{"id":22911,"date":"2017-05-09T06:27:00","date_gmt":"2017-05-09T04:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22911"},"modified":"2017-05-09T06:31:00","modified_gmt":"2017-05-09T04:31:00","slug":"rientrato-in-florida-lo-spazioplano-militare-senza-pilota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22911","title":{"rendered":"Rientrato in Florida lo spazio-drone militare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0yeD8PjaWO4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22912 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22914\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/X-37b-landing-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/X-37b-landing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/X-37b-landing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/X-37b-landing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7 maggio 2017: l&#8217;occhio scrutatore del Kennedy Space Center, composto d&#8217;innumerevoli antenne radar, cannocchiali, telescopi e sensori di vario tipo, \u00e8 fermamente puntato contro la piccola macchia che si muove in cielo. Un punto tra le nubi, che gradualmente si trasforma nella forma tozza di una carlinga nera, sormontata da un paio di pinne diagonali. Senza\u00a0voler necessariamente spaccare il capello, sembrerebbe\u00a0proprio di trovarsi davanti a\u00a0un fantasma: quello dell&#8217;Atlantis, l&#8217;ultimo Space Shuttle degli Stati Uniti, ritirato dal servizio dopo la sua ennesima\u00a0missione\u00a0di consegna presso la Stazione Spaziale Internazionale, conclusasi il 21 luglio 2011. Se non che, col progressivo avvicinarsi dell&#8217;ospite atteso, ci si rende conto\u00a0che non sta diventando sufficientemente grande. Tratti in inganno dalla prospettiva, credevamo che fosse pi\u00f9 lontano. E ora che \u00e8 quasi arrivato, ci rendiamo conto che non pu\u00f2 misurare pi\u00f9 di 9 metri di lunghezza, con una ridicola apertura alare di appena 5 o gi\u00f9 di l\u00ec (nota: 8,92 x 4,55) praticamente, un autobus che cade dal cielo. A velocit\u00e0 supersonica, a giudicare dal grande boato\u00a0che improvvisamente risuona sopra l&#8217;Oceano Atlantico, mentre il muso dell&#8217;aereo si alza leggermente, per prepararsi ad un brusco ma del tutto corretto atterraggio. Il fraintendimento in merito alle dimensioni \u00e8 comprensibile: del resto, questo apparecchio non lo vedevamo da esattamente 717 giorni e 20 ore, momento in cui ci aveva lasciato a bordo di un razzo Atlas V, per andare a orbitare sopra le nostre inconsapevoli teste. E adesso che torna, senza alcun dubbio, costituisce il velivolo rimasto l\u00e0 sopra per un tempo pi\u00f9 lungo ad essere tornato a terra del tutto intero, praticamente pronto per la sua prossima missione. Che sar\u00e0&#8230;<br \/>\nGi\u00e0, quale mansione svolge? A che serve l&#8217;X-37b, costosissimo mezzo sperimentale progettato dalla divisione supersegreta della Boeing, Phantom Works, e finanziato con molti milioni di dollari dell&#8217;Aeronautica Statunitense? Che non pu\u00f2 svolgere esperimenti complessi, vista la mancanza di un equipaggio a bordo. Che non pu\u00f2 portare rifornimenti ad uomini e donne gi\u00e0 lass\u00f9 in missione, in quanto manca degli strumenti necessari ad effettuare la congiunzione in volo. Che non potrebbe neanche essere un mezzo turistico, vista la totale assenza di finestre. Nemmeno un obl\u00f2. Anche senza sconfinare nel fantastico regno del cospirazionismo, si possono citare diverse ipotesi fatte negli ultimi anni. La prima, ovviamente. \u00e8 quella che affascina di pi\u00f9 i blog e portali dei quotidiani: potrebbe trattarsi di un sistema d&#8217;arma&#8230; Capace di sganciare delle bombe senza essere individuato, semplicemente perch\u00e9 si trova al di sopra della stessa atmosfera terrestre. Ci\u00f2 appare tuttavia poco probabile, visto il peso massimo al decollo di neanche 5 tonnellate, e soprattutto una baia di carico che misura appena 2,1 x 1,2 metri. Senza contare che le ipotetiche minuscole bombe sganciate dall&#8217;orbita\u00a0dovrebbero essere, in pratica, lo strumento pi\u00f9 preciso mai costruito dall&#8217;uomo. Un&#8217;altra ipotesi \u00e8 che possa trattarsi di un apparecchio concepito per spiare, o addirittura distruggere, i satelliti di telecomunicazioni dei paesi considerati ostili. Un&#8217;altra\u00a0follia, considerata la quantit\u00e0 di potenza e combustibile necessari per intercettare pi\u00f9 di un singolo bersaglio in orbita, dove tutto si muove a velocit\u00e0 tali da circumnavigare il globo