{"id":23607,"date":"2017-08-09T06:31:54","date_gmt":"2017-08-09T04:31:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23607"},"modified":"2017-08-09T06:31:55","modified_gmt":"2017-08-09T04:31:55","slug":"volo-dei-robot-ispirati-alla-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23607","title":{"rendered":"Il volo dei robot ispirati alla natura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/g_qhMVNw7O4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23608 noopener\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23608\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-flying-robots-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-flying-robots-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-flying-robots-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-flying-robots.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ipotesi di storia alternativa: nell&#8217;Italia rinascimentale sarebbe vissuto un uomo, il cui nome era Odoardo da Vulci. Si trattava di un pittore, uno scultore e un inventore, il cui merito principale fu la cosiddetta &#8220;originalit\u00e0&#8221;. Odoardo era solito tenere dei diari, riccamente illustrati grazie alla sua penna ricavata da una costola di balena, in cui annotava ogni cosa che vedesse e fosse in grado di colpire la sua fantasia. Oggi, questi codici sono estremamente ricercati dai magnati dell&#8217;industria e della cultura digitale, che amano acquistarli a caro prezzo per dimostrare al mondo un senso generale di filantropia. Uccelli artificiali con le ali dalla forma ad otto, tartarughe\/carro armato convesse, cavalli robotici a sette o nove zampe&#8230; Tutto questo, nei codici odoardeschi si accompagnava alle elucubrazioni di un cos\u00ec formidabile e altrettanto insolito cervello, scritte normalmente da destra verso sinistra e dal basso verso l&#8217;alto. Ma a parte la bellezza delle illustrazioni e del linguaggio impiegato, sarebbe difficile sperare di trovare in tale opera una funzionalit\u00e0 effettiva. Perch\u00e9 nel tentativo di discostarsi dalla natura, il Vulci aveva fatto una precisa scelta. E questa scelta era sbagliata.<br \/>\nNell&#8217;attuale panorama della tecnica robotica applicata, in un mondo in cui l&#8217;inverso \u00e8 diventato il dritto, e la coda si confonde con la testa, il senso dell&#8217;utilit\u00e0 si \u00e8 infine trasformato nel nesso della vita stessa. Chi potrebbe mai produrre un apparato inutile? Chi costruirebbe cose senza senso? Tutto risponde a delle regole precise, la cui Alfa e Omega, in ultima analisi, rimane quella: funzione, funzionalit\u00e0, funzioner\u00e0, se davvero lui lo vuole, l&#8217;ingegnere un po&#8217; demiurgo che ha trovato l&#8217;Ordine sul tavolo della creativit\u00e0. E non credo che ci siano dubbi di alcun tipo, sul fatto che il sistema che ogni cosa permea, questo fluido che riceve il nome di Natura, sia una macchina perfettamente oliata che conduce tutti i componenti verso la corretta direzione. Dal che nasce la bionica, quel campo della tecnica che ha lo scopo dichiarato di imitare con le macchine, tutto quello che ha trovato forma sulla strada dell&#8217;evoluzione. Un termine coniato, questo, dal medico e colonnello dell&#8217;esercito statunitense Jack E. Steele nel 1958, cementato poi da una doppia serie di telefilm, ma che forse trova l&#8217;espressione massima soltanto in seguito, tramite il lavoro della compagnia tedesca di robotizzazione per le aziende Festo, con sede nella cittadina di\u00a0Esslingen sul [fiume] Neckar. Nella quale c&#8217;\u00e8 un intero dipartimento, definito\u00a0Bionic Learning Network, il cui scopo dichiarato \u00e8 &#8220;migliorare l&#8217;automazione&#8221; traendo spunto dagli esseri viventi che percorrono il nostro pianeta. Una punta di diamante, questa, dell&#8217;innovazione in quanto tale, ma anche uno di quei dipartimenti essenziali nella nuova concezione delle aziende, in cui sparisce la burocrazia e la rigida separazione dei reparti, mentre un piccolo team, o persino un individuo pluri-diplomato pu\u00f2 letteralmente decidere di sporcarsi le mani, passando direttamente dal tavolo da disegno alle macchine di prototipazione, la stampante tridimensionale o perch\u00e9 no, la falegnameria. Proprio come nel Rinascimento. Per creare&#8230;<br \/>\n\u00c8 una grande sala conferenze vuota questa, come un cinema, in cui il pilota\u00a0Markus Sch\u00e4ffer fa spiccare il volo ad una breve carrellata di bizzarre meraviglie, ciascuna trasposizione concettuale di un diverso animale. In primo luogo una farfalla\u00a0eMotion, della serie di robot ultraleggeri in grado di comunicare tra loro evitandosi e mettendo in atto le figure del volo combinato. Segu\u00ecte da un&#8217;incredibile medusa fluttuante a base d&#8217;elio, che si orienta nell&#8217;aria grazie ad una serie di tentacoli, mossi da piccoli e leggerissimi motori. E per finire, il pinguino&#8230; Oh, il suo aspetto onirico e surreale al tempo stesso! Quanto \u00e8 preciso, nel suo irreale movimento!