{"id":22609,"date":"2017-03-27T06:47:26","date_gmt":"2017-03-27T04:47:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22609"},"modified":"2017-03-27T06:52:00","modified_gmt":"2017-03-27T04:52:00","slug":"due-modi-per-sciare-quando-in-pista-non-ce-la-neve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22609","title":{"rendered":"Due modi per sciare quando in pista non c&#8217;\u00e8 la neve"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cUOnXXh1ECw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22610\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22610\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Grasski-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Grasski-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Grasski-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Grasski.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ogni altra volta si \u00e8 verificato, ormai \u00e8 successo. Non pu\u00f2 essere portato indietro: alla met\u00e0 esatta della notte prefissata, come da <em>ics<\/em> sul calendario, tutti i nostri pi\u00f9 precisi dispositivi segnatempo sono diventati, all&#8217;improvviso, inesatti di un&#8217;ora. \u00c8 un chiaro segno dell&#8217;inizio, della fine. Dell&#8217;inverno. Ben presto, nella danza cosmica dei corpi, l&#8217;inclinazione endemica di questa sfera rotolante che siamo soliti chiamare\u00a0l&#8217;azzurro (pianeta) porter\u00e0 il nostro emisfero a ricevere una quantit\u00e0 minore dell&#8217;energia luminosa e termica del Sole. Sar\u00e0 magnifico. Sar\u00e0 tremendo&#8230; Per coloro che amano sciare. In questo preciso momento, il candido manto che corona le discese di Cortina, Chamonix, Aspen, Ketchum&#8230; Si assottiglia progressivamente, mentre la materia pi\u00f9 preziosa per chi ama le granite lascia il posto a trasparente, scivolosa ed inutile H2O. Finch\u00e9 l&#8217;arrivo delle piogge, inevitabilmente atteso, non dar\u00e0 il colpo di grazia all&#8217;apparato, lavando via quel poco che rimane dell&#8217;invernale scintillante eredit\u00e0. \u00c8 una chiara situazione di crisi, per quanto molto nota, che ci chiama a compiere una scelta. Rassegnarsi e far qualcosa d&#8217;altro. Oppure combattere, nell&#8217;ora dell&#8217;imprescindibile rivolta! E voi, da che parte state? Potrebbe sembrare, viste le ragioni di contesto, che agitarsi nel proprio bozzolo possa portare solamente ad una sofferenza esistenziale, mentre il ciclo delle stagioni continua imperterrito nei suoi mutamenti. Potrebbe sembrare, ma non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nStranamente, nessuno ci aveva mai pensato prima di quel sagace momento. E neanche dopo: usare i cingoli, perch\u00e9 no. Mentre la tipica messa in pratica dello sci estivo, per come la vediamo oggi, prevede normalmente l&#8217;uso di una poco pratica <em>dry slope,\u00a0<\/em>una lunga e larga striscia ricoperta di setole in Dendix, lo stesso materiale plastico che trova impiego nell&#8217;industria delle spazzole. Che offre un buon sostrato dal punto di vista tecnico, questo \u00e8 certo, ma non pu\u00f2 in alcun modo riprodurre la variet\u00e0 di situazioni, l&#8217;ampiezza e la lunghezza di discese lungo le pendici di un monte vero. Per tale ragione, fin dagli anni &#8217;60 del 900, \u00e8 stata attentamente preservata l&#8217;invenzione di un tedesco, Richard Martin, che desiderava prolungare la stagione sciistica all&#8217;infinito. O almeno ci\u00f2 afferma lo <em>Historical Dictionary of Skiing<\/em>\u00a0di\u00a0E. John B. Allen, pubblicato nell&#8217;ormai remoto 1982. Intendiamoci, Wikipedia tedesca\u00a0preferisce dare il merito in effetti a un altro produttore, Josef Kaiser, arrivando a citare una non meglio definita invenzione austriaca di un secolo prima, che tuttavia non avrebbe avuto in alcun modo il successo meritato. Sembra esserci, dunque, una certa incertezza in merito all&#8217;effettiva provenienza dello strumento, mentre video come quello soprastante dimostrano il passaggio di un&#8217;epoca in cui tale approccio sciistico, rispetto ad ora, sembrava avere un successo maggiore tra la popolazione. L&#8217;efficienza del mezzo, ad ogni modo, resta pi\u00f9 che mai evidente: simili al mezzo di deambulazione del comune carrarmato, gli sci d&#8217;erba o <em>grasski<\/em>, come vengono chiamati in inglese, si dimostrano pi\u00f9 che mai efficaci nel continuare a fare pratica anche d&#8217;estate ed a distanza da un ghiacciaio. Il che, dopo tutto, era sempre stato il loro impiego predefinito. In grado di raggiungere facilmente una velocit\u00e0 di 70-80 Km\/h, con\u00a0il record del mondo fissato a 90, essi costituiscono senz&#8217;altro uno dei dispositivi di trasporto pi\u00f9 estremi che si possano mettere ai piedi. Riuscendo a guadagnarsi, col trascorrere degli