{"id":23521,"date":"2017-07-31T06:33:24","date_gmt":"2017-07-31T04:33:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23521"},"modified":"2017-07-31T06:40:46","modified_gmt":"2017-07-31T04:40:46","slug":"le-distanti-origini-del-gatto-nuotatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23521","title":{"rendered":"Le distanti origini del gatto nuotatore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rp1UnROGHUA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23523 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23523\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Cat-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Cat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Cat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Cat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;ombra dell&#8217;antico castello, fra gli edifici sfoggianti esempi storici di architettura ottomana, dove sorgevano un tempo le vestigia di Urartu, capitale di un impero, entr\u00f2 in scena Vankedisi, un ulteriore prodotto del gene turco, che aveva donato ai gatti provenienti dal Mediterraneo qualcosa che non avevano mai avuto prima: un folto pelo, candido e setoso, per proteggersi dai gelidi inverni di queste regioni. \u00c8 una strana commistione di fattori, poich\u00e9 si tende a pensare che gli animali debbano per forza essere: A &#8211; selvaggi, oppure B &#8211; un prodotto della selezione umana. Eppure in una simile regione, situata in corrispondenza delle coste orientali del Mar Nero, esiste questa insolita via di mezzo, per cui il pi\u00f9 rappresentativo felino sopravvive non come propriet\u00e0 delle famiglie di allevatori, bens\u00ec in qualit\u00e0 di loro vicino, evolutosi liberamente attraverso le generazioni. Esiste il termine inglese <em>landrace<\/em>, per cui non c&#8217;\u00e8 un&#8217;esatta traduzione italiana (bench\u00e9 a volte venga impiegato il composto &#8220;ecotipo&#8221;) concepito per riferirsi a una creatura, sia animale che vegetale, i cui tratti specifici e razziali derivano da uno specifico ambiente di provenienza. E ci sarebbe ben poco a differenziare il gatto della citt\u00e0 di Van dal suo simile situato 1.000 miglia ad occidente, il gatto d&#8217;angora della citt\u00e0 di Ankara, se non fosse per una particolare presenza nella sua regione: un lago salino di 12.500 chilometri quadrati. Ora non \u00e8 chiaro, esattamente, quando questo piccolo mammifero abbia iniziato a visitare le assolate coste di un simile bacino. Eppure attraverso i secoli, e sia chiaro che ne sono passati parecchi, il suo manto ha acquisito una speciale dote idrorepellente, diventando privo del sottopelo, mentre i muscoli delle zampe si facevano pi\u00f9 forti e resistenti. Il gatto era diventato perfetto per tuffarsi, ed inoltrarsi tra i flutti alla ricerca di cibo, soddisfazione, fresco estivo&#8230;<br \/>\nLe prime attestazioni archeologiche relative al gatto di Van sono datate attorno al 75 d.C, quando questa regione divent\u00f2 l&#8217;estremo confine orientale del grande Impero Romano. E gli ufficiali delle legioni, colpiti dagli scattanti cacciatori di topolini ed uccelli, pagarono per farseli raffigurare sugli scudi. La razza divent\u00f2 quindi altamente rinomata e caratteristica di questi luoghi, prosperando virtualmente indisturbata fino al XV secolo, quando una serie di fiere commerciali diffusero la sua fama in tutto il Vicino Oriente. A qualche astuto diplomatico, dunque, venne in mente di inviare il gatto in dono alle corti europee, cos\u00ec come anticamente era stato fatto col gatto d&#8217;angora verso il regno di Persia, dando origine indirettamente ad un&#8217;altra delle razze pi\u00f9 celebri dell&#8217;attuale panorama felino. Nel giro di 100 anni presso i nostri dintorni culturali, il Van divent\u00f2 il gatto dei potenti, dei nobili e dei re, che ne tenevano sempre uno nei loro giardini, per costituire oggetto d&#8217;invidia ad opera dei loro pari. Nel 1600 il famoso astronomo, botanico e viaggiatore\u00a0Fabri de Peiresc ne riport\u00f2 una certa quantit\u00e0 in Francia, dove tra i clienti del suo allevamento pot\u00e9 annoverare lo stesso Luigi XIII e il cardinale Richelieu. Con le successive importazioni del gatto Persiano, tuttavia, tutti i promotori del gatto di Van passarono all&#8217;alternativa pi\u00f9 popolare, causando la progressiva scomparsa della razza dallo scenario d&#8217;Occidente.