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23610\" aria-describedby=\"caption-attachment-23610\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/c3-wIICjAhE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23610 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23610 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-manta-ray-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-manta-ray-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-manta-ray-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-manta-ray.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23610\" class=\"wp-caption-text\">Come sar\u00e0 il domani, almeno una certezza: esso ci apparir\u00e0 cromato. Nessun altro colore esprime il senso di &#8220;appassionante tensione&#8221; dato dall&#8217;ignoto diventato chiaro ed evidente, come nel caso di una vertiginosa manta-ray fluttuante.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedete quanta differenza con la sfortunata parabola del grande Vulci? Egli, che desiderava essere diverso, fall\u00ec. Mentre \u00e8 il flusso dell&#8217;imitazione, sopra ogni cosa, che pu\u00f2 portarci verso nuove vette tecnologiche e traguardi generazionali. Gli animali della Festo, regolarmente spolverati dall&#8217;azienda in occasione delle fiere o a vantaggio dei giornalisti (nel video di apertura eravamo a una dimostrazione fatta per la rivista tecnologica\u00a0IEEE Spectrum) sono in realt\u00e0 una trasposizione diretta, attraverso la lente della convenienza tecnica, di esseri effettivamente dotati di forma fisica tra le pieghe di habitat molto diversi. La farfalla \u00e8 un lepidottero, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, creato quasi a dimensione naturale, almeno se vogliamo prendere in considerazione le specie pi\u00f9 grandi e rare. La medusa dimostra le effettive capacit\u00e0 degli animali planktonici di muoversi attraverso un fluido con dispendio energetico prossimo allo zero. Il che, senza il bench\u00e9 minimo dubbio, interesserebbe anche a noi. E il pinguino, beh&#8230; Potrebbe sembrare il pi\u00f9 lontano da avere (ah!) i piedi palmati per terra. Ma l&#8217;interazione del suo collo con il moto delle pinne, il modo in cui si dirige verso l&#8217;obiettivo grazie all&#8217;impiego del suo intero corpo, tradiscono la sua natura affine a ci\u00f2 che nuota normalmente tra i ghiacci del remotissimo Sud. La continuit\u00e0 tematica, cos\u00ec, \u00e8 salva.<br \/>\nE sia chiaro che la storia, naturalmente, non inizia o finisce qui. La compagnia di\u00a0Esslingen ha infatti prodotto, nel corso dell&#8217;ultima decade, una vera propria <em>menagerie<\/em> di stranezze, ispirate di volta in volta a un diverso personaggio della quasi non-estetica vulciana. Celebre \u00e8 rimasto ad esempio <a href=\"https:\/\/www.festo.com\/group\/en\/cms\/10238.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;uccello Smartbird del 2012<\/a>\u00a0ispirato al gabbiano reale (<em>Larus argentatus<\/em>) in grado di vantare una fenomenale agilit\u00e0 in volo grazie alla rotazione parziale delle sue ali. E indovinate da dove viene l&#8217;idea&#8230; Oppure il <a href=\"https:\/\/www.festo.com\/group\/en\/cms\/10219.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">canguro bionico del 2014<\/a> (in realt\u00e0 un wallay) saltellante, affidabile biomeccanismo, derivato forse da un casuale viaggio in Australia di uno dei partecipanti al team di ricerca e sviluppo. O ancora, <a href=\"https:\/\/www.festo.com\/group\/en\/cms\/10157.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le formiche a propulsione piezoceramica del 2016<\/a>, in grado di comunicare in autonomia e trovare la soluzione comunitaria di un problema fisico, come lo spostamento di un peso, che da sole non avrebbero mai potuto affrontare. Archimede stesso si sarebbe fermato per osservarle! Tutti i vantaggi, nessuna debolezza: niente mangiare, riposare, fermarsi nel periodo della stagione riproduttiva. Sono animali, questi, che hanno copiato soltanto la parte migliore del soggetto che li ha ispirati. Il che ci riconduce al concetto iniziale: siamo di fronte a un ambito che dovrebbe produrre, essenzialmente, soltanto strumenti utili in qualche maniera. Qui non siamo nell&#8217;atelier di un&#8217;artista, bens\u00ec nella fabbrica di una serissima fabbrica tedesca! Achtung, dunque, e passiamo all&#8217;analisi funzionale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23609\" aria-describedby=\"caption-attachment-23609\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dv6zQr1_C9Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23609 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23609 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-freemotion-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-freemotion-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-freemotion-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Festos-freemotion.