anni, una dignit\u00e0 sportiva innegabile, tale da giustificarne l&#8217;inclusione all&#8217;interno del <em>carnet<\/em> della FIS, la Federazione Sciistica Internazionale, con svariati tornei tenuti in tutta Europa, tra cui l&#8217;Italia, presso la Val di Susa, Monte Penice e Lavarone, in prossimit\u00e0 di Trento. Ma \u00e8 anche nella pratica amatoriale per il puro intrattenimento, che un simile sport riesce ad esprimere il massimo del suo potenziale d&#8217;intrattenimento&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22613\" aria-describedby=\"caption-attachment-22613\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sj9ONn0umbI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22613\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22613 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sci-derba-Cerentin-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sci-derba-Cerentin-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sci-derba-Cerentin-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sci-derba-Cerentin.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22613\" class=\"wp-caption-text\">Fausto Cerentin della Nazionale Italiana di Sci d&#8217;Erba spiega, presso il canale ufficiale della FISI, la composizione ed il funzionamento di uno di questi dispositivi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se\u00a0paragonato alla sua controparte nevosa, il <em>grasski<\/em> \u00e8 un dispositivo con un alto grado di complessit\u00e0, che si compone di una parte mobile, il cingolo stesso, ed una rotaia con l&#8217;anima in legno, sulla quale si trovano montati gli attacchi per gli scarponi, del tutto simili, se non addirittura identici, alla loro controparte invernale. Altro aspetto fondamentale \u00e8 la presenza di una fodero di tessuto protettivo, disposto tutto attorno al meccanismo, che lo protegga dall&#8217;ingresso accidentale di corpi estranei, che potrebbe facilmente portare ad un deragliamento della superficie mobile a contatto diretto con il suolo. Tale elemento, soggetto a continua usura, deve essere cambiato in media ogni 8-12 giornate di utilizzo, allo scopo di mantenere in condizione di funzionamento lo sci. Anche in presenza di una\u00a0tale precauzione, nonch\u00e9 facendo affidamento all&#8217;ausilio di una costante applicazione d&#8217;olio per massimizzare il potenziale di scivolamento, stiamo parlando di un dispositivo relativamente delicato, che si usura costantemente durante l&#8217;uso. <a href=\"http:\/\/www.grasski.com\/en\/faq.html\" target=\"_blank\">La pagina FAQ<\/a> (Frequently Asked Questions) di SpeedyJack, uno dei principali produttori reperibili su Google, consiglia la sostituzione delle ruote di scorrimento e degli inserti ogni 12 mesi massimo, a seconda della frequenza d&#8217;impiego. Inoltrandosi poi con grande dovizia di particolari nella numerosa serie di attivit\u00e0 che possono inficiare notevolmente l&#8217;integrit\u00e0 e la sicurezza di un simile attrezzo sportivo. In particolare, ovviamente, vengono sconsigliati i salti, come quelli mostrati nel video di apertura, e l&#8217;impiego degli sci sulla sabbia o ancora peggio, l&#8217;asfalto. L&#8217;unico ambiente adeguato all&#8217;impiego di questi sci resta dunque, molto appropriatamente, l&#8217;erba. Che tra l&#8217;altro, offre il vantaggio non indifferente di attutire, almeno in parte, le eventuali cadute, bench\u00e9 con un&#8217;efficienza decisamente minore della sua controparte nevosa. Proprio per questo \u00e8 altamente consigliabile praticare lo sport con un set di protezioni complete, incluso un sostegno rigido per la schiena.<br \/>\nL&#8217;esperienza di sciare su prato viene descritta, dai praticanti della prima ora, come decisamente strana ed emozionante. La principale differenza con la discesa tradizionale \u00e8 che dipendendo nei propri movimenti da un sistema sostanzialmente simile ad una serie di ruote, ci si pu\u00f2 muovere esclusivamente nella direzione in cui si puntano i propri piedi. Niente scivolamento laterale dunque, e nessuna equivalenza della tecnica, fondamentale negli slalom, del <em>carving<\/em>, consistente nell&#8217;impostare anticipatamente la curva mettendosi di traverso. Il gesto di fermarsi, proprio per questo, risulta essere piuttosto contro-intuitivo, con l&#8217;unico metodo possibile che consiste essenzialmente nello sterzare bruscamente, puntando la prua verso la salita. Sarebbe perci\u00f2 semplicemente folle, pensare di impiegare un simile approccio per percorrere una strada asfaltata (anche senza considerare l&#8217;usura del cingolo) data l&#8217;assenza di uno spazio sufficiente ad effettuare la manovra di stop. Non che manchino alternative purtroppo, delle alternative quasi altrettanto imprudenti, per chi volesse cionondimeno rischiare la propria stessa sopravvivenza&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_22612\" aria-describedby=\"caption-attachment-22612\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/N8sNLrZMu10\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22612\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22612 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Skiroller-downhill-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Skiroller-downhill-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Skiroller-downhill-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Skiroller-downhill.