big Ben. Ma chiedetelo all&#8217;ex primo ministro Tony Blair, che nel corso del suo lungo mandato stanzi\u00f2 i fondi, manovr\u00f2 le lobby, prese accordi e pose le basi per il rinnovamento dell&#8217;area circostante i Jubilee Gardens, nella pi\u00f9 grande city e <em>caput mundi<\/em> del Regno Unito, egli vi risponder\u00e0 probabilmente che nel suo cuore, quel posto \u00e8 occupato dal London Eye (oggi grazie a una sponsorizzazione, rinominata Coca-Cola London Eye). La pi\u00f9 alta e maestosa ruota panoramica mai costruita, che svetta sul fiume Tamigi in uno sfoggio di appassionata decadenza, nella sua favolosa, magnifica ed inutile immensit\u00e0. Sia chiaro ad ogni modo, che questa non \u00e8 la prima citt\u00e0 a poter vantare un record in merito a grandi cose girevoli messe in posizione verticale. Ci fu un altro tempo, ed un luogo, in cui la capitale del regno aveva la ruota pi\u00f9 grande del mondo. Ed anche la seconda, la terza e la quarta, con un&#8217;altezza media di 20 metri. Quel regno faceva capo agli\u00a0Ayyubidi, una dinastia curdo-musulmana tutelata dai mamelucchi Abbasidi, che dopo la cacciata delle orde mongole, prese un piccolo villaggio sulle rive del fiume Orontes e lo fece grande. Siamo nella zona centrale della Siria, un luogo tutt&#8217;ora scosso da sanguinosi conflitti, attorno al XII secolo d.C. Ormai da tempo, la vecchia Bisanzio tremava sotto il peso dei secoli e l&#8217;urto delle civilt\u00e0 avverse, eppure, la sua conoscenza viveva ancora. Assieme al segreto per costruire le norias, un particolare tipo di ruota idraulica, spinta innanzi dalla forza del fiume stesso. Un approccio al problema che, per quanto ne sappiamo, aveva un&#8217;origine antica.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23637\" aria-describedby=\"caption-attachment-23637\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sTGlAVKyT0M\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23637 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23637 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-acqueduct-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-acqueduct-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-acqueduct-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-acqueduct.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23637\" class=\"wp-caption-text\">Non per la forma della ruota stessa, bens\u00ec quello che ha vicino: il susseguirsi di archi sovrastato dal primo antenato delle moderne tubazioni idrauliche. Cosa sarebbe una grande citt\u00e0, senza un valido approccio all&#8217;approvigionamento dell&#8217;acqua? Soprattutto d&#8217;estate&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo a ad averne parlato era stato Vitruvio nel suo De Architectura (I sec. d.C.) che le aveva menzionate come uno dei possibili mezzi a disposizione degli ingegneri per sollevare l&#8217;acqua, allo scopo di rifornire campi, fontane e giardini. Ma nella sua idea, esso era subordinato, agli approcci pi\u00f9 frequentemente utili delle ruote a propulsione animale o spinte dagli schiavi, decisamente pi\u00f9 utili nel contesto geografico Mediterraneo, dove raramente i corsi d&#8217;acqua raggiungevano una velocit\u00e0 sufficiente a compiere autonomamente il lavoro. Con l&#8217;espandersi dell&#8217;Impero la questione cambi\u00f2 ben presto. Attraverso i secoli, ogni provincia reinterpret\u00f2 a suo modo questa esigenza e pi\u00f9 ci si spostava ad Oriente, maggiormente trovava applicazione questo concetto della &#8220;ruota di ciotole&#8221; (trad. letterale dall&#8217;arabo, per l&#8217;appunto, di <em>noria<\/em>). Forse furono i contatti con gli eredi degli architetti ed ingegneri di epoca ellenistica. O ancora i racconti riportati in patria dai mercanti che si erano spinti fino alle pi\u00f9 remote terre d&#8217;Asia. Fatto sta che nulla, prima di quel momento, si era mai visto a ridosso del vasto Oceano del mondo antico.<br \/>\nLe ruote di Hama, rimaste in uso fino al periodo pi\u00f9 tardo dell&#8217;Impero Ottomano, e poi di nuovo tra le due guerre del &#8216;900, come valido approccio all&#8217;approvvigionamento idrico, sono una maestosa opera ingegneristica che troviamo menzionata pi\u00f9 volte nelle testimonianze di epoche storiche differenti. La prima rappresentazione risale addirittura al 469 d.C, in una raffigurazione artistica contenuta in un mosaico della vicina citt\u00e0 di Apamea. Dal fatto che le macchine e le opere d&#8217;ingegneria non fossero abitualmente un soggetto preferito dell&#8217;arte, possiamo desumere che gi\u00e0 allora i dispositivi presentassero un fascino significativo per i visitatori. Ogni singola ruota ancora esistente, tuttavia, fu costruita nel corso del Medioevo islamico, in modo particolare durante l&#8217;egemonia di\u00a0Abu al-Fida, governatore\u00a0Ayyubide che govern\u00f2 il centro abitato tra il\u00a01310 e il 1332. Fu questa una vera e propria et\u00e0 dell&#8217;oro per la regione, quando Hama seppe imporsi come punto di svincolo commerciale dalla primaria importanza logistica e nelle parole del suo stesso governante: &#8220;Uno dei luoghi pi\u00f9 accoglienti di tutta la Siria.&#8221; Ulteriore documentazione delle ruote la ritroviamo nel 1335 all&#8217;interno dei diari di Ibn Battuta, il grande viaggiatore marocchino paragonato per certi versi alla figura di Marco Polo.