{"id":22786,"date":"2017-04-20T06:42:51","date_gmt":"2017-04-20T04:42:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22786"},"modified":"2017-04-20T11:43:31","modified_gmt":"2017-04-20T09:43:31","slug":"la-mia-vespa-e-un-cannone-anticarro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22786","title":{"rendered":"La mia Vespa \u00e8 un cannone anticarro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=22787#main\" rel=\"attachment wp-att-22787\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22789\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Vespa-TAP-500x353.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Vespa-TAP-500x353.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Vespa-TAP-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Vespa-TAP.jpg 1240w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;aria bruciava di un calore equatoriale, mentre\u00a0Daniel controllava, forse per l&#8217;ultima volta, il meccanismo di carica del suo M20 anticarro senza rinculo, quello che in gergo militare ormai tutti chiamavano, sul modello americano, Bazooka le Grand. Naturalmente, per farlo doveva allargare bene le gambe, poich\u00e9 si trovava a cavalcioni dell&#8217;arma. Nel voltarsi vide il suo commilitone Ethan, poco pi\u00f9 dietro sul sentiero per il passo di Mang Yang, che alzava il pollice in segno d&#8217;incoraggiamento. Il suo motorino. appariva adesso\u00a0molto pi\u00f9 leggero, per la mancanza di met\u00e0 dei colpi gi\u00e0 sparati nel corso dell&#8217;operazione finale dei corpi di spedizione della CEFEO, principale forza militare francese nell&#8217;area del Vietnam. Daniel strinse bene il suo manubrio, per assicurarsi la migliore stabilit\u00e0 delle due piccole ruotine sopra quella strada di campagna cos\u00ec dannatamente accidentata, quindi si chin\u00f2 in avanti, nella speranza di guadagnare qualche chilometro orario in pi\u00f9. Era il 22 giugno del 1954, e l&#8217;ora della battaglia finale si stava avvicinando. Erano passati ormai pi\u00f9 di 10 anni, da quando il &#8220;Portatore di Luce&#8221;\u00a0Ho Chi Minh, al secolo\u00a0Nguy\u1ec5n Sinh Cung, aveva inviato la sua lettera al presidente americano Truman, chiedendo giustizia nell&#8217;annunciare l&#8217;imminente colpo di stato del Fronte Unito contro gli organi del governo coloniale, e gi\u00e0 girava voce che il suo successore\u00a0Eisenhower fosse stanco di fornire armi da dietro la quinte agli alleati europei, e stesse pensando di inviare il suo stesso esercito\u00a0per prevenire un rafforzarsi del temuto blocco d&#8217;Oriente. Questo giorno, questo luogo, era dunque l&#8217;ultima occasione per l&#8217;Esercito Francese di sistemare da se le cose, dimostrando al mondo che tutte le precedenti sconfitte, il territorio perso e la difficile situazione logistica non significavano nulla, di fronte allo sforzo concentrato di 2500 tra truppe della Legione Straniera e del Groupement Mobile No. 100, al comando dell&#8217;esperto colonnello Pierre Chasse.\u00a0La cui strategia, prima dell&#8217;ingaggio sulla linea del fronte, prevedeva l&#8217;inserimento di un certo numero di operativi delle forze speciali, nel tentativo di sabotare almeno in parte la risorsa pi\u00f9 temibile dei\u00a0Vi\u1ec7t Minh: i loro problematici carri armati.<br \/>\nCerto, i corpi corazzati vietnamiti erano uno spettacolo pietoso, dal punto di vista strategico: nessuna formazione di battaglia, poco o zero supporto da parte della fanteria, un&#8217;approccio bellico che si limitava ad avanzare verso il nemico sparando. Ma nonostante questo, in pi\u00f9 occasioni, si erano dimostrati in grado di arrecare danni terribili tra i pi\u00f9 leggeri M-29 ed M-24 Chaffee francesi di produzione americana, principalmente in funzione del modello e dell&#8217;arma montata a bordo: poich\u00e9 si trattava, in effetti, di temibili T-34\/86 russi, o dei loro cloni cinesi Type 58.