{"id":23232,"date":"2017-06-24T06:26:51","date_gmt":"2017-06-24T04:26:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23232"},"modified":"2017-06-24T06:32:23","modified_gmt":"2017-06-24T04:32:23","slug":"linsignificante-medusa-che-ha-sconfitto-la-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23232","title":{"rendered":"L&#8217;insignificante medusa che ha sconfitto la morte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q0IDDDBhEek\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23233 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23233\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/The-immortal-jellyfish-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/The-immortal-jellyfish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/The-immortal-jellyfish-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/The-immortal-jellyfish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto quello di cui abbiamo bisogno, l&#8217;unica cosa che dovremmo riuscire a fare, \u00e8 poter riavvolgere un singolo giorno della nostra vita. Importa realmente quale&#8230;? Direi proprio di no. Cos\u00ec raggiunta l&#8217;ora del tramonto, ritornerebbe l&#8217;alba. Ma sarebbe la stessa di 10 ore prima. E poi di nuovo, in un ciclo infinito d&#8217;invecchiamento e rigenerazione. Gi\u00e0, perch\u00e9 una cosa non dovr\u00e0 per forza escludere l&#8217;altra! Questo \u00e8 il significato ultimo dell&#8217;esistenza: pensate ad un pollo, che si trasforma in un uovo, il quale nel giro di qualche tempo si schiuder\u00e0, ritornando un pulcino. Qualcuno vorr\u00e0 ancora sapere, a quel punto, quale delle due forme \u00e8 venuta prima? Chiedetelo a Christian Sommer, il biologo marino tedesco, ed al suo amico Giorgio Bavestrello, \u00a0proprietario di un acquario a Rapallo, all&#8217;interno del quale negli anni &#8217;80 fu per la prima volta trasferita una creatura, che prima di quel fatidico giorno, non era mai stata notata dall&#8217;uomo. E lo credo bene: dopo tutto, la <em>Turritopsis <\/em>non misura che 2,7 mm di lunghezza, per 3,2 di diametro. Ed per di pi\u00f9 semitrasparente, come si conf\u00e0 a una vera medusa. Ci\u00f2 non significa, del resto, che possa sparire nel nulla. Immaginate dunque la sorpresa di questi due, quando la mattina dopo la fatidica scoperta, ritornando per controllare lo stato della loro cattura, non riuscirono pi\u00f9 a ritrovarla in alcun modo. Mentre al suo posto, saldamente assicurato al fondale dell&#8217;acquario, c&#8217;era quello che gli scienziati chiamano polipo (non un &#8220;polpo&#8221;) ma che noi potremmo definire per analogia, come una sorta di anemone, minuscolo e sottile, i cui tentacoli protesi verso la superficie sembravano sfidare i perplessi catturatori. Scenari improbabili iniziarono ad affollarsi nella mente degli scienziati: &#8220;Forse il secondo animale era nascosto nell&#8217;acqua, noi non l&#8217;abbiamo notato, e si \u00e8 mangiato la medusa&#8221; oppure &#8220;Mi pare evidente che ieri avevamo bevuto un bicchiere di troppo, e tutto il resto l&#8217;abbiamo sognato.&#8221; nonch\u00e9 ovviamente, la pi\u00f9 assurda di tutte: &#8220;I nostri occhi stanno guardando la stessa cosa. La medusa di ieri, trasfigurata.&#8221;<br \/>\nPossibile? Davvero? Se fino a 30-40 anni fa, un&#8217;ipotesi simile fosse stata paventata dinnanzi al mondo scientifico riunito in convegno, svariati insigni studiosi dalla barba bianca sarebbero scoppiati a ridere. Poich\u00e9 in effetti, molti appartenenti all&#8217;ordine degli cnidaria attraversano questa specifica metamorfosi, ma lo fanno all&#8217;inverso, come parte di un ciclo che pu\u00f2 essere sommariamente riassunto in uovo&gt;larva&gt;polipo&gt;medusa. Ora se realmente, una forma di vita avesse scoperto il segreto per ritornare dalla quarta alla terza fase, e poi nuovamente dalla terza alla quarta, che cosa potrebbe fermarle dal farlo un infinito numero di volte? Essa potrebbe vivere per 100 anni&#8230;1.000&#8230;5.000, anche 12.000 millenni. Fatta eccezione per la casualit\u00e0, in realt\u00e0 statisticamente piuttosto probabile, di finire in bocca a qualcosa o qualcuno. Dopotutto, \u00e8 difficile mettere radici mentre si viene digeriti. L&#8217;intera questione fu dunque sottoposta a uno studio. Finch\u00e9 Ferdinando Boero, un professore dell&#8217;universit\u00e0 di Salento contattato a suo tempo da Sommer e Bavestrello, non pot\u00e9 pubblicare nel 1996 il suo celebre articolo\u00a0<em>Reversing the life cycle: medusae transforming into polyps and cell transdifferentiation in Turritopsis nutricula.