{"id":22999,"date":"2017-05-22T06:36:28","date_gmt":"2017-05-22T04:36:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22999"},"modified":"2017-05-22T06:45:13","modified_gmt":"2017-05-22T04:45:13","slug":"pinguino-confuso-realizza-lamore-proibito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22999","title":{"rendered":"Pinguino confuso realizza l&#8217;amore proibito"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Z4bv6iMVtWw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23000 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-23001\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Ikuko-Chikuta-Penguin-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Ikuko-Chikuta-Penguin-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Ikuko-Chikuta-Penguin-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Ikuko-Chikuta-Penguin.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avete mai sentito utilizzare il termine &#8220;moe&#8221;? Non si tratta, come vorrebbe la convenzione disinformata, di una parola inglese, bens\u00ec un&#8217;espressione idiomatica giapponese che deriva dal verbo germogliare (\u840c\u3084\u3059 &#8211; <em>moyasu<\/em>) ma suona anche esattamente come il termine che significa bruciare (\u71c3\u3084\u3059) o ardere, per essere pi\u00f9 precisi, di passione verso qualcosa o qualcuno.\u00a0In quest&#8217;ordine, badate bene, poich\u00e9 si tratta di una corrente di pensiero e un sentimento che trovano terreno fertile, pi\u00f9 che in ogni altro luogo, nell&#8217;ambito della pi\u00f9 pura fantasia. Mondo in cui\u00a0qualsiasi oggetto o creatura, nessuno escluso, possono\u00a0venire reinterpretati come un&#8217;adorabile figura antropomorfa, creata secondo i canoni di una bellezza in qualche modo semplice, spontanea e vagamente infantile.\u00a0Delle graziose fanciulle &#8220;moe&#8221; possono incorporare nel loro design elementi tratti\u00a0da aerei militari o civili, carri armati, robot guerrieri, aziende multinazionali, siti internet, software di vario tipo, console per videogiochi&#8230; Non c&#8217;\u00e8 limite di sorta. Tutto ci\u00f2 che occorre per creare l&#8217;atmosfera, \u00e8 che in qualche modo sottile il loro comportamento alluda al ruolo, e l&#8217;originale impiego, del concetto da cui questi personaggi prendono di volta in volta il nome. Quello che invece non ti aspetteresti mai, \u00e8 che l&#8217;oggetto della <em>moe<\/em>-ficazione possa finire, incredibilmente, per amare la sua controparte umana di rimando&#8230;<br \/>\n20 maggio 2017: un giorno di tristezza e gioia, l&#8217;evento lungamente atteso, l&#8217;occasione di sovvertire le regole della convenzione ed ottenere, finalmente, l&#8217;attenzione\u00a0meritata: perch\u00e9 non \u00e8 certo normale, una folla simile all&#8217;interno di uno zoo. Neanche quello di Tobu nell&#8217;assolata citt\u00e0 di Saitama, a soli 15 Km dal centro di Tokyo, famoso per la sua associazione fortunata, ed alquanto atipica, con un parco di divertimenti completo di montagne russe costruite in legno (evviva, evviva&#8230;La tradizione!) Dozzine di giovani in et\u00e0 scolare, qualche bambino accompagnato dagli adulti, l&#8217;immancabile <em>otaku<\/em> terribilmente pallido che se ne stava rigorosamente in disparte. Essenzialmente, lo spaccato di popolazione umana che ti aspetteresti di trovare al concerto di una <em>Idol<\/em> nipponica, quel tipo di personaggio del mondo Pop contemporaneo che \u00e8 al tempo stesso cantante ed attrice, ballerina, ma soprattutto bambola per la vetrina dei collezionisti nozionistici dell&#8217;intrattenimento giapponese. Il che sembrerebbe del tutto impossibile, se non fosse che all&#8217;interno del recinto dei pinguini cileni (<em>Spheniscus humboldti<\/em>) un personaggio assolutamente atipico, in effetti, c&#8217;\u00e8: la doppiatrice di cartoni animati Ikuko Chikuta in calzoni