{"id":23129,"date":"2017-06-09T06:28:57","date_gmt":"2017-06-09T04:28:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23129"},"modified":"2017-06-09T06:28:57","modified_gmt":"2017-06-09T04:28:57","slug":"lauto-sigaro-che-avrebbe-sostituito-i-carri-armati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23129","title":{"rendered":"L&#8217;auto-sigaro che avrebbe sostituito i carri armati"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XABpd8IXBPI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23130 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23132\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era il 1954 quando la 38\u00b0 gara delle 500 miglia di Indianapolis, tenuta nel pi\u00f9 antico e celebre dei circuiti cosiddetti &#8220;ovali&#8221; statunitensi, fu trasmesso interamente in radio per la seconda volta nella storia. Si tratt\u00f2 di un evento privo di particolari sorprese, nel quale i primi 110 giri sarebbero trascorsi senza alcun tipo d&#8217;incidente (un&#8217;evenienza piuttosto rara) e il titolo sarebbe stato portato a casa dal pilota di origini serbe\u00a0Bill Vukovich, per la seconda volta di seguito nella sua brillante carriera. Ad ascoltare senz&#8217;altro l&#8217;evolversi della situazione, c&#8217;erano gli impiegati della vicina fabbrica\u00a0Marmon-Herrington, che si era precedentemente occupata, durante la guerra, di produrre il carro armato su commissione britannica M22 Locust, e che oggi costruiva soprattutto componenti per autocarri e trattori di vario tipo. Soprattutto, ma non solo. Poich\u00e9 erano trascorsi ormai esattamente 5 anni, da quanto l&#8217;inventore\u00a0Elie Aghnides aveva fatto il suo ingresso tra quelle mura, portandosi dietro quella che avrebbe costituito al tempo stesso un&#8217;opportunit\u00e0 senza precedenti, una sfida ingegneristica e in ultima analisi, purtroppo, una colossale perdita di tempo. Stiamo parlando del progetto per un veicolo che avrebbe potuto cambiare le carte in regola di qualsiasi futuro conflitto armato. Se soltanto l&#8217;Esercito Americano avesse accettato di vedere un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0 del suo naso e investire, per una volta, in qualche cosa di totalmente inaudito. Era una giornata di sole, dunque, quando l&#8217;addetto alla cinepresa diede il segnale che era pronto a riprendere lo storico momento, mentre la cupola sopra l&#8217;insolito apparato, appena completato il turno\u00a0all&#8217;interno del capannone principale, veniva aperta dal suo ideatore in persona, che con il sorriso pi\u00f9 ampio che si potesse immaginare saliva a bordo e impugnava la cloche. del tutto simile a quella di un aereo. Un&#8217;improvvisa vibrazione, quindi, percorse la bizzarra astronave, mentre gli addetti si affrettavano a farsi da parte, e con un tonfo sordo, il veicolo scavalcava l&#8217;apposito fermo collocato sul suolo dell&#8217;ampia e luminosa struttura. Con assoluta linearit\u00e0 e senza scossoni, dunque, le 5 tonnellate di alluminio, acciaio e gomma fecero il loro ingresso nella storia, puntando dritto verso la riva pi\u00f9 vicina del fiume White.<br \/>\nIl che non avrebbe costituito necessariamente un problema, perch\u00e9 il Rhino, oppure Polywog (girino) per usare il nome non definitivo,\u00a0era un mezzo perfettamente anfibio. Basta un singolo sguardo per rendersene conto: la forma allungata simile allo scafo di un&#8217;imbarcazione, nessuna apertura nella parte inferiore, le quattro ruote di cui due colossali\u00a0davanti e due molto pi\u00f9 piccole dietro, dalla forma di altrettanti emisferi, che facevano sospettare un&#8217;interno cavo. Ed in effetti, era\u00a0proprio cos\u00ec. Concepito nell&#8217;idea del suo committente come una risorsa militare perfetta per difendere i pi\u00f9 inaccessibili recessi dell&#8217;Alaska e del Canada, questo bizzarro fuoristrada non si sarebbe fermato dinnanzi a nulla. Meno che mai, un corso o uno specchio d&#8217;acqua. Circostanza dinnanzi alla quale, senza esitazione alcuna, il pilota avrebbe puntato dritto al di l\u00e0 dell riva, dove avrebbe avviato il propulsore orientabile a getto nella parte posteriore, per procedere alla velocit\u00e0 non esattamente vertiginosa di 6,5 Km orari. Ma fuori dall&#8217;acqua le cose cambiavano notevolmente, visto che il Rhino non era nulla, se non adattabile alle circostanze: fino a 72 Km orari su strada (limitati per via delle leggi stradali a 40) grazie alla strisce gommate applicate sugli emisferi, e un valore intermedio tra l&#8217;uno e l&#8217;altro estremo su suolo sterrato, sabbia e fango, che si diceva amasse, per l&#8217;appunto &#8220;come un rinoceronte&#8221;. Dotato di quattro ruote sterzanti e a seconda dell&#8217;attivazione di un apposito comando, anche motrici, il veicolo poteva inoltre ruotare agilmente su se stesso, mentre\u00a0il suo baricentro estremamente basso avrebbe reso essenzialmente impossibile un