\u00a0<\/em>Tutti quanti, leggendolo, rimasero senza parole. Col che intendo che dal punto di vista dell&#8217;uomo della strada, non import\u00f2 praticamente niente a nessuno. Troppo diverso, appariva, questo insignificante essere tentacolare dalla forma di vita &#8220;superiore&#8221; di noi possenti e saggi esseri umani. Giusto? Sbagliato, come sappiamo effettivamente dal 2003, grazie al completamento del Progetto Genoma Umano, e ad uno studio del 2005, che mise in relazione il nostro codice genetico con quello di diverse specie animali. Caso in cui fu scoperto, tra un generale senso di stupore diffuso, che in effetti l&#8217;unica differenza tra noi e le fluttuanti creature degli abissi sono due eventi evolutivi di duplicazione dei geni. Se soltanto le cose fossero andate in maniera leggermente diversa, nella lunga e articolata storia di questo pianeta, oggi noi potremmo trovarci aggrappati agli scogli, sperando di sopravvivere un altro minuto. E le meduse vivrebbero nelle case, lasciando scie di gelatina dal divano del salotto allo sportello della dispensa in cucina. E fu allora che all&#8217;improvviso, l&#8217;opinione comune si ricord\u00f2 della\u00a0<em>Turritopsis.\u00a0<\/em>Questa nostra ritrovata parente, subito popolare poich\u00e9 in possesso di un qualcosa di altamente desiderabile&#8230; Una ricchezza ulteriore&#8230; Un segreto che vorremmo anche noi. Oh quanto ci interessava, d&#8217;un tratto, la sua minuscola storia&#8230;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23234\" aria-describedby=\"caption-attachment-23234\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eMOkXkw5TKc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23234 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23234 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/The-jellyfish-professor-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/The-jellyfish-professor-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/The-jellyfish-professor-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/The-jellyfish-professor.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23234\" class=\"wp-caption-text\">Le menti insolite, il pi\u00f9 delle volte, appartengono ai grandi. La storia dello stravagante studioso delle <em>Turritopsis<\/em>, Shin Kubota, \u00e8 abilmente narrata in questo video del portale Motherboard. C&#8217;\u00e8 anche <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2012\/12\/02\/magazine\/can-a-jellyfish-unlock-the-secret-of-immortality.html?src=me&amp;ref=general\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un lungo ed interessante articolo<\/a> del New York Times.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, come normalmente si dice, tra il dire e il fare&#8230; Il problema fondamentale di qualsivoglia studio possa effettuarsi sulle appartenenti alla variegata famiglia delle\u00a0<em>Turritopsis\u00a0<\/em>\u00e8 in effetti condizionata da un significativo problema: nel giro di poche ore dopo che sono state tratte dal loro habitat, generalmente subiscono uno stress tale da passare a miglior vita, senza aver modo di mutare verso la loro soluzione di salvezza. Il che spiega, incidentalmente, la gran confusione fatta dagli studiosi nel corso delle loro analisi in relazione a questi piccoli abitanti dei mari: fu in effetti scoperto, a distanza di anni, che gli esemplari studiati da Boero erano in realt\u00e0 appartenenti alla specie <em>T.dohrnii,\u00a0<\/em>non <em>T. nutricula<\/em> come pensato all&#8217;epoca, mentre la maggior parte delle immagini reperibili online appartengono alla<em>\u00a0T. rubra\u00a0<\/em>australiana, sensibilmente pi\u00f9 grande e quindi pi\u00f9 facile da fotografare. Senza, per sua fortuna, toccarla.