{"id":22929,"date":"2017-05-11T06:39:16","date_gmt":"2017-05-11T04:39:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22929"},"modified":"2017-05-11T06:39:16","modified_gmt":"2017-05-11T04:39:16","slug":"il-grande-recinto-dei-canidi-australiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22929","title":{"rendered":"Il grande recinto dei canidi australiani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WPE5qxt413U\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22930 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22932\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Great-Dingo-Fence-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Great-Dingo-Fence-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Great-Dingo-Fence-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Great-Dingo-Fence.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 possibile difendersi da ci\u00f2 che non ha intento? Nessun piano, nessun metodo, neanche un&#8217;ombra di malvagit\u00e0? Ma quietamente avanza, come una marea sparuta, nel momento in cui l&#8217;uomo volta lo sguardo. Anche soltanto per un singolo minuto! E tutto ci\u00f2 che trova, lo azzanna e poi divora, con tutto l&#8217;appetito di cui Madre Natura l&#8217;ha fornito&#8230; Si dice che il cane sia il migliore amico dell&#8217;uomo, e questo sopratutto per il sodalizio stretto negli eoni pi\u00f9 remoti, che consiste nel sapere come, e quanto a lungo, muoversi su strade parallele. Ma non illudetevi: <em>Canis lupus<\/em>, <em>lupus<\/em> resta. \u00c8 soltanto il &#8220;<em>canis&#8221;<\/em> a essere\u00a0spazzato via dal vento dell&#8217;infausta casualit\u00e0. Vige lo stereotipo secondo cui l&#8217;Australia, con tutto il suo patrimonio faunistico particolare, sia un luogo in cui l&#8217;ecologia \u00e8 tendenzialmente pi\u00f9 selvaggia e spietata che nel resto del pianeta Terra. Eppure se cos\u00ec davvero fosse, come mai le specie animali trasportate dai coloni di ogni epoca, per intenzione oppure per errore, prosperano favolosamente, spesso a discapito degli abitanti endemici del continente&#8230; \u00c8 successo coi conigli, \u00e8 successo con i gatti. \u00c8 capitato, addirittura, coi cammelli. Ed ovviamente poi ci sono loro, i nostri amati cani. Molto prima che il &#8220;nuovissimo&#8221; venisse (ri)scoperto dall&#8217;influente uomo occidentale, con le prue delle sue navi veloci e potenti. 38.000 anni a.C.\u00a0o gi\u00f9 di l\u00ec, per essere precisi, quando le popolazioni aborigene provenienti, si ritiene, dal Sud-Est Asiatico, sbarcarono ad ondate, assieme ai loro beni pi\u00f9 preziosi. Tra cui c&#8217;era un piccolo quadrupede, l&#8217;aiutante di mille avventure, quello che nel 1768 James Cook avrebbe incontrato nella &#8220;Nuova Olanda&#8221;, e l&#8217;etologo\u00a0Johann Friedrich Blumenbach avrebbe visto in un ritratto qualche anno dopo e classificato, lui per primo, come\u00a0<em>Canis familiaris dingo.\u00a0<\/em>Un bel cane di taglia media, agile, solido, sfinato. Una creatura destinata a prosperare senza alcun ritegno.<br \/>\nAvanti-rapido fino all&#8217;epoca corrente: l&#8217;allevatore di pecore del Sud dell&#8217;Australia vive, essenzialmente, come un re. Estendendo la sua podest\u00e0 non soltanto fin dove si spinge lo sguardo ma ben oltre, fino ai confini di un territorio che\u00a0pu\u00f2 raggiungere in ampiezza l&#8217;area di paesi come la Turchia o la Slovenia. Entro i quali, le sue greggi pascolano libere, senza alcun tipo di limitazione imposta. Ma soltanto un singolo terrore, che attraversa le generazioni: la grande fame di colui che essendo stato abbandonato, tanto tempo fa, ha raggiunto un grado di adattamento pressoch\u00e9 assoluto al territorio in cui si trova a muoversi e tentare l&#8217;ardua via della sopravvivenza. Che a lui non soltanto viene facile, ma pure inevitabilmente, sanguinosa e truculenta. Si stima infatti che ogni anno, un numero variabile tra lo 0 e il 10% di tutte le pecore della regione, con