{"id":23512,"date":"2017-07-30T06:33:41","date_gmt":"2017-07-30T04:33:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23512"},"modified":"2017-07-30T06:35:31","modified_gmt":"2017-07-30T04:35:31","slug":"ventanni-ditalia-vestita-latte-lana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23512","title":{"rendered":"Vent&#8217;anni d&#8217;Italia vestita di latte e di lana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=IlFw24xPtgk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23514 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23514\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 nel bisogno dell&#8217;ora pi\u00f9 oscura, talvolta, che il senso dell&#8217;innovazione trova il suo pi\u00f9 forte stimolo e i creativi, sia tecnici che culturali, si mettono ai margini della ragnatela, tessendo i delicati fili che reggono la civilt\u00e0. E non credo che molti, interpretazione fuori dal contesto e nostalgia a parte, potrebbero negare che l&#8217;Italia all&#8217;uscita dalla &#8220;prestigiosa avventura&#8221; della guerra d&#8217;Etiopia del 1935, stesse vivendo uno dei suoi periodi pi\u00f9 drammatici a memoria d&#8217;uomo. L&#8217;erario quasi totalmente esaurito dal bisogno, certamente opinabile, di sostenere 400.000 soldati al di l\u00e0 del mare, in un&#8217;area geografica logisticamente e climaticamente complessa; la crisi della risorse alimentari e industriali dovuta ad una crescita ed urbanizzazione troppo accelerate; l&#8217;apprezzamento smodato della lira, con conseguente difficolt\u00e0 delle importazioni. Fu in questo clima gi\u00e0 in bilico, dunque, che la Societ\u00e0 delle Nazioni sorta dalle ceneri del primo conflitto mondiale, istitu\u00ec le sanzioni economiche ed industriali verso il cosiddetto &#8220;Impero di Franceschiello&#8221; con un ritorno in auge del vezzeggiativo disonorevole un tempo affibbiato alle mire espansionistiche del re Francesco II di Borbone (1859-1861) ma anche alla proverbiale povert\u00e0 del pi\u00f9 celebre santo del Medioevo. E si pu\u00f2 dire che qualcuno, alle pi\u00f9 alte sfere della scena politica della penisola, non aspettava letteralmente altro. Mussolini, che allora conduceva il paese come Primo Ministro e duce del Fascismo (carica creata ed abolita con lui medesimo) diede l&#8217;ordine d&#8217;istituire il regime d&#8217;autarchia. Che cosa fosse esattamente, questo stato identificato da un tale grecismo lessicale proveniente da\u00a0\u03b1\u1f50\u03c4\u03b1\u03c1\u03c7\u03af\u03b1, il desiderio e la capacit\u00e0 di governarsi da soli, si scopr\u00ec progressivamente. L&#8217;Italia, &#8220;assediata crudelmente dalla malvagit\u00e0 delle nazioni d&#8217;Europa&#8221; avrebbe trovato la forza per produrre tutto ci\u00f2 di cui aveva bisogno sul proprio stesso territorio, dimostrando al mondo la sua feroce ed invidiabile autonomia. Secondo alcune interpretazioni storiche, nella realt\u00e0 dei fatti, le sanzioni economiche imposte dall&#8217;estero non furono poi cos\u00ec terribili: diversi paesi, tra cui Germania, Austria, Ungheria ed Albania continuarono a commerciare con l&#8217;Italia, e lo stesso faceva, indirettamente, persino l&#8217;Inghilterra. Tale clima sarebbe stato dunque impiegato prevalentemente dai monopoli e le grandi aziende di stato, per soverchiare forzosamente le leggi del libero mercato. Ma ci\u00f2 poco importa, ai fini della nostra analisi: il popolo era convinto che mancassero le risorse, ed in base a questo, oper\u00f2.<br \/>\n\u00c8 in questo drammatico scenario in bianco e nero, da pi\u00f9 di un singolo punto di vista, che la storia della tecnica conobbe la figura di Antonio Ferretti, chimico di Gavardo, in provincia di Brescia, che nell&#8217;epoca della grande guerra aveva fatto la sua fortuna riconvertendo le fabbriche di famiglia per produrre granate e bombe Stokes. Base di partenza attraverso la quale, negli anni dell&#8217;autarchia, riusc\u00ec a suscitare l&#8217;interesse di Franco Marinotti, l&#8217;allora direttore della compagnia con forti partecipazioni pubbliche SNIA Viscosa di Milano, nata dal sodalizio tra la Societ\u00e0 di Navigazione Italo