{"id":22747,"date":"2017-04-15T06:33:26","date_gmt":"2017-04-15T04:33:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22747"},"modified":"2017-04-15T06:33:26","modified_gmt":"2017-04-15T04:33:26","slug":"il-rosso-spettro-fluttuante-delle-profondita-marine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22747","title":{"rendered":"Il rosso spettro fluttuante delle profondit\u00e0 marine"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sszjsGGJzkk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22748\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22750\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Stygiomedusa-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Stygiomedusa-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Stygiomedusa-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Stygiomedusa.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque abbia trascorso pi\u00f9 di un paio di mesi su una piattaforma petrolifera con equipaggio ridotto in alto mare, ben conosce i primi sintomi della pazzia. Le giornate che paiono allungarsi all&#8217;infinito, mentre il continuo infrangersi delle onde causa il ripetersi di un suono sempre pi\u00f9 insistente. L&#8217;orizzonte vuoto, del tutto privo di paesaggi se non per lo sbuffo occasionale di qualche balena di passaggio, che pare chiamare colui che osserva, spingerlo a poggiare \u00a0tutto il peso contro il parapetto. Un braccio in bilico sul vuoto, la mente ormai protesa verso l&#8217;Infinito. Finch\u00e9 un giorno, stanchi dopo una lunga giornata d&#8217;ispezioni, si torna nell&#8217;angusta cabina per dormire. E dopo appena un paio di minuti, con gli occhi gi\u00e0 serrati\u00a0nonostante tutto, si comincia a sognare. Che cosa? Le tenebrose regioni di un grande vuoto, quasi totalmente privo d&#8217;illuminazione.\u00a0Con un\u00a0senso di gelo attanagliante che penetra le membra, mentre i polmoni avvizziscono e diventano alla stregua di\u00a0un paio di prugne. Ma il corpo sopravvive,\u00a0perch\u00e9 hai gi\u00e0 le scaglie, e un paio di branchie iniziano a formarsi sui lati del tuo collo. La sagoma distante di un cavo d&#8217;ancoraggio rivela la probabile realt\u00e0: siamo a molti metri sotto quella casa via da casa, la piattaforma semisommergibile pensata per succhiare il sangue della Terra stessa.\u00a0Spaparanzato come una stella marina, inizi dunque ad accennare qualche mossa di nuoto. Se non che, la mano destra sente la presenza di qualcosa&#8230;Un pezzo&#8230; Di stoffa. Morbido e confortevole come la coperta di Linus, quello si avvolge tutto attorno, intrappola le dita. Mentre provi quindi ad agitarti, la stessa cosa avviene a entrame tue gambe. E un velo, fine ma coriaceo, inizia ad appoggiarti sul tuo petto, si avvolge attorno alla testa, spiraleggia fino all&#8217;altra spalla. Il quarto pezzo, a quel punto, giunge per coprirti gli occhi. Ma prima che possa compiere il suo scopo, qualcosa di piccolo e veloce fluttua nel campo visivo. Lo sguardo brillante, la bocca aperta, i denti sottili ed affilati. Se non fosse impossibile, sareste pronti a giurarci: quel dannato pesce vi ha sorriso. Poi, tutto diventa pura ed assoluta oscurit\u00e0.<br \/>\nCome vi fa sentire, tutto questo? Ansiosi, preoccupati? Increduli,\u00a0infastiditi? In realt\u00e0, non dovreste provare nulla di tutto questo. In primo luogo, perch\u00e9 la carnivora\u00a0<em>Stygiomedusa Gigantea<\/em> vive\u00a0tra i 900 ed i\u00a01800 metri di profondit\u00e0, dove se mai doveste finire senza un solido sommergibile assemblato tutto attorno, assai probabilmente,\u00a0avreste qualche problema ad impedire che l&#8217;enorme pressione comprima i vostri organi e il sistema nervoso, con conseguenze gi\u00e0 di per se letali. E poi perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla, in questo placido animale, che possa effettivamente nuocere a un umano, neppure i pungenti\u00a0nematocisti, le cellule\u00a0latrici di tossine, che fanno parte del corredo dei suoi simili di superficie. Gi\u00e0, animale. Perch\u00e9 \u00e8 di questo che si tratta. Bench\u00e9 sembri pi\u00f9 una pianta, o ancora, un cumulo di spazzatura tutta attorcigliata attorno a un disco centrale largo fino a un metro, perfettamente simmetrico e dotato di una bocca enorme. Perch\u00e9 dovete sapere che questo essere non ha i tentacoli, come qualsiasi altro appartenente alla sua categoria di invertebrati fluttuanti, bens\u00ec quattro braccia boccali, sostanzialmente le sue labbra lunghe fino a 10 metri, con la forma piatta di altrettanti lunghi nastri sinuosi. Che esso impiega, durante le sue peregrinazioni misteriose, per avvolgersi attorno alle prede, impedendogli essenzialmente di fuggire. Affinch\u00e9 la digestione, che inizia grazie ai fluidi trasportati dalle braccia stesse, possa prendere il suo corso necessario alla sopravvivenza. Il tutto colorato di un vermiglio scuro, perch\u00e9 notoriamente la luce rossa non si propaga bene attraverso l&#8217;acqua, fornendo una sorta di mimetizzazione