{"id":23280,"date":"2017-06-29T06:42:09","date_gmt":"2017-06-29T04:42:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23280"},"modified":"2017-06-29T06:51:09","modified_gmt":"2017-06-29T04:51:09","slug":"2-cm-per-25-metri-labitante-della-ragnatela-piu-grande-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23280","title":{"rendered":"2 cm per 25 metri: l&#8217;abitante della ragnatela pi\u00f9 grande al mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nlRkwuAcUd4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23283 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23283\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostri, dei veri e propri mostri. Si arrampicano sopra le cose, alla ricerca di cibo. Piccoli e operosi, perennemente attivi, gli occhi grandi quanto o addirittura pi\u00f9 dello stesso cervello. Le manine simili a quelle di una scimmia, ma ancora pi\u00f9 piccole, per afferrare tutto e conseguentemente, mangiare tutto. C&#8217;\u00e8 un vero e proprio gremlin col dito medio particolarmente lungo, per meglio insinuarlo nei buchi degli alberi e ghermire le formiche. C&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e8 un altro che agisce in gruppo, spazzolando totalmente un territorio tra i 10 e 14 ettari comunitari. Agiscono di giorno. In altri casi, si muovono la notte. Pur non essendo delle creature a tutti gli effetti onnivore, vista la loro preferenza endemica per frutti e radici, non c&#8217;\u00e8 un solo lemure in tutto il Madagascar che disdegnerebbe di fagocitare un ragno ogni tanto, possibilmente completo della sua casa e tutto quello che vi si era impigliato. Non c&#8217;\u00e8 troppo da meravigliarsi, quindi, se nel parco naturale di\u00a0Ranomafana esiste la marcata tendenza evolutiva ad occupare nicchie ambientali del tutto nuove. Anche questo \u00e8 un aspetto che deriva dalla biodiversit\u00e0. Parlare del\u00a0ragno della corteccia di Darwin, oggi, significa inevitabilmente approcciarsi agli svariati studi sull&#8217;argomento di\u00a0Matjaz Gregoric, Matjaz Kuntner\u00a0e colleghi, biologi di diverse istituzioni universitarie slovene, che nel 2009 hanno descritto scientificamente per primi un qualcosa che in effetti, era sempre stato l\u00ec, sospeso sopra i fiumi e i laghetti della quarta isola pi\u00f9 grande al mondo. Scegliendo incidentalmente, in occasione del 150\u00b0 anniversario dalla pubblicazione de\u00a0<em>L&#8217;origine delle specie<\/em> da parte del naturalista pi\u00f9 grande di tutti i tempi, di dare alla nuova creatura il suo nome gi\u00e0 noto. Il <em>Caerostris darwini<\/em>, dunque, \u00e8 questo ragno della lunghezza di 2 cm per la femmina, appena mezzo per il maschio, appartenente alla famiglia degli\u00a0<em>Araneidae,\u00a0<\/em>ovvero la stessa di tutti gli altri tessitori di tipiche ragnatele dalla forma circolare, detti per l&#8217;appunto nei paesi anglosassoni &#8220;orb spider&#8221; (ragni del cerchio). Che percorrendo gli alterni rami dell&#8217;albero della vita, sono giunti in questi luoghi in una profusione di forme e colori straordinariamente vari. Inclusi quelli appartenenti a questo specifico genus, classificati per la prima volta dallo svedese Tamerlan Thorell, nel 1868. Eppure persino tra questi, la nuova aggiunta al catalogo risulta molto sorprendente. Si potrebbe persino affermare che il suo stile e metodo di caccia risulti tra i pi\u00f9 efficaci e incredibili al mondo.<br \/>\nTutto inizia con un&#8217;esemplare, generalmente la femmina, che attende pazientemente una giornata di vento a favore. Quindi ella si dispone su un ramo sufficientemente alto e distante dalla chioma centrale, in bilico sopra l&#8217;acqua, iniziando a liberare le lunghe fibre della sua personale interpretazione ultra-appiccicosa della seta. \u00c8 una visione quasi surreale, con le propaggini leggerissime, ma straordinariamente resistenti, che iniziano ad estendersi verso il campo aperto, fluttuando leggere nell&#8217;aria. Mentre i fili continuano ad allungarsi, quindi, ella li avvolge con le zampe anteriori, manipolandoli per creare un qualcosa di singolo e quasi permanente, piuttosto che numerose ragnatele incomplete. Trascorso un tempo medio, inevitabilmente, la sua creazione raggiunge l&#8217;altra sponda tra i 10 ed i 25 metri di distanza, attaccandosi spontaneamente ad un albero, il pi\u00f9 possibile alto quanto il suo. A quel punto, recisa ed assicurata adeguatamente la propria estremit\u00e0, il ragno inizia la sua lunga camminata. Una delle particolarit\u00e0 del <em>darwini\u00a0<\/em>tra tutti gli <em>orb spider<\/em> \u00e8 il modo in cui esso integra il suo primo filo ancora al resto della ragnatela, che non lo finir\u00e0 per averlo in mezzo, ma piuttosto pender\u00e0 verticalmente al di sotto di essa, prima di essere adeguatamente assicurata con altri fili quasi altrettanto lunghi. Questo