Americana, originariamente incaricata dei trasporti atlantici, e la societ\u00e0 Viscosa di Pavia, specializzata nella produzione di materiali chimici non naturali, sostanzialmente gli antenati della plastica successiva. Proprio quest&#8217;uomo, in effetti, aveva scoperto qualcosa di straordinario: una complessa procedura per estrarre la caseina e trattarla, affinch\u00e9 costituisse un materiale fibroso che poteva essere lavorato ed in qualche maniera, usato per sostituire la lana, un costoso materiale importato dai paesi non aderenti all&#8217;embargo commerciale. L&#8217;idea piacque e nel 1937, fu messa in commercio col nome di Lanital. Mussolini fu subito entusiasta di questa opportunit\u00e0: &#8220;L&#8217;inventiva&#8230;L&#8217;orgoglio italiano&#8230;&#8221; nei suoi molti discorsi ed articoli, non fece mai segreto di provare grande ammirazione per coloro che, come Ferretti e Marinotti, trovavano il modo di sorpassare l&#8217;infingardo destino della nazione, proiettandola verso nuove vette di successi economici internazionali. Ed il lanital, in effetti, era un prodotto di alta qualit\u00e0. Enormemente superiore ai primi esperimenti fatti nel settore quasi 10 anni prima in Germania, e persino alla controparte statunitense dell&#8217;Aralac, che non poteva vantare le stesse caratteristiche di flessibilit\u00e0 e resistenza. La storia di questa invenzione dal breve successo, in una maniera marginale bench\u00e9 importante, fa parte della storia di tutti noi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23513\" aria-describedby=\"caption-attachment-23513\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=OyLnKz7uNMQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23513 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23513 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-2-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23513\" class=\"wp-caption-text\">Questo segmento dell&#8217;Istituto Path\u00e9, prodotto in Inghilterra lo stesso anno di quello del Luce\/Cinecitt\u00e0 nostrano riportato in apertura (1937) differisce significativamente da quest&#8217;ultimo nel tono impiegato: serio ed entusiasta il primo, divertito, persino scherzoso il secondo. Eppure, la tecnologia c&#8217;era.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fibra del Lanital, ad ogni modo, non fu l&#8217;unico prodotto commercializzato con enfasi a nascere dai duri anni dell&#8217;autarchia. Nel 1934 da un misto di canapa e cotone disintegrati e mischiati assieme presso gli stabilimenti di Castellanza e Tresigallo nacque il Sodolin, mentre l&#8217;anno successivo si arriv\u00f2 al Cafioc, creato a partire dalle fibre vegetali della ginestra. Ben presto il duce elogi\u00f2 la ginestra come &#8220;grande pianta italiana&#8221; ed incoraggi\u00f2 chiunque potesse a piantarla nei propri giardini. Il Rayon, prodotto con la soda caustica a partire dal legno, sostitu\u00ec la seta. Anche se, aveva un problema: bastava che si sfibrasse anche soltanto in un punto, perch\u00e9 il filo perdesse completamente la trama e l&#8217;ordito, disfacendosi letteralmente sotto gli occhi basiti dei suoi sfortunati indossatori. Dalla Sardegna, nel frattempo, ritorn\u00f2 in voga l&#8217;orbace, proprio quello stesso tessuto di cui un tempo erano fatti i sai monacali, incluso, secondo la tradizione, quello del gi\u00e0 citato San Francesco. Si trattava di una stoffa &#8220;Resistente, sportiva, buona anche per lo sci&#8221; creata da lana fatta infittire artificialmente con colpi maglio o calpestandola, al fine d&#8217;acquisire la non-permeabilit\u00e0. Tale tessuto d&#8217;origine naturale, negli anni successivi avrebbe acquisito notevole prestigio, diventando la materia prima preferita per produrre le celebri camice nere, indossate preferibilmente dai gerarchi dell&#8217;oligarchia fascista e dai loro agenti sul territorio. Nel frattempo, presso la SNIA di Milano, la produzione della &#8220;stoffa del popolo&#8221; continuava.