{"id":22552,"date":"2017-03-19T06:48:29","date_gmt":"2017-03-19T05:48:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22552"},"modified":"2017-03-19T06:48:29","modified_gmt":"2017-03-19T05:48:29","slug":"larte-che-impedisce-di-cadere-nelle-fogne-giapponesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22552","title":{"rendered":"L&#8217;arte che impedisce di cadere nelle fogne giapponesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_Ldrk_KlKsg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22553\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22555\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi visita abitualmente i blog di settore, o perlustra Internet alla ricerca di notizie sul Giappone, avr\u00e0 di certo gi\u00e0 fatto la conoscenza di\u00a0John Daub, creatore ed unico conduttore del canale di YouTube ONLY in Japan, particolarmente bravo nel riassumere all&#8217;interno di concise esplorazioni particolari aspetti culturali del suo paese d&#8217;adozione. Sempre con grande simpatia, rispetto ed attenzione ai dettagli. Nel caso di questo recente video, credo tuttavia che sia riuscito addirittura\u00a0a superarsi.\u00a0Per il semplice fatto che non esisteva, in tutta Internet, una trattazione documentaristica tanto completa dei tombini giapponesi. Pensate che non la meritassero? Pensateci di nuovo.<br \/>\nIl concetto stesso dell&#8217;eroe ingiustamente rifiutato ricorre spesso nella letteratura e cultura Pop d&#8217;Occidente. Come nel caso delle Ninja Turtles degli anni &#8217;80 e &#8217;90, tartarughe mutanti in grado di combattere il crimine, ma non di camminare liberamente per le strade di New York, salvo essere schernite per il loro aspetto anormale. Lo stesso luogo in cui abitavano diventa, quindi, altamente simbolico: le fogne cittadine. Un luogo spiacevole, come loro, nascosto ai nostri occhi, altamente indesiderabile ed indegno. Ma anche la chiave stessa che ci permette di accedere alla validissima modernit\u00e0: cosa sarebbero i nostri computer, le potenti automobili, i centri commerciali, senza un sistema di scarico delle acque reflue sufficientemente funzionale? Nient&#8217;altro che ninnoli, all&#8217;interno di citt\u00e0 sommerse nelle nebbie dei miasmi e malattie. Il che \u00e8 altamente comprensibile da chiunque ed in qualsiasi momento, al giorno d&#8217;oggi. Provate solo a rimanere senz&#8217;acqua per un giorno o due! Ma non fu sempre cos\u00ec. Il Giappone, la cui religione nazionale considera sacro il\u00a0culto della pulizia, ha incluso nei suoi progetti urbanistici un qualche tipo di canali di scolo fin dall&#8217;epoca Yayoi (250 a.C. &#8211; 300 d.C.) ma non ha potuto disporre di vere e proprie fognature,\u00a0salvo qualche rara eccezione, fino alla fine del XIX secolo, quando la riapertura del paese dopo il lungo shogunato segregazionista Tokugawa, l&#8217;arrivo delle Navi Nere del Commodoro Perry (1853) e il progressivo ampliarsi a tutte le fasce\u00a0sociali dei segreti del <em>rangaku <\/em>(\u862d\u5b66- gli &#8220;studi olandesi&#8221;) a seguito\u00a0della lunga serie di trasformazioni socio-politiche fatte partire convenzionalmente con l&#8217;evento storico della Restaurazione Meiji (1868) permisero d&#8217;iniziare l&#8217;importazione su larga scala di libri, tecnologia e conoscenza provenienti dagli Stati Uniti e l&#8217;Europa. La soluzione di un sistema di condotte sotterranee, poi, che integrassero l&#8217;innominabile con le fondamenta degli edifici cittadini stessi , continu\u00f2 ad essere indesiderabile ancora per lungo tempo, e molte comunit\u00e0 relativamente rurali non avrebbero potuto sperimentarne l&#8217;utilit\u00e0 almeno fino al secondo dopoguerra del &#8216;900, a causa della sfiducia\u00a0della classe dirigente. Per non parlare della tipica reazione degli abitanti: disgusto e un categorico rifiuto.