<br \/>\nLa citt\u00e0, a quel punto, era piena di palazzi, giardini, pregiati mercati, moschee, madrase (scuole islamiche) ed un ospedale. Ciascuno degli edifici principali, inoltre, era rifornito d&#8217;acqua tramite il pi\u00f9 avanzato sistema che il mondo avesse mai conosciuto: quello che era stato portato fin qui dagli antichi romani. Nella sua forma basica, una noria non \u00e8 altro che una ruota di mulino, che tuttavia non ha lo scopo di mettere in funzione alcun tipo di meccanismo. Essa rappresenta, piuttosto, il motore di se stessa, mentre procede imperterrita nel suo operato di sollevare ingenti quantit\u00e0 del fondamentale fluido che da la vita. Esistevano due possibili versioni del dispositivo, che potevano risultare altrettanto utili allo scopo: la prima, piuttosto rara in Oriente, prevedeva l&#8217;impiego di compartimenti impermeabilizzati lungo il perimetro della struttura, all&#8217;interno dei quali fluiva l&#8217;acqua, per poi ricadere per l&#8217;effetto della semplice forza di gravit\u00e0 nel punto pi\u00f9 alto dell&#8217;acquedotto annesso. Mentre le ruote di Hama vedevano l&#8217;implementazione del sistema della &#8220;ghirlanda di ciotole&#8221; ovvero dei recipienti di terracotta, collegati alla ruota, che nel corso dell&#8217;immersione si riempivano spontaneamente. Mentre al culmine della rotazione, una sovrastruttura assicurava il loro svuotamento nella condotta di destinazione. Oggi, di tali implementi non resta pi\u00f9 traccia nelle noria superstite, che scarne rappresentazioni del loro antico splendore, compaiono nelle illustrazioni e sulle foto scattate a vantaggio dei turisti. Qualche volta, lontano dallo sguardo delle autorit\u00e0, la popolazione locale le impiega per giocare e tuffarsi nelle rinfrescanti acque del fiume Orontes.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23639\" aria-describedby=\"caption-attachment-23639\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2uHhPDFRum0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23639 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23639 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-structure-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-structure-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-structure-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Norias-Water-Wheels-structure.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23639\" class=\"wp-caption-text\">Precisa ed inesorabile come un orologio. Il suono stridente della ruota tradisce, probabilmente, la necessit\u00e0 di una piccola revisione. Ma \u00e8 palese che le genti di Hama tengono alla loro eredit\u00e0 storica. Altrimenti non vedremmo ancora l\u00ec, intatte, delle macchine che hanno oltre 8 secoli di et\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cos&#8217;\u00e8, in definitiva, la perfezione? L&#8217;originale concezione di un&#8217;idea? O piuttosto la sua pi\u00f9 completa realizzazione, grazie ad elementi che permeano il contesto e sollevano le aspettative dei committenti? Quando\u00a0Abu al-Fida, esattamente come Tony Blair, aveva disposto che la sua amata citt\u00e0 potesse vantare &#8220;La ruota pi\u00f9 grande del mondo!&#8221; Egli non aveva certo in mente il concetto della dolce, dolcissima Coca-Cola. Bens\u00ec l&#8217;impresa di Belisario, che tanti anni prima, aveva spento l&#8217;incendio che ardeva su Roma. Difesa l&#8217;Urbe contro le armate dei Goti, che erano stati tanto avventati da tentare l&#8217;assalto delle mura aureliane con delle ponderose torri d&#8217;assedio, facili prede delle frecce dei romani, il grande condottiero impervers\u00f2 quindi fino a ridosso del fiume Po, scardinando roccaforti, distruggendo schieramenti ed arrivando, persino, ad ottenere da re Vitige l&#8217;offerta di governare l&#8217;Italia, come ribelle dall&#8217;egemonia universale di Giustiniano. Al che Belisario esclam\u00f2: &#8220;Ma certo, perch\u00e9 no.&#8221; Soltanto per rivelare, all&#8217;ultimo momento, di essere rimasto fedele all&#8217;ideale che l&#8217;aveva creato. E cos\u00ec cattur\u00f2 Vitige al momento dell&#8217;incontro, riportandolo in catene a Costantinopoli. Dove, qualche tempo dopo, costui mor\u00ec.<br \/>\n\u00c8 una costante della storia, che gli eventi, non importa quanto gravosi e terribili, debbano ripetersi al giro delle Ere. Come pale o ciotole di una ruota idraulica, che non modificano la natura in alcun modo, ma piuttosto la veicolano, la instradano e costringono a rispettare il volere imposto dalla mente dell&#8217;uomo. L&#8217;inondazione&#8230;La siccit\u00e0&#8230;. L&#8217;unica cosa che cambia, alla fine, sono gli attori. Chi sar\u00e0, questa volta, Roma? Chi Costantinopoli? Chi fermer\u00e0 il corso del fiume?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo brucia quando Roma brucia e tutto quello che pu\u00f2 essere fatto, a quel punto, \u00e8 tentare di spegnerla con vasto dispendio di uomini, mezzi e legioni. Nella sua accezione pi\u00f9 estemporanea, si tratta di una metafora: l&#8217;Urbe che pu\u00f2 rappresentare l&#8217;ordine, il centro, il cardine del piccolo universo degli uomini civili. 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