\u00a0I leggendari veicoli che avevano sconfitto l&#8217;esercito tedesco durante la\u00a0seconda guerra mondiale, con armatura aumentata ed altre modernizzazioni in grado di renderli del tutto al passo coi tempi. Quasi impossibili, da affrontare in campo aperto su territorio accidentato e non familiare. Ma che presentavano una debolezza significativa. Sarebbe stato possibile in effetti, per un singolo individuo armato adeguatamente, giungere all&#8217;improvviso alle loro spalle, piazzando un colpo esattamente attraverso il cofano del vano motore. Con un po&#8217; di fortuna quest&#8217;ultimo avrebbe preso fuoco, causando l&#8217;immediata necessit\u00e0 di abbandonare mezzo. Ma il problema era COME riuscire a farlo, in quale maniera sarebbe stato possibile muoversi pi\u00f9 velocemente della rotazione della torretta, eliminando il pericolo prima dell&#8217;attimo finale della verit\u00e0? La risposta, alquanto imprevedibilmente, era arrivata dall&#8217;Italia. O per essere pi\u00f9 precisi, dalle fabbriche piemontesi di Enrico Piaggio, che nell&#8217;immediato dopoguerra aveva famosamente esclamato dinnanzi all&#8217;opera del suo designer a contratto\u00a0Corradino D&#8217;Ascanio: &#8220;C\u00e0spita, sembra proprio una vespa!&#8221;<br \/>\nAll&#8217;improvviso Daniel prov\u00f2 l&#8217;impulso immotivato di allentare la presa sulla manetta, decelerando dalla sua velocit\u00e0 massima di appena 60 Km\/h. Il suo istinto si rivel\u00f2 corretto, quando gli parve di sentire il suono riconoscibile di un motore per mezzi corazzati dietro una curva, situata soltanto 200\/250 metri pi\u00f9 avanti. Con espressione grave si volt\u00f2 di nuovo, per fare un cenno a Ethan e gridare sottovoce: &#8220;<em>L&#8217;ennemi&#8230;L&#8217;ennemi\u00a0est arriv\u00e9<\/em>!&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22788\" aria-describedby=\"caption-attachment-22788\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/07GXqdsdE6M\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22788\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22788 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Vespa-TAP-a-passeggio-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Vespa-TAP-a-passeggio-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Vespa-TAP-a-passeggio-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Vespa-TAP-a-passeggio.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22788\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;utente di YouTube 77paperino, dal contenuto del suo canale un grande appassionato e storico della Piaggio, possiede una perfetta Vespa 150 TAP in condizione funzionante. \u00c8 impossibile non sospettare, tuttavia, che per lo meno il cannone sia una replica dei tempi moderni.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La squadra operativa delle Vespe TAP, dove l&#8217;acronimo sta per\u00a0&#8220;Truppe Aero Paracadutate&#8221; era stata un&#8217;invenzione geniale sul mezzo secolo del <em>Minist\u00e8re de la D\u00e9fense Nationale<\/em>, approntato cogliendo la fortuita sinergia di un&#8217;industriale italiano che, ormai stanco di aspettare i finanziamenti promessi dalle autorit\u00e0 del suo paese, disponeva di un modello perfettamente adattato all&#8217;uso militare della singola motocicletta di maggior successo di allora. La Vespa, contrariamente all&#8217;immagine di pacifico, allegro e tranquillo\u00a0mezzo a disposizione della nuova ed illuminata generazione dei <em>baby boomers<\/em>, era in effetti un mezzo dalle potenzialit\u00e0 belliche per nulla indifferenti: era affidabile, veloce nel suo allestimento speciale da 150 cc (si calcola una differenza di appena 5 Km\/h con le altre due ruote in uso agli eserciti degli anni &#8217;50) e soprattutto semplice dal punto di vista meccanico, data l&#8217;assenza di una trasmissione a catena. Questo perch\u00e9 il motore, secondo l&#8217;ingegnosa soluzione con telaio autoportante disegnata dall&#8217;ingegnere aeronautico Corradino D&#8217;Ascanio, esso risultava collegato direttamente alla ruota posteriore. Inoltre, aspetto non da poco, la Vespa