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.japantimes.co.jp\/news\/2008\/12\/16\/reference\/manhole-covers\/#.Uj3Mjj_08aM\" target=\"_blank\">Il Japan Times\u00a0racconta<\/a>, nella risposta ad una lettera ricevuta nel 2008, di come all&#8217;inizio degli anni &#8217;50 le principali citt\u00e0 giapponesi gi\u00e0 si stessero preoccupando di rendere in qualche modo benvoluta\u00a0l&#8217;unica parte visibile nel quotidiano di un sistema fognario, integrando nella fusione metallica immagini caratteristiche ed immediatamente riconoscibili dagli abitanti. Un tombino non pu\u00f2, del resto, essere completamente liscio, pena l&#8217;estrema scivolosit\u00e0 in caso di pioggia, e l&#8217;inclusione di un <em>pattern<\/em> personalizzato non faceva crescere il costo unitario di pi\u00f9 di un approssimativo 5%.\u00a0 Ma la vera rivoluzione sarebbe giunta solamente nella decade immediatamente successiva, con l&#8217;entrata in scena della figura di un burocrate nel Ministero delle Infrastrutture, il cui nome era Yasutake Kameda.<br \/>\nL&#8217;attuale Associazione dei Tombini Giapponesi\u00a0(\u65e5\u672c\u30b0\u30e9\u30a6\u30f3\u30c9 \u30de\u30f3\u30db\u30fc\u30eb\u696d\u4f1a ) \u00a0rinomata alleanza di 32 compagnie produttrici con sede a Tokyo, fu proprio lui, a partire dagli anni &#8217;60 standardizz\u00f2 e rese convenzionale la rivisitazione del concetto di tombino come un punto d&#8217;orgoglio delle diverse citt\u00e0 e paesi, che proprio per questo venivano chiamati a proporre, tramite l&#8217;istituzione di un plebiscito, le immagini da far raffigurare sui loro tombini. Da quel momento, si svilupp\u00f2 una proliferazione estrema\u00a0di proposte, con il cittadino medio giapponese, che \u00e8 generalmente molto orgoglioso della sua appartenenza ad un particolare gruppo o ambiente di provenienza, che si affrettava a proporre per le sue coperture fognarie monumenti, figure storiche e persino l&#8217;eventuale <em>Yuru-chara<\/em>\u00a0 (\u3086\u308b\u30ad\u30e3\u30e9) ovvero il personaggio di fantasia, buffo o in qualche modo grazioso, usato convenzionalmente per rappresentare la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo youtuber John Daub, pescando a piene mani dal suo repertorio precedente, mostra alcuni dei soggetti pi\u00f9 particolari calpestati sulle strade dei suoi lunghi viaggi per l&#8217;arcipelago d&#8217;Oriente: la torre dell&#8217;orologio della citt\u00e0 di Sapporo, il dentice che balza tra le onde ed il porto di Mihonoseki\u00a0nella prefettura di Shimane, e addirittura, orgogliosamente raffigurato sui tombini di Takamatsu presso l&#8217;isola di Shikoku, il samurai Yoichi Munetaka\u00a0che scaglia una freccia all&#8217;indirizzo delle navi nemiche cavalcando nel\u00a0mezzo della risacca marina durante la battaglia di Yashima. \u00a0Un momento fondamentale nella narrazione epica dell&#8217;Heike Monogatari (\u5e73\u5bb6\u7269\u8a9e) il racconto della guerra svoltasi tra il\u00a01180 ed 1185 tra le due potenti famiglie dei Minamoto (Genji) e dei Taira, in cui l&#8217;eroe riusciva a colpire uno stemma sul ventaglio impiegato per insultare il suo schieramento, incrementando il morale degli alleati e\u00a0ponendo quindi le basi per la successiva vittoria del clan dei Genji. Il che potrebbe sembrare un po&#8217; eccessivo, per un semplice elemento di sfondo tra gli arredi urbani. Ma non \u00e8 neanche il pi\u00f9 improbabile\u00a0tra i soggetti rappresentati in quel prosaico contesto&#8230; Guardate un po&#8217; qui:<\/p>\n<figure id=\"attachment_22553\" aria-describedby=\"caption-attachment-22553\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=465bu3bO0Yw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22553\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22553 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-2-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22553\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;utente