{"id":23168,"date":"2017-06-15T06:35:16","date_gmt":"2017-06-15T04:35:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23168"},"modified":"2017-06-15T06:41:25","modified_gmt":"2017-06-15T04:41:25","slug":"il-gemello-segreto-che-insegue-il-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23168","title":{"rendered":"Il gemello segreto che insegue il Sole"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DzxGbY4cWFM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23170 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23170\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Nemesis-Star-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Nemesis-Star-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Nemesis-Star-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Nemesis-Star.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto appariva normale, nel braccio periferico del disco della galassia. Ma se lo si guarda da abbastanza lontano, \u00e8 praticamente sempre cos\u00ec&#8230; Quale enorme supernova, che incomparabile disastro, potrebbe risultare abbastanza forte da scuotere in un dato momento l&#8217;agglomerato di un milione di stelle? Ogni cosa \u00e8 importante, in senso cosmico eppure da un certo punto di vista, proprio per questo, quasi niente lo \u00e8 davvero. Una simile situazione cambia radicalmente soltanto quando un evento si analizza nello specifico, dal particolare verso l&#8217;assoluto, immaginando il punto di vista di chi deve vivere (o non-vivere) con le conseguenze di simili cause spropositate. Eppure, come nel caso delle antipatie e differenze tra antiche divinit\u00e0, che condussero a guerre apocalittiche nell&#8217;era delle antiche mitologie, nessuno poteva davvero profetizzarlo. Quando d&#8217;un tratto, trascorsi i canonici 26 milioni di anni, ritorn\u00f2 lui. L&#8217;astro cupo delle profondit\u00e0 galattiche, una silenziosa nana grigia dalle emissioni praticamente impercettibili, passando attraverso l&#8217;agglomerato della nube di Oort. Colui o colei che da sempre aveva condotto un&#8217;esistenza del tutto solitaria, senza influenzare o essere influenzato da chicchessia. Tranne che in quei singoli e rari, ma regolari casi, in cui oltrepassando il velo glaciale, era sbucata nell&#8217;oscurit\u00e0 oltre l&#8217;ultimo dei pianeti. Trascinandosi dietro una certa quantit\u00e0 di meteore e comete. Stiamo parlando, sia chiaro, di un qualcosa di largamente ipotetico. Una risposta, piuttosto che la domanda, relativa al perch\u00e9, effettivamente, possa essersi verificata a pi\u00f9 riprese l&#8217;estinzione di un parte significativa della vita terrestre. Che fa da corollario alla celebre teoria del grande impatto, andando ad analizzarne la remota e poco luminosa ragione: la vendetta di un fratello. Il ritorno di un dio offeso. Colui che nascendo assieme alla nostra stella, aveva avuto la peggio, crescendo debole e malaticcio.<br \/>\nIl come e perch\u00e9 ci\u00f2 potesse essersi verificato, fin dall&#8217;elaborazione di questa sfrenata ipotesi verso la met\u00e0 degli anni &#8217;80 e la denominazione dell&#8217;oggetto col nome piuttosto suggestivo di Nemesis, sono rimasti largamente ignoti alla scienza. Finch\u00e9 lo scorso 28 aprile non \u00e8 stato pubblicato, sul server online dell&#8217;universit\u00e0 di Cornell, un nuovo studio realizzato da Steven Stahler, astronomo di Berkeley, e la sua collega\u00a0Sarah Sadavoy, mirato a presentare un&#8217;analisi dell&#8217;indagine astronomica di tutte le protostelle della nube molecolare di Perseus, sita a circa 230 parsec dal nostro sistema solare, un&#8217;operazione denominata VANDAM (VLA <em>nascent disk and multiplicity survey<\/em>). La precisa catalogazione, sostanzialmente, di una vera e propria forgia galattica all&#8217;interno della quale si verificano la serie di reazioni e coincidenze alla base della nascita di un corpo astrale del tutto nuovo. Il procedimento dell&#8217;elaborazione di una statistica matematica, si sa, \u00e8 la strana prassi per cui il frequente verificarsi di un qualcosa lo rende pi\u00f9 probabile in futuro. Oppure, in casi ancora pi\u00f9 privi di una logica generativa, si presume succedere l&#8217;esatto contrario. Fatto sta che all&#8217;ennesimo spalancarsi di una simile finestra sull&#8217;infinito, in molti casi la sola che abbiamo, \u00e8 apparso evidente come la maggior parte delle stelle neonate di classe spettrale G2 di Perseus, ovvero le pi\u00f9 