portava una o due ruote di scorta, che potevano essere sostituite da entrambi i lati del veicolo. Un plus notevole, in situazioni potenziali di foratura sotto il fuoco nemico. Ma l&#8217;aspetto pi\u00f9 geniale dell&#8217;intera faccenda, fu l&#8217;effettiva dottrina d&#8217;impiego tattico del mezzo TAP: due moto venivano accoppiate all&#8217;interno della stiva di un aereo\u00a0B-26 Invader o l&#8217;ancor pi\u00f9 massivo\u00a0C-47 Dakota, protette con un pallet imbottito e fornite di tutto il necessario per distruggere uno, o pi\u00f9 carri armati. Quindi il tutto veniva paracadutato dietro le linee nemiche, naturalmente assieme ad una coppia di soldati addestrati fino alla rimozione del naturale senso di autoconservazione umano. In altri termini, veri eroi delle forze speciali.<br \/>\nIn campo, la Vespa TAP costituiva, essenzialmente, il pi\u00f9 leggero e rapido cannone semovente schierato sui campi di battaglia, per lo meno dall&#8217;epoca dei cammellieri <em>zamburakchi<\/em> con falconetto a palle, impiegati con successo dagli imperi rinascimentali dei persiani Safavidi ed\u00a0Afsharidi contro i loro nemici mediorientali, e poi di nuovo da questi ultimi, durante le guerra anglo-afghane del XIX secolo. Ma un quadrupede gobbuto\u00a0non\u00a0poteva raggiungere un&#8217;oncia dell&#8217;incredibile sveltezza, agilit\u00e0 e capacit\u00e0 operativa di uno scooter a motore, neppure considerando il tipo d&#8217;incentivo che esso poteva ricevere dal suo cavaliere. E soprattutto, una Vespa non doveva inginocchiarsi, prima di sparare!<\/p>\n<figure id=\"attachment_22787\" aria-describedby=\"caption-attachment-22787\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QBh3sQHBzgc\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22787 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Moto-Alce-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Moto-Alce-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Moto-Alce-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Moto-Alce.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22787\" class=\"wp-caption-text\">Il concetto di motocicletta da combattimento non nacque ovviamente durante il conflitto indocinese, ma ebbe degli esimi precedenti. Ad esempio durante la seconda guerra mondiale la Moto Guzzi 500 Alce presentava un allestimento con mitragliatore Breda Mod. 30 in grado di sparare da fermo, che avrebbe arrecato danni non indifferenti ai corazzati di allora.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli occhi di Ethan si strinsero a fessura, mentre si avvicinava a ritmo sostenuto alla moto del suo commilitone, nella speranza di riuscire ad assolvere in tempo al suo ruolo di supporto e ricarica dell&#8217;arma. Ma proprio mentre i due si dirigevano a lato del sentiero, nella speranza di riuscire ad allestire un agguato e fare fuoco sul retro del carro, poco prima di abbandonare le moto e scomparire nella giungla, il primo soldato vietnamita gir\u00f2 l&#8217;angolo e lanci\u00f2 un grido. I due francesi erano stati avvistati! Come il lungo collo di un animale preistorico, la canna del T-34 gi\u00e0 faceva capolino dietro la corteccia ruvida di un olmo cinese. L&#8217;uomo a terra punto il braccio destro, gridando qualcosa di incomprensibile all&#8217;indirizzo della postazione del pilota. Il cannoniere, che si trovava sopra la torretta con il capitano, rientr\u00f2 di scatto dentro il veicolo, mentre l&#8217;altro triangolava l&#8217;esatta posizione delle due moto. &#8220;Daniel, che facciamo? Sergente Daniel?&#8221; L&#8217;altro, intento ad accarezzare il cannone gigantesco tra le sue gambe, pareva stranamente concentrato nell&#8217;attivit\u00e0 di elaborare un piano. &#8220;Amico mio, c&#8217;\u00e8 una sola possibilit\u00e0. Sgancia le munizioni extra, avr\u00f2 il tempo per sparare soltanto la prima volta. Vedi quel punto in cui la banchina si fa pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 avanti sul sentiero? Apri il gas a manetta, gettati di sotto e tenta di distrarli. Nel frattempo, li aggirer\u00f2.