{"id":22922,"date":"2017-05-10T06:35:51","date_gmt":"2017-05-10T04:35:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22922"},"modified":"2017-05-10T06:35:51","modified_gmt":"2017-05-10T04:35:51","slug":"la-prima-regola-per-lestrazione-delluranio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22922","title":{"rendered":"La prima regola per l&#8217;estrazione dell&#8217;uranio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3NcaGFtXPdQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22923 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22924\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Uranium-Extraction-P1-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Uranium-Extraction-P1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Uranium-Extraction-P1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Uranium-Extraction-P1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto il suolo del Saskatchewan settentrionale, nella parte gelida del Canada, un tesoro senza tempo n\u00e9 confini: il pi\u00f9 grande giacimento mai trovato al mondo del minerale uranio. Un metallo bianco-argenteo, un tempo trasportato dai numerosi affluenti del fiume McArthur, oggi ritornati nelle viscere del mondo. Ma i suoi depositi residui, no. Terreno ben compatto, tutt&#8217;altro che friabile, rimasto in pace per generazioni. Finch\u00e9 nel 1988 qualcuno, finalmente, non si \u00e8 armato di contatore Geiger. E giungendo presso questi luoghi, ha iniziato a udire il suono tic-tic-tic-tic [&#8230;] subito segu\u00ecto dalle ruspe, le trivelle, i mezzi da cantiere della Cameco (Canada Mining and Energy Corporation) usati per costruire una delle miniere pi\u00f9 famose, e redditizie, dell&#8217;intero panorama estrattivo nordamericano. E adesso&#8230;Chi lo sa, come funzione tutto questo? Come pu\u00f2 essere acquisito quel segreto di un successo che parrebbe destinato a durare ancora molto a lungo, vista la riserva stimata di\u00a01.037.400 tonnellate di U<sub>3<\/sub>O<sub>8\u00a0<\/sub>puro al 15,76%, pi\u00f9 che conforme agli standard medi del settore. Quasi nessuno, a quanto pare, fino a poco tempo fa. E adesso tutti, pressapoco, grazie all&#8217;episodio dedicatogli dall&#8217;ultra-popolare trasmissione canadese &#8220;How it&#8217;s Made&#8221; (Come \u00e8 Fatto) andato in onde in dozzine di paesi del mondo. Il 360\u00b0 per essere precisi, dopo due segmenti dedicati rispettivamente agli endoscopi ed ai megafoni, rigorosamente pubblicati con intento divulgativo sul canale YouTube dello show. Ma qui andiamo oltre la semplice curiosit\u00e0 relativa alla produzione dei principali oggetti di uso\u00a0quotidiano&#8230; Qui si sta svelando uno dei processi pi\u00f9 importanti dell&#8217;energia contemporanea, destinato a diventarlo sempre di pi\u00f9\u00a0con l&#8217;esaurimento dei carburanti fossili e il ritardo nell&#8217;adozione delle rinnovabili, mentre la civilizzazione tenta di aggrapparsi disperatamente alle ultime risorse del pianeta Terra. Scegliere di sfruttare un tipo d&#8217;energia piuttosto che un altro, in questa chiave d&#8217;analisi, diventa futile, semplicemente perch\u00e9 prima del momento\u00a0finale, tutto dovr\u00e0 essere trasformato e metabolizzato, pena orribili conflitti per accaparrarsene il controllo. Il ritrovamento dell&#8217;uranio, pi\u00f9 che una gradevole sorpresa, \u00e8 un impegno ed un dovere. Che presuppone un&#8217;ampia serie di processi ingegneristici pi\u00f9 che mai collaudati.