<br \/>\nPerch\u00e9 gi\u00e0, vi rendete conto? Una creaturina che potrebbe avere l&#8217;et\u00e0 di Napoleone, ma che dico di Plutarco o persino Abocodopsolos, il primo cittadino di Atlantide, uccisa con l&#8217;intenzione mal guidata di fare del bene&#8230; Questa \u00e8 la condanna, il fondamentale consiglio della curiosit\u00e0: che nulla importi, purch\u00e9 si raggiunga lo scopo. E non c&#8217;\u00e8 alcunch\u00e9 di sacro al mondo! Tranne l&#8217;opera degli uomini straordinari. C&#8217;\u00e8 in effetti una singola persona, tra gli odierni teorici della faccenda, che sia riuscito a mantenere sotto osservazione per un periodo prolungato un certo numero di queste meduse, gelosamente custodite in un frigorifero all&#8217;interno del suo ufficio. Il suo nome \u00e8 Shin Kubota e lavora presso il Laboratorio Biologico Marino Seto dell&#8217;universit\u00e0 di Kyoto, presso la candida spiaggia di Shirayama, una rinomata localit\u00e0 turistica nella prefettura di Wakayama. Famosa per una formazione rocciosa ad arco, frutto dell&#8217;erosione, e i costanti \u00a0sforzi fatti dall&#8217;amministrazione locale per preservare quest&#8217;ultima e l&#8217;erosione della costa, tramite l&#8217;importazione di enormi quantit\u00e0 di sabbia dalla distante Australia. Kubota costituisce una vista piuttosto nota nella zone, largamente riconoscibile grazie alle sue molte apparizioni televisive, e spesso osservato mentre passeggia con il retino sulla spiaggia privata del Seto o si avventura tra i canali e le insenature della citt\u00e0, in cerca di acqua stagnante in cui trovare, si spera, altri esempi della creatura a cui ha scelto di dedicare la sua intera vita professionale. Quando non trascorre, piuttosto, alcuni specifici orari della giornata a nutrire i minuscoli animali con gamberetti nei loro contenitori, avendo cura che non s&#8217;indeboliscano a tal punto da diventare incapaci di rigenerarsi. La sua complicata routine, quindi, ha costituito il tema di molti approfondimenti pubblici, che nel tempo hanno portato le meduse in primo piano nell&#8217;opinione generalista del pubblico giapponese. \u00a0La ragione non \u00e8 difficile da immaginare: in un paese in cui l&#8217;et\u00e0 media \u00e8 vertiginosamente alta, l&#8217;idea che si possa prolungare in qualche modo la propria vita cattura l&#8217;attenzione di chicchessia. E lo stesso Kubota, nelle sue spiegazioni ed attivit\u00e0 marginali, riesce ad essere particolarmente accattivante: con l&#8217;aiuto di uno dei suoi due figli, musicista, ha persino creato una serie di canzoni a tema sulle meduse immortali, che esegue indossando i surreali panni dell&#8217;uomo medusa, una sorta di bizzarro supereroe. E se questo dovesse sembrarvi ridicolo ed infantile, evidentemente non conoscete il modo di pensare dei giapponesi!<\/p>\n<figure id=\"attachment_23235\" aria-describedby=\"caption-attachment-23235\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Fuh_4vhx6sY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23235 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23235 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Turritopsis-lifecycle-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Turritopsis-lifecycle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Turritopsis-lifecycle-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Turritopsis-lifecycle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23235\" class=\"wp-caption-text\">Un disegno che vale mille parole: in questa breve spiegazione dell&#8217;utente Btlangshan, c&#8217;\u00e8 tutto quello che vi serve per comprendere il ciclo vitale delle <em>Turritopsis<\/em>. Notate in modo particolare la freccia pi\u00f9 grande, che riavvolge il tempo muovendosi in senso antiorario.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista morfologico e del ciclo vitale, prendendo in analisi la medusa\u00a0<em>T.dohrnii\u00a0<\/em>che \u00e8 l&#8217;unica appartenente alla famiglia che sia stata fatta oggetto di osservazioni in cattivit\u00e0 (bench\u00e9 si ritenga che anche le altre specie possano essere immortali) si pu\u00f2 affermare con certezza che essa non possieda caratteristiche notevoli o dall&#8217;alto grado di specificit\u00e0, fino al miracolo della rigenerazione. Molto piccola, come dicevamo, ha circa una decina di tentacoli al primo raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 adulta, che gradualmente aumentano fino a 90. Il suo cappuccio \u00e8 piuttosto sottile e all&#8217;interno \u00e8 possibile osservare gli organi digestivi con disposizione cruciforme, di un vivace color rosso