cappottamento. Ci\u00f2 che lo rendeva assolutamente unico, ad ogni modo, era proprio questa forma a emisfero delle sue grandi ruote, le quali nel caso di attraversamento di un terreno particolarmente morbido, tale da far sprofondare il veicolo, avrebbero progressivamente aumentato la superficie di contatto e conseguentemente la capacit\u00e0 di trazione. Praticamente nulla, dunque, avrebbe potuto fermare questo carro dei sogni dal raggiungimento del suo obiettivo. Ma da dove, esattamente, era venuto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23130\" aria-describedby=\"caption-attachment-23130\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WS87U5UWnfg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23130 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23130 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-Today-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-Today-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-Today-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-Today.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23130\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;unico esemplare superstite del Rhino \u00e8 di propriet\u00e0 di Eugene Pock, direttore dell&#8217;azienda di trasporti che porta il suo nome, che l&#8217;ha acquisito rilevando la vecchia e ormai dismessa fabbrica della Marmon-Herrington verso la met\u00e0 degli anni &#8217;60.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elie P. Aghnides, all&#8217;epoca quarantanovenne, era il discendente di una famiglia greca emigrata negli Stati Uniti\u00a0che viene descritto dalla rivista Popular Science del 1954 come &#8220;Vagamente rassomigliante\u00a0alla star dell&#8217;opera Ezio Pinza&#8221; detentore di numerosi brevetti, frutto della sua fervida immaginazione e capacit\u00e0 ingegneristica. All&#8217;epoca del suo exploit veicolare era gi\u00e0 diventato in effetti favolosamente ricco, grazie all&#8217;invenzione di un qualcosa che oggi troviamo in tutte le case: l&#8217;aeratore da rubinetto. Quel componente, che oggi diamo per scontato, in grado di creare un getto pi\u00f9 compatto e uniforme, ma che all&#8217;epoca veniva pubblicizzato come una sorta di miracolosa panacea, in grado di rendere l&#8217;acqua pi\u00f9 buona, eliminare i germi, e pulire al meglio qualsiasi cosa venisse posta al di sotto del suo getto. Altre creazioni di minor successo includono un&#8217;innovativa trappola per topi e dei particolari posacenere di forma sferoidale. La costruzione del Rhino, ad ogni modo, costitu\u00ec per lui un investimento di risorse gi\u00e0 precedentemente acquisite e quindi, in un certo senso, la realizzazione di un sogno custodito da tempo. Sembra a tal proposito che l&#8217;idea gli fosse venuta nella sua nat\u00eca New York, osservando un bulldozer che faticava a risalire un pendio scosceso, ed elaborando quindi quel favoloso pensiero, scrigno d&#8217;innumerevoli meraviglie, che recita &#8220;&#8230;Deve pur esserci un miglior modo!&#8221;<br \/>\nLa sua trovata era effettivamente gi\u00e0 comparsa\u00a0in un precedente numero della succitata e celebre\u00a0rivista tecnica statunitense all&#8217;interno di\u00a0<a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=kCcDAAAAMBAJ&amp;pg=PA105&amp;lpg=PA105&amp;dq=Elie+Aghnides&amp;source=bl&amp;ots=Qe-H71TRDs&amp;sig=Kv-Yae7GDOEH1Q9cM3Gm2hFuAaY&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwjxq5_f567UAhVJkRQKHZGqAuU4ChDoAQgpMAE#v=onepage&amp;q=Elie%20Aghnides&amp;f=false\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">un trafiletto illustrato e particolarmente affascinante<\/a>, in cui si parlava del &#8220;nuovo veicolo da combattimento anfibio&#8221; come di un qualcosa di praticamente pronto ad entrare in produzione. Perch\u00e9 era il 1943 e tutto, ovviamente, doveva trovare un impiego bellico. Cos\u00ec una versione molto preliminare del Rhino, interpretato dall&#8217;illustratore come una sorta di fantastica creazione degna di Giulio Verne, viene mostrata mentre risale facilmente il pendio di una spiaggia, presumibilmente europea (ahem, normanna?) e cannoneggia con estremo trasporto le fortificazioni nemiche. &#8220;Potendo ruotare sul posto, la nuova arma potr\u00e0 fare a meno della torretta&#8221; afferma orgogliosamente la tabella a lato del testo, che vanta inoltre gli altri vantaggi da noi precedentemente descritti dell&#8217;insolito apparato. Il che fa pensare, per lo meno in questa prima concezione\u00a0del mezzo, all&#8217;inclusione di un motore ben pi\u00f9 potente del quattro tempi da soli 110 cavalli che sarebbe stato utilizzato 11 anni dopo, in quel fatidico momento\u00a0del varo dalla fabbrica di Indianapolis. Dopo tutto, diversi carri armati tedeschi potevano sfruttare i cingoli per ruotare su loro stessi, ma non per questo fu mai ritenuto opportuno privarli di un cannone direzionabile, importante risorsa nella guerra di posizione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23131\" aria-describedby=\"caption-attachment-23131\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3hZV98wHY3Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23131 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23131 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-V-Pathe-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-V-Pathe-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-V-Pathe-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Rhino-Car-V-Pathe.