{"id":23270,"date":"2017-06-28T06:42:24","date_gmt":"2017-06-28T04:42:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23270"},"modified":"2017-06-28T06:48:02","modified_gmt":"2017-06-28T04:48:02","slug":"lascensore-senza-cavi-che-rivoluziona-i-grattacieli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23270","title":{"rendered":"L&#8217;ascensore senza cavi che rivoluziona i grattacieli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/E7QlAsxJP-g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23274 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23274\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sven si avvicin\u00f2 alla finestra alta dal pavimento al soffitto, per scrutare lo sperone roccioso del fiume Neckar, incuneata tra la Foresta Nera e il massiccio del Giura. Il cielo limpido permetteva di vedere, a quasi 100 Km di distanza, alcuni dei palazzi pi\u00f9 imponenti della distante Stoccarda. &#8220;Sa, me la sarei aspettata un po&#8217; pi\u00f9&#8230; Carica di ululati.&#8221; Fece un sogghigno. Dopo tutto, l&#8217;abbreviazione per riferirsi ad uno dei pi\u00f9 perfetti cani da guardia mai concepiti \u00e8 proprio Rottweil, e tale \u00e8 anche il nome sulla cartina geografica di tutto quel verde che lui stava scorgendo, adesso, al di sotto del suo gran paio di Waldlaufer. Ma la vera domanda, prima di porla alla guida della comitiva turistica a cui era stato assegnato, la consider\u00f2 da ogni lato, rigirandola come fosse un cubo di Rubik nel profondo della sua anima propensa ai rimorsi. In effetti, non avrebbe mai voluto fare una figuraccia&#8230;. &#8220;Ma perch\u00e9, perch\u00e9 mai mi dica signora, una cittadina da poco pi\u00f9 di 24.000 abitanti dovrebbe ospitare un grattacielo alto 244 metri, con in cima la torre d&#8217;osservazione pi\u00f9 alta della Germania?&#8221; Assumendo un&#8217;espressione enigmatica, la guida distolse lo sguardo dal resto degli ospiti, per focalizzare la sua attenzione su Sven: &#8220;Signore, una domanda alla volta. Signore, pu\u00f2 togliere le mani e il naso dal vetro? La ringrazio. Vede, ne stavamo per l&#8217;appunto parlando. Ora se vuole gentilmente riunirsi allo scaglione di sua preferenza, stavamo tutti risalendo sugli ascensori. La spiegazione continuer\u00e0 presso la sala controllo del piano intermedio. &#8220;La Test Tower poi, che nome insensato&#8230; Questi berlinesi!&#8221; Dallo sguardo dei suoi vicini, l&#8217;ospite svizzero si rese conto che stava parlando ad alta voce. Con una scrollata di spalle, contempl\u00f2 la porta che si apriva ritmicamente sulla tromba gi\u00e0 impiegata per raggiungere la sommit\u00e0 del palazzo. Ogni 30 secondi o gi\u00f9 di l\u00ec, cinque persone entravano dentro il cubicolo. Quindi, alla successiva apertura, sembravano sparite?! &#8220;Forse non avrei dovuto bere quella terza birra, al bar del centro visitatori.&#8221; Pronunci\u00f2 ancora, prima di fare il passo necessario a tornare dentro il dispositivo gi\u00e0 noto. La cui finestra, in fase di salita, aveva offerto una vista\u00a0piuttosto monotona sulla parete interna della Test Tower ma che adesso, puntava dritta sul paesaggio antistante, all&#8217;estrema circonferenza dell&#8217;austero quanto insensato palazzo. Con la coda dell&#8217;occhio, quindi, vide qualcosa di strano: gli altri quattro passeggeri che questa volta, eseguendo probabilmente il contenuto di una spiegazione che lui non aveva segu\u00ecto, si reggevano al corrimano della cabina. \u00a0&#8220;E perch\u00e9 mai, si attendono turbolenze?