{"id":22891,"date":"2017-05-07T06:21:08","date_gmt":"2017-05-07T04:21:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22891"},"modified":"2017-05-07T06:35:52","modified_gmt":"2017-05-07T04:35:52","slug":"il-pesce-col-parabrezza-e-due-paia-di-fari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22891","title":{"rendered":"Il pesce col parabrezza e due paia di fari"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RM9o4VnfHJU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22892 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22892\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Barreleye-Fish-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Barreleye-Fish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Barreleye-Fish-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Barreleye-Fish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginate di vivere la vostra intera vita guardando davanti. La vista\u00a0letteralmente bloccata, incapace di spingersi al di sopra dell&#8217;orizzonte: quale concezione avreste dell&#8217;universo? Cosa pensereste delle ombre che corrono al di sotto delle nubi, del bagliore diffuso della Luna, del verso inesplicabile degli uccelli? Avreste elaborato una vostra filosofia del futuro&#8230; O\u00a0vivreste unicamente nell&#8217;oggi,\u00a0come una tartaruga intrappolata nell&#8217;unico guscio che abbia mai conosciuto&#8230; Ecco, qualcosa di simile! Ma orientato all&#8217;inverso: il famoso <em>Macropinna microstoma<\/em>, uno dei pesci pi\u00f9 singolari mai ripresi a largo della California dallo MBARI (Monterey Bay Acquarium Research Institute) \u00e8 una creatura con gli occhi a forma di telescopio, anatomicamente orientati\u00a0in alto. Che dal 1939, anno della sua prima descrizione scientifica, si ritenevano completamente fissi, mentre proprio in occasione delle riprese qui mostrate, un esemplare finalmente catturato vivo, ed osservato attentamente per un paio d&#8217;ore. Potendo finalmente prendere atto di un qualcosa di inaspettato: il pesce che si dispone in verticale, come una balena addormentata. E i due grossi organi verdi riorientati nel senso di marcia, pronti a individuare l&#8217;ombra o il bagliore di potenziali prede.<br \/>\nPer comprendere pienamente le implicazioni di un tale gesto, sar\u00e0 opportuno descrivere a pieno l&#8217;aspetto e le caratteristiche di questo essere scaglioso di\u00a015-20 cm medi, tra i preferiti dei giornali scientifici e le antologie di curiosit\u00e0. Il pesce <em>barreleye<\/em> atlantico, come viene altrimenti definito (occhi a barile)\u00a0se visto da dietro appare come un normale nuotatore delle notevoli profondit\u00e0 a cui vive, forse un po&#8217; tozzo e goffo, dalla coda biforcuta e le grandi pinne ventrali. Di lato, inizia a notarsi qualcosa di strano. Ma \u00e8 l&#8217;aspetto frontale, a risultare immediatamente inusitato: perch\u00e9 dove dovrebbe trovarsi il cranio, c&#8217;\u00e8 invece uno scudo trasparente simile al parabrezza di un motorino, che inizia esattamente in corrispondenza dell&#8217;ultima scaglia e si congiunge all&#8217;area frontale della mandibola. Sul davanti, due punti neri che non sfigurerebbero in un vecchio cartoon della Disney, non hanno in effetti alcuno scopo connesso alla visione, costituendo piuttosto le <em>nares<\/em>, organi olfattivi equivalenti alle narici umane. Mentre i sopracitati rilevatori d&#8217;immagine, due cupole a rilievo affiancate, dominano l&#8217;interno dell&#8217;area protetta, per la maggior parte del tempo intenti a scrutare&#8230;Verticalmente. Si tratta di uno strano adattamento, in realt\u00e0 presente in svariate altre specie della famiglia\u00a0<em>Opisthoproctidae,\u00a0<\/em>evolutasi per occupare una nicchia ambientale particolarmente inaccessibile, l&#8217;oceano delle grandi profondit\u00e0. Tra i 600 e i 2.000 metri, dove la luce che giunge dovrebbe essere talmente limitata, da non permettere in alcun modo di sopravvivere provvedendo alle proprie necessit\u00e0 alimentari. Se non quando, ed \u00e8 questo\u00a0il punto fondamentale dell&#8217;intera questione, l&#8217;obiettivo si trova a stagliarsi tra la distante fonte del delicato bagliore e l&#8217;osservatore, stagliandosi come una silhouette del teatro delle ombre cinesi, infusa del gusto magnifico dell&#8217;ulteriore sopravvivenza sommersa. In merito a questi pesci, la cui biologia resta largamente ignota, \u00e8 stato ipotizzato che la principale fonte di sostentamento potrebbero essere piccole meduse, plankton e cobepodi, che avrebbero imparato a sottrarre dalle grinfie dei sifonofori, le colonie di minuscoli polipi trascinate in giro per l&#8217;effetto della corrente. A tal proposito, la protezione frontale trasparente avrebbe proprio lo scopo di evitare che i delicati occhi possano essere raggiunti dal veleno dei nematocisti, le cellule urticanti che ricoprono l&#8217;inconsapevole vittima del ladrocinio.