{"id":23097,"date":"2017-06-05T06:34:45","date_gmt":"2017-06-05T04:34:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23097"},"modified":"2017-06-05T06:45:25","modified_gmt":"2017-06-05T04:45:25","slug":"la-nave-che-rimuove-piattaforme-petrolifere-dal-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23097","title":{"rendered":"La nave che rimuove piattaforme petrolifere dal mare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/f_jBDw34uec\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23098 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23099\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pioneering-Spirit-Brent-Delta-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pioneering-Spirit-Brent-Delta-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pioneering-Spirit-Brent-Delta-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pioneering-Spirit-Brent-Delta.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre la tenebra nel mare delle onde, una torre di metallo giace. C&#8217;\u00e8 stata un&#8217;epoca in cui era utile. C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui venne finanziata. Risorse ingenti furono\u00a0investite, dalla Shell UK nell&#8217;ormai remoto 1976, per disporne in serie quattro, pi\u00f9 un&#8217;altra finalizzata alla logistica, in una linea irregolare lungo il Bacino Est delle isole Shetland, nel Mare del Nord. Come una mostruosa zanzara, il parallelepipedo &#8220;Delta&#8221; a tre zampe ha quindi conficcato una trivella nel fondale del giacimento Brent, per\u00a0dissetarsi del petrolio nascosto sotto i granchi e le aragoste. Per decadi, e decadi, si \u00e8 abbeverato a questa fonte. E ora che non c&#8217;\u00e8\u00a0pi\u00f9 nulla, tranne il desiderio&#8230;. Abbandonata e arrugginita dal 2011,\u00a0nel silenzio delle circostanze e senza la speranza di un domani, la piattaforma si \u00e8 cristallizzata come una crisalide dismessa; finch\u00e9 le leggi internazionali, i decreti del governo inglese, o uno di quei rari sprazzi ragionevoli all&#8217;interno di una <em>corporation<\/em> con finalit\u00e0 di profitto, non avessero evocato l&#8217;epilogo di questa storia.\u00a0Cessata la necessit\u00e0, ci\u00f2 che abbiamo\u00a0\u00e8 solamente\u00a0il potenziale di un problema. Ma ci sono persone che vengono pagate, per risolvere i problemi.<br \/>\nSe lo scorso 28 aprile del 2017, per uno scherzo inappropriato del destino, qualcuno si fosse trovato ancora a bordo della piattaforma, ci\u00f2 che avrebbe visto lo avrebbe portato a dubitare della propria stessa sanit\u00e0 mentale. Emergendo all&#8217;orizzonte, visibilmente schiarita per\u00a0l&#8217;effetto dell&#8217;atmosfera, un&#8217;intera citt\u00e0 che avanza, con due braccia sovradimensionate tese in avanti. Non era questa un&#8217;invasione aliena, o un miraggio sul modello delle fata Morgana, bens\u00ec l&#8217;inizio di una lotta fra titani, nella quale, in ultima analisi, avrebbe vinto quello dall&#8217;imponenza maggiore. Come poteva essere altrimenti?\u00a023,500 Vs.\u00a0362.000 tonnellate, spinte innanzi da 12 motori diesel direzionabili da 8.225 cavalli ciascuno. In un universo parallelo, dove non esistono le considerazioni e ragionevolezza, la procedura in questo frangente sarebbe consistita unicamente nell&#8217;andargli contro e frantumarla, per poi divorare i pezzi e rigurgitarli nel mare. Mentre l&#8217;approccio materiale alla questione, attentamente pianificato per un periodo pi\u00f9 che decennale dalla compagnia partner svizzera Allseas, fu\u00a0ovviamente destinato ad assumere una strategia pi\u00f9 ragionevole e risolutiva. Il nome dell&#8217;imbarcazione semisommergibile: Pieter Sch&#8230;anzi no, Pioneering Spirit. La sua funzione: sradicare cose enormi, quindi sollevarle e trasportarle fino a riva. Oppure metterne di nuove in posizione, per dare i natali a un nuovo capitolo di questa storia. Perch\u00e9 mai, vi chiederete&#8230;. Beh, le ragioni sono molte. Smontare una piattaforma petrolifera in alto mare \u00e8 costoso, difficile e potenzialmente lesivo per l&#8217;ambiente. Se possibile, chiunque ne farebbe a meno e non sono in effetti niente affatto pochi, i rimasugli degli antichi giacimenti ancora adesso sparsi per il mondo, in attesa di un Rinascimento energetico che non arriver\u00e0 mai. A partire dal 2017 quindi l&#8217;azienda in questione, principalmente operativa nel settore delle costruzioni marittime e la posa dei tubi sommersi, ha iniziato a concepire una sua personale arma di mercato,\u00a0talmente inusitata\u00a0da crearsi l&#8217;esclusiva di una nuova mansione.