corti mimetici, con la maglietta sponsorizzata e l&#8217;inevitabile gigantesco auricolare d&#8217;ordinanza, un accessorio veramente\u00a0fondamentale per il ruolo che \u00e8 stata chiamata a rivestire in questo momento inaspettato della sua breve (fin&#8217;ora) carriera: integrare\u00a0brevemente con la sua presenza la sagoma di cartone di Huluru, la bimba-pinguina che nell&#8217;ultimo mese ha scombussolato, con la sua presenza dalle chiare finalit\u00e0 di marketing, questa piccola ambasciata\u00a0della fauna sud-americana. Ai suoi piedi, l&#8217;adorante ed anzianotto Grape-kun, oggetto inconsapevole della morbosa attenzione popolare per l&#8217;ultimo mesetto o gi\u00f9 di l\u00ec. Ovviamente, Grape-kun \u00e8 un pinguino. Ma questo non rende la sua sofferenza, o il suo desiderio, in alcun modo meno reali.<br \/>\nCome siamo giunti a tutto questo? Si tratta di una storia dall&#8217;origine incoerente ed il seguito piuttosto triste, per certi versi buffa, ma che una volta analizzata nelle sue indirette implicazioni, rivela una verit\u00e0 piuttosto sconveniente sulle priorit\u00e0 di noi esseri umani. Supportando, in via per nulla incidentale, l&#8217;astro nascente del guadagno immediato grazie al costo dei biglietti, ma anche e soprattutto di un futuro business dal valore potenziale di molti milioni di yen. Tutto ha avuto inizio a marzo dell&#8217;ormai remoto 2015&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_23000\" aria-describedby=\"caption-attachment-23000\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kQwLn4BFNRM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23000 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Grape-kuns-World-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Grape-kuns-World-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Grape-kuns-World-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Grape-kuns-World.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23000\" class=\"wp-caption-text\">La vicenda\u00a0di Grape-kun sembra aver colpito profondamente la fantasia del Web, che ha\u00a0costruito in un suo onore\u00a0la consueta proliferazione di progetti collaborativi, stranezze \u00a0digitali memetiche ed illustrazioni del genere fan-art.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, probabilmente gi\u00e0 lo saprete, ma lo scenario dei videogiochi per cellulari \u00e8 una vera bailamme apocalittica che sembra non avere mai fine. L&#8217;intrattenimento interattivo dalla crescita pi\u00f9 ampia, negli ultimi anni, si \u00e8 trasformato dalla precisa ed accurata danza del rapporto di potere tra poche possenti\u00a0aziende in una tempesta infinita di proposte, provenienti da compagnie di tutte le dimensioni e qualche volta, addirittura, quell&#8217;inconcepibile unicorno che \u00e8 l&#8217;autore auto-gestito, un semplice e insignificante essere umano. Il che, nel caso dei prodotti concepiti per la fruizione online, causa un&#8217;effetto di turn-over iper-accelerato: ampie fasce d&#8217;utenza investono tempo prezioso, e ingenti some di denaro, nell&#8217;allinearsi con l&#8217;ultima moda dei touch-screen e rendersi competitivi con gli amici. Quindi, pochi mesi dopo, abbandonano quel gioco per passare a un altro, ancor pi\u00f9 luminoso ed attraente. La colpa, o se vogliamo il merito, di tutto questo \u00e8 da ricercarsi nell&#8217;etica dell&#8217;Internet sociale, dove tutti per definizione hanno le stesse chance di prevalere, salvo\u00a0l&#8217;effetto drammatico sulle classifiche che tendono ad avere i click &#8220;comprati&#8221; presso le fantomatiche\u00a0aziende (o come amano chiamarle, &#8220;fattorie del ranking&#8221;) dei paesi ancora in via di sviluppo. Il che, ad ogni modo, non riduce in alcuna maniera la marcia frenetica dell&#8217;ultima trovata, verso la ricerca dell&#8217;ennesimo &#8220;boom&#8221;. Che nel caso preso in analisi