ha lo scopo, ritengono\u00a0Gregoric <em>et al<\/em>,\u00a0di incrementare l&#8217;area disponibile per la cattura, favorendo l&#8217;eventuale banchetto nel caso del passaggio di uno sciamo o altro tipo di nugolo, potenzialmente ronzante. Ma la vera scoperta sarebbe giunta soltanto successivamente quando gli scienziati, per prelevare un campione, toccarono la ragnatela. Soltanto per scoprire che essa in effetti, era talmente solida da poter intrappolare persino un uccello o un piccolo pipistrello. Proprio cos\u00ec: essa era, a parit\u00e0 di spessore, il singolo composto biologico pi\u00f9 forte del mondo. Superiore, da determinati punti di vista, persino alle proverbiali doti del kevlar o dell&#8217;acciaio&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23281\" aria-describedby=\"caption-attachment-23281\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nhQwqwnWqBs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23281 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23281 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-Eats-the-Wasp-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-Eats-the-Wasp-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-Eats-the-Wasp-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-Eats-the-Wasp.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23281\" class=\"wp-caption-text\">Successivamente alla cattura di una preda, il <em>C. Darwini<\/em> la avvolge strettamente nel suo filo, affinch\u00e9 essa non possa fuggire. Quindi, si rimangia anche il filo, per recuperare del tutto le calorie investite.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;area effettiva della ragnatela, a quel punto, misura in media 2,5 metri, pi\u00f9 del doppio di quanto venga prodotto dal secondo architetto aracnide pi\u00f9 ambizioso del mondo, il\u00a0<em>Nephila komaci<\/em> sudafricano. Si ritiene che questo particolare comportamento si sia sviluppato in contemporanea alla particolare composizione chimica della ragnatela, in grado di resistere nello specifico a fino a 520 MJ di forza per metro cubo. Per comprendere quanto sia eccezionale questo valore, basta prendere in considerazione <a href=\"http:\/\/www.smithsonianmag.com\/smart-news\/could-spider-silk-stop-a-moving-train-29344557\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uno studio ironico<\/a>\u00a0realizzato da alcuni professori e studenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Leicester con troppo tempo libero a disposizione, i quali hanno dimostrato come la tela del darwini, se scalata a dimensione umana, potrebbe effettivamente riuscire a fare quanto mostrato nel secondo film di Spider-Man, fermando un treno in corsa da 200 tonnellate della metropolitana di New York, lanciato a 85 Km\/h verso il ciglio del baratro della fine. L&#8217;effettiva cattura di vertebrati da parte del ragno, bench\u00e9 ritenuta largamente possibile dagli studiosi, non \u00e8 stata mai osservata in natura, dove le prede preferite di questa insidiosa creatura sembrano essere per lo pi\u00f9 grandi quantit\u00e0 di piccoli insetti. In almeno un caso, invece, \u00e8 stata osservata la notevole quantit\u00e0 di 25 effimere, cadute in trappola tutte assieme per un pasto niente meno che luculliano. Mentre la preda preferita, nella maggior parte dei casi, \u00e8 qualche succulenta libellula, bench\u00e9 raramente si tratti della stessa variet\u00e0 animata al computer usata per impreziosire il segmento d&#8217;apertura tratto dai documentari della BBC. Ma le stranezza relative a questa creatura della foresta tropicale non finiscono qui, visto il suo secondo soprannome, enfaticamente ripetuto dalle testate di mezzo mondo, di &#8220;ragno dalla vita sessuale pi\u00f9 articolata al mondo&#8221;.<br \/>\nPoich\u00e9 si sa, gi\u00e0 l&#8217;accoppiamento all&#8217;interno di specie in cui esiste un dimorfismo tra i sessi tanto marcato (il maschio di darwini misura appena un quarto della sua signora) \u00e8 tendenzialmente complesso, ma lo diventa ancor pi\u00f9 quando per portarlo a termine, lui deve camminare per oltre 10 metri lungo la tela della futura partner, che risulter\u00e0 quindi pi\u00f9 che mai propensa a scambiarlo per una merenda piovuta letteralmente dal cielo. Una volta al suo cospetto quindi, secondo un rituale osservato e chiaramente descritto dal team di\u00a0Gregoric, esso inizia a cospargere di una secrezione simile a saliva l&#8217;apertura copulatoria della femmina, con il presunto obiettivo di dimostrare la sua appartenenza alla stessa specie, o possibilmente prevenire la fecondazione da parte di un maschio venuto dopo. Un atto che \u00e8 stato definito, con la consueta delicatezza della stampa generalista, come una sorta di &#8220;sesso orale tra ragni&#8221;. Completato l&#8217;atto e deposto il suo sperma, lo sfortunato consorte dovr\u00e0 quindi amputare i suoi stessi pedipalpi genitali, lasciandoli in pasto alla crudele signora e fuggendo via finch\u00e9 gli \u00e8 ancora possibile, prima di essere divorato tutto intero.