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22612\" class=\"wp-caption-text\">A differenza del grasski, le ruote dello skiroller funzionano perfettamente anche sull&#8217;asfalto, bench\u00e9 l&#8217;assenza di un vero e proprio sistema di ammortizzatori debba renderne l&#8217;impiego decisamente complesso. Anche per tale ragione, la discesa a rotta di collo in pieno stile <em>longboard<\/em> messa in atto da questo gruppo di atleti tedeschi resta decisamente sconsigliabile ai pi\u00f9.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altro metodo per sciare in assenza di neve \u00e8 lo skiroll, o sci a rotelle, nato in qualit\u00e0 di attivit\u00e0 sportiva nei primi anni &#8217;30 proprio in Italia, come metodo per consentire l&#8217;allenamento estivo degli atleti praticanti lo sci di fondo. Una problematica altamente comprensibile, quando si considera come un simile sport necessiti di spazi particolarmente estesi, dalla portata decisamente non paragonabile a quella di un qualsivoglia impianto artificiale. Inventati formalmente nell&#8217;officina di Fabio Crestani a Vicenza, bench\u00e9 esistessero dei precedenti modelli in uso presso i paesi scandinavi, i primi sci prevedevano la presenza di tre ruote, di cui due posteriori, al fine di garantire una migliore stabilit\u00e0. Che poi vennero ridotte a due, con l&#8217;aggiunta di un sistema di articolazione flessibile in prossimit\u00e0 del retro, per permettere un movimento pi\u00f9 naturale delle gambe nel momento in cui ci si da la spinta. Ben presto, l&#8217;impiego semi-professionale dello skiroll raggiunse vette tali da giustificare l&#8217;istituzione di competizioni ufficiali, in modo particolare a partire dal record del 1975 dell&#8217;aviatore Giustino del Vecchio, che si dimostr\u00f2 in grado di percorrere 240,5 Km in 24 ore a Monza. Il progressivo miglioramento tecnologico, anche grazie all&#8217;impiego di materiali pi\u00f9 leggeri come la fibra di vetro, giunse quindi ad incrementare ulteriormente la popolarit\u00e0 di questo sport, che oggi gode di un seguito di appassionati particolarmente nel nostro paese, in Germania e nel Nord Europa. Volendo stabilire una classifica delle due alternative citate, dunque, saremmo portati ad identificare questa attivit\u00e0 come la pi\u00f9 nota e popolare, relegando il grasski cingolato ancor pi\u00f9 in profondit\u00e0 nella nicchia di questa classe di sport.<br \/>\nSi tende a considerare le Olimpiadi come il punto di arrivo di una qualsivoglia attivit\u00e0 fisica, ovvero il momento in cui generazioni d&#8217;atleti, futuri campioni votati all&#8217;estremo miglioramento individuale e i teorici del regolamento riescono finalmente a sdoganare la propria stessa ragione d&#8217;esistenza, portandola fieramente sotto i riflettori della collettivit\u00e0. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che persino in un simile contesto, risulta difficile lasciare un segno indelebile nella cultura di massa. Che giunge piuttosto, in maniera molto\u00a0pi\u00f9 organica, attraverso la pratica autogestita del pi\u00f9 puro e semplice divertimento. Pensate alla storia dello snowboarding, che per oltre vent&#8217;anni aveva costituito un vero caposaldo delle discese statunitensi ed europee, prima di giungere tardivamente, e quasi per caso, al ruolo di sport olimpico nel 1998. La cosa migliore che potremmo fare per una maggiore divulgazione dello sci estivo, dunque, resta quella pi\u00f9 semplice e diretta: praticarlo. Se\u00a0riusciremo a trarne un qualche tipo di divertimento, di sicuro alla fine sfonder\u00e0. Se finiremo per colpire un sasso, una staccionata o una cacca di mucca (con le conseguenze, forse, pi\u00f9 atroci di tutte!) allora beh, si vedr\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni altra volta si \u00e8 verificato, ormai \u00e8 successo. Non pu\u00f2 essere portato indietro: alla met\u00e0 esatta della notte prefissata, come da ics sul calendario, tutti i nostri pi\u00f9 precisi dispositivi segnatempo sono diventati, all&#8217;improvviso, inesatti di un&#8217;ora. \u00c8 un chiaro segno dell&#8217;inizio, della fine. Dell&#8217;inverno. 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