Dirty Robot ci offre una ricca carrellata fotografica dei suoi tombini preferiti, tra pesci gatto, uccelli, fiori, alberi, anziani personaggi che fanno il bagno alle terme, monaci in preghiera e loghi di squadre di baseball o di calcio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l&#8217;aspetto forse pi\u00f9 insolito, ma dopo tutto niente affatto sorprendente, \u00e8 che esiste una vasta sottocultura di estimatori\u00a0(l&#8217;autore li chiama <em>manholers,\u00a0<\/em>mentre il termine in lingua nazionale potrebbe essere\u00a0\u30de\u30f3\u30db\u30fc\u30eb\u304a\u305f\u304f, <em>otaku<\/em> dei tombini) che vanno in giro per il paese, alla ricerca delle ultime novit\u00e0 trai circa 12.000 diversi soggetti presenti sul territorio. Tra loro, particolarmente noto risulta essere il pensionato di 65 anni\u00a0Hidetoshi Ishii,\u00a0autore del libro fotografico intitolato semplicemente &#8220;Il tombino giapponese&#8221; in cui ha raccolto molte centinaia delle sue fotografie in merito, realizzate a seguito di lunghe esplorazioni in bicicletta, dal momento del suo ritiro come impiegato del Governo Metropolitano di Tokyo. Sula base della\u00a0sua passione decennale, e quella dei molti giovani e pi\u00f9 anziani colleghi, \u00e8 stata quindi fondata\u00a0l&#8217;associazione della\u00a0Gesuido Koho Purattofomu (Piattaforma di Promozione delle Fognature) convenzionalmente abbreviata come GKP, che organizza dal 2004 una convention presso la citt\u00e0 di Tokyo, dove vengono presentate annualmente le ultime innovazioni nel campo e sono messi in vendita gadget di vario tipo, tra cui quadri, orologi e reali impressioni realizzate sul posto con la grafite (<em>takuhon<\/em>) di alcuni dei tombini pi\u00f9 memorabili del paese. Negli ultimi anni stanno avendo successo, in modo particolare, delle carte collezionabili, che vengono distribuite di persona ai visitatori di determinati impianti o strutture museali, recanti assieme all&#8217;illustrazione le precise coordinate GPS (e persino un QR code) per raggiungere ciascuno dei soggetti rappresentati. Il che, certamente, risulta particolarmente appropriato per stimolare l&#8217;interesse di un popolo da sempre dedito alla raccolta sequenziale di tutto ci\u00f2 che pertiene ad un particolare ambito fatto oggetto dell&#8217;interesse individuale.<br \/>\nA completare l&#8217;esplorazione del documentario di ONLY in Japan, viene anche offerta una visita presso la fabbrica Nagashima Imono, una delle prime compagnie che nell&#8217;immediato dopoguerra, decisero di investire nel campo allora nascente della produzione di coperture per i nascenti impianti fognari. La visita costituisce un viaggio di scoperta estremamente affascinante, che inizia dalla fusione e la depurazione del metallo, quindi inserito all&#8217;interno di stampi, fatto seguire dal perfezionamento dei contorni e l&#8217;eliminazione delle imprecisioni tramite l&#8217;impiego di un sistema di sabbiatura e pallini d&#8217;acciaio. Ma il momento pi\u00f9 memorabile resta quello successivo della colorazione, nei fatti usato solamente per particolari tombini commemorativi o quelli da impiegare al coperto, all&#8217;interno di stazioni o zone pedonali, affinch\u00e9 non vengano immediatamente rovinati dal passaggio delle automobili. L&#8217;osservatore critico potr\u00e0 inoltre notare, in questa sequenza, l&#8217;implementazione di alcune delle particolari soluzioni tecniche caratteristiche dei tombini giapponesi, quali la forma lievemente rastremata, per impedire che possano cadere nell&#8217;apertura sottostante, e i cardini su uno dei lati, concepiti per permettere al tombino di spalancarsi, in caso d&#8217;inondazioni o uragani, senza essere lanciato verso l&#8217;alto e ricadere, costituendo una minaccia notevole per la popolazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22554\" aria-describedby=\"caption-attachment-22554\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VZlyQ2x2jOY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22554\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22554 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-Con-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-Con-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-Con-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Japanese-Manhole-Con.