&#8221; Non ebbe neanche il tempo di farsi una risata, quando l&#8217;ascensore prese a muoversi in maniera lenta a graduale, ma non verso il basso. Esso stava in effetti puntando, inesorabilmente, dritto contro la vetrata antistante. Con un grido strozzato, Sven perse l&#8217;equilibrio. Gi\u00e0 i tre volti di Cerbero, triplo Rottweiler incatenato al primo dei pali, digrignavano i denti e spalancavano le loro fauci squadrate&#8230;<br \/>\nScende o sale? O va di lato? Questo potremmo trovarci a chiedere, in un giorno non troppo distante, salendo nell&#8217;ascensore di un grande palazzo o centro commerciale. Magari, a New York, Kuala Lumpur o Dubai. Perch\u00e9 ci\u00f2 ispira lo stile urbanistico, nonch\u00e9 la reale utilit\u00e0 dovuta all&#8217;uso contemporaneo di migliaia di persone, del nuovo sistema MULTI della Thyssenkrupp, che potrebbe effettivamente rimuovere molte delle limitazioni architettoniche che hanno inevitabilmente gravato, da oltre 100 anni, sul proposito di costruire n qualsivoglia palazzo pi\u00f9 alto della chioma di una sequoia. Il consenso della stampa internazionale in merito, probabilmente a seguito del solito articolo apripista del giornale inglese Daily Mail, ha preso a chiamarlo l&#8217;ascensore di Willy Wonka, vista la presenza di qualcosa di superficialmente simile nella pi\u00f9 celebre fabbrica di cioccolato della storia del cinema. Bench\u00e9 personalmente, io trovi pi\u00f9 calzante l&#8217;analogia dei sibilanti\u00a0<em>turbolift<\/em>\u00a0in uso sull&#8217;astronave Enterprise. Ma qualunque sia la similitudine che desideriamo impiegare, \u00e8 inutile girare intorno al fatto che il nuovo progetto di una delle principali compagnie siderurgiche europee possa, in effetti, migliorare in modo significativo la vita di molte persone. Secondo uno studio del 2013 non meglio definito, ma <a href=\"https:\/\/multi.thyssenkrupp-elevator.com\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">citato espressamente sul sito della compagnia<\/a>, usare un singolo ascensore per ciascuna tromba corrisponde in effetti al concetto di un solo vagone, che percorre ritmicamente un&#8217;intera linea ferroviaria tra due citt\u00e0. Negli uffici della Grande Mela, in media, i dipendenti trascorrono 16,6 anni di attesa dell&#8217;ascensore ogni 5,9 di utilizzo! Profilando lo scenario, effettivamente, di un ingorgo che inizia fuori dalla porta di casa, per raggiungere il luogo di lavoro, segu\u00ecto da un&#8217;altro, ancora pi\u00f9 intenso, per raggiungere il piano desiderato. E sar\u00e0 proprio qui che verr\u00e0 combattuta la battaglia della futura ergonomia architettonica. Grazie a dei nuovi, inusitati alleati&#8230;<br \/>\nLa singola cabina del MULTI, che vista dall&#8217;interno \u00e8 del tutto indistinguibile da un comune ascensore, assomiglia in realt\u00e0 concettualmente pi\u00f9 ad un veicolo dotato di motore lineare magnetico, come il nuovo treno MagLev recentemente entrato in servizio a Shangai. Che muovendosi lungo la sua rotaia verticale, pu\u00f2 raggiungere liberamente qualsiasi recesso recondito dell&#8217;edificio, mentre degli appositi punti di scambio, non troppo dissimili da quelli di un binario convenzionale, lo convertono dal moto verticale a quello orizzontale. Con un simile approccio, le possibilit\u00e0 diventano letteralmente infinite&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23272\" aria-describedby=\"caption-attachment-23272\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kdTsbFS4xmI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23272 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23272 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-Tower-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-Tower-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-Tower-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-Tower.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23272\" class=\"wp-caption-text\">Nel progetto originale, la Test Tower doveva essere ricoperta da uno speciale rivestimento dalla forma geometrica piuttosto accattivante. Il grigiastro risultato finale, per il momento, \u00e8 dovuto da problemi tecnici nell&#8217;implementazione di quanto originariamente promesso.