<br \/>\nMa ogni teoria in merito alla vita di queste creature, osservate poco pi\u00f9 di una manciata di volte in condizioni realmente scientifiche, resta per l&#8217;appunto, solamente una teoria.\u00a0Tutto quello che possiamo fare \u00e8 osservare la loro improbabile fisiologia, per\u00a0trarne le nostre migliori, bench\u00e9 personalissime conclusioni&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22895\" aria-describedby=\"caption-attachment-22895\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22895 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Opisthoproctus-Soleatus-500x196.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Opisthoproctus-Soleatus-500x196.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Opisthoproctus-Soleatus.jpg 617w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22895\" class=\"wp-caption-text\">Questo schema di Opisthoproctus soleatus appare esteriormente molto simile al Macropinna, bench\u00e9 manchi la parte frontale del tutto trasparente. Caratteristica dominante della testa del pesce, a questo punto, diventa l&#8217;alta concentrazione di melanofori, cellule in grado di riflettere la luce. La loro funzione resta incerta.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono tre tipi di\u00a0<em>Opisthoproctidae,\u00a0<\/em>che si trovano divisi tra corti e tozzi (<em>Macropinna,\u00a0Opisthoproctus<\/em>) sottili e dal\u00a0profilo allungato (<em>Dolichopteryx, Bathylychnops<\/em>) e una via di mezzo a forma di fuso (<em>Rhynchohyalus, Winteria<\/em>). Nessuna delle specie possiede alcun bulbo oculare, avendogli preferito nel corso del suo sviluppo una particolare forma cilindrica, con alte concentrazioni di cellule a bastoncello e nessun cono: tale costosa e complessa risorsa gli risulterebbe infatti per lo pi\u00f9 inutile, visto il grado di oscurit\u00e0 del loro habitat naturale. L&#8217;unico approccio usato dai pesci per percepire la luce, dunque, \u00e8 un&#8217;alta concentrazione di rodopsine, proteine in grado di effettuare la\u00a0fosfodiesterasi. La bocca \u00e8 appuntita e priva di denti, risultando per lo pi\u00f9 concepita allo scopo di risucchiare piccole prede. Alcune specie presentano inoltre degli organi produttori di luce nella parte inferiore, presumibilmente finalizzati a renderli meno visibili quando si stagliano dall&#8217;alto, contro la luce proveniente dalla distante superficie del mare.<br \/>\nI <em>barreleye<\/em>, per quanto ci \u00e8 dato di sapere, non migrano se non di qualche manciata di chilometri, e si accoppiano trovandosi spontaneamente nel vasto vuoto percorso dal loro nuotare. Al momento di mettere al mondo le nuove generazioni, liberano le loro larve semplicemente nell&#8217;area pelagica, lasciando che vengano trasportate via dalla corrente. Presumibilmente, esse trascorrono la prima fase della propria vita a profondit\u00e0 relativamente minori, per poi discendere verso il luogo di nascita una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0 adulta. A quel punto, pienamente sviluppati i fondamentali organi di vista, iniziano la loro perlustrazione predatoria. Potrebbe sembrare strano che una creatura che sopravvive principalmente in funzione della sua capacit\u00e0 di trovare il cibo nelle pi\u00f9 occulte tenebre, si affidi principalmente allo sguardo, e che scelga di farlo, soprattutto, attraverso degli strumenti molto pi\u00f9 rudimentali della nostra coppia di bulbi composti di retina, pupilla e sclera. Ma il punto in materia di esseri viventi, \u00e8 che ogni adattamento costa una certa quantit\u00e0 di risorse biologiche, per fare la sua prima comparsa (per non parlare del tempo) ed un ulteriore quantit\u00e0 di calorie assunte per svilupparsi in ciascun singolo esemplare. Quando \u00e8 disponibile una via d&#8217;accesso pi\u00f9 breve, ma comparabilmente efficace, per ottenere gli stessi risultati, perch\u00e9 mai la natura non dovrebbe seguire la via pi\u00f9 breve? Esistono, del resto, dei particolari accorgimenti che permettono di vedere al meglio quanto circonda le pinne dello scrutatore&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_22893\" aria-describedby=\"caption-attachment-22893\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=22893#main\" rel=\"attachment wp-att-22893\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22893 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Brownsnout-Spookfish-500x314.