simili alla nostra, apparissero come parte di un sistema binario distante. Il che voleva dire, sostanzialmente, che esse ruotavano l&#8217;una attorno all&#8217;altra, a una distanza di circa 500 unit\u00e0 astronomiche, che poi sarebbero 17 pi\u00f9 della distanza che c&#8217;\u00e8 tra il Sole e il suo ultimo pianeta, Nettuno. Questo perch\u00e9, come ampiamente dimostrato dai radiotelescopi del New Mexico usati nel corso del sondaggio, per ciascuna formazione stellare era presente una concentrazione molecolare nota come &#8220;ammasso denso&#8221; simile a un uovo con due tuorli distinti. Talvolta pi\u00f9 distanti, e quindi propensi a separarsi per l&#8217;effetto della forza centrifuga rotativa, e qualche altra invece estremamente vicini, inevitabilmente destinati a formare sistemi multipli come quello della vicina Alpha Centauri. Ma il caso del Sole e di Nemesis, per inferenza, dovrebbe essere ancora diverso, ovvero quello di una delle due parti che assorbe una simile quantit\u00e0 di materiale da subordinare la sua controparte, limitando le sue dimensioni sufficientemente da farla restare intrappolata nel suo campo gravitazionale. Con le succitate conseguenze che purtroppo, noi gi\u00e0 ben conosciamo. \u00c8 una strana correlazione di fattori, che ci permette di comprendere qualcosa del nostro pi\u00f9 prossimo vicinato attraverso l&#8217;osservazione di una realt\u00e0 sita ad oltre 700 anni luce di distanza. Il che significa, incidentalmente, che stiamo osservando il passato. Ma questo, come si dice, \u00e8 tutto un&#8217;altro paio di maniche&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23169\" aria-describedby=\"caption-attachment-23169\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=23169#main\" rel=\"attachment wp-att-23169\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23169 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Dark-Molecular-Cloud-500x372.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Dark-Molecular-Cloud-500x372.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Dark-Molecular-Cloud-768x571.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Dark-Molecular-Cloud.jpg 1877w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23169\" class=\"wp-caption-text\">Le nubi molecolari, come questa di Barnard 68, appaiono in qualit\u00e0 macchie scure nel panorama stellare, oltre cui nessun telescopio convenzionale pu\u00f2 sognarsi di penetrare. L&#8217;analisi delle loro emissioni radio, tuttavia, permette di comprendere i molti segreti del cosmo.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La teoria di Nemesis non ha mai avuto prove dirette, il che in effetti risulta piuttosto strano. I moderni radiotelescopi, tra cui il VLA utilizzato da Stahler, risultano in grado di rilevare le nane grige anche a una distanza molto superiore a quella ipotizzata per il sinistro oggetto. E per quanto concerne la teoria biologica delle estinzioni multiple, precedentemente basata sul confronto di fossili provenienti da ere geologiche distinte, anch&#8217;essa pu\u00f2 vantare oggi molto meno seguaci rispetto a 20-30 anni fa. Eppure \u00e8 indubbio che il nuovo studio riporti potenzialmente in <em>auge\u00a0<\/em>entrambi le ipotesi, attualizzandole e rendendole in qualche modo pi\u00f9 prossime alla nostra inconsapevole esistenza. L&#8217;effettivo passaggio occasionale della stella esiziale, tra l&#8217;altro, potrebbe giustificare a cascata un&#8217;altra stranezza particolarmente inspiegabile: l&#8217;esistenza dell&#8217;oggetto cosmico Sedna, talvolta associato al mitologico decimo pianeta, Nibiru. Un corpo non meglio definito, che potrebbe ruotare trasversalmente al piano delle orbite solari, ritornando al termine di lunghi periodi a portata della luce stellare, diventando visibile all&#8217;improvviso. Osservando la sua grande ellisse persa nel vuoto cosmico, almeno secondo quanto tratteggiato dagli astronomi, sarebbe impossibile non chiedersi che cosa, effettivamente, lo porti periodicamente a tornare sui suoi passi, piuttosto che andarsi a perdere nel vuoto interstellare. \u00c8 possibile, dunque, che ci\u00f2 avvenga proprio per la forza gravitazionale di Nemesis, la stella-sorella del Sole? Diciamo soltanto che nessuno, in tutta coscienza, si \u00e8 sognato di negare completamente una tale vertiginosa eventualit\u00e0.