{"id":22777,"date":"2017-04-19T06:45:07","date_gmt":"2017-04-19T04:45:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22777"},"modified":"2017-04-19T06:52:49","modified_gmt":"2017-04-19T04:52:49","slug":"la-zanna-del-verme-che-distrugge-le-navi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22777","title":{"rendered":"La zanna del verme che distrugge le navi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VGUWq8Saon8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22778\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22779\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Kuphus-polythalamia-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Kuphus-polythalamia-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Kuphus-polythalamia-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Kuphus-polythalamia.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni arma dovrebbe corrispondere il giusto fodero. E cos\u00ec come Excalibur non pu\u00f2 essere estratta a partire da una guaina dozzinale, sarebbe assai difficile pensare di tenere una cosa come questa all&#8217;interno di un mera e semplice custodia per progetti, gettata sopra la spalla con tutta la disinvoltura di un futuro architetto all&#8217;universit\u00e0. Perch\u00e9 siamo di fronte, ora sappiatelo, ad una delle creature pi\u00f9 pericolose mai create dall&#8217;ecologia marina. Che affond\u00f2 innumerevoli scafi durante l&#8217;epoca delle grandi esplorazioni, prima che si scoprisse la sua naturale avversione per alcune sostanze, tra cui l&#8217;arsenico e in tempi pi\u00f9 recenti, il creosoto. Cristoforo Colombo temeva in modo particolare queste creature, che durante la sua seconda spedizione nei Caraibi lo costrinsero ad abbandonare due navi, letteralmente rosicchiate dall&#8217;interno e pi\u00f9 bucate\u00a0di una groviera. Sorprende quindi che l&#8217;aspetto di un tale distruttore si profili, pi\u00f9 che altro, come meramente disgustoso. Cos\u00ec come dimostrato da Daniel Distel, della Northeastern University di Boston, mentre apre con qualche preciso colpo di scalpello una delle due estremit\u00e0 calcaree dell&#8217;oggetto in questione. Lasciando fuoriuscire qualcosa di lungo, viscido e nero&#8230; <em>Kuphus polythalamia<\/em>:<em>\u00a0c<\/em>he meraviglia! Grandi soddisfazioni aspettano colui che agisce in base ai propri desideri. E non c&#8217;\u00e8 speranza maggiore di quella di chi sale su un aereo, dopo aver visualizzato un singolo bizzarro video di YouTube, scegliendo un volo il pi\u00f9 diretto verso l&#8217;isola di\u00a0Mindanao. Ed inizia a scavare, assieme al suo team di colleghi, tra i fondali pi\u00f9 fangosi delle Filippine. Per cercare un qualcosa di&#8230; Vagamente simile alla zanna di un elefante, o in alternativa, con la forma e dimensioni di una mazza da baseball, saldamente conficcato nei sedimenti. Ben sapendo che si tratta di una forma cava, all&#8217;interno della quale potrebbe nascondersi\u00a0un animale mai osservato prima dalla scienza moderna. Incredibile. Raro. Macroscopico. Tanto leggendario, nel mondo della biologia, da essere stato recentemente descritto in via informale dalla stessa\u00a0Margo Haygood, coautrice dello studio nato sulla base di una simile\u00a0intuizione, come il solo ed inimitabile &#8220;unicorno del mare&#8221;. Bench\u00e9 si tratti di un essere a cui ben poche principesse medievali si sarebbero mai sognate di accarezzare la testa&#8230; Se pure gli fosse riuscito di capire quale fosse il davanti.<br \/>\nTutto \u00e8 iniziato qualche settimana fa, quando una Tv locale ha mandato in onda, quasi per caso, un breve segmento incentrato sulle strane abitudini culinarie della zona. Proprio cos\u00ec, avete capito bene! Questa cosa si mangia ed \u00e8 anche buona (dicono) allo stesso modo in cui, piuttosto sorprendentemente, risultano esserlo i mostruosi molluschi del Northwest degli Stati Uniti e del Canada, il cui nome descrittivo in italiano risulta essere lumaca-pene. Un paragone tutt&#8217;altro che azzardato, quando si comprende come il nostro &#8220;verme&#8221; dall&#8217;aspetto sfavillante non sia in effetti per niente, un verme, bens\u00ec l&#8217;esponente sovradimensionato di una particolare famiglia di molluschi, i <em>Terenidae<\/em>, gi\u00e0 largamente noti per l&#8217;abitudine degli esemplari pi\u00f9 piccoli di ricavarsi una casa in qualsiasi oggetto sia immerso nell&#8217;acqua, e al tempo stesso fatto di quel materiale supremo che \u00e8 il legno. Considerati nei fatti le termiti dei mari, i terenidi in realt\u00e0 non si nutrono esclusivamente della cellulosa dentro cui ricavano i loro pertugi, bench\u00e9 siano dotati di una flora batterica in grado di assimilarla, bens\u00ec la usano pi\u00f9 che altro come supporto e protezione, mentre sopravvivono filtrando l&#8217;acqua dai sifoni biforcuti posti in prossimit\u00e0 della coda, appositamente lasciati fuori dal foro d&#8217;ingresso. Ed \u00e8 qui, in effetti, che entra in gioco il misterioso tubo ritrovato da Distel <em>et al<\/em>: perch\u00e9 succede pure, nello sterminato regno delle periferie biologiche di questo mondo, che una di queste creature diventi tanto grande da non poter pi\u00f9 trovare un pezzo di legno in grado di contenerla. Cos\u00ec, cosa potrebbe mai fare? Se non iniziare a secernere una sostanza calcarea ed indurente, per costruirsi una casa pallida il cui aspetto abbiamo gi\u00e0 descritto per filo e per segno&#8230; Finch\u00e9 qualcuno, che non aveva assolutamente nulla di meglio da fare, non scava per estrarre quella cosa dalla quasi-roccia metaforica del bagnato regno di Bretagna. Esclamando, nella sua mente, finalmente! &#8220;Sar\u00f2 re, sar\u00f2 re del mio dipartimento&#8230;&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22778\" aria-describedby=\"caption-attachment-22778\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pXvjb1X9JYM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22778\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22778 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Huge-Tamilok-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Huge-Tamilok-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Huge-Tamilok-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Huge-Tamilok.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22778\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;esistenza dei terenidi giganti sembra in realt\u00e0 essere nota nelle Filippine gi\u00e0 da lungo tempo, come dimostrato in questo video del 2010 in cui esemplari del tutto simili a quello sezionato dal Prof. Distel vengono allegramente tenuti in mano e cucinati da una donna, presumibilmente originaria dell&#8217;isola di Mindanao. L&#8217;aspetto che ha sorpreso maggiormente gli scienziati \u00e8 stato il colore nero del mollusco invece che grigio chiaro, come nel caso negli esemplari di dimensioni minori.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto appare alquanto sorprendente, in effetti: com&#8217;\u00e8 possibile che una creatura tanto piccola da insinuarsi non vista all&#8217;interno dello scafo di una nave, possa crescere fino al metro di lunghezza, cambiando totalmente le proprie abitudini e lo stile di vita e metodo di nutrimento&#8230; La risposta va cercata nella natura stessa di questi esseri, che al momento della nascita, in forma di larva planktonica liberata nella corrente dalla femmina o l&#8217;ermafrodito fecondato (esistono entrambe le alternative) misura poco meno di un millimetro. Ma poi cresce sotto ogni punto di vista, sviluppando un piede per strisciare\u00a0e una ghiandola produttrice di filamenti, in grado di assicurarlo saldamente alla prima struttura lignea che gli riesce di trovare. Che in natura, presumibilmente, dovrebbe essere legno trasportato a riva\u00a0o una radice di mangrovia. Per diventare, da quel momento in poi, un parassita totalmente stanziale, del tutto incapace di spostarsi anche volendo\u00a0farlo. Questi lunghi e stretti molluschi, il cui guscio si \u00e8 ridotto fino a un singolo organo dentellato in prossimit\u00e0 della testa, usato per raspare e triturare il legno, non\u00a0sono pi\u00f9 in grado di sopravvivere al di fuori del loro pertugio. Ma la metamorfosi, come potrete ben capire, fa ancora parte del loro antichissimo stile di vita. E cos\u00ec c&#8217;\u00e8 pure il caso, vedi l&#8217;enorme\u00a0<em>Kuphus polythalamia\u00a0<\/em>sezionato da Distel, che hanno trovato una via alternativa alla propria intramontabile sopravvivenza. E il &#8220;legno&#8221; piuttosto che cercarlo, se lo producono da soli. Il che, prevedibilmente, causa tutta una serie di mutazioni nell&#8217;organismo dell&#8217;animale che, come dicevamo, pur nutrendosi primariamente di microrganismi filtrati dal mare, dovrebbe in linea di principio trarre almeno parte del suo nutrimento dal legno triturato in via costante nel suo eterno strisciare.<br \/>\nRagione per cui il gigantesco ritrovamento dell&#8217;isola di Minanao, come attentamente redatto nelle pubblicazioni scientifiche di questi giorni, presentava un tratto digerente particolarmente piccolo ed atrofico (poco sviluppato) dimostrando l&#8217;abilit\u00e0 del suo proprietario di fare a meno, essenzialmente, di una parte considerevole del suo nutrimento. Dopo un primo attimo di smarrimento, dunque, gli scienziati hanno svelato l&#8217;arcano: il vermone presentava una concentrazione di batteri benefici molto superiori rispetto ai suoi simili pi\u00f9 piccoli, e per lo pi\u00f9 concentrati nelle sue branchie\u00a0in prossimit\u00e0 della bocca all&#8217;interno del guscio tubolare (il lato inferiore, pi\u00f9 grande e privo di sifoni). Analisi pi\u00f9 approfondite hanno quindi dimostrato come\u00a0essi agissero alla stregua di enzimi specializzati nel processare l&#8217;energia potenziale contenuta all&#8217;interno dell&#8217;acido solfidrico, una sostanza liberata dalle sorgenti idrotermali sommerse, quindi trasportata via lontano grazie alle correnti marine. Soltanto per essere aspirata dai sifoni dell&#8217;enorme mollusco, assieme al solito plankton, per poi venire trasformata in anidiride carbonica. E in questo stato, assimilata.