<br \/>\nIl gatto di Van, nella sua forma originale, \u00e8 quasi sempre completamente bianco, bench\u00e9 non presenti affatto il gene della sordit\u00e0, diffuso altrove fra questa variante cromatica dell&#8217;animale. Uno dei suoi punti di fascino maggiore sono gli occhi, ambra o turchese, ma ancor pi\u00f9 spesso, uno ambra e l&#8217;altro turchese, creando un contrasto che sembra mirare al profondo dell&#8217;animo e dell&#8217;empatia umana. La visione di questi gatti \u00e8 da sempre cos\u00ec affascinante per i visitatori dell&#8217;area geografica che anche storicamente, pare fosse diffusa l&#8217;abitudine di prenderne uno e riportarlo con se a casa. Secondo <a href=\"https:\/\/youtu.be\/fyqGwKR0hBc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un documentario della BBC del 1991<\/a>\u00a0ma che raccontava anche esperienze pregresse, simili casi si verificarono ancora in epoca moderna, con l&#8217;inevitabile conseguenza, altamente spiacevole, di stare effettivamente sottraendo l&#8217;animale al suo padrone, che come da prassi turca lo lasciava girare libero di cacciare sulle strade circostanti la sua abitazione. Quindi nel 1955, questa razza fu ufficialmente &#8220;riscoperta&#8221; dagli europei, finendo per\u00f2 stranamente, per diventare qualcosa di radicalmente diverso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23522\" aria-describedby=\"caption-attachment-23522\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FTKQRWfiSfU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23522 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23522 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Canoe-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Canoe-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Canoe-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Canoe.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23522\" class=\"wp-caption-text\">Avere un Van turco significa, talvolta, portarlo con se sulla canoa. Ed alla fine, stanchi di sentire il suo miagolio perplesso, decidersi a metterlo in acqua, per fargli fare un po&#8217; d&#8217;esercizio. Il suo comportamento sereno e competente in acqua \u00e8 pi\u00f9 simile a quello di una tigre, piuttosto che ad altri animali domestici della convenzione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intendiamoci: non \u00e8 che la moderna colorazione del cosiddetto Van Turco sia totalmente sconosciuta nel suo luogo di provenienza. Qualche macchia, marrone o grigia, pu\u00f2 talvolta palesarsi su queste aggraziate creature, come prodotto del gene recessivo del leucismo.. Ma per i principali standard delle razze feline, \u00e8 proprio prevista una configurazione specifica, con due macchie rosse in corrispondenza della testa e la coda, in una livrea che in effetti nella Turchia di provenienza, non verrebbe affatto considerata come rappresentativa del vero Vankedisi. La responsabilit\u00e0 (il merito?) di una simile associazione, \u00e8 attribuibile a una coppia di viaggiatrici inglesi, Laura Lushington e Sonia Halliday, che in cambio di alcune foto realizzate per l&#8217;Ente del Turismo locale avevano ricevuto in dono una coppia di gattini, il maschio proveniente dalla zona meridionale e la femmina da Istanbul. Entrambi erano a macchie (bench\u00e9 sarebbe appropriato dire, in effetti, che la macchia era una soltanto: quella bianca fra i due estremi pigmentati della testa e della coda). Nessuno dei due, tuttavia, proveniva dalla citt\u00e0 lacustre a cui sarebbero stati poi associati e bench\u00e9 le proprietarie fossero solite, nei loro scritti, riferirsi agli animali come gatti di Van, non \u00e8 noto se per una specifica ragione di ricerca, o semplicemente un&#8217;idea personale. Durante il viaggio di ritorno, quindi, mentre facevano il bagno in un torrente, le due ne avrebbero scoperto l&#8217;inaspettato tratto caratteriale: i felini le avevano seguite, per fare il bagno assieme a loro. &#8220;Si, \u00e8 vero: tutti i gatti sanno nuotare&#8230;.&#8221; Avrebbe in seguito dichiarato la Lushington, venuta a mancare nel 2015 alla veneranda et\u00e0 di 94 anni: &#8220;&#8230;Ma soltanto ad alcuni PIACE farlo.