in 40-60 minuti appena. E se il razzo Atlas fosse stato lanciato dritto contro un propriet\u00e0 di altre superpotenze, state pur certi\u00a0che qualche ripercussione diplomatica ci sarebbe stata. Tra l&#8217;altro, a quel punto, perch\u00e9 usare l&#8217;aereo e non sparargli semplicemente? A meno, ovviamente, di voler entrare nel regno della pi\u00f9 pura fantascienza, ed ipotizzare che a bordo dello spazioplano in questione sia presente un qualche tipo di futuribile motore che funziona senza alcun tipo di carburante, in grado di farlo muovere liberamente e invisibilmente per un periodo di oltre 2 anni, colpendo in maniera subdola i diversi bersagli considerati\u00a0potenzialmente nocivi.<br \/>\nMa la realt\u00e0 \u00e8, assai probabilmente, molto pi\u00f9 semplice e noiosa di cos\u00ec: l&#8217;X-37b, nato dalla costola di un progetto della Nasa iniziato nel 1999, a sua volta derivante da un <em>proof-of-concept<\/em>\u00a0di scala ridotta dal nome di X-40, \u00e8 un velivolo concepito per testare la fattibilit\u00e0 di missioni a lungo termine al di fuori dell&#8217;atmosfera, senza equipaggio a bordo e grazie all&#8217;impiego di un nuovo propulsore a\u00a0nitrogeno ipergolico con tetrossido\/idrazina. Sostanza non propriamente salubre per l&#8217;apparato respiratorio umano, singolo motivo per cui il personale di terra, nelle scene rese pubbliche del rientro, appare protetto da tute <em>hazmat<\/em> dall&#8217;aria decisamente inquietante. Ma forse siamo soltanto noi, di questi tempi, a voler sempre vedere l&#8217;aspetto pi\u00f9 preoccupante di ogni questione&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota:<\/strong> il video di apertura \u00e8 stato realizzato nel dicembre del 2011, al termine della seconda missione dell&#8217;X-37b. Non sembrerebbe essercene uno altrettanto completo per quella che ha appena raggiunto la sua conclusione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22912\" aria-describedby=\"caption-attachment-22912\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KQxFfHAkrQg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22912 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/OTV-4-landing-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/OTV-4-landing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/OTV-4-landing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/OTV-4-landing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22912\" class=\"wp-caption-text\">In questa serie di riprese del tutto prive di un commento, da grande distanza e dalla pista stessa, l&#8217;ultimo X-37b atterra presso il Kennedy Space Center, come da programma. Il video \u00e8 stato reso pubblico dagli Stati Uniti, e ripubblicato dai portali di notizie di tutto il mondo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 piuttosto curiosa, in effetti, questa tendenza dimostrata online a definire l&#8217;aereo in questione come un progetto &#8220;segreto&#8221; quando praticamente ogni minimo dettaglio del suo svolgimento \u00e8 stato mostrato senza tenere nascosto al pubblico alcunch\u00e9. La ragione che suscita questo alone di vaga preoccupazione, assai probabilmente, deriva dalla partecipazione militare e la finalit\u00e0, giudicata altamente insolita, di servire a uno scopo remoto, piuttosto che risolutivo\u00a0nell&#8217;immediato. Va inoltre osservato come l&#8217;X-37b sia un concentrato di tecnologia assolutamente notevole, costituendo nei fatti il primo spazioplano robotico della storia. Una sorta di drone orbitale, se vogliamo,\u00a0in grado di restare in\u00a0condizione di stasi operativa per tempi estremamente lunghi, prima di svolgere la sua misteriosa (?) mansione.<br \/>\nTra i miglioramenti incorporati rispetto agli orbiter del progetto Space Shuttle, troviamo uno scudo termico notevolmente migliorato, con un rivestimento di piastrelle in silice, avionica e un sistema di guida particolarmente funzionale, in grado di effettuare ogni manovra della missione in totale autonomia. L&#8217;X-37b, che viene lanciato in orbita nell&#8217;ultimo stadio del pi\u00f9 moderno e potente razzo statunitense, l&#8217;Atlas V (rigorosamente non riutilizzabile) \u00e8 progettato per atterrare senza nessun tipo di input esterno, a velocit\u00e0 iniziali di 25 volte quella del suono. Il suo motore\u00a0Aerojet AR2-3 \u00e8 in grado di sviluppare\u00a029.4 kN di forza, equivalenti a poco meno di due tonnellate per un delta-v (capacit\u00e0 di cambiare orbita) di 3,1 m\/s.