ambientale valida a tendere i suoi agguati. Ma sappiate che la <em>Stygiomedusa<\/em> non fagocita qualsiasi cosa si agiti ed abbia le pinne. In quanto essa si \u00e8 trovata, oppure ha scelto, la costante ombra di un simpatico compagno: lo hanno osservato\u00a0capitare gli scienziati, in alcune delle poco pi\u00f9 di 100 volte in cui questa creatura \u00e8 venuta a contatto con gli umani dall&#8217;epoca della sua scoperta, circa 120 anni fa. Si tratta di un pesciolino simbiotico appartenente al genus degli <em>Ophidiiformes,\u00a0<\/em>noto con il nome comune di brotula marina. Il cui ruolo, nell&#8217;intero schema delle cose, non \u00e8 formalmente chiaro. Bench\u00e9 si ritenga che riesca in qualche modo a sottrarre gli scampoli di cibo dalle lunghe braccia della sua padrona. Mentre la medusa, priva cervello, occhi ed organi, fatta eccezione per la singola gonade centrale, continua lentamente ad avvolgersi attorno a qualunque cosa possa capitargli a tiro. Ora mi direte che non avete mai sentito parlare di una simile mostruosit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 davvero nulla da meravigliarsi, in tutto ci\u00f2&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><strong>Nota:\u00a0<\/strong>il primo video, girato dai ricercatori del Monterey Acquarium e pubblicato in occasione di un Halloween di qualche tempo fa, \u00e8 l&#8217;unico liberamente disponibile in cui la medusa venga mostrata da vicino. Nella maggior parte dei casi, gli avvistamenti risultano\u00a0riprese accidentali, in cui l&#8217;animale appare confuso ed indistinto come lo Yeti o l&#8217;UFO tipico delle campagne americane.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22749\" aria-describedby=\"caption-attachment-22749\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sLGkBnw6X6U\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22749\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22749 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Stygiomedusa-Mexico-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Stygiomedusa-Mexico-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Stygiomedusa-Mexico-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Stygiomedusa-Mexico.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22749\" class=\"wp-caption-text\">Nel 2010, una di queste meduse fu trovata avvolta attorno al pilastro di una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico. Nessuno seppe dire, in un primo momento, di cosa diamine potesse trattarsi. In un primo momento, qualcuno online ipotizz\u00f2 che fosse una placenta di balena.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia dello studio della biologia, questo \u00e8 un dato di fatto, sono sempre esistite creature di serie A ed altre ritenute, a torto o a ragione, di serie B. Il problema della <em>Stygiomedusa<\/em>, e di tutta\u00a0la famiglia <em>Ulmaridae<\/em> a cui essa appartiene, \u00e8 che fu scoperta troppo presto di alcuni anni, e dalla persona sbagliata. Di certo avrete presente, a cavallo del 1900, la serie di avventurose spedizioni organizzate dai maggiori potentati del pianeta, per poter dire di essere i primi ad aver piantato le proprie bandiere presso il Polo Sud. La pi\u00f9 celebre, probabilmente, resta quella del capitano Robert Falcon Scott, alla guida della nave inglese SS Discovery, che avrebbe portato tra il 1901 e il 1904 all&#8217;apertura di svariate rotte marittime, oltre alla classificazione d&#8217;innumerevoli specie animali. Per gli storici, non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio: fu proprio quello il momento storico in cui l&#8217;Antartide apparve per la prima volta come un luogo visitabile, ricolmo di tesori scientifici e magari, chi pu\u00f2 dirlo, addirittura esistenziali. Ben pochi, invece, ricordano con comparabile entusiasmo l&#8217;<em>altra\u00a0<\/em>visita di una nave inglese pochi anni prima presso le regioni del remoto freddo, a bordo della SS Southern Cross partita il 1898 e sotto la guida del mezzo-inglese, mezzo-norvegese\u00a0Carsten Borchgrevink. La cui impresa ebbe, fin da subito, diversi problemi innanzi all&#8217;opinione pubblica: intanto perch\u00e9 era finanziata da un privato, il magnate dell&#8217;editoria\u00a0Sir George Newnes, senza l&#8217;autorizzazione o l&#8217;appoggio dei rappresentanti del popolo inglese. Motivo per cui, in aggiunta alla nazionalit\u00e0 del comandante, l&#8217;impresa fu sempre vista come britannica soltanto di nome, e indegna di coronare le lunghe decadi di seria scienza portata avanti con il beneplacito\u00a0dell&#8217;ormai veterana regina Vittoria. Il fatto che il viaggio sarebbe andato incontro a numerosi problemi d&#8217;organizzazione, condizioni climatiche avverse ed una generale mancanza di disciplina, si dice proprio per l&#8217;inappropriatezza dello stesso Borchgrevink, non avrebbe certamente aiutato. Ma il viaggio servi almeno ad una cosa: riportare a bordo, con l&#8217;impiego di una rete a strascico, il primo esemplare mai visto da un umano di una misteriosa ed enorme medusa <em>Ulmaridae.