<br \/>\nLa miniera di McArthur River funziona ha trovato i suoi ritmi grazie all&#8217;impiego di un processo di lisciviazione, ovvero separazione chimica, tramite l&#8217;impiego di sostanze acide corrosive, della roccia attentamente sminuzzata e trasportata fino ad un impianto di lavorazione non troppo distante. Ci\u00f2 \u00e8 conforme ai metodi impiegati in molti altri siti. Ma \u00e8 l&#8217;estrazione in se, a trovarsi connotata da un procedimento assai particolare: l&#8217;AGF, o Artificial Ground Freezing, che consiste nell&#8217;inserire una serie di tubature nell&#8217;area soggetta a trivellazione in una sorta di griglia tridimensionale, collegati ad un impianto refrigerante di superficie. All&#8217;interno dei quali, quindi, vengono pompate grosse quantit\u00e0 d&#8217;acqua salata (che non pu\u00f2 congelarsi) a -25, -35\u00b0 C con la finalit\u00e0 di compattare e rendere meno cedevole il terreno. Tale approccio, considerato una <em>best practice<\/em> di qualsiasi miniera sotterranea, ha qui costituito la base degli svariati riconoscimenti ricevuti dalla Cameco per l&#8217;attenzione dimostrata\u00a0nel ridurre l&#8217;impatto ambientale. Il raffreddamento del suolo infatti, oltre a renderlo pi\u00f9 facile da lavorare, impedisce la circolazione delle falde acquifere filtranti e la loro conseguente contaminazione. Una volta completato tale passaggio per ciascuna nuova zona da trivellare, attraverso una fase che pu\u00f2 anche durare svariate settimane di duro lavoro, si trasporta in posizione uno dei trapani pi\u00f9 grandi che abbiate mai visto. Il quale, da un passaggio superiore al giacimento, inizia a realizzare quello che viene convenzionalmente definito il &#8220;buco pilota&#8221; un pertugio destinato a trapassare, come la lancia di un eroe medievale, l&#8217;area giudicata sufficientemente radioattiva, prima di sbucare in un&#8217;ampia area di lavoro sottostante. Alla colonna di perforamento, quindi, viene attaccata una punta del tutto diversa, definita\u00a0<em>reamer<\/em>, molto pi\u00f9 larga e con protuberanze metalliche nelle sue parti laterale e superiore. Essa viene quindi trascinata nuovamente verso l&#8217;alto, spaccando la pietra e lasciandola cadere fragorosamente verso il basso, dove una serie veicoli comandati a distanza la raccolgono e trasportano fino al segmento successivo della filiera. Nel corso dell&#8217;intero processo lavorativo, nessun essere umano viene in contatto con l&#8217;uranio radioattivo, garantendo quindi il pi\u00f9 alto grado di sicurezza procedurale. Si passa, a questo punto, alla vera e propria fase di sminuzzamento&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22923\" aria-describedby=\"caption-attachment-22923\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/T_cYEBotDBo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22923 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22923 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Cameco-McArthur-River-Tour-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Cameco-McArthur-River-Tour-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Cameco-McArthur-River-Tour-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Cameco-McArthur-River-Tour.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22923\" class=\"wp-caption-text\">Molto prima della puntata di How It&#8217;s Made, la minera della Cameco aveva rilasciato questo video di reclutamento, con una spiegazione sommaria dei metodi e i diversi ruoli dell&#8217;impianto. La gioia e l&#8217;atmosfera gioviale dei dipendenti intervistati fanno pensare a certi spot immaginifici di strane ed inquietanti distopie.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo quanto orgogliosamente dichiarato dall&#8217;ufficio stampa della miniera, a MacArthur River \u00e8 presente il pi\u00f9 capace impianto sotterraneo di triturazione mineraria\u00a0dell&#8217;intero settore dell&#8217;estrazione. Si tratta essenzialmente di un mulino ultra-tecnologico, che riduce la pietra con alto contenuto d&#8217;uranio in materiale finissimo, simile a una sabbia, il quale viene quindi trasferito fino a grossi serbatoi e miscelato con l&#8217;acqua, per la creazione di uno <em>slurry<\/em> o fanghiglia, inerentemente