<br \/>\nIl processo prevedeva una serie di passaggi, tutti egualmente importanti per il raggiungimento della pi\u00f9 alta qualit\u00e0 del prodotto finale. In primo luogo, occorreva separare la caseina proteica da tutto ci\u00f2 che non riguardava la produzione, il che consisteva nello scremare completamente il latte, creando una sorta di cagliata incolore, che poteva essere tagliata e lavata. Quindi la soluzione veniva lasciata maturare, affinch\u00e9 acquisisse le caratteristiche di un materiale pronto alla fase di estrusione, da cui la successiva filatura. Di solito, in questa fase venivano aggiunti vari acidi, sali e piccole quantit\u00e0 di magnesio (o alluminio) al fine d&#8217;incrementare la resistenza della stoffa desiderata. Proprio nell&#8217;attenzione riportata a questo tocco ulteriore, il prodotto italiano risult\u00f2 fin da subito superiore alle alternative co\u00e9ve. A concludere la produzione, i fiocchi risultanti venivano lavati e consegnati alle case di tessitura, presso cui s&#8217;impiegava per creare i pi\u00f9 diversi capi di vestiario. Vantaggio interessante del Lanital, rispetto alla lana tradizionale, \u00e8 che questo giungesse ai telai perfettamente candido, in fiocchi identici tra di loro che non richiedevano alcun tipo di trattamento intermedio prima dell&#8217;assemblamento finale. Proprio questo, dopo tutto, \u00e8 sempre stato il grosso pregio delle produzioni del tutto artificiale. Ma i vestiti di questa fibra miracolosa, a quanto pare, continuarono fino al dopo guerra ad avere un lieve odore di latte acido, che tendeva a riemergere ogni qualvolta venissero bagnati. Non raggiunsero mai, inoltre, la leggendaria ruvidit\u00e0 e resistenza dell&#8217;orbace. Chi mai, del resto, potrebbe vantare di esserci riuscito?<\/p>\n<figure id=\"attachment_23517\" aria-describedby=\"caption-attachment-23517\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=23517#main\" rel=\"attachment wp-att-23517\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23517 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-pubblicita-500x360.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-pubblicita-500x360.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-pubblicita-768x552.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Lanital-pubblicita.jpg 976w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23517\" class=\"wp-caption-text\">Nonostante l&#8217;omino anacronistico nella sua concezione, che pare quasi una moderna mascotte dell&#8217;epoca digitale, l&#8217;influenza dell&#8217;Art d\u00e9co rest\u00f2 sempre fortemente visibile all&#8217;interno dell&#8217;estetica futurista. Notare, ad esempio, lae scelte di tipografia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=23515#main\" rel=\"attachment wp-att-23515\"><br \/>\n<\/a>Tutto attorno alle fibre autarchiche, ma in modo particolare al Lanital, nacque uno sforzo di marketing quale l&#8217;Italia di allora non aveva, forse, mai conosciuto. La fibra caseinica fu definita pi\u00f9 volte, anche da Mussolini stesso, come &#8220;tessuto della nostra vita&#8221; mentre i fautori del movimento culturale, letterario ed artistico del Futurismo lo elaborarono ben presto attraverso il loro specifico metodo interpretativo. Su esplicita commissione dell&#8217;Ufficio di Propaganda, Filippo Tommaso Marinetti cre\u00f2 il suo Poema del Vestito di Latte (1937) un&#8217;epica raccolta di aforismi e il racconto in versi della meravigliosa tecnologia, che venne stampata in serie in un prestigioso libro con fotografie pastorali e la grafica di Bruno Munari. L&#8217;opera rappresenta, con la sua singolare metodologia espressiva, il primo esempio di &#8220;poesia industriale d&#8217;avanguardia&#8221;. Tra i passaggi pi\u00f9 significativi del testo, stringhe catartiche e prive di punteggiatura (come da rinomata prassi futurista) quali:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px;\">E voi forze liquide comprendo la vostra ansia non immalinconitevi otterrete certo il prodigio ecco allineati i filtri di bambagia di cotone e tu latte magro co\u00e0gulati e per questo caccia via a destra e a sinistra questi eserciti di calorie pensa bevi la grande idea essenziale dare al nastro di caseina una consistenza tale che si possa tagliare umido \/ [&#8230;] &#8211; <a href=\"https:\/\/trama-e-ordito.blogspot.it\/2010\/08\/il-poema-del-vestito-di-latte-1937.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Via<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino all&#8217;inizio della guerra, e ben oltre, gli italiani sostennero con apparente entusiasmo, pi\u00f9 o meno sentito, i valori dell&#8217;autarchia. Le automobili funzionavano ad alcol estratto dal vino, quando non addirittura legna da ardere, tramite lo strumento importato del gassificatore. Le inferriate e i cancelli venivano dismessi e donati alla Patria, che li usava per produrre fucili, carri armati ed aerei. Persino i beni personali, come oro, argenteria e soprattutto le fedi nuziali, vennero destinati alla fusione a beneficio dell&#8217;ormai piangente Erario. Mussolini, con grande risonanza mediatica, si priv\u00f2 lui stesso tra le altre cose della medaglia ricevuta nel 1929 dal papa in persona, in occasione dello storico Concordato tra stato e chiesa. Fu tuttavia scoperto, con sommo stupore di tutte le parti coinvolte, che era si trattava di una patacca dorata [<a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=XDDCDAAAQBAJ&amp;pg=PT100&amp;lpg=PT100&amp;dq=tessuto+lanital+snia+viscosa&amp;source=bl&amp;ots=YAInbWYgmH&amp;sig=33-Xw51mmlx-xQtac0UkcegkjAg&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwjKirzoiK_VAhWSL1AKHVCtBm44ChDoAQg7MAU#v=onepage&amp;q=tessuto%20lanital%20snia%20viscosa&amp;f=true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fonte<\/a>].<br \/>\nIl successo delle fibre caseiniche, forse anche in forza dei monopoli di stato, continu\u00f2 tuttavia ad aumentare. La realt\u00e0 \u00e8 che in quel contesto storico, con i problemi economici e diplomatici di allora, la povert\u00e0 dovuta al conflitto e le alterne fortune di una classe dirigente tutt&#8217;altro che abile a barcamenarsi nel maelstrom di un&#8217;Europa in fiamme, si trattava di uno strumento sociale tutt&#8217;altro che inutile. Al termine del conflitto, contando sulla sua larga fama, la SNIA tent\u00f2 nuovamente di commercializzare il Lanital, in una versione migliorata dal nome di Merinova. Nel frattempo, tuttavia, il panorama delle fibre artificiali si era arricchito di una nuova base, l&#8217;acrilico. Che non dava odori, non si sfilacciava e resisteva a qualsiasi tipo di abuso. Inoltre, fattore tutt&#8217;altro che indifferente, in Italia non vigeva pi\u00f9 lo stato dell&#8217;autarchia. A quanto ne sappiamo, non sarebbe tornato mai pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 nel bisogno dell&#8217;ora pi\u00f9 oscura, talvolta, che il senso dell&#8217;innovazione trova il suo pi\u00f9 forte stimolo e i creativi, sia tecnici che culturali, si mettono ai margini della ragnatela, tessendo i delicati fili che reggono la civilt\u00e0. E non credo che molti, interpretazione fuori dal contesto e nostalgia a parte, potrebbero negare che l&#8217;Italia &#8230; <a title=\"Vent&#8217;anni d&#8217;Italia vestita di latte e di lana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23512\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Vent&#8217;anni d&#8217;Italia vestita di latte e di lana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2276,229,2138,2705,2704,185,2706,233,136,424,2106,78,1015,71,97,2707],"class_list":["post-23512","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-2276","tag-chimica","tag-commerci","tag-fascismo","tag-fibre","tag-filmati-depoca","tag-futurismo","tag-industria","tag-invenzioni","tag-italia","tag-latte","tag-scienza","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-storia","tag-tecnologia","tag-tessili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23512","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23512"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23512\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23520,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23512\/revisions\/23520"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23512"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23512"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23512"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}