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22780\" aria-describedby=\"caption-attachment-22780\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uUx3oBcO03g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22780\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22780 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Teredinidae-Harvest-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Teredinidae-Harvest-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Teredinidae-Harvest-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Teredinidae-Harvest.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22780\" class=\"wp-caption-text\">I terenidi del legno sono considerati una vera e propria prelibatezza nelle Filippine e buona parte del Sud Est Asiatico, dove esiste anche l&#8217;usanza di disporre tronchi nell&#8217;acqua, allo scopo di creare\u00a0allevamenti improvvisati. La consumazione dei molluschi appena estratti, come spesso avviene in simili circostanze, \u00e8 una prova di coraggio particolarmente amata dai turisti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato stimato che nel 1913, un&#8217;infestazione di terenidi nella citt\u00e0 di San Francisco abbia causato l&#8217;equivalente di 25 miliardi di dollari di danni al cambio attuale. Queste creature, infatti, rosicchiano non soltanto le navi, ma anche i moli sommersi e qualsivoglia altra struttura costruita dall&#8217;uomo. Persino al giorno d&#8217;oggi, in cui la maggior parte delle opere umane\u00a0vengono costruiti in materiali\u00a0ben pi\u00f9 durevoli del legno, questi molluschi costituiscono un pericolo ed un danno per la societ\u00e0, essendosi dimostrati in grado di scavare anche la plastica, la bakelite, il neoprene, l&#8217;arenaria e addirittura il cemento (cit.\u00a0SHIPWORMS AND OTHER MARINE BORERS -U.S. Department of the Interior Fish and Wildlife Service &#8211; 1961). Detto questo, niente paura: anche se un terenide pu\u00f2 produrre fino a 2.000 figli da un singolo accoppiamento riuscito, non c&#8217;\u00e8 assolutamente nulla che potrebbe permettere, a un\u00a0<em>Kuphus polythalamia <\/em>grande come quelli dell&#8217;isola di Manila<em>,\u00a0<\/em>di insidiare qualsivoglia struttura prodotta dall&#8217;uomo. Poich\u00e9 possiamo soltanto presumere, allo stato attuale degli studi, che uno di questi esseri impieghi lunghe decadi per raggiungere tali dimensioni, e che dunque chiunque, all&#8217;interno della nave, sentirebbe prima il suono ritmico del suo scavare. Laddove il rischio costituito da simili creature proviene, pi\u00f9 che altro, all&#8217;aspetto esteriormente sano dello spazio soggetto ad infestazione, finch\u00e9 non si arriva all&#8217;improvviso cedimento in alto mare, con conseguenze prevedibilmente molto nutritive per gli squali. Chiamatela pure, se volete, solidariet\u00e0 marina. Del resto \u00e8 ormai oltre un secolo,\u00a0grazie all&#8217;impiego delle moderne soluzioni chimiche, che nulla di simile\u00a0ha modo di verificarsi. Anche se risale soltanto al 2009, la notizia di un molo in legno ad Hoboken, nel New Jersey, che ha subito un crollo improvviso ed inspiegabile. Finch\u00e9 gli ispettori, giunti l\u00ec sperando di andare a fondo, non hanno\u00a0rilevato la\u00a0pi\u00f9 terribile infestazione di molluschi striscianti, pallidi e inconsapevoli delle ragioni stesse del loro agire.<br \/>\nLontano dagli occhi degli uomini, i vermi continuano a masticare. Altrimenti come farebbe un giorno, questo pianeta\u00a0dal grilletto facile, a liberarsi dei reperti dell&#8217;umana persistenza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad ogni arma dovrebbe corrispondere il giusto fodero. E cos\u00ec come Excalibur non pu\u00f2 essere estratta a partire da una guaina dozzinale, sarebbe assai difficile pensare di tenere una cosa come questa all&#8217;interno di un mera e semplice custodia per progetti, gettata sopra la spalla con tutta la disinvoltura di un futuro architetto all&#8217;universit\u00e0. Perch\u00e9 &#8230; <a title=\"La zanna del verme che distrugge le navi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22777\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La zanna del verme che distrugge le navi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,292,1097,346,311,706,481,249,814,400,1724,889,78,682,89,663],"class_list":["post-22777","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-cibo","tag-evoluzione","tag-filippine","tag-gastronomia","tag-infestazioni","tag-legno","tag-mare","tag-molluschi","tag-oceano","tag-parassiti","tag-pericolo","tag-scienza","tag-strane-creature","tag-strano","tag-vermi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22777"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22777\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22785,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22777\/revisions\/22785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}