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23282\" aria-describedby=\"caption-attachment-23282\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/f24uCtB1pmg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23282 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23282 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-Mating-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-Mating-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-Mating-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Darwin-Bark-Spider-Mating.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23282\" class=\"wp-caption-text\">Il maschio, durante l&#8217;accoppiamento, sembra cerca di fare il possibile per restare lontano dagli acuminati cheliceri della sua partner. \u00c8 una vita difficile, ed ancor pi\u00f9 difficile, risulta essere la procedura necessaria per la continuazione della specie.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possibile, dunque, che un ragno di appena 2 cm tessa la ragnatela pi\u00f9 vasta di questo pianeta? Beh, cominciamo col dire che i suoi lontani e pi\u00f9 imponenti parenti, come le tarantole o i ragni cacciatori, non posseggono ghiandole della seta neppure lontanamente paragonabili per prestazioni e capacit\u00e0. Spostando la nostra attenzione, invece, a determinate super-ragnatele osservate in Australia, Nuova Zelanda, Texas ed Inghilterra (nonch\u00e9 in almeno un caso, anche qui da noi in Italia*) va notato come esse siano la produzione cooperativa di grandi comunit\u00e0 di esemplari, generalmente di famiglie affini a quella dei Tetragnathidae<b>,\u00a0<\/b>una linea ereditaria separata da quella dei veri e propri <em>orb spiders<\/em>. Mentre tutt&#8217;altra storia risulta essere quella di un singolo essere solitario, cionondimeno capace di costruire l&#8217;equivalente animale di un vero e proprio svettante grattacielo.<br \/>\nPer l&#8217;intraprendenza, il metodo di caccia e le difficolt\u00e0 di cui si fa carico, il ragno della corteccia di Darwin spicca dunque tra i suoi molti simili, persino nell&#8217;ambiente straordinariamente diversificato del Madagascar. La sua storia potrebbe costituire l&#8217;ispirazione, un giorno, a creare nuove fibre biocompatibili, potenzialmente usate in campo medico per prolungare la vita di noialtri, avidi, pervasivi esseri umani. Ma non importa quanto lo desideriamo, non potremo mai acquisire il suo straordinario potere&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Consiglio sull&#8217;argomento lo studio di Franco Sarbia <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/30233934\/Impero_dei_Ragni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intitolato &#8220;L&#8217;impero dei Ragni&#8221; e pubblicato sul sito Academia.edu<\/a> all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. L&#8217;autore vi racconta, con una ricchezza descrittiva comparabile a quella di un romanzo, le sue osservazioni in merito a un fenomeno simile osservato all&#8217;ombra delle Alpi Biellesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostri, dei veri e propri mostri. Si arrampicano sopra le cose, alla ricerca di cibo. Piccoli e operosi, perennemente attivi, gli occhi grandi quanto o addirittura pi\u00f9 dello stesso cervello. Le manine simili a quelle di una scimmia, ma ancora pi\u00f9 piccole, per afferrare tutto e conseguentemente, mangiare tutto. C&#8217;\u00e8 un vero e proprio gremlin &#8230; <a title=\"2 cm per 25 metri: l&#8217;abitante della ragnatela pi\u00f9 grande al mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23280\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su 2 cm per 25 metri: l&#8217;abitante della ragnatela pi\u00f9 grande al mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,451,442,2609,1097,507,506,112,965,1260,298,109,600,1360,192,78,588],"class_list":["post-23280","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-alberi","tag-aracnidi","tag-cacciatori","tag-evoluzione","tag-fiumi","tag-foresta","tag-insetti","tag-isole","tag-lemuri","tag-madagascar","tag-natura","tag-predatori","tag-ragnatele","tag-ragni","tag-scienza","tag-trappole"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23280","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23280"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23280\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23288,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23280\/revisions\/23288"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23280"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23280"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23280"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}