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22554\" class=\"wp-caption-text\">Studiando i cataloghi della Gesuido Koho Purattofomu, si potrebbe essere tentati in un primo momento di trovarsi a una convention di collezionisti di monete. A tal punto, sono raffinati e diversi tra di loro i soggetti dei tombini giapponesi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tartaruga ninja, dal punto di vista giapponese, non \u00e8 altro che un <em>kappa<\/em> (\u6cb3\u7ae5) il mostro fluviale, stranamente amato dai bambini, che assaliva e derubava i viandanti fluviali. Ma questi, per sua implicita natura, non \u00e8 un essere che viva preferibilmente in luoghi affollati, preferendo infestare le zone circostanti piccoli villaggi di pescatori o agricoltori, da tormentare allegramente con le scorribande, talvolta orribilmente crudeli (si dice che esso avesse un particolare gusto per le interiora umane&#8230;) Nelle fogne giapponesi, dunque, non vive nulla. Come potrebbe essere altrimenti? Troppo radicata nel profondo sentire popolare \u00e8 la cultura dello shintoismo, che considera impuro ci\u00f2 che ancora oggi, scorre necessariamente sotto i pavimenti delle nostre abitazioni. Al punto che al giorno d&#8217;oggi, molti ne avranno preso coscienza, esiste in quel paese una controcultura che tenta di rendere le scorie umane in qualche modo simpatiche, persino assurdamente attraenti. Pensate ai caratteristici cappellini a forma della stereotipica ed irrealistica\u00a0<em>defecatio <\/em>che a volte compare nei fumetti e cartoni animati di quel paese, o alle caramelle zuccherine vendute all&#8217;interno di minuscole riproduzione di un WC&#8230;<br \/>\nLa visione del tombino come uno strumento di abbellimento urbano, piuttosto che un monito esistenziale, non \u00e8 altro che un&#8217;interpretazione pi\u00f9 sottile ed indiretta della stessa visione delle cose. Molto pi\u00f9 comprensibile quando osservata da lontano. Persino desiderabile&#8230; Chi non preferirebbe, qui a Roma, un gladiatore in armi sul confine della Gallia, piuttosto che la solita, noiosa scritta S.P.Q.R?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi visita abitualmente i blog di settore, o perlustra Internet alla ricerca di notizie sul Giappone, avr\u00e0 di certo gi\u00e0 fatto la conoscenza di\u00a0John Daub, creatore ed unico conduttore del canale di YouTube ONLY in Japan, particolarmente bravo nel riassumere all&#8217;interno di concise esplorazioni particolari aspetti culturali del suo paese d&#8217;adozione. Sempre con grande simpatia, &#8230; <a title=\"L&#8217;arte che impedisce di cadere nelle fogne giapponesi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22552\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;arte che impedisce di cadere nelle fogne giapponesi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,77,625,584,1935,46,1594,690,258,768,71,2360,329],"class_list":["post-22552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-arte","tag-citta","tag-cultura","tag-fogne","tag-giappone","tag-infrastrutture","tag-metallo","tag-metallurgia","tag-societa","tag-storia","tag-tombini","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22552"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22556,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22552\/revisions\/22556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}