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Brownsnout-Spookfish-500x314.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/05\/Brownsnout-Spookfish.jpg 660w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22893\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/it.pinterest.com\/pin\/112308584428275544\/visual-search\/?x=73&amp;y=46&amp;w=417&amp;h=262\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Via Pinterest<\/a>, Via Hans-Joachim Wagner; Habor Branch Oceanographic Institution<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una radiografia del\u00a0<em>Dolichopteryx longipes<\/em>, o <em>barreleye<\/em> dal muso marrone, con evidenziati in colore falsato tutti i suoi organi collegati alla vista. La terza immagine, come potreste aver gi\u00e0 notato, \u00e8 ripresa dalla parte inferiore del pesce. Capirete dunque perch\u00e9 l&#8217;animale venga chiamato, talvolta, pesce quattrocchi o in alternativa, persino sei-occhi. Quando in realt\u00e0 di apparati tubolari di visione esso ne possiede unicamente due, per\u00f2 coadiuvati dall&#8217;assistenza di ulteriori due coppie di diverticoli globulari. Essi dunque, pur essendo incapaci di focalizzare le immagini, le riflettono mediante tessuti specializzati all&#8217;interno dell&#8217;organo principale, permettendo al pesce di guardare allo stesso tempo in alto ed in basso, senza neppure ricorrere al trucco della testa trasparente. Inoltre, dotati di una loro retina rudimentale, essi riuscirebbero a rilevare la presenza di bagliori o bioluminescenza ai margini del campo visivo, permettendo l&#8217;individuazione di ulteriori bersagli vulnerabili alla cattura. Apparir\u00e0 chiaro a questo punto che non c&#8217;\u00e8 niente nel regno animale, neppure il formidabile effetto-sonar dei delfini, che potrebbe migliorare l&#8217;efficienza di simili specie a tali notevoli\u00a0profondit\u00e0.<br \/>\nNell&#8217;universo immaginato dall&#8217;autore di fantascienza\u00a0Iain M. Banks, le gigantesche astronavi interstellari non presentano pi\u00f9 uno scafo solido per proteggersi dagli incontri micrometeorici e le altre incombenti amenit\u00e0 del cosmo. Esse sono protette, piuttosto, da un&#8217;impenetrabile campo di forza, che presenta la notevole\u00a0caratteristica dell&#8217;assoluta trasparenza. Cos\u00ec dalla plancia, il ponte di volo o i verdeggianti giardini, i membri della societ\u00e0 immaginifica della &#8220;Cultura&#8221; galleggiano\u00a0spesso nel cosmo infinito, acquisendo una concezione perfetta dell&#8217;oscurit\u00e0 che circonda la loro esistenza. La vita del <em>Macropinna microstoma<\/em>, molto probabilmente, \u00e8 proprio cos\u00ec. Meno l&#8217;ultra-tecnologia, la capacit\u00e0 di cambiare la propria specie o sesso a piacimento e l&#8217;assistenza costante di super-computer del tutto indistinguibili dagli dei. Ma chi pu\u00f2 dirlo, tutto il resto potrebbe venire col tempo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginate di vivere la vostra intera vita guardando davanti. La vista\u00a0letteralmente bloccata, incapace di spingersi al di sopra dell&#8217;orizzonte: quale concezione avreste dell&#8217;universo? Cosa pensereste delle ombre che corrono al di sotto delle nubi, del bagliore diffuso della Luna, del verso inesplicabile degli uccelli? Avreste elaborato una vostra filosofia del futuro&#8230; O\u00a0vivreste unicamente nell&#8217;oggi,\u00a0come una &#8230; <a title=\"Il pesce col parabrezza e due paia di fari\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22891\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il pesce col parabrezza e due paia di fari\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1479,410,616,125,592,818,472,1097,1830,981,400,399,600,1351,682],"class_list":["post-22891","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abissi","tag-acqua","tag-anatomia","tag-animali","tag-atlantico","tag-biologia","tag-california","tag-evoluzione","tag-mari","tag-occhi","tag-oceano","tag-pesci","tag-predatori","tag-profondita","tag-strane-creature"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22891"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22891\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22900,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22891\/revisions\/22900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}