<br \/>\nQuindi, bando ai giri di parole.\u00a0La Pioneering Spirit \u00e8 allo stato dei fatti la nave (intesa come battello in grado di muoversi col suo motore) pi\u00f9 grande del mondo dal punto di vista di tre criteri: larghezza (123,47 metri) capacit\u00e0 massima di trasporto\u00a0(900.000 tonnellate) e volume (403,342 gt). Ma non \u00e8 neanche questa, la ragione che la rende maggiormente originale. Bens\u00ec il metodo di funzionamento, ovvero la ragione stessa della sua costruzione&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23098\" aria-describedby=\"caption-attachment-23098\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_8tLqzoB_dE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23098 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pieter-Schelte-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pieter-Schelte-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pieter-Schelte-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pieter-Schelte.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23098\" class=\"wp-caption-text\">Originariamente la Pioneering Spirit doveva chiamarsi Pieter Schelte, dal nome del padre della compagnia Allseas. Questo fu per\u00f2 immediatamente cambiato tra le proteste generali, quando fu fatto notare che costui aveva simpatizzato con le SS naziste durante la seconda guerra mondiale, prima di unirsi alla Resistenza olandese nel 1943.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante l&#8217;apparenza ed invero, anche il progetto originario, la Pioneering Spirit non \u00e8 un catamarano. Negli anni tra il\u00a02000 e il 2004 la Allseas stava infatti valutando il progetto di riconversione di due superpetroliere unite lateralmente, per creare la forma ad U che gli avrebbe permesso di rimuovere o spostare l&#8217;intera parte superiore di una piattaforma, quando si rese conto che al mondo semplicemente non esistevano battelli disponibili da acquistare a tal fine. E che se anche ci fossero stati, tale metodo avrebbe portato a spese estremamente proibitive. Fu quindi concepita l&#8217;alternativa di un singolo enorme scafo, iniziando nel\u00a02007 a commissionare alla Daewoo Shipbuilding della Corea del Sud la produzione dell&#8217;acciaio e del sistema di sollevamento. La Deltamarin finlandese, nel frattempo, ricevette l&#8217;appalto ingegneristico dei sistemi.<br \/>\nPer il sopraggiungere della crisi economica mondiale, a quel punto, il progetto sub\u00ec un ritardo temporaneo, prima di tornare prontamente in carreggiata 2010, con l&#8217;attribuzione del mandato principale alla stessa Daewoo. In corso d&#8217;opera, venne deciso di ampliare lo scafo dagli originariamente previsti 117 metri, per poter disporre di uno spazio centrale di 59 metri. La nave avrebbe quindi raggiunto la condizione di navigabilit\u00e0 nel 2014, quando fu spostata presso il porto di Rotterdam per assemblare tutti i componenti residui. Soltanto ad agosto del 2016, quindi, sarebbe stata giudicata finalmente operativa, ed inviata verso la sua prima missione nel mare del Nord: la rimozione del\u00a0MOPU STOR (impianto di stoccaggio) del giacimento petrolifero di Yme, nel bacino norvegese di\u00a0Egersund, che negli ultimi anni aveva sviluppato alcune preoccupanti crepe nelle sue fondamenta sommersa. A quel punto, la nave avrebbe avuto\u00a0un costo complessivo di circa 3 miliardi di dollari. Ma ancor pi\u00f9 significativi propositi di guadagno&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_23100\" aria-describedby=\"caption-attachment-23100\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SLO9uD5Ub_Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23100 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23100 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pioneering-Spirit-Yme-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pioneering-Spirit-Yme-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pioneering-Spirit-Yme-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/06\/Pioneering-Spirit-Yme.