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23609\" class=\"wp-caption-text\">Un esempio di applicazione pratica dei robot bionici della Festo: FreeMotionHandling \u00e8 una sfera piena d&#8217;elio, condotta da piccole eliche, capace di sollevare oggetti grazie alla trasposizione meccanizzata della lingua di un camaleonte. Simili apparati potrebbero, un giorno, assistere i tecnici che lavorano sui pali della luce.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un robot bionico della Festo nasce per molte ragioni, la prima delle quali resta, ovviamente, la pubblicit\u00e0. Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. Tutto questo \u00e8 un po&#8217; come il principio delle famigerate &#8220;ore di libert\u00e0&#8221; degli impiegati di Google, che notoriamente vengono invitati a dedicarsi per una misurabile porzione della loro giornata lavorativa ad un progetto completamente autonomo, da presentare poi all&#8217;azienda. Un approccio attraverso cui sono nate molte cose inutili, come il social network semi-vuoto di Google+, ma anche funzionalit\u00e0 che noi usiamo ogni giorno, vedi l&#8217;algoritmo di ricerca per immagini o il traduttore integrato. Il punto \u00e8 che gli esseri umani non sono un network neurale, che lavora in un parallelismo perfetto e poi confronta i risultati ottenuti. Ma veri e complessi organismi, con i loro princ\u00ecpi, il loro metodo lavorativo. Sotto l&#8217;egida e le procedure aziendali, possono venire realizzate moltissime cose. Tra cui non figura, purtroppo, l&#8217;innovazione. Cos\u00ec produrre un robot-animale ad ogni occorrenza di fiere o eventi col pubblico in sala, permette di stimolare l&#8217;implementazione di nuovi processi ma anche, e soprattutto, di migliorare gli impiegati stessi, l&#8217;elite di creativi su cui si fonda l&#8217;esistenza dell&#8217;intera multinazionale da 17.000 e passa dipendenti. Odoardo da Vulci l&#8217;avrebbe capito, lui che \u00e8 stato, tra le altre cose, il primo addetto alle risorse umane della storia. Che invece di assumerle, le licenziava (\u00e8 una lunga storia).<br \/>\nGuardate, dunque. Osservate un domani di strani esseri fluttuanti, che sorvolano costantemente le nostre case. Gli occhi nel cielo, rispondenti alle direttive del governo, dei giornali e della Tv. Costantemente alla ricerca di dati, da assorbire e ritrasmettere attraverso l&#8217;etere grazie allo strumento di piccole antenne, impossibili da intercettare. Capite di che stiamo parlando? Ben presto, (quasi) nulla sar\u00e0 pi\u00f9 privato. Tanto meglio, dunque, se simili droni potranno assumere effettivamente l&#8217;aspetto di altrettanti animali. Perch\u00e9 saranno pi\u00f9 belli, pi\u00f9 sicuri. E soprattutto, pi\u00f9 silenziosi del penetrante frastuono prodotto dall&#8217;esacottero medio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ipotesi di storia alternativa: nell&#8217;Italia rinascimentale sarebbe vissuto un uomo, il cui nome era Odoardo da Vulci. Si trattava di un pittore, uno scultore e un inventore, il cui merito principale fu la cosiddetta &#8220;originalit\u00e0&#8221;. Odoardo era solito tenere dei diari, riccamente illustrati grazie alla sua penna ricavata da una costola di balena, in cui &#8230; <a title=\"Il volo dei robot ispirati alla natura\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23607\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il volo dei robot ispirati alla natura\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,2731,1621,2328,2732,1213,321,167,136,987,109,2386,80,78,649,97,333],"class_list":["post-23607","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-bionica","tag-dimostrazioni","tag-elio","tag-farfalle","tag-fiere","tag-germania","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-meduse","tag-natura","tag-pinguini","tag-robot","tag-scienza","tag-tecnica","tag-tecnologia","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23607"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23607\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23612,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23607\/revisions\/23612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}