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Almeno, in teoria. Il fatto \u00e8 che prima che un simile approccio costruttivo possa trovare effettivo impiego, \u00e8 necessario che uno dei gruppi d&#8217;investimento responsabili per il business della costruzione dei super-grattacieli creda fermamente in una tecnologia cos\u00ec radicalmente nuova. Quanto \u00e8 sicuro, realmente, l&#8217;ascensore magnetico lineare? Piuttosto sicuro. Dovete considerare che la\u00a0Thyssenkrupp, in Italia tristemente celebre per l&#8217;incidente del 2007 costato la vita ai sette operai dello stabilimento di Torino, e il processo piuttosto insoddisfacente che ne \u00e8 segu\u00ecto, oggi presta la massima attenzione nel rispettare le norme di omologazione e le direttive internazionali, sull&#8217;ambiente del lavoro cos\u00ec come nell&#8217;ottenimento del maggior numero di bollini di conformit\u00e0 per i suoi prodotti pi\u00f9 avveniristici ed alternativi. Vedi ad esempio TWIN, un metodo per far coesistere due ascensori in una sola tromba ascendente\/discendente. O questa sua nuova logica evoluzione, il MULTI della nave spaziale Wonkaenterprise. I dirigenti della compagnia hanno dunque richiesto, ed ottenuto qualche anno fa, il permesso di edificare la torre di Rottweil, il grattacielo in aperta campagna composto quasi esclusivamente di trombe per gli ascensori magnetizzate, all&#8217;interno delle quali far correre le loro surreali vetture. \u00a0Ed oggi, a quanto pare, l&#8217;idea ha dato i suoi frutti, se \u00e8 vero che per la futura Torre della Sponda Est di Berlino, in un progetto attualmente affidato alla compagnia olandese OVG, far\u00e0 effettivamente affidamento sui nuovi ascensori della\u00a0Thyssenkrupp.<br \/>\nL&#8217;idea, a ben pensarci, \u00e8 geniale: un ascensore in grado di spostarsi anche sull&#8217;asse destra-sinistra \u00e8 un vero e proprio sogno logistico, che cambia effettivamente i propositi di un qualsivoglia progetto architettonico sovradimensionato. Le cabine potranno, ad esempio, circolare in senso orario come <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=8968\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel sistema del paternoster<\/a>\u00a0(il sollevatore perpetuo di persone) o cambiare il senso di marcia nelle ore di punta in cui il palazzo dovr\u00e0 riempirsi o svuotarsi in corrispondenza con l&#8217;orario di lavoro. Il tempo necessario a raggiungere la destinazione, durante il corso della giornata, sar\u00e0 inoltre drasticamente abbattuto, con la possibilit\u00e0 di farsi portare fino letteralmente alla porta dell&#8217;ufficio richiesto. Ma sopratutto, sar\u00e0 risolto il classico concetto urbanistico dell&#8217;<em>elevator conundrum<\/em>, che comporta una quantit\u00e0 maggiore di sale macchine e trombe tanto pi\u00f9 gli edifici crescono di altezza, per far fronte alla maggior quantit\u00e0 di persone. Fino al punto in cui, per ogni piano aggiunto, la quantit\u00e0 di spazio vivibile sacrificato diventa effettivamente maggiore di quello guadagnato, limitando in effetti l&#8217;altezza che \u00e8 economicamente possibile pensare di superare. E pensate che alcuni dei palazzi pi\u00f9 alti del mondo hanno dovuto addirittura contrastare il problema delle attese mediante l&#8217;implementazione delle Sky Lobbies, delle aree di snodo in cui gli cabine ad alta velocit\u00e0 giungono a cadenza regolare, da cui successivamente prendere gli ascensori normali fino al piano desiderato. Si tratta di interi piani dal valore immobiliare elevatissimo, dedicati, essenzialmente, a una mera necessit\u00e0 funzionale. Esiste anche un limite teorico, di circa 500 metri, oltre cui nessun cavo potrebbe sopportare il suo stesso peso, per non parlare di quello della cabina. Adesso immaginate se fosse possibile, invece, salire a bordo di una vettura magica in grado di portarvi senza soluzione di continuit\u00e0 dal suolo fino all&#8217;ultimo piano dell&#8217;edificio. Per di pi\u00f9, condividendo la tromba con decine di altre identiche a lei. Tutta un&#8217;altra storia, vero?