intenso. L&#8217;animale, come tutte le altre meduse, possiede un solo orifizio, attraverso cui filtra ed espelle nuovamente l&#8217;acqua ricca dei microrganismi di cui si nutre. Una volta messa da parte una quantit\u00e0 d&#8217;energia sufficiente, esso depone una certa quantit\u00e0 di uova, che iniziano a galleggiare nella corrente. Una volta trovate da un secondo esemplare, quindi, vengono fecondate. A quel punto nasce una forma larvale appena in grado di muoversi sulle sue forze, chiamata planula, che nel giro di poche ore precipita fino al fondale. A questo punto, immancabilmente, sviluppa uno scheletro interno e mette radici, replicando se stessa in una serie di polipi (ribadisco, non POLPI) che formano una colonia, simile a un anemone di mare. Trascorso un tempo variabile in base alla temperatura dell&#8217;acqua, l&#8217;essere trasforma nuovamente se stesso e diventa medusa. A questo punto, c&#8217;\u00e8 un bivio: poich\u00e9 se tutto procede normalmente, il ciclo potr\u00e0 ripetersi come avviene in qualsiasi altro essere vivente. Ma se la medusa subisce un trauma, viene ferita (anche intenzionalmente, in laboratorio) o sente per qualche altro motivo che la morte sta per avvicinarsi, essa pu\u00f2 disgregare se stessa in una sorta di poltiglia, mentre ciascuna delle sue cellule subisce un processo chiamato transidifferenziazione: sostanzialmente, cambia se stessa e diventa una cosa diversa. La parte di un polipo, nuovamente giovane e pronto a formare la sua colonia. Nessuno sa davvero come ci\u00f2 sia possibile. Succede, e basta.<br \/>\nA seguito di questa descrizione, potreste pensare che simili meduse dovrebbero dominare la Terra. Cosa pu\u00f2 realmente fermare, un essere che non invecchia mai, dal popolare ogni angolo pi\u00f9 recondito del vasto mare? Anche in merito a questo, possiamo dire che non siamo realmente certi, ma esistono delle teorie. Secondo la Dott.sa\u00a0Maria Pia Miglietta, dell&#8217;universit\u00e0 di Notre Dame, la storia recente delle <em>Turritopsis\u00a0<\/em>\u00e8 quella di una vera e propria &#8220;invasione silenziosa&#8221; che le sta letteralmente portando a sovrascrivere gli organismi pi\u00f9 piccoli di innumerevoli habitat distinti. Le meduse, che avrebbero ricevuto i natali nell&#8217;Oceano del Pacifico, sono oggi presenti pressoch\u00e9 ovunque, anche grazie al trasferimento accidentale avvenuto a causa dell&#8217;acqua contenuta nelle sentine delle navi. Sapete quanti esseri di pochi millimetri di diametro possono trovarsi concentrati in 100, 1.000 litri d&#8217;acqua? Chiedetelo alle migliaia di gamberetti, che giorno dopo giorno, il Prof. Kubota sacrifica per il benessere delle sue conviventi. Al punto che ormai non si sa pi\u00f9 chi sia stato a catturare chi! Anzi, ho un&#8217;idea migliore: chiedetelo ai nostri discendenti, gli eredi di questo pianeta. Ma non tornate poi qui a lamentarvi, se per farlo, vi occorre un dizionario medusa-italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto quello di cui abbiamo bisogno, l&#8217;unica cosa che dovremmo riuscire a fare, \u00e8 poter riavvolgere un singolo giorno della nostra vita. Importa realmente quale&#8230;? Direi proprio di no. Cos\u00ec raggiunta l&#8217;ora del tramonto, ritornerebbe l&#8217;alba. Ma sarebbe la stessa di 10 ore prima. E poi di nuovo, in un ciclo infinito d&#8217;invecchiamento e rigenerazione. &#8230; <a title=\"L&#8217;insignificante medusa che ha sconfitto la morte\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23232\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;insignificante medusa che ha sconfitto la morte\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,592,818,2395,1531,1097,46,2594,249,985,987,2595,400,986,813,78,682],"class_list":["post-23232","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-atlantico","tag-biologia","tag-ciclo-vitale","tag-cnidaria","tag-evoluzione","tag-giappone","tag-immortalita","tag-mare","tag-mediterraneo","tag-meduse","tag-metamorfosi","tag-oceano","tag-pacifico","tag-polipi","tag-scienza","tag-strane-creature"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23232"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23239,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23232\/revisions\/23239"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}