\u00a0<\/em>Non credo serva, a questo punto, che vi dica il nome o descriva l&#8217;aspetto, nevvero?<br \/>\nDi questo fatto parla approfonditamente E. Ray Lankester, addetto alla classificazione dei campioni biologici del British Museum, nel <a href=\"http:\/\/www.biodiversitylibrary.org\/item\/57769#page\/9\/mode\/1up\" target=\"_blank\">suo resoconto testuale del 1908 sugli esiti della Grande Spedizione nazionale<\/a> ritornata in patria soltanto 5 anni prima, come una sorta di postilla finale ed una sorta di ripensamento a conclusione del testo. &#8220;E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;imponente medusa che aveva riportato\u00a0in patria la squadra scientifica di\u00a0Borchgrevink. Ricordo chiaramente quando fu estratto il contenuto dell&#8217;enorme vaso di formalina giunto con le casse di campioni spediti presso il nostro museo. Il suo contenuto parzialmente rovinato appariva ricoperto di una sorta di ruggine rossastra e fu estremamente difficile, in un primo momento, trovare una categoria in cui fosse possibile classificarlo&#8230;&#8221; Segue precisa descrizione, ed un timido tentativo di denominare il misterioso Leviatano con l&#8217;appellativo di Diplumaris.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22748\" aria-describedby=\"caption-attachment-22748\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eDck1inm__s\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22748 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Ghostly-Medusa-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Ghostly-Medusa-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Ghostly-Medusa-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/04\/Ghostly-Medusa.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22748\" class=\"wp-caption-text\">Non \u00e8 facile trovare un commento sonoro realmente adatto a simili visioni ultramondane, ma l&#8217;utente di YouTube Hunchback Entertainment, con la sua suggestiva improvvisazione al pianoforte, sembra esserci andato decisamente vicino.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto sarebbe bello lanciarsi in un&#8217;approfondita descrizione delle abitudini e caratteristiche di una simile incredibile creatura, ma la realt\u00e0 \u00e8 che non sappiamo praticamente nulla del suo ciclo vitale. Ignoriamo se sia intelligente come una cubomedusa, oppure si lasci trasportare dalla corrente in maniera passiva, come una caravella portoghese. Non sappiamo in che modo riesca a trovare il partner per l&#8217;accoppiamento, ne se in effetti abbia BISOGNO\u00a0di farlo per riprodursi, e neppure come faccia per ghermire la preda. Soltanto di recente siamo riusciti, in un paio di fortuite occasioni, a vederne un&#8217;esemplare in vita, grazie all&#8217;impiego dei mezzi a controllo remoto con telecamera impiegati da stazioni di ricerca o compagnie petrolifere.<br \/>\nDei poco pi\u00f9 di 100 avvistamenti registrati di <em>Stygiomedusa <\/em>dal momento della sua prima scoperta da parte della spedizione Southern Cross, se ne sono verificati in tutti i mari della Terra\u00a0tranne l&#8217;Artico, dove tuttavia \u00e8 ragionevole ritenere che simili creature possano pur sempre albergare, in attesa che qualcuno le scopra. Fingendosi&#8230;Adeguatamente sorpreso, mi raccomando. Con le risorse che investiamo, nonostante tutto, nella preparazione dei futuri e sempre pi\u00f9 imminenti viaggi interplanetari, sarebbe alquanto deludente far capire che gli alieni, fin dall&#8217;albore dei tempi,\u00a0li abbiamo sempre avuti accanto a noi. Senza neanche la necessit\u00e0 di aprire\u00a0gli occhi, per sognare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiunque abbia trascorso pi\u00f9 di un paio di mesi su una piattaforma petrolifera con equipaggio ridotto in alto mare, ben conosce i primi sintomi della pazzia. Le giornate che paiono allungarsi all&#8217;infinito, mentre il continuo infrangersi delle onde causa il ripetersi di un suono sempre pi\u00f9 insistente. L&#8217;orizzonte vuoto, del tutto privo di paesaggi se &#8230; <a title=\"Il rosso spettro fluttuante delle profondit\u00e0 marine\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22747\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il rosso spettro fluttuante delle profondit\u00e0 marine\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1675,2421,1342,132,443,249,987,400,399,600,71,1530],"class_list":["post-22747","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-antartico","tag-creature-misteriose","tag-esplorazioni","tag-inghilterra","tag-invertebrati","tag-mare","tag-meduse","tag-oceano","tag-pesci","tag-predatori","tag-storia","tag-tentacoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22747"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22747\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22751,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22747\/revisions\/22751"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}