punte estreme del 30%, finiscano azzannate e almeno parzialmente consumate dai dingo. Sono numeri incapaci di arrecare un danno realmente significativo all&#8217;economia, per fortuna, ma provate voi a dirlo al proprietario dei malcapitati animali! Cos\u00ec apparve chiaro, verso la fine del\u00a0secolo XX, che occorreva far qualcosa per risolvere il problema. E quel qualcosa, gradualmente, assunse la forma di una recinzione. O meglio, da princ\u00ecpio molte, costruite e mantenute separatamente dai <em>rancheros<\/em>, finch\u00e9 non ci si rese conto che ovviamente, l&#8217;unione dei paletti fa la forza, e gradualmente ci\u00f2 che era diviso\u00a0divent\u00f2 una cosa sola. Una Grande Muraglia, un Vallo di Adriano, una linea fortificata dei Mewar (nello stato indiano del Rajastan). A partire dal 1931, quindi, lo stato costituito prese in mano la questione, istituendo il concetto amministrativo della Grande Barriera dei Cani,\u00a0suddivisa in distretti chiaramente definiti, ed amministrata inizialmente dall&#8217;omonimo ente. A quel punto, con l&#8217;aggiunta di alcuni tratti, la barriera aveva raggiunto i 5.614 Km di lunghezza, con un valore d&#8217;investimento stimato sull&#8217;equivalente di 11,2 milioni di dollari. Era la seconda struttura pi\u00f9 lunga mai costruita dall&#8217;umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22934\" aria-describedby=\"caption-attachment-22934\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=22934#main\" rel=\"attachment wp-att-22934\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22934 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Dingo-Fence-Map-500x415.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Dingo-Fence-Map-500x415.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Dingo-Fence-Map-768x637.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Dingo-Fence-Map.jpg 1299w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22934\" class=\"wp-caption-text\">La recinzione attraversa lo stato dell&#8217;Australia Meridionale, segue per un tratto il confine del Nuyovo Galles del Sud e poi si spinge nel profondo del Queensland. C&#8217;\u00e8 un secondo tratto pi\u00f9 breve nella WA (Western Australia) L&#8217;effetto avuto sulla diffusione dei dingo appare evidente su questa mappa. (<a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/MapPorn\/comments\/3o2a21\/map_of_the_dingo_fence_in_australia_at_a_length\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Via Reddit<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, non tutta la recinzione \u00e8 altrettanto solida e ben costruita. Ci sono tratti in cui il suo aspetto \u00e8 notevolmente formidabile, con fili multipli elettrificati sovrapposti, e luci fotovoltaiche che lampeggiano a intermittenza, per spaventare i cani di notte. In altri, si tratta di poco pi\u00f9 che una fila di paletti in legno infissi nel terreno, collegati tra loro con del reticolato metallico soggetto all&#8217;incedere continuo della ruggine e la forza inarrestabile del vento. Il problema delle strade, che inevitabilmente devono attraversare in pi\u00f9 punti la recinzione, viene risolto con l&#8217;impiego di &#8220;Griglie da bestiame&#8221; sostanzialmente dei tratti di terreno ricoperti di tubi metallici, distanziati in modo tale da impedire ai quadrupedi di attraversarli serenamente. Tale metodo, apparentemente un blando dissuasore, \u00e8 in realt\u00e0 molto efficace anche nello scoraggiare i cani, che potrebbero attraversarlo disponendo accuratamente le zampe nei buchi.