<br \/>\nNelle interviste rilasciate alle riviste scientifiche, Stahler si dice fiducioso del fatto che i nuovi dati ormai raccolti quasi quotidianamente, grazie al progresso tecnico di impianti radio come l&#8217;ALMA in Cile e lo Scuba-1 delle Hawaii, saranno presto in grado di dimostrare la veridicit\u00e0 del suo studio, cambiando fondamentalmente la nostra comprensione dell&#8217;universo. Poich\u00e9 essi dovrebbero dimostrare, ad un certo punto, che nessuna stella nasce da sola, ma piuttosto si ritrova tale in forza di un evento voluto dal caso, mentre avrebbe potuto altrettanto facilmente verificarsi il contrario. Ed \u00e8 in effetti altamente improbabile, per non dire del tutto impossibile, che la vita possa svilupparsi nel caos gravitazionale e termico di un sistema binario. Il che, purtroppo, renderebbe l&#8217;esistenza di una razza senziente come la nostra ancora pi\u00f9 difficile da giustificare. Indipendentemente dall&#8217;occasionale scoperta dei pianeti cosiddetti &#8220;simili alla Terra&#8221; sbandierata con estrema fierezza dalle pi\u00f9 svariate pubblicazioni generaliste.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23171\" aria-describedby=\"caption-attachment-23171\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=23171#main\" rel=\"attachment wp-att-23171\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23171 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Radiotelescope-Star-Nursery-500x501.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"501\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Radiotelescope-Star-Nursery-500x501.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Radiotelescope-Star-Nursery-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Radiotelescope-Star-Nursery.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23171\" class=\"wp-caption-text\">Ecco l&#8217;aspetto di un nucleo denso della nube Perseus attraverso l&#8217;occhio di un radiotelescopio. Nonostante l&#8217;inevitabile bassa definizione, appare evidente la forma marcatamente ovoidale. C&#8217;\u00e8 una strana sorta di delicata armonia, in molti aspetti dell&#8217;Universo&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ritorner\u00e0, dunque, l&#8217;odiata e lesiva Nemesis, a precipitare meteore sulle nostre innocenti teste? Applicando il succitato modulo dei possibili 26 milioni di anni all&#8217;estinzione pi\u00f9 celebre in assoluto, quella dei dinosauri verificatosi 65,95 Mya, una semplice doppia sottrazione posizionerebbe l&#8217;evento ad esattamente 13,95 milioni di anni da questo preciso giorno. Il che, dopo tutto, lo pone come una minaccia piuttosto lontana nel tempo. Bench\u00e9 molto pi\u00f9 prossima di tante altre elaborate nel corso dell&#8217;ultimo secolo, in forza di osservazioni che finiscono quasi sempre, irrimediabilmente, per essere in qualche maniera inquietanti.<br \/>\nSiamo, dopo tutto, gli abitanti di nient&#8217;altro che un&#8217;ammasso di fango e terra, costretto a ruotare al massimo della sua velocit\u00e0 attorno a una sfera di fuoco. Mentre altre palle, del tutto prive di considerazione per noi, oscillano attorno, come elementi catartici di disturbo. E se aggiungiamo, a tutto questo, anche un&#8217;involucro di stalattiti, pronte ad essere scagliate dalla nube di Oort al nostro indirizzo per il passaggio di un rabbioso fratello dimenticato, il desiderio di migrare altrove inizia a farsi piuttosto preponderante. Almeno se lo proiettiamo in senso ultra-storico verso il nostro pi\u00f9 vertiginoso futuro. Perch\u00e9 per il momento, tutto quello che possiamo fare \u00e8 osservare. E mangiarci le unghie mentre continuano le guerre, la crisi e l&#8217;invidia che ci impedisce di fare qualcosa di grande. Ma resta senz&#8217;altro palese che un giorno, un&#8217;astronave ci servir\u00e0. Oppure verr\u00e0 a farci visita, assieme alla fine infuocata dei tempi gi\u00e0 noti? Difficile capire quale sia l&#8217;ipotesi pi\u00f9 remota. Ma il mutamento dei tempi, non importa quanto epocale, non pu\u00f2 tardare per sempre. E un giorno, inesorabile, giunger\u00e0 per lasciare un segno indelebile sulla storia di tutto il creato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto appariva normale, nel braccio periferico del disco della galassia. Ma se lo si guarda da abbastanza lontano, \u00e8 praticamente sempre cos\u00ec&#8230; Quale enorme supernova, che incomparabile disastro, potrebbe risultare abbastanza forte da scuotere in un dato momento l&#8217;agglomerato di un milione di stelle? 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