pi\u00f9 facile da trasportare. Tutto ci\u00f2 che resta da fare a questo punto, \u00e8 pompare tale fluido fino in superficie, dove camion appositamente attrezzati si occupano di spostarlo fino alla fabbrica, dove ricever\u00e0 il resto del trattamento necessario a trasformarlo in carburante per la produzione di energia elettrica (auspicabilmente) pul\u00ecta. L&#8217;uranio in questa fase, come dicevamo, \u00e8 ancora puro solamente al 15% e non utilizzabile per la finalit\u00e0 che ne ha richiesto l&#8217;estrazione. Ci\u00f2 che occorre fare, dunque, \u00e8 trasformarlo in quella che viene convenzionalmente definita &#8220;yellowcake&#8221; una polvere giallo ocra\u00a0un tempo usata come pigmento, pericolosamente radioattiva e quindi da maneggiare con estrema cura. Per separare tale sublime sostanza dalle impurit\u00e0, il metodo impiegato prevede l&#8217;impiego di diversi tipi di acidi all&#8217;interno di vasche, nelle quali si depositer\u00e0 naturalmente la componente indesiderata del minerale, poi sottoposto ad una serie di reazioni chimiche a\u00a0temperature di circa 800\u00b0 C prima di essere accuratamente &#8220;imbottigliato&#8221; negli stereotipici barili a chiusura stagna, destinati allo stoccaggio, al trasporto o all&#8217;immediata processazione ulteriore.<br \/>\nIn questo stato, bench\u00e9 puro, il carburante di molte future reazioni nucleari non \u00e8 ancora pronto a servire al suo scopo. C&#8217;\u00e8 in effetti il processo assolutamente fondamentale, che purtroppo non viene mostrato nel documentario di How It&#8217;s Made, consistente nella separazione degli isotopi, al fine di creare i due prodotti separati dell&#8217;uranio arricchito ed impoverito. Un passaggio che pu\u00f2 essere compiuto attraverso diversi metodi, tra cui la diffusione gassosa, il trasferimento termico o l&#8217;impiego di speciali centrifughe di vario tipo. Passaggi dopo i quali, si potr\u00e0 disporre di due tipi di polveri, entrambi utili bench\u00e9 dal valore notevolmente diverso. Particolarmente noto, ed esecrabile, risulta essere in modo particolare l&#8217;impiego in campo bellico della parte meno radioattiva risultante dalla lavorazione, per la produzione di munizioni che tendono a rivelarsi, a lungo termine, pi\u00f9 pericolose per gli utilizzatori che i loro nemici. Mentre per quanto concerne l&#8217;uranio arricchito, \u00e8 importante notare come oggi esso non sia pi\u00f9 utilizzato unicamente, n\u00e9 principalmente dai sistemi d&#8217;arma, risultando esso in effetti molto pi\u00f9 efficiente anche per l&#8217;induzione della reazione finalizzata alla produzione di energia elettrica. Megatoni o Megawatt, alla natura ed alle leggi universali della fisica importa decisamente\u00a0poco. Dovrebbe essere la nostra coscienza, a guidarci nel comprendere quale sia il merito inerente di entrambi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22925\" aria-describedby=\"caption-attachment-22925\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NZCy0_izaeo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22925 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Uranium-Extraction-P2-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Uranium-Extraction-P2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Uranium-Extraction-P2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Uranium-Extraction-P2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22925\" class=\"wp-caption-text\">Prima di passare alla successiva solidificazione in pastiglie, la polvere (triossido d&#8217;uranio) viene attentamente miscelata in una betoniera, per assicurare una pi\u00f9 uniforme diffusione delle singole particelle costituenti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il video di How It&#8217;s Made, come sempre molto completo, si inoltra anche nel passaggio successivo della lavorazione, quando la polvere d&#8217;uranio viene trasformata in <em>pellets<\/em>, incapsulati in barre di zirconio che diventeranno il combustibile nucleare propriamente detto. Finch\u00e9,\u00a0per citare il testo del documentario &#8220;In questo <em>ensemble<\/em> fatto e finito, grande quanto un ciocco di legna da ardere nel camino [ed anche simile esteticamente NdA] c&#8217;\u00e8 abbastanza energia da alimentare 100 abitazioni per il periodo di un anno.