\u00a0Tutto questo, ionizzando ed accelerando il gas xenon. Ci\u00f2 consente di mantenere un peso complessivo molto inferiore rispetto a quello dei carburanti convenzionali. La massa del velivolo \u00e8 inoltre circa un quarto di quella dello Space Shuttle, semplificando notevolmente i tempi e le spese di manutenzione. Secondo quanto candidamente dichiarato dalla NASA, la missione appena conclusa dal nome in codice di OTV-4 (Orbital Test Vehicle) era finalizzata a mettere alla prova un&#8217;ampia serie di campioni di polimeri portati a bordo da velivolo, allo scopo di determinarne l&#8217;utilit\u00e0 ai progetti spaziali. Il nome in codice del progetto: METIS (Materials Exposure and Technology Innovation in Space) il Pentagono, ovviamente, non ha commentato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22913\" aria-describedby=\"caption-attachment-22913\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/H5vIpwJj4EE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22913 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22913 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/X-37-White-Knight-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/X-37-White-Knight-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/X-37-White-Knight-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/X-37-White-Knight.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22913\" class=\"wp-caption-text\">Nel 2005 per i primi test dello spazioplano, che all&#8217;epoca si chiamava semplicemente X-37 ed apparteneva alla NASA, esso fu sganciato in volo da un altro velivolo, il White Knight della Scaled Composites, originariamente abbinato ad un altro prototipo di mezzo spaziale. Si tratta di una procedura standard per mettere alla prova le capacit\u00e0 di planata degli aerei sperimentali.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione dell&#8217;X-37b nella storia futura dei voli spaziali non \u00e8 dunque al momento chiara. Ma come potrebbe mai esserlo? &#8220;Del\u00a0del doman non v&#8217;\u00e8 certezza&#8221; come diceva Lorenzo de&#8217; Medici, e certe osservazioni sembrano trascendere i limiti di contesto,\u00a0moltiplicando la propria rilevanza per ogni angolo dello scibile umano. Certo \u00e8 che sarebbe senz&#8217;altro armonioso da un punto di vista concettuale, nonch\u00e9\u00a0potenzialmente utile, che anche una superpotenza dell&#8217;Occidente tornasse a disporre di un aereo in grado di raggiungere l&#8217;orbita, per portare rifornimenti o eventualmente soccorrere gli astronauti impegnati a risolvere i nostri problemi lass\u00f9.<br \/>\nIl fatto poi che il velivolo in questioni assomigli al cucciolo del grande uccello di metallo, abbandonato negli hangar a partire dal 2011, non \u00e8 che un valore aggiunto dell&#8217;intera questione. Ali piccole non sottintendono necessariamente un piccolo progresso. Lo dimostra pienamente quel dannato, inspiegabile, ansiogeno calabrone. Che fa rima (e assomiglia) ad un drone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>7 maggio 2017: l&#8217;occhio scrutatore del Kennedy Space Center, composto d&#8217;innumerevoli antenne radar, cannocchiali, telescopi e sensori di vario tipo, \u00e8 fermamente puntato contro la piccola macchia che si muove in cielo. Un punto tra le nubi, che gradualmente si trasforma nella forma tozza di una carlinga nera, sormontata da un paio di pinne diagonali. &#8230; <a title=\"Rientrato in Florida lo spazio-drone militare\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22911\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Rientrato in Florida lo spazio-drone militare\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[478,1636,183,1536,1436,766,167,1541,137,624,1509,475,2469,1537,138,147,97,126,333],"class_list":["post-22911","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aerei","tag-aerodinamica","tag-aviazione","tag-dal-mondo","tag-florida","tag-futuro","tag-ingegneria","tag-kennedy-space-center","tag-motori","tag-nasa","tag-navi-spaziali","tag-notizie","tag-orbita","tag-space-shuttle","tag-spazio","tag-stati-uniti","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22911","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22911"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22911\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22919,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22911\/revisions\/22919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22911"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22911"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22911"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}