{"id":23550,"date":"2017-08-03T06:33:37","date_gmt":"2017-08-03T04:33:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23550"},"modified":"2017-08-03T06:37:31","modified_gmt":"2017-08-03T04:37:31","slug":"lamor-gonfiare-gli-urogalli-americani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23550","title":{"rendered":"L&#8217;amor che fa gonfiare gli urogalli americani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cLnbiTkj1TQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23553 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23553\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sage-grouse-Lek-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sage-grouse-Lek-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sage-grouse-Lek-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sage-grouse-Lek.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra una costa e l&#8217;altra del Nordamerica, verso la distante sponda dell&#8217;Ovest, c&#8217;\u00e8 un&#8217;ampia area nell&#8217;entroterra priva di citt\u00e0, centri abitati o altri segni di vita normalmente associabili a densit\u00e0 demografiche rilevanti. Via dagli edifici e dagli assembramenti, disseminata occasionalmente dagli ingressi delle miniere o i padiglioni degli allevamenti, qualche piantagione qui e l\u00e0, ma per la massima parte, corrispondente al concetto atavico di prateria. Verde tendente al marrone, perch\u00e9 ricoperta in ogni suo possibile recesso dal <em>sagebrush<\/em>. Ora cosa sia il <em>sagebrush<\/em>, esattamente, nessuno lo sa. O almeno cos\u00ec sembrerebbe nel cercare tale termine sui dizionari, dove si parla (correttamente) di certe piante appartenenti al genere <em>Artemisia<\/em>, ma anche di saggina, sterpaglie, ginepro, salvia o addirittura in senso pi\u00f9 generico, &#8220;erba alta&#8221;. Ambiente privo di particolari attrattive, questo, per molti. Ma non per tutti. Come si pu\u00f2 facilmente desumere, sentendo a distanza di chilometri il richiamo gutturale del pi\u00f9 nobile tra gli uccelli locali. \u00c8 un suono penetrante, dall&#8217;intonazione profonda, che sembra fare da accompagnamento pressoch\u00e9 perfetto alla creatura, che lo emetter\u00e0 di continuo per tutta la durata della stagione degli amori. Finch\u00e9 qualcuno, avvicinandosi, possa assistere allo spettacolo di un&#8217;intera vita di birdwatching: 25-30 esemplari riuniti in cerchio e intenti nella conduzione di uno strano rituale. A dare il tempo ci pensa lui, il maschio alpha pi\u00f9 grosso e forte di tutti gli altri, mentre attorno si assembrano i colleghi che vorrebbero sottrargli questo ruolo. Ciascuno alto all&#8217;incirca una settantina di centimetri, e dotato di una certa serie di simboli di riconoscimento: in primo luogo, la coda, composta da una serie di penne a raggiera non dissimili dal copricapo della Statua della Libert\u00e0, quasi volesse competere con l&#8217;aquila di mare nel ruolo di simbolo della nazione. E poi due macchie gialle sopra gli occhi, con un copricapo in proporzione gettato all&#8217;indietro da far invidia a un capo di una trib\u00f9 di Nativi. Ma ci\u00f2 che colpisce da subito l&#8217;immaginazione \u00e8 il vistoso collare di piume bianche, con un aspetto estetico non dissimile da quello di un collare di pelliccia del cappotto invernale. Il quale nasconde, in realt\u00e0, un segreto.<br \/>\nAll&#8217;osservatore occasionale di una simile congrega, non propriamente esperto dell&#8217;argomento, potrebbe anche costituire la ragione di un senso di stupore rilevante. Poich\u00e9 ogni volta che uno di questi <em>Centrocercus urophasianus\u00a0<\/em>(gallo della salvia o <em>greater sage-grouse<\/em>) apre il becco per emettere il suono, fa un sobbalzo. E per ciascun sobbalzo, sbuca fuori dalle piume dell&#8217;ornamento frontale una gran coppia di sferoidi verde scuro, simili al cappuccio di altrettante meduse. Cos\u00ec l&#8217;uccello continua nel suo canto e un minuto dopo l&#8217;altro, mostra a intermittenza la capacit\u00e0 di aumentare temporaneamente di dimensioni, se soltanto s&#8217;impegna a deviare parte dell&#8217;ossigeno inalato verso questi grossi organi posizionati all&#8217;incirca all&#8217;altezza del petto. Perch\u00e9 lo fa? Beh, chiunque conosca il <em>modus operandi<\/em> del gallo cedrone, il fasianide pi\u00f9 simile a questo ad essere presente tra le coste della penisola nostrana, a questo punto gi\u00e0 si sar\u00e0 fatto un&#8217;idea. Stiamo osservando, molto chiaramente, gli uccelli nella stagione degli amori. Quando l&#8217;estetica \u00e8 tutto e la capacit\u00e0 di fare colpo, niente meno che essenziale per trasmettere i propri geni al domani. \u00c8 usanza imprescindibile tra gli urogalli in effetti, che per ogni raduno dal simile tenore (comunemente chiamato lek) sia soltanto un esemplare, massimo due ad accoppiarsi, scelti in base alla rigida graduatoria genetica della specie. Proprio per quest le femmine marroncini, esteticamente