{"id":22547,"date":"2017-03-18T06:59:42","date_gmt":"2017-03-18T05:59:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22547"},"modified":"2017-03-18T06:59:42","modified_gmt":"2017-03-18T05:59:42","slug":"la-battaglia-delle-aquile-giganti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22547","title":{"rendered":"La battaglia delle aquile giganti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/J0aGmiPZO18\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22548\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22550\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Steller-Sea-Eagle-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Steller-Sea-Eagle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Steller-Sea-Eagle-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Steller-Sea-Eagle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grido distante dell&#8217;uccello, simile a quello di un cane con la tosse, sottoline\u00f2 il momento dello scambio d&#8217;opinioni. Allo stesso modo di un frullar di piume, sempre pi\u00f9 vicino, come se la natura, stanca di sopportarli, stesse per richiudersi sopra di loro. Lui sapeva bene di cosa si trattava: la battaglia infuriava di nuovo. &#8220;Per l&#8217;ultima volta Georg: non nutrir\u00f2 i miei uomini con bacche, foglie e radici. Soprattutto adesso. Soprattutto in un luogo tanto ricco di cibo&#8230;Che tra l&#8217;altro, lasciamelo dire: \u00e8 assolutamente&#8230;&#8221; Il grande navigatore ed esploratore Vitus Jonassen Bering, dall&#8217;alto dei suoi oltre 50 anni d&#8217;et\u00e0, morsic\u00f2 con gusto la coscia fumante del gabbiano <em>kittiwake <\/em>(<em>Rissa tridactyla<\/em>)\u00a0tanto da trasformare la successiva parola in un goffo ed indistinto: &#8220;Deh-lischo-sho!&#8221; I pochi denti rimasti non aiutavano affatto la situazione. Assumendo un&#8217;espressione indescrivibile, l&#8217;interlocutore scroll\u00f2, per la duecentesima volta, le spalle. Naturalmente. A cosa serve un naturalista laureato a bordo? Scrivere un diario, inviare qualche lettera una volta fatto ritorno all&#8217;Accademia Imperiale di Mosca, promuovere le imprese del grande uomo che, alla ricerca di nuove rotte commerciali, gli ha permesso di vedere cose che nessuno, prima di allora, avrebbe mai neppure sognato. Non di certo, dare consigli al capitano! Per settimane e interminabili mesi, questo scambio si era ripetuto ad intervalli regolari, grossomodo con le stesse obiezioni e il risultato altrettanto inconseguente. Mentre la stragrande maggioranza degli uomini a bordo, uno dopo l&#8217;altro, cadeva vittima dello scorbuto. Finch\u00e9 ad un certo punto del 1741, di ritorno dalla spedizione che avrebbe aperto i mari a settentrione della Siberia ai mercantili\u00a0del glorioso zar Pietro il Grande, non si giunse all&#8217;inevitabile finale. Da tempo separato dalla sua nave gemella e compagna di viaggio, la nave\u00a0San Pietro aveva continuato a navigare verso Nord Est, fino ad approdare presso una terra ricoperta di ghiaccio che tutti, a bordo, sospettavano potesse essere l&#8217;Alaska. Ma a quel punto, gli uomini di mare che erano ancora in grado di svolgere le proprie mansioni si contavano sulle dita di due mani. E includevano, ovviamente, l&#8217;ospite d&#8217;onore tedesco\u00a0Georg Wilhelm Steller, assieme al suo sollecito assistente. Tutti fecero il possibile, spronati dal carisma e le capacit\u00e0 di navigazione del vecchio e beneamato capitano. Nessuno, essenzialmente, commise errori di sorta. Ma la nave, con le vele in condizioni pessime per una precedente tempesta, alla fine naufrag\u00f2.