quest&#8217;oggi, in effetti, c&#8217;era stato: grazie alle capacit\u00e0 di promozione della Nexon, software house tokyoita, in funzione dell&#8217;abilit\u00e0 degli illustratori del genere &#8220;moe&#8221; ed anche grazie alle fortunate sinergie del momento, tutti compresero immediatamente che Kemono Friends sarebbe stato uno spropositato successo. Brevemente, il giochino che consisteva nel collezionare e far combattere delle graziose\u00a0<em>musume<\/em> (fanciulle) ispirate direttamente agli animali degli zoo giapponesi raggiunse le vette dei due contrapposti App Store, ottenendo ottimi introiti grazie alle micro-transazioni per accelerare la progressione dei partecipanti pi\u00f9 impazienti.\u00a0Negozi temporanei compaiono nelle gallerie di Tokyo, dove acquistare gadget o pupazzi ispirati al gioco. Soltanto un anno e sei mesi dopo, con il calo delle entrate calato di troppi punti percentuali, nessuna esitazione: Kemono Friends chiuse i battenti. Il che tutto considerato, visto quello che sarebbe venuto dopo, ha costituito un errore strategico per nulla indifferente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23002\" aria-describedby=\"caption-attachment-23002\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/J9qpjCbO0dE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-23002 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23002 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Kemono-Zoo-Event-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Kemono-Zoo-Event-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Kemono-Zoo-Event-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Kemono-Zoo-Event.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23002\" class=\"wp-caption-text\">La sagoma di Hululu \u00e8 stata collocata nel recinto dei pinguini come parte di un&#8217;iniziativa che ha coinvolto l&#8217;intero zoo di Tobu, consistente nel mettere con gli animali i vari personaggi dell&#8217;anime. Anche gli altri doppiatori hanno partecipato a varie conferenze e comparse durante il lungo show.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gennaio 2017: in un tentativo disperato di salvare per lo meno la reputazione del\u00a0<em>franchise<\/em>, la licenza di Kemono Friends viene data in gestione alla\u00a0Yaoyorozu, una piccola compagnia di produzione di <em>anime<\/em>, i beneamati cartoni animati giapponesi. La quale, lavorando alacremente, ne produce una serie animata realizzata principalmente in CG (Computer Graphic) che viene mandata in onda a tarda sera su TV Tokyo, con l&#8217;aspettativa di guadagni pressoch\u00e9 irrisori. Ora, la storia del successo spropositato dei primi 12 episodi, terminati verso la fine dello scorso marzo, esula in un certo senso dalla portata e lo scopo di questo articolo. Ma lasciate che ve ne parli brevemente: Kemono Friends, come cartone animato, \u00e8 piuttosto brutto. Brutto non per chi l&#8217;ha disegnato, se di &#8220;disegni&#8221; vogliamo parlare, ma per il metodo stesso alla base della sua creazione: ci sono serie giapponesi che usano la modellazione tridimensionale soltanto per alcune scene particolarmente salienti, per rendere l&#8217;effetto di battaglie o effetti speciali. Non cos\u00ec questo, in cui tutto, ma proprio tutto fondali esclusi, \u00e8 l&#8217;opera di un gruppo assai ridotto di grafici instradati verso una carriera in stile Pixar o Dreamworks. Ma senza le risorse, ed il tempo, che i grandi studios possono permettersi di dedicare ai loro lungometraggi, spesso il prodotto di mesi ed anni di lavoro, da parte di personalit\u00e0 di spicco il cui stipendio deve necessariamente riflettere l&#8217;esperienza. Mentre le avventure di Kaban-chan, la protagonista umana che si ritrova trasportata, per ragioni poco chiare, nello strano zoo delle fanciulle-animali si presenta con animazioni un po&#8217; rigide, grafica semplificata e