non dissimili da una comune pernici, inizieranno ad avvicinarsi di soppiatto con lo scopo di soppesare rischi e possibili vantaggi. Per poi scegliere il bersaglio e farsi avanti, confidando nell&#8217;infallibile capacit\u00e0 di andare a meta. Per loro, dopo tutto, il successo \u00e8 gi\u00e0 garantito: pensate soltanto che una di queste creature potrebbe bastare ad inseminare l&#8217;80-90% delle gallinelle presenti allo show. Ed in effetti molto spesso, \u00e8 proprio questo che ci\u00f2 che capita dopo una lunga serie di sfide, combattimenti e vicendevoli spintoni, per la maggiore gloria dell&#8217;urogallo supremo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23552\" aria-describedby=\"caption-attachment-23552\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VEWipTvxRxc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23552 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23552 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sage-grouse-Display-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sage-grouse-Display-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sage-grouse-Display-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Sage-grouse-Display.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23552\" class=\"wp-caption-text\">La scena non \u00e8 poi cos\u00ec diversa da quella di una coppia di piccioni, se si eccettua il fantastico aspetto esteriore del maschio dominante. Ma l&#8217;amore, si sa, \u00e8 cieco&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta completato il rito, quindi, maschi e femmine vanno ciascuno per la loro strada, mentre quest&#8217;ultime, dopo un breve periodo di gestazione, deporranno in assoluta solitudine una quantit\u00e0 variabile di 4-6 uova, che dovranno essere covate per poco meno di un mese. Il che potrebbe risultare tutt&#8217;altro che semplice, vista l&#8217;ampia quantit\u00e0 di possibili predatori e l&#8217;abitudine a nidificare a terra, un altro punto in comune con i fasianidi del contesto europeo. Pericolosi esseri che includono coyote, linci, tassi, falchi ed aquile, oltre a corvi, gazze e persino scoiattoli di terra (Sciuridae) distruttori delle uova e rapitori dei piccoli messi &#8220;al sicuro&#8221; nel nido. Come potrete facilmente immaginare, con tali e tanti nemici non \u00e8 infrequente che il disastro si abbatta sull&#8217;intero focolare domestico, impedendo completamente ai piccoli di venire al mondo. Il che non significa, del resto, che l&#8217;urogallo sia del tutto privo di risorse. Grande conoscitore come dicevamo, nonch\u00e9 divoratore, dell&#8217;ampia variet\u00e0 di erbe e cespugli chiamati <em>sagebrush,\u00a0<\/em>l&#8217;uccello pu\u00f2 infatti sfruttarli per mimetizzarsi, quando possibile, e sopratutto nascondere casa, sfruttando generalmente degli appezzamenti con un&#8217;altezza superiore ai 60 cm. Del resto se questa creatura, chiamata occasionalmente dai cacciatori &#8220;gallo stupido&#8221; per l&#8217;assenza di una salutare paura rispetto all&#8217;uomo, fosse realmente del tutto priva di qualit\u00e0, l&#8217;evoluzione gi\u00e0 da tempo avrebbe fatto il possibile per eliminarla del tutto dal giro.<br \/>\nLa questione della caccia e conservazione di questo volatile dall&#8217;aspetto inusitato costituisce un punto dolente di molte amministrazioni locali. \u00c8 in effetti indubbio che una tale creatura sia ben lontana dal rischio d&#8217;estinzione, con una quantit\u00e0 stimata tra i 200.000 e 500.000 esemplari totali negli interi Stati Uniti dell&#8217;area nord-ovest e il Canada meridionale. Ma \u00e8 pur vero che secondo ricerche effettuate, soltanto 100 anni fa ce ne dovevano essere pi\u00f9 di 16 milioni. La ragione di un simile drastico calo demografico, secondo gli esperti, \u00e8 da ricercarsi in una progressiva diminuzione dell&#8217;habitat disponibile, a causa della costruzione di infrastrutture, strade e fabbriche in questo &#8220;vasto e selvaggio West&#8221; che fino a poco tempo fa veniva ritenuto privo di caratteristiche ecologiche rilevanti. Ha fatto molto discutere a partire dal 2016 ed in particolare negli ultimi tempi la decisione del segretario statunitense degli interni Ryan Zinke, di rivedere il piano di conservazione di questi uccelli eliminando la metrica settoriale, e regolandosi piuttosto sugli studi relativi alla popolazione dei galli divisa per area. Quando, lo affermano in molti, si tratta in realt\u00e0 di un animale soggetto a brusche variazioni demografiche, dovute alle alterne fortune dei suoi lek e la presenza di erba o cespugli sufficientemente alti nel periodo in cui necessita di fare il nido. \u00c8 da tempo stato rilevato inoltre come l&#8217;eliminazione di una certa quantit\u00e0 di esemplari ad opera dei cacciatori non porti variazioni significative nella quantit\u00e0 di nuovi pulcini (come dicevamo, un singolo maschio pu\u00f2 ingravidare dozzine di gallinelle) ma come spesso capita, sono in molti coloro che si permettono di dissentire.