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23100\" class=\"wp-caption-text\">I video della Allseas sono sempre estremamente esaurienti e ben realizzati. Il montaggio \u00e8 un po&#8217; lento, ma considerando i tempi rappresentati ed il fatto che spesso si tratti di sequenze gi\u00e0 notevolmente accelerate, non sarebbe giusto\u00a0fargliene una colpa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rimozione della piattaforma da 13.500 tonnellate del MOPU di Yme, portata a termine il 22 agosto del 2016, avrebbe costituito in quel preciso momento il record mondiale del massimo carico mai sollevato in una sola soluzione. Come da precisa prassi progettuale, la nave colossale si avvicin\u00f2\u00a0da davanti, imbarcando acqua nei suoi galleggianti per abbassare la linea di galleggiamento. Quindi, usando la gru in dotazione, ha posizionato i meccanismi necessari ad effettuare il taglio delle tre zampe della piattaforma, che avrebbe richiesto un&#8217;intera giornata di lavoro. Durante questa intera fase, la Pioneering Spirit ha potuto fare affidamento sul suo speciale sistema di stabilizzazione automatica tramite l&#8217;impiego dei motori, finalizzato a mantenerla perfettamente immobile anche nel caso di eventuali tempeste in mare. Completata la prima fase, tutto quello che restava era navigare le svariate decine di metri rimanenti fino ad inforcare la grande struttura, esattamente come il dispositivo di un comune carrello elevatore. E scaricare l&#8217;acqua, per riportare in alto la nave. Ed a quel punto, come si dice, i giochi sono fatti.<br \/>\nUna volta dimostrata la sua efficacia in questa difficile missione, il carnet della vasta semisommergibile si \u00e8 riempito di possibili impegni futuri nel campo dell&#8217;<em>offshore<\/em>. Tra cui quello, appena portato a termine e qui sopra descritto, relativo alla rimozione della piattaforma Brent Delta vicino le Shetland, ma anche la possibilit\u00e0 futura di installarne\u00a0tre del tutto nuove per la Statoil, presso il giacimento Johan Sverdrup nelle acque norvegesi. Una delle massime prerogative di un simile gigante, dopo tutto, \u00e8 la versatilit\u00e0. Tanto che durante la navigazione, a seconda dei casi, la nave pu\u00f2 essere accompagnata da due battelli di supporto: la Iron Lady, grossa chiatta in grado di caricare e scaricare quanto richiesto nei porti troppo piccoli per permettere l&#8217;accesso della controparte; e Bumblebee,\u00a0uno scafo costruito a misura per rimuovere e custodire lo <em>stinger<\/em>\u00a0(palo usato per la posa dei tubi) della Spirit, che costituirebbe un significativo impaccio frontale durante le operazioni di sollevamento.<br \/>\nAssediati dalla preoccupante consapevolezza del progressivo esaurimento dei giacimenti fossili, raramente pensiamo al domani. Quando ogni goccia di carburante sar\u00e0 preziosa, e simili imprese ingegneristiche, una vista decisamente rara. Verr\u00e0 un giorno, neppure troppo lontano, in cui l&#8217;intera concezione moderna della tecnologia far\u00e0 la fine di queste piattaforme: un residuato di antiche abbondanze, ormai dimenticate. Sar\u00e0 ancora possibile, a quel punto, togliere i detriti dal mare? Assai probabilmente&#8230; No. Tanto meglio, dunque, iniziare subito a farlo. In quest&#8217;ottica, la nave della Allseas non \u00e8 semplicemente una <em>venture<\/em>\u00a0commerciale. Quanto piuttosto,\u00a0una preziosa risorsa al servizio della (ricca) collettivit\u00e0. Del resto\u00a0avete mai sentito parlare di una compagnia energetica che non lo fosse abbastanza, da fare almeno un po&#8217;\u00a0pulizia? (Ricca, intendo.) \u00c8\u00a0semmai l&#8217;intenzione, o per meglio dire l&#8217;interesse, che tanto spesso viene a mancare!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre la tenebra nel mare delle onde, una torre di metallo giace. C&#8217;\u00e8 stata un&#8217;epoca in cui era utile. C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui venne finanziata. 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