<\/p>\n<figure id=\"attachment_23271\" aria-describedby=\"caption-attachment-23271\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LNkiCTzWdlI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23271 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23271 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-Model-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-Model-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-Model-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Thyssenkrupp-MULTI-Model.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23271\" class=\"wp-caption-text\">Dimostrazione pratica del sistema MULTI durante un evento in Spagna, tramite l&#8217;impiego di un modellino in scala pienamente funzionante. La vista insolita ricorda vagamente quella di un enorme orologio d&#8217;epoca rinascimentale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista gestionale, naturalmente, i futuri sistemi MULTI risulteranno estremamente complessi. Non solo dal punto di vista della gestione del traffico, ma anche per quanto concerne sicurezza e manutenzione. Il motore magnetico lineare, che consiste di un apparato in grado di sviluppare una forza senza alcun movimento meccanico, in assenza di energia elettrica si arresta immediatamente, richiedendo quindi la presenza, in ogni cabina, di sistemi frenanti meccanici convenzionali. Ogni singolo punto di snodo per il cambiare rotaia, inoltre, risulter\u00e0 un elemento di complessit\u00e0 tecnologica tutt&#8217;altro che indifferente, dove un secondo motore dovr\u00e0 ruotare la cabina in senso contrario a quello dello scambio, che sar\u00e0 meglio sottoporre a regolare ed attenta revisione. Possiamo a tal proposito presumere la presenza di una serie di sensori, collegati direttamente con una centralina di controllo per rapidi e frequenti interventi riparatori. Costi, costi, altri costi! L&#8217;effettiva implementazione del sistema, dunque, risulter\u00e0 economicamente attraente soltanto nel caso di edifici davvero molto alti, con valori per metro quadro piuttosto vertiginosi. Per i quali, ad ogni modo, porter\u00e0 significativi vantaggi, come la possibilit\u00e0 di riempirsi o svuotarsi letteralmente in pochi minuti al palesarsi di una qualsivoglia imprevista necessit\u00e0. Peccato soltanto che in caso di effettivo disastro pendente, sia in effetti sempre altamente sconsigliabile impiegare l&#8217;ascensore. Non credo quindi che il MULTI potrebbe salvare un alto numero di vite umane. Bench\u00e9 possegga, nel quotidiano, la potenzialit\u00e0 di migliorarle.<br \/>\nAprendo lentamente gli occhi, Sven si ritrov\u00f2 a fissare il soffitto della cabina. Qualcuno gli stava facendo aria con la brochure della\u00a0Thyssenkrupp. Era questo un angelo del Paradiso? O un\u00a0umpa-lumpa della fabbrica di cioccolato? Stranamente, sentiva in bocca un vago sapore di prugna. E udiva suonare campane distanti. Con un sibilo appena udibile, si apr\u00ec la porta dell&#8217;ascensore. E fece il suo ingresso, sbavando, un saltellante cucciolo di Rottweiler.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sven si avvicin\u00f2 alla finestra alta dal pavimento al soffitto, per scrutare lo sperone roccioso del fiume Neckar, incuneata tra la Foresta Nera e il massiccio del Giura. 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