&#8221; Non c&#8217;era neanche il tempo di spiegargli per quante valide ragioni fosse una pessima idea&#8230;<br \/>\n&#8220;Merde!&#8221; Imprec\u00f2 l&#8217;altro, quindi esegu\u00ec. Dopo tutto, la disciplina era tutto in campo militare. C&#8217;era un&#8217;unica possibilit\u00e0 affinch\u00e9 l&#8217;assalto riuscisse: il sergente aveva intenzione di sparare senza prima scendere dal motorino. Operazione fortemente sconsigliata dal manuale d&#8217;uso della Vespa TAP! Con il caratteristico ronzio acuto della motocicletta acquisita su progetto italiano, ma assemblata su licenza negli stabilimenti de\u00a0l&#8217;<em>Ateliers de Construction de Motocycles et Automobiles<\/em> (ACMA) la fida cavalcatura balz\u00f2 avanti, mentre gi\u00e0 la mitragliatrice principale del carro iniziava a fare fuoco sulla sua posizione. Schegge di legno rimbalzarono sull&#8217;elmetto di Daniel. La raffica di colpi di pistola lanciati con la mano destra, mentre faceva il possibile per mantenere il mezzo equilibrato con la sinistra, costrinse il singolo soldato di supporto ad abbassarsi per trovare riparo. In 3&#8230;2&#8230;1 secondo&#8230; Il cannone principale da 76,2 mm F-34, terrore dei panzer tedeschi di oltre 10 anni fa, fece fuoco. Ethan, dal suo nascondiglio tra i cespugli, trattenne il fiato mentre tentava di scorgere l&#8217;amico tra il fumo. Un vortice di terra e detriti sembr\u00f2 oscurare per un attimo il Sole stesso, ma tra il fischio terribile dei padiglioni auricolari, ancora si sentiva un suono straordinariamente rassicurante. La Vespa era accanto al carro armato! Quindi, la Vespa era dietro. Borbottando tra se e se le note della Marsigliese, Daniel fren\u00f2 bruscamente, piego la moto a 45 gradi e con un piede a terra, fece fuoco. A quel punto, c&#8217;erano soltanto 6 o 7 metri tra lui e il retro del T-34 verde oliva. Con un boato catastrofico, il colpo penetrante, pi\u00f9 simile ad una freccetta che un razzo esplosivo, penetr\u00f2 all&#8217;interno della spessa lamiera rinforzata. L&#8217;onda d&#8217;urto fu devastante. Gi\u00e0 le prime fiamme iniziavano a lambire i cingoli, immediatamente scardinati dalla trasmissione. Stringendo i denti nel tentativo rialzarsi, dall&#8217;erba a lato della strada, il sergente estrasse il suo fucile mitragliatore in attesa dell&#8217;equipaggio vietnamita, che di l\u00ec a poco sarebbe uscito dalla botola della torretta. Con un braccio alzato in segno di vittoria, guard\u00f2 verso il suo\u00a0compagno di avventure, ormai paralizzato dal terrore. Le sue labbra screpolate mimarono una frase a effetto: &#8220;Vive&#8230;La France.&#8221; Quindi, tolse la sicura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aria bruciava di un calore equatoriale, mentre\u00a0Daniel controllava, forse per l&#8217;ultima volta, il meccanismo di carica del suo M20 anticarro senza rinculo, quello che in gergo militare ormai tutti chiamavano, sul modello americano, Bazooka le Grand. Naturalmente, per farlo doveva allargare bene le gambe, poich\u00e9 si trovava a cavalcioni dell&#8217;arma. Nel voltarsi vide il suo &#8230; <a title=\"La mia Vespa \u00e8 un cannone anticarro\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22786\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La mia Vespa \u00e8 un cannone anticarro\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[300,2431,409,289,630,2429,424,241,161,2430,71,24,1419,97,464,287],"class_list":["post-22786","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-armi","tag-bazooka","tag-carri-armati","tag-francia","tag-guerra","tag-indocina","tag-italia","tag-militari","tag-moto","tag-paracadutisti","tag-storia","tag-strategia","tag-tattica","tag-tecnologia","tag-vespa","tag-vietnam"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22786"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22791,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22786\/revisions\/22791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}