numerose scene costruite in maniera approssimativa, con gli elementi di contorno che si muovono appena. La Yaoyorozu aveva per\u00f2 un qualcosa, nel suo settore,\u00a0di particolarmente raro: uno, o pi\u00f9, abili sceneggiatori. Che si sono dimostrati in grado di costituire, attorno alla premessa estremamente semplice, una storia ricca di spunti e possibili interpretazioni. I personaggi dell&#8217;anime, dunque, si muovo all&#8217;interno del Japari-Park, un&#8217;enorme riserva-zoo dove sembra essersi sviluppata una societ\u00e0 post-umana, a seguito di un qualche tipo di disastro o apocalisse misteriosa. In un viaggio di scoperta che ricorda quasi i romanzi picareschi della tradizione europea, le due protagoniste, la gi\u00e0 citata umana (il cui nome, in realt\u00e0, allude allo zaino sulle spalle) e Serval, una bambina-gatto africano, incontrano numerosi personaggi persi nel loro strano piccolo mondo ed iniziano, verso l&#8217;ultima coppia di episodi, a gettare luce sul mistero di fondo. Tra i quali, inutile dirlo, figura la pinguina Huluru-chan, facente parte per l&#8217;appunto di un gruppo musicale di idol, la cui esibizione diventa il tema principale di un intero episodio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23004\" aria-describedby=\"caption-attachment-23004\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=23004#main\" rel=\"attachment wp-att-23004\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23004 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/kemono-visual-1-500x281.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/kemono-visual-1-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/kemono-visual-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/kemono-visual-1.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23004\" class=\"wp-caption-text\">I personaggi di tipo kemono (\u30b1\u30e2\u30ce) costituiscono, in un certo senso, la pi\u00f9 antica forma di moe antropomorfizzante. Gi\u00e0 nelle stampe xilografiche di epoca pre-moderna, tra cui molte del celebre maestro Hokusai, comparivano talvolta personaggi dalle fattezze animali che si comportavano o svolgevano faccende esattamente come degli umani. Nessuno ne conosce esattamente la ragione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione problematica del vero pinguino nasce poi da un sentimento fondamentalmente positivo: restituire ad un singolo zoo giapponese, almeno in parte, il successo che \u00e8 venuto dalla sua pregressa popolarit\u00e0. Disponendo\u00a0al suo interno le sagome dei vari personaggi di Kemono Friends. Se non che Grape-kun, pinguino di Humboldt ormai prossimo al termine del suo lungo soggiorno in questo mondo (raramente simili animali vivono fino ai suoi 20 anni) \u00e8 stato in qualche modo affascinato, o colpito, dall&#8217;oggetto estraneo nel suo recinto. Al punto da far pensare che se ne fosse innamorato. Al che, apriti cielo: perch\u00e9 esiste, nella cultura ormai internazionale del moe, questo concetto eternamente ripetuto della &#8220;waifu&#8221; (nipponizzazione della parola inglese <em>wife<\/em>, moglie) il personaggio fantastico con cui un appassionato dovrebbe, nel corso della sua visione di fumetti, cartoni animati e cos\u00ec via, stringere un legame privilegiato, come una sorta di assurda e immaginifica relazione coniugale. ECCO, tuon\u00f2 a questo punto l&#8217;Internet facendosi una cosa sola: il pinguino ha trovato la sua waifu. Lunga vita al pinguino! E poco importa, OVVIAMENTE, che l&#8217;animale in questione non mangiasse pi\u00f9 con la consueta serenit\u00e0, e sembrasse ritirarsi dalle interazioni sociali coi suoi simili pinguini. Dopo tutto, non \u00e8 proprio questo, anche il destino dell&#8217;otaku umano?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai sentito utilizzare il termine &#8220;moe&#8221;? 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