\u00a0La manutenzione della struttura in questione \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 naturalmente complessa, anche viste le regioni remote ed aride in cui passano taluni tratti, non propriamente raggiungibili senza un&#8217;adeguata preparazione tecnica ed ottime capacit\u00e0 di guida. Il DNRW (Dipartimento delle Risorse Naturali e dell&#8217;Acqua) ente governativo che oggi si occupa di amministrare la barriera, mantiene dunque nel suo staff un corpo speciale di appena qualche decina di ranger specializzati, che ogni giorno percorrono la recinzione alla ricerca di eventuali problemi, segnalandoli mediante l&#8217;uso di GPS alle squadre di intervento veloce. Si tratta di uno dei mestieri pi\u00f9 solitari che si possano immaginare, ed uno di loro pu\u00f2 arrivare a percorrere in media fino a 300 Km giornalieri. Fino all&#8217;arrivo di un auspicabile cambio di mansione&#8230; Il fatto che si tratti di un&#8217;impresa utile per la collettivit\u00e0, tuttavia, sarebbe difficile da mettere in dubbio. Ogni qualvolta si verifica un ritardo nella riparazione di un singolo tratto, una certa quantit\u00e0 di dingo finisce per penetrare nei territori delle stazioni di allevamento. Causando significativi danni ai greggi indifesi. Notevolmente pi\u00f9 fortunati risultano essere i proprietari di armenti bovini, i cui membri appaiono meno soggetti all&#8217;attacco dei canidi, in funzione della loro imponenza maggiore. Tuttavia, anche una mucca, pu\u00f2 riportare ferite importanti, nel caso in cui i canidi attacchino in branco e riescano ad essere sufficientemente fortunati. A partire dagli anni &#8217;70, anche\u00a0per questo, il solo impiego della recinzione non fu pi\u00f9 giudicato sufficiente. E venne quindi istituita una politica di riduzione, con l&#8217;assistenza della VPCA (Ente per il controllo dei Vertebrati Invasivi) consistente nella creazione di una sorta di zona-cuscinetto, nella parte antistante la barriera, tramite l&#8217;impiego di esche avvelenate di vario tipo. Precedentemente, sforzi non coordinati erano gi\u00e0 stati compiuti distribuendo l&#8217;arma chimica con degli aerei, ma in seguito questa metodologia fu giudicata troppo efficace e lesiva per la popolazione generale dei dingo, venendo quindi sostituita da metodi pi\u00f9 convenzionali. Occasionalmente, esche e trappole vengono disposte anche nel territorio pi\u00f9 a settentrione dei pascoli bovini, al fine di eliminare gli animali che stavano per spingersi nelle tenute pi\u00f9 vulnerabili, popolate dalle pecore indifese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22930\" aria-describedby=\"caption-attachment-22930\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2-W8kFGOerc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22930 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Cattle-Guard-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Cattle-Guard-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Cattle-Guard-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Cattle-Guard.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22930\" class=\"wp-caption-text\">Le <em>cattle guards<\/em>, o grigle da bestiame, sono utilizzate con successo anche in Nord America. Risultano tuttavia estremamente sconsigliate per i cavalli, che possono imparare a saltarle o finire per farsi male, tentando di farlo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono molte critiche in merito all&#8217;efficacia e l&#8217;utilit\u00e0 della Grande Barriera dei Cani. La prima e pi\u00f9 significativa delle quali, che vedrebbe la specie del\u00a0<em>Canis dingo<\/em> non pi\u00f9 come un&#8217;estensione adattata del <em>familiaris<\/em> continentale, ma un vero e proprio animale endemico dell&#8217;Australia, letteralmente fatto per convivere con le sue creature native. L&#8217;effetto a catena della riduzione artificiale della sua popolazione complessiva, in effetti, sta soltanto ora iniziando a dare le sue prime e preoccupanti conseguenze a lungo termine. Per quella che viene definita in ecologia una &#8220;cascata trofica&#8221; l&#8217;assenza dei dingo nella parte recintata ha portato ad un aumento estremo del numero dei canguri, che a loro volta hanno ridotto sensibilmente la quantit\u00e0 di vegetazione e quindi, paradossalmente, lo spazio disponibile per far pascolare le pecore. La concentrazione dei canidi nella parte settentrionale del continente, nel frattempo, ha