&#8221; Niente male, vero? Onestamente, pensavo anche di pi\u00f9. Ma resta indubbio che l&#8217;energia nucleare, con tutto il bagaglio di problematiche potenziali che inevitabilmente finisce per accompagnarla, costituisca un componente importante di quella che noi amiamo definire &#8220;la modernit\u00e0.&#8221; Giacch\u00e9 molto spesso, de-nuclearizzare un paese tra l&#8217;esultanza del plebiscito popolare significa semplicemente scegliere di acquistare la propria energia [nucleare] altrove. Continuando rigorosamente, qualora possibile in funzione del proprio patrimonio sotterraneo, ad estrarre l&#8217;uranio ed inviarlo fin laggi\u00f9. Il che trasforma la scelta, per lo pi\u00f9 politica, in null&#8217;altro che un&#8217;espressione su larga scala del diffuso e comprensibile atteggiamento umano del\u00a0NIMBY (Not In My Backyard &#8211; Fuori dal mio cortile!) il quale consiste nel rimuovere semplicemente il &#8220;problema&#8221; scegliendo di spostarlo altrove. Soltanto che l&#8217;energia nucleare non \u00e8 un problema, bens\u00ec un&#8217;opportunit\u00e0. Pericolosa. Indesiderabile sotto molti aspetti. Ma inesorabile, come il progressivo esaurirsi di tutto il carbone e il petrolio a disposizione.<br \/>\nCerto, verr\u00e0 un giorno in cui l&#8217;umanit\u00e0 navigher\u00e0 per gli oceani, guider\u00e0 per le strade e voler\u00e0 in cielo sfruttando mirabolanti pannelli solari. Cuocer\u00e0 o conserver\u00e0 i suoi pasti grazie all&#8217;energia naturale del vento. Le maree, nel frattempo, faranno funzionare\u00a0le nostre fabbriche e i calcolatori. Ma pensate forse che tutto questo possa bastare a spingerci nello spazio? Condurre potenti astronavi fino a Marte, e di l\u00ec verso un infinito domani? Lo stesso studio del nostro Sistema Solare dimostra come il tempo a disposizione per farlo, in effetti, sia tutt&#8217;altro che illimitato. Ama ripeterlo il celebre fisico\u00a0affetto dalla malattia dell&#8217;ALS, Stephen Hawking. E lui, fra tutti, dovrebbe saperlo dannatamente bene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto il suolo del Saskatchewan settentrionale, nella parte gelida del Canada, un tesoro senza tempo n\u00e9 confini: il pi\u00f9 grande giacimento mai trovato al mondo del minerale uranio. Un metallo bianco-argenteo, un tempo trasportato dai numerosi affluenti del fiume McArthur, oggi ritornati nelle viscere del mondo. Ma i suoi depositi residui, no. Terreno ben compatto, &#8230; <a title=\"La prima regola per l&#8217;estrazione dell&#8217;uranio\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22922\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La prima regola per l&#8217;estrazione dell&#8217;uranio\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[219,229,704,2153,233,167,562,772,1185,78,1366,97,874,1216],"class_list":["post-22922","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-canada","tag-chimica","tag-energia","tag-estrazione","tag-industria","tag-ingegneria","tag-minerali","tag-miniere","tag-nucleare","tag-scienza","tag-sottosuolo","tag-tecnologia","tag-trivellazione","tag-uranio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22922","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22922"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22928,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22922\/revisions\/22928"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}