&#8221;<br \/>\nBen presto, coloro che sarebbero passate alla storia come ambasciatrici del ritorno del Van in Europa, e in seguito negli Stati Uniti, ne scoprirono gli altri pregi indiscussi: la pacatezza accompagnata dalla perenne voglia di giocare, la fedelt\u00e0 ad un singolo individuo scelto come &#8220;padrone&#8221;, pi\u00f9 simile a quella di un cane, la pazienza con i bambini e gli altri animali della casa. Trattandosi, come dicevamo, non di una razza artificiale bens\u00ec un ecotipo, il gatto turco, anche nella sua versione riveduta e corretta ha sempre mantenuto un&#8217;innata resistenza alle malattie e difformit\u00e0 genetica, crescendo generalmente forte e in salute. La prima federazione a riconoscere la &#8220;nuova&#8221; razza fu dunque la GCCF (Governing Council of the Cat Fancy) in Inghilterra, tramite cui lo standard si estese gradualmente al resto del mondo. Nonostante questo, ancora oggi gli allevamenti non sono tantissimi, e resta un gatto piuttosto raro e costoso. Permangono inoltre dei disaccordi sulle caratteristiche accettabili e le effettive livree conformi alle esigenze di categorizzazione, mentre fatto decisamente imprevisto, \u00e8 proprio l&#8217;originale colorazione completamente bianca del Vankedisi\u00a0ad essere rifiutata nei concorsi d&#8217;Occidente. Le solite, stranissime, idiosincrasie umane&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_23524\" aria-describedby=\"caption-attachment-23524\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2M4Uu1dEu30\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23524 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23524 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Kittens-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Kittens-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Kittens-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Turkish-Van-Kittens.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23524\" class=\"wp-caption-text\">Fin dall&#8217;origine dei tempi, tutti i gattini sono egualmente pronti a saltare sul filo di lana. E forse \u00e8 proprio questo, il miglior complimento che gli si possa mai fare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il trascorrere del tempo, dunque, il gatto a macchie selezionato dagli Europei ritorn\u00f2 in patria. Data la vicinanza della regione di provenienza con il monte Ararat, dove secondo la sapienza degli antichi avrebbe approdato la grande imbarcazione di No\u00e9 al termine del Diluvio, fu quindi associato a una particolare leggenda. Pare infatti che nel momento in cui Dio\/Allah ritenne di aver annacquato a sufficienza il mondo ricolmo d&#8217;iniquit\u00e0, il felino si fosse posizionato in prossimit\u00e0 della prua, ed affascinato da una tale distesa splendente, si fosse tuffato senza troppi pensieri, ben prima che la famiglia del profeta potesse fare alcunch\u00e9 per salvarlo. Ma fu allora che il Signore Supremo, avendo piet\u00e0 dell&#8217;entusiastico animale, lo sollev\u00f2 di peso dall&#8217;acqua, spostandolo fino alle nuove terre emerse, proprio dove un giorno sarebbe sorta la citt\u00e0 di Van. Provate ad indovinare in quali punti aveva toccato il gatto? Esatto: la testa e la coda. Certe storie non hanno confini!<br \/>\nIl rosso del pelo di tali zone, dunque, avrebbe indicato a sempiterna memoria &#8220;la benedizione di Allah&#8221;. Peccato che fosse originariamente, piuttosto rara. Forse non tutti gatti sono benedetti? Oppure qualcuno di loro \u00e8 riuscito ad arrivare a destinazione con le sue sole forze, prima che Egli potesse manifestarsi per aiutarlo? Non \u00e8 sempre facile capire le ragioni di un particolare tratto somatico in una creatura. Quando poi si aggiunge all&#8217;equazione l&#8217;imperscrutabile volont\u00e0 divina, sicuramente le cose non diventano pi\u00f9 semplici. Anzi, tutt&#8217;altro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;ombra dell&#8217;antico castello, fra gli edifici sfoggianti esempi storici di architettura ottomana, dove sorgevano un tempo le vestigia di Urartu, capitale di un impero, entr\u00f2 in scena Vankedisi, un ulteriore prodotto del gene turco, che aveva donato ai gatti provenienti dal Mediterraneo qualcosa che non avevano mai avuto prima: un folto pelo, candido e setoso, &#8230; <a title=\"Le distanti origini del gatto nuotatore\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23521\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le distanti origini del gatto nuotatore\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,532,787,1097,645,157,795,1381,924,529,2125,71,213,2708],"class_list":["post-23521","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-animali-domestici","tag-cuccioli","tag-evoluzione","tag-felini","tag-gatti","tag-laghi","tag-leggende","tag-nuoto","tag-razze","tag-selezione-artificiale","tag-storia","tag-turchia","tag-vicino-oriente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23521"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23521\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23531,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23521\/revisions\/23531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}