causato l&#8217;effetto inverso, con sottili e sensibili alterazioni del complesso sistema interconnesso dell&#8217;ecologia australiana. C&#8217;\u00e8 inoltre un significativo problema, insorto soprattutto negli ultimi anni: il cammello ferale australiano, la cui popolazione \u00e8 stata ridotta a 300.000 esemplari dal precedente milione, ha tuttavia imparato\u00a0che la recinzione non pu\u00f2 fermarlo in alcun modo. Con lo scopo di raggiungere i pi\u00f9 verdeggianti pascoli del meridione, quindi, il problematico animale sfonda il recinto. Lasciando un&#8217;apertura a misura di dingo, che questi ultimi sfruttano con saltuaria ma alquanto drammatica efficienza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22931\" aria-describedby=\"caption-attachment-22931\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CJr--Esdi0Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22931 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22931 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Dingo-Fence-Machine-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Dingo-Fence-Machine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Dingo-Fence-Machine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Dingo-Fence-Machine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22931\" class=\"wp-caption-text\">Quando lo stato non riesce a fare abbastanza, il cittadino deve prendere in mano la situazione: questi operatori stanno impiegando il sistema automatico della Dingo Fencing Machine IV per disporre rapidamente un lungo tratto di recinzione. Non \u00e8 incredibile ci\u00f2 che riesce a fare la tecnologia?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cane: un amico. Ci sono esseri pi\u00f9 simili a noi, su questa Terra, come gli scimpanz\u00e9 che condividono il 96% del nostro genoma. Eppure, l&#8217;avete vista una scimmia?\u00a0Nessun&#8217;altro abbaia alla nostra anima con lo stesso fenomenale senso d&#8217;empatia. Potrebbe trattarsi di una semplice ragione di convenienza: nella remotissima preistoria, a noi serviva un guardiano, un pastore, un cacciatore, proprio quando a loro, stanchi di faticare per il cibo, avrebbe fatto comodo la figura di un padrone. Ma forse la realt\u00e0 pi\u00f9 remota \u00e8 che i cani hanno\u00a0un approccio alla vita ed un metodo operativo che mira all&#8217;accrescimento dei propri propositi di sopravvivenza. Anche a discapito di ci\u00f2 che li circonda.<br \/>\nEd in questo, purtroppo \u00e8 innegabile, commettono i nostri stessi errori. Ma sbagliare assieme, in ultima analisi, \u00e8 pur sempre una mezza consolazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 possibile difendersi da ci\u00f2 che non ha intento? Nessun piano, nessun metodo, neanche un&#8217;ombra di malvagit\u00e0? Ma quietamente avanza, come una marea sparuta, nel momento in cui l&#8217;uomo volta lo sguardo. Anche soltanto per un singolo minuto! E tutto ci\u00f2 che trova, lo azzanna e poi divora, con tutto l&#8217;appetito di cui Madre &#8230; <a title=\"Il grande recinto dei canidi australiani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22929\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il grande recinto dei canidi australiani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1441,228,125,2472,315,222,2470,187,369,596,2473,109,1719,2475,694,600,2471,2474],"class_list":["post-22929","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-allevamento","tag-ambiente","tag-animali","tag-animali-invasivi","tag-australia","tag-cani","tag-dingo","tag-ecologia","tag-mammiferi","tag-mucche","tag-muri","tag-natura","tag-oceania","tag-outback","tag-pecore","tag-predatori","tag-recinzioni","tag-strategie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22929"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22929\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22935,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22929\/revisions\/22935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}