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23551\" aria-describedby=\"caption-attachment-23551\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MREL8cjftWw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23551 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23551 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Dusky-Grouse-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Dusky-Grouse-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Dusky-Grouse-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/08\/Dusky-Grouse.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23551\" class=\"wp-caption-text\">Tutti gli urogalli si comportano grosso modo alla stessa maniera. Lei tra l&#8217;erba, che osserva pensierosa le piume a forma di pavone di Lui. Chiss\u00e0 cosa aspetta a lasciarsi conquistare dal suo imprescindibile charme&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vita piuttosto complessa \u00a0e pericolosa dunque eppure, tutt&#8217;altro che unica nel suo genere.\u00a0Non soltanto esiste infatti una variante pi\u00f9 piccola del <em>Centrocercus <\/em>detta gallo di Gunnison, ma c&#8217;\u00e8 un\u00a0altro tetraonide americano dal nome di\u00a0<em>Dendragapus obscurus<\/em> o pernice blu (non si tratta realmente di una pernice) che effettua i suoi lek potendo contare sulle stesse capacit\u00e0 canore e sacche gonfiabili anteriori. Che pur non raggiungendo le dimensioni di quelle del collega, presentano la dote notevole di essere di un vistoso rosa brillante e totalmente glabre, assomigliando a grossi conglomerati di chewing-gum. L&#8217;uccello, meno raro e minacciato dall&#8217;uomo, ha per\u00f2 scoperto un approccio maggiormente funzionale alla sopravvivenza: esso viaggia in effetti volando, se cos\u00ec pu\u00f2 essere ancor detto, di soli 300 metri ad ogni cambio di stagione, spostandosi per l&#8217;inverno sugli alberi in collina o montagna, dove si rifugia per nascondersi durante la carenza di cibo. Mentre in primavera, discendendo di nuovo in pianura, torna a battere terreni pi\u00f9 nutritivi ed ospitali. Cos\u00ec facendo l&#8217;uccello si \u00e8 visto attribuire il premio del Guinness dei Primati come pennuto dalla migrazione pi\u00f9 breve. Anche nella sua vita ad ogni modo, la vegetazione ricopre un ruolo fondamentale, data l&#8217;incapacit\u00e0 dei fasianidi americani di digerire la scorza dura dei semi. Essi dovranno quindi muoversi costantemente, alla ricerca di foglie verdi e boccioli. Nel caso dei piccoli appena usciti dall&#8217;uovo, inoltre, si presenta un&#8217;ulteriore necessit\u00e0: per crescere forti e in salute, essi dovranno necessariamente vedersi portare dalla madre una certa quantit\u00e0 d&#8217;insetti, tra cui cavallette, coleotteri o formiche. \u00c8 stato provato come senza un tale cibo a fornire l&#8217;adeguato apporto proteico, il 100% dei pulcini muore prima del raggiungimento della terza settimana di vita. Il maschio della &#8220;coppia&#8221; ovviamente, non contribuisce allo sforzo in alcun modo. Al termine del lek, dopo tutto, si sar\u00e0 accoppiato con almeno una decina di femmine diverse.<br \/>\n\u00c8 un&#8217;organizzazione riproduttiva particolare, quella dei\u00a0<em>Centrocercus,\u00a0<\/em>dei\u00a0<em>Dendragapus\u00a0<\/em>e delle svariate altre specie corrispondenti allo stesso gruppo biologico, ma non poi cos\u00ec infrequente. Dal punto di vista naturale, essa presenta in effetti significativi vantaggi, primo fra tutti la fiducia collettiva che soltanto l&#8217;esemplare pi\u00f9 forte, magnifico e possente, riesca a trasmettere i propri geni verso l&#8217;incertezza del domani. E non per niente ci sono teorie secondo cui la grandezza delle sacche gulari sia parte di un pacchetto di geni, arbitrariamente abbinati l&#8217;uno all&#8217;altro dalle pure e semplici leggi naturali, affinch\u00e9 la preferenza esteriore delle femmine deputasse le giuste qualit\u00e0 funzionali nella loro scelta di un compagno. E quanto sarebbe pi\u00f9 facile, anche per noi esseri umani, poter contare su un simile ausilio visuale? Poter guardare un\/una potenziale partner, e comprendere se canta abbastanza bene, o si gonfia a sufficienza, da garantire un&#8217;alta percentuale di successo del rapporto che si sta per intraprendere. Certo, vista la complessit\u00e0 delle nostre relazioni interpersonali, risulterebbe complesso da organizzare. Soprattutto perch\u00e9 l&#8217;ottenimento di un&#8217;ottima prole, nel nostro caso, dovrebbe costituire soltanto il culmine di una ben pi\u00f9 complessa equazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra una costa e l&#8217;altra del Nordamerica, verso la distante sponda dell&#8217;Ovest, c&#8217;\u00e8 un&#8217;ampia area nell&#8217;entroterra priva di citt\u00e0, centri abitati o altri segni di vita normalmente associabili a densit\u00e0 demografiche rilevanti. 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