<br \/>\nIn Paradiso, credete a me: l&#8217;isola di Bering, a largo della stretta striscia di terra segnata sulle mappe come Kamchatka, era pi\u00f9 di ogni altra la dimostrazione in Terra dell&#8217;esistenza di Dio: florida, nonostante le temperature molto al di sotto dello zero, e brulicante di ogni forma di vita immaginabile dall&#8217;uomo. Poco dopo l&#8217;incidente, la nave San Pietro fu giudicata irrecuperabile, e i marinai ancora in grado di muoversi iniziarono immediatamente a costruire un vascello pi\u00f9 piccolo, a partire dai rottami di quest&#8217;ultima, che potesse dimostrarsi sufficiente a tornare in patria. Tutto questo, a posteriori, fu drammatico. Ma ebbe un grosso, ed imprevisto punto a favore: dare a Georg il tempo di disegnare, appuntare e descrivere\u00a0ciascuna di tali incredibili creature, poco prima di cuocerle a puntino sopra il fuoco della pura e semplice sopravvivenza. Sottoposti alle continue scorribande delle volpi artiche, i membri della spedizione non potevano conservare a lungo il cibo. Proprio per questo, ogni giorno uccidevano una delle gigantesche &#8220;mucche di mare&#8221; che di l\u00ec a poco si sarebbero viste attribuite\u00a0il nome scientifico di\u00a0Hydrodamalis gigas, e banchettavano serenamente. Ma lo scorbuto, senza sosta, continuava ad avanzare. &#8220;Capitano, adesso ascoltatemi. Molte miglia a sud di questa posizione, vive il popolo dei Jipangu, che \u00e8 vissuto per generazioni del tutto isolato dal resto del mondo. Il loro paese, prima di essere unito, era suddiviso in clan che si facevano la guerra tra loro. E sapete, fra una battaglia e l&#8217;altra, cosa mangiano costoro? Pesce crudo ed alghe. Erba, erba proveniente dai fondali pi\u00f9 profondi dell&#8217;Oceano stesso&#8230;&#8221; Ancora una volta, l&#8217;uomo stava superando il suo grado. Ma le sue storie&#8230; Troppo interessanti! Un&#8217;aquila abbai\u00f2 di nuovo. Ra-ra-ra-raurau,\u00a0ra-ra-ra&#8230;<br \/>\nLi sto lentamente convincendo, pens\u00f2 Steller. Sopravviveremo. Mentre si allontanava per l&#8217;ennesima volta dal campo base, inoltrandosi oltre le scogliere pietrose, dove sapeva bene cosa avrebbe avuto modo di vedere. Ancora una volta, come ogni giorno, gli uccelli pi\u00f9 grossi e nobili di tutti i continenti, ridotti al ruolo di semplici passeri arrabbiati per qualche gustosa briciola di pane. L&#8217;aquila reale (<em>A. chrysaetos<\/em>) e quella dalla coda bianca (<em>Haliaeetus albicilla<\/em>) egualmente intente a litigarsi lo stesso scampolo di cibo. In trepidante attesa\u00a0che giungesse, sulla scena, la pi\u00f9 grande e terribile di tutte. Becco arancione, piume nere e zampe bianche, come se portasse i pantaloni. Fra tutte, l&#8217;unica con cui Steller sentisse d&#8217;identificarsi davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22548\" aria-describedby=\"caption-attachment-22548\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/S9IcN9cErx0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22548\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22548 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Stellar-Vs-Golden-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Stellar-Vs-Golden-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Stellar-Vs-Golden-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Stellar-Vs-Golden.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22548\" class=\"wp-caption-text\">Una mera aquila reale (70 cm di lunghezza) pu\u00f2 vincere contro quella di Steller? (100-120 cm) La risposta \u00e8: dipende. Da quanto ha fame. Naturalmente, dovr\u00e0 necessariamente coglierla impreparata&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non abbiamo alcun ritratto del naturalista di origini tedesche Steller, n\u00e9 sappiamo molto della sua vita privata. Sappiamo soltanto \u00a0che\u00a0era nato nel 1709 a\u00a0Windsheim, vicino Norimberga, e che una volta accettata la chiamata di Pietro il Grande rivolta a tutti gli studiosi d&#8217;Europa, per la costituzione della nuova grande Accademia, aveva scelto di stabilirsi a San Pietroburgo, dove spos\u00f2 la vedova di un altro naturