{"id":23507,"date":"2017-07-29T06:26:01","date_gmt":"2017-07-29T04:26:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23507"},"modified":"2017-07-29T06:26:01","modified_gmt":"2017-07-29T04:26:01","slug":"lultima-speranza-un-camionista-perso-freni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23507","title":{"rendered":"L&#8217;ultima speranza di un camionista che ha perso i freni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Z-jFlAjqU-A\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23509 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23509\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Runaway-Lane-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Runaway-Lane-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Runaway-Lane-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Runaway-Lane.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giu, giu nel corno geografico che si chiama Messico, guidando all&#8217;indirizzo della citt\u00e0 Puebla de Zaragoza, alla ricerca di un cambio di registro e di tono. A bordo di una 4&#215;4 a noleggio, un viaggio lungo l&#8217;ampia autostrada che si estende dalla citt\u00e0 nordica di Veracruz, fra boschi radi e brulle colline dai fili d&#8217;erba sparuti. Nel quale, ad un punto saliente del pomeriggio, vi trovate dinnanzi a un gigante da 16 ruote. \u00c8 un grosso camion recante il logo di una compagnia di trasporto; voi non potete ancora saperlo, ma a bordo c&#8217;\u00e8 un carico di rotoli di carta per la stampa dei giornali, dal peso approssimativo di quasi 120 tonnellate, il limite massimo di questo paese. Pensando che \u00e8 gi\u00e0 venuta l&#8217;ora di sorpassare, vi allargate a sinistra, quando all&#8217;avvicinarsi di una lieve curva, inspiegabilmente, il guidatore dell&#8217;autocarro si allarga fin quasi al guard-rail, con l&#8217;apparente obiettivo di non caricare eccessivamente le sospensioni. &#8220;Ma \u00e8 pazzo?!&#8221; Suonate il clacson. Nessuna apparente reazione. Il mostro stradale, come un toro imbufalito, continua a misurare la strada. Con l&#8217;arrivo di una discesa, quindi, accelera, fino al ritmo imprudente di oltre 130 Km\/h, mentre del fumo bianco inizia a fuoriuscire dai passaruota. Iniziate ad avere un vago sospetto, confermato dal progressivo avvicinarsi di una sirena, che poi si rivela essere quella della polizia. &#8220;Quel camion&#8230;Non pu\u00f2&#8230;Frenare.&#8221;<br \/>\nOra se fossimo in Italia, non ci sarebbe molto da fare, se non tenere ben saldo il volante e sperare per il meglio. Proprio la nostra penisola in effetti, sfortunatamente, rientra in un di quei paesi in cui per questa eventualit\u00e0 tutt&#8217;altro che rara non esiste alcun piano di contingenza. Pu\u00f2 succedere. Perch\u00e9 i mezzi stradali pi\u00f9 pesanti, piuttosto che i freni meccanici presenti sulle nostre comune automobili, sono dotati di uno o due serbatoi pneumatici, la cui aria compressa \u00e8 impiegata per mantenere il mezzo in grado di rallentare normalmente; il che significa, sostanzialmente, che un eventuale guasto comporta l&#8217;immediato arresto del veicolo, poich\u00e9 la condizione &#8220;neutrale&#8221; delle pasticche \u00e8 a contatto con gli pneumatici, da cui esse possono distaccarsi solamente se la pressione del circuito risulta essere sufficiente. Immaginate ora che cosa succede se un tale meccanismo si attiva e nonostante le premesse, non basta a fermare la folle corsa, perch\u00e9 il camion \u00e8 troppo pesante, o andava troppo veloce. Immediatamente i freni si surriscaldano, cambiando forma e diventando quindi meno efficaci. Sottoposti all&#8217;attrito eccessivo, essi si consumano quasi immediatamente, mentre continua imperterrito quel viaggio di perdizione. L&#8217;unica manovra che resta al guidatore, purch\u00e9 mantenga il suo sangue freddo, \u00e8 cercare un punto in cui esaurire l&#8217;inerzia, possibilmente, senza fare una strage. Ma un veicolo come questo, a pieno carico e lanciato a regime, a motore spento pu\u00f2 proseguire per miglia a miglia; ammesso e non concesso che non incontri una discesa. Nel qual caso, potrebbe trovarsi persino ad accelerare. Ed \u00e8 qui che entra in gioco la previdenza di chi aveva architettato, in precedenza, la strada. Il sistema della rampa di fuga ed arresto (in inglese\u00a0<em>runaway ramp<\/em>) \u00e8 in realt\u00e0 molto diffuso nel mondo: esiste negli Stati Uniti, in Australia, in Francia, Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Cina. E per la fortuna di questo signore, trova posto anche su alcune delle principali autostrade messicane. E sarebbe bello poter dire: &#8220;Ah, si. La conosco.&#8221; Quando la realt\u00e0 \u00e8 che all&#8217;interno dei confini della nostra nazione europea, una simile presenza risulta del tutto ignota. Si tratta di una corta via parallela, costruita in genere al termine di significativi dislivelli ed adeguatamente segnalata, in cui il camionista senza controllo pu\u00f2 dirigersi, confidando che il suo mezzo si fermer\u00e0. Questo grazie ad una serie o combinazione di artifici, che possono includere una pendenza in salita, la presenza di ghiaia, sabbia o in casi estremi, un sistema di particolari reti messe di traverso, che pur danneggiando il veicolo gli impediranno di cadere gi\u00f9 da un letale dirupo. L&#8217;alternativa \u00e8 quasi sempre peggiore: nel caso del camion messicano, il dramma si \u00e8 svolto lo scorso 26 maggio, all&#8217;orario di punta delle ore 19:00. L&#8217;eventualit\u00e0 di un incidente di simili proporzioni avrebbe quindi portato, irrimediabilmente, ad una pluralit\u00e0 di vittime tra gli impiegati di ritorno dal lavoro.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23510\" aria-describedby=\"caption-attachment-23510\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ivriQ7eYvw4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23510 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23510 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Stops-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Stops-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Stops-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Stops.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23510\" class=\"wp-caption-text\">Polvere, caos, rumori stridenti. Ma se vuoi fermarti, con un sistema simile, sai per certo che riuscirai a farlo. E non \u00e8 certamente una garanzia da poco&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una questione a cui non pensiamo particolarmente spesso, noi utilizzatori &#8220;convenzionali&#8221; delle vie asfaltate. Il fatto che il camionista che a noi piace di pi\u00f9, che non frena eccessivamente e non rallenta il viaggio altrui \u00e8 molto spesso, quello maggiormente imprudente e potenzialmente pericoloso. Perch\u00e9 quando sei lanciato a velocit\u00e0 a bordo di un apparecchio di tali e tante tonnellate, i metodi per fermarti sono diversi, ma non per questo sempre abbastanza. C&#8217;\u00e8 il cosiddetto freno di servizio, quello pneumatico sopra descritto, la cui attivazione dovrebbe essere il pi\u00f9 possibile limitata. E poi c&#8217;\u00e8 il freno motore che, come potrete immaginare, funziona in maniera molto diversa da quello delle nostre automobili. A causa del grande peso innestare una marcia inferiore, in genere, non inizia alcun tipo di rallentamento. Tentando una simile manovra, piuttosto, \u00e8 possibile &#8220;mancare&#8221; letteralmente il rapporto, lasciando il guidatore letteralmente senza alcun tipo di controllo in discesa. Caso in cui, dunque, \u00e8 consigliato non tentare affatto il cambio di marcia, bens\u00ec affidarsi ad un sistema diverso, chiamato convenzionalmente Jake brake, dal nome di uno dei produttori pi\u00f9 diffusi. Si tratta essenzialmente di una leva posta dietro il volante, che una volta attivata, cambia le tempistiche di movimento dei pistoni del motore. Il che, in un quattro tempi, significa mancare il passaggio dell&#8217;espansione dei gas combusti, passando direttamente dalla compressione allo scarico. In parole povere, il motore diventa una pompa, e non eroga pi\u00f9 alcun tipo di potenza. C&#8217;\u00e8 un&#8217;associazione d&#8217;idee sconveniente, relativa al freno motore dei camion, che fino a poco tempo fa risultava estremamente rumoroso. Diversi comuni lungo le grandi strade di collegamento del continente americano avevano quindi disposto dei cartelli che invitavano a non usarlo, il che aveva dato i natali al noto aforisma dei camionisti preoccupati dall&#8217;uso eccessivo del freno di servizio: &#8220;Alza il volume del televisore, se non vuoi che [perda il controllo e] ti entri nel salotto, per venire a guardarlo con te.&#8221;<br \/>\nPer quanto concerne la situazione usuale dunque, si consiglia al conducente alle prime armi di scalare tre marce una volta in prossimit\u00e0 della discesa, e poi non cambiarle finch\u00e9 non \u00e8 tornato il piano. E nel caso si renda necessaria l&#8217;attivazione dei freni pneumatici, di non tenerli premuti per pi\u00f9 di 20 secondi alla volta, segu\u00ecti da 20 secondi di solo Jake brake. Dopo tutto se qualcosa va DAVVERO per il verso storto, l&#8217;ultima speranza \u00e8 soltanto quella di trovarsi in prossimit\u00e0 di un&#8217;apposita via di fuga, dove andare a incagliarsi senza nefaste conseguenze sulla propria ed altrui vita.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23508\" aria-describedby=\"caption-attachment-23508\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RANhWmi1EmI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23508 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23508 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Arrestor-Gravel-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Arrestor-Gravel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Arrestor-Gravel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/07\/Truck-Arrestor-Gravel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23508\" class=\"wp-caption-text\">La ghiaia usata per le corsie di arresto \u00e8 generalmente di una grana pi\u00f9 grande nel primo tratto, per generare attrito ad alta velocit\u00e0. Quindi diventa progressivamente pi\u00f9 piccola, in modo da ghermire e bloccare, letteralmente, gli pneumatici del camion fuori controllo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 non esistono, dunque, simili artifici qui da noi in Italia? Le teorie sono molteplici, ma si ritorna sempre alla stessa questione: \u00e8 un tratto per lo pi\u00f9 culturale. Non sarebbe certamente utile, in un paese che non conosce tali sistemi, iniziare a disseminarli qui e l\u00ec lungo le strade pi\u00f9 diverse. In quanto il camionista che affronta una simile esiziale circostanza, potenzialmente colto dal panico, non \u00e8 certo nelle condizioni migliori per apprendere al volo qualcosa di nuovo, e dirigersi con sicurezza nell&#8217;area utile ad effettuare l&#8217;arresto d&#8217;emergenza. N\u00e9 si pu\u00f2 insegnare, durante il corso alla scuola guida, a fare affidamento ad un qualcosa che poi si trova unicamente in due o tre location di tutto il paese. No, l&#8217;unico modo per adottare le vie di fuga per i camion sarebbe un decreto su scala nazionale, con successivo ingente investimento di budget. E noi conosciamo bene la lungimiranza e flessibilit\u00e0 della nostra classe politica, soprattutto in materia di questioni tanto tecniche ed APPARENTEMENTE distanti dalla sicurezza del cosiddetto &#8220;uomo comune&#8221;. Quando nel caso di impatto tra un camion ed una o pi\u00f9 automobili, raramente \u00e8 colui che guida il gigante a riportare le conseguenze peggiori. Il che molto difficilmente, a conti fatti, potrebbe mostrare il profilo di un costoso ausilio finalizzato alla sicurezza di una sola categoria. Nel caso del camion messicano, quanto meno, l&#8217;intera vicenda ha potuto contare su un ragionevole lieto fine. Scortato dall&#8217;auto della polizia per oltre 10 Km (poich\u00e9 strano a dirsi, ma c&#8217;erano lo stesso dei folli disposti a tentare il sorpasso) il trasportatore raggiunge finalmente la corsia di fuga, che sembra essere solamente del tipo basato sull&#8217;effetto frenante della ghiaia. Vista la spaventosa velocit\u00e0, il veicolo a questo punto si mette di traverso (eventualit\u00e0 frequente) e purtroppo la motrice si cappotta su un lato (piuttosto raro). Assai difficilmente, dunque, il carico potr\u00e0 arrivare in orario. Ma proprio nell&#8217;ultima scena, \u00e8 possibile osservare il conducente che fuoriesce, aggrappandosi ai rotoli di carta disseminata per strada. Una, o potenzialmente pi\u00f9 vite, sono state salvate.<br \/>\nAffermare che le corsie di fuga non servono, perch\u00e9 un autista di camion capace non lascia surriscaldare o erodere i freni, \u00e8 come dire che le cinture di sicurezza sono superflue, o gli airbag una spesa inutile. Se questi ultimi dispositivi sono obbligatori, dunque, perch\u00e9 non l&#8217;altro? La risposta possibile \u00e8 soltanto una: perch\u00e9 le nuove strade, il governo, dovrebbe pagarle di tasca sua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giu, giu nel corno geografico che si chiama Messico, guidando all&#8217;indirizzo della citt\u00e0 Puebla de Zaragoza, alla ricerca di un cambio di registro e di tono. A bordo di una 4&#215;4 a noleggio, un viaggio lungo l&#8217;ampia autostrada che si estende dalla citt\u00e0 nordica di Veracruz, fra boschi radi e brulle colline dai fili d&#8217;erba &#8230; <a title=\"L&#8217;ultima speranza di un camionista che ha perso i freni\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23507\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;ultima speranza di un camionista che ha perso i freni\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1345,637,2702,1070,2703,2701,256,656,167,136,360,250,889,1071,220,97],"class_list":["post-23507","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-autostrade","tag-camion","tag-dislivelli","tag-emergenza","tag-freni","tag-ghiaia","tag-guida","tag-incidente","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-lavoro","tag-messico","tag-pericolo","tag-salvataggio","tag-strade","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23507","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23507"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23511,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23507\/revisions\/23511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}