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23131\" class=\"wp-caption-text\">Visto da davanti, pi\u00f9 che un sigaro il Rhino sembra una bolla. O una di quelle &#8220;sfere da guerra&#8221; impiegate per combattere sulla Luna in un precedente special del videogame World of Tanks.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0Marmon-Herrington, dunque, costru\u00ec due esemplari del nuovo mezzo tutt&#8217;altro che corazzato, di cui uno pi\u00f9 grande ed un altro definito &#8220;baby&#8221; di cui oggi non sembra facile trovare alcun tipo di testimonianza. Secondo alcuni resoconti, alla chiusura della fabbrica quest&#8217;ultimo sarebbe stato acquistato da un collezionista privato di Lebanon, Pennsylvania, che avrebbe scelto di custodirlo gelosamente nel suo garage. Diverso il fato del prototipo vero e proprio, che oggi costituisce un&#8217;ospite pressoch\u00e9 fisso dell&#8217;annuale show dei trattori d&#8217;epoca di Zionville, Indiana, grazie soltanto al lavoro di restauro e la passione dell&#8217;imprenditore\u00a0Eugene Pock. Questo perch\u00e9 ovviamente, la rivoluzionaria macchina da guerra non fu mai prodotta in serie (altrimenti l&#8217;avremmo saputo&#8230;) A causa di un obiezione in effetti piuttosto condivisibile elaborata da parte dell&#8217;ufficio acquisto dell&#8217;esercito: &#8220;Che cosa succede, se il nemico spara alle ruote?&#8221; Qualsiasi carro armato, se resta fermo sul campo di battaglia, diventa del tutto inutile e deve ben presto essere abbandonato. Ma cosa ancor peggiore, riportando dei danni per il fuoco nemico degli emisferi durante l&#8217;attraversamento di un corso d&#8217;acqua, non era del tutto impensabile che il mezzo finisse per colare immediatamente a picco. Una situazione imbarazzante, a dir poco.<br \/>\nDifficile capire se la problematica fosse in effetti del tutto impossibile da superare. Come in altri innumerevoli casi nella storia dell&#8217;ingegneria, il rifiuto del Rhino ha costituito un bivio: se le menti al vertice fossero state soltanto lievemente pi\u00f9 aperte verso l&#8217;insolito, se il costo di costruzione non avesse raggiunto la cifra giudicata eccessiva, se il prototipo fosse stato realizzato un po&#8217; meglio&#8230;Se, se&#8230; Forse oggi, la soluzione del buon vecchio\u00a0P. Aghnides costituirebbe una visione comune a supporto dei principali campi di battaglia di tutto il mondo e chiss\u00e0 magari, una vista occasionale anche\u00a0tra i fuoristrada ad uso civile, come \u00e8 effettivamente avvenuto per la colossale Humvee &#8220;SuperSuv&#8221; Hummer. Oppure, in alternativa, sarebbe bastato che costui fosse nato in Russia. Sar\u00e0 uno stereotipo, ma ho la netta sensazione che i russi non se la sarebbero fatta scappare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1954 quando la 38\u00b0 gara delle 500 miglia di Indianapolis, tenuta nel pi\u00f9 antico e celebre dei circuiti cosiddetti &#8220;ovali&#8221; statunitensi, fu trasmesso interamente in radio per la seconda volta nella storia. Si tratt\u00f2 di un evento privo di particolari sorprese, nel quale i primi 110 giri sarebbero trascorsi senza alcun tipo d&#8217;incidente &#8230; <a title=\"L&#8217;auto-sigaro che avrebbe sostituito i carri armati\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23129\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;auto-sigaro che avrebbe sostituito i carri armati\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2544,361,409,205,630,256,167,136,2542,241,137,471,147,2543,89,126],"class_list":["post-23129","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-atv","tag-auto","tag-carri-armati","tag-fuoristrada","tag-guerra","tag-guida","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-mezzi-anfibi","tag-militari","tag-motori","tag-ruote","tag-stati-uniti","tag-strani-veicoli","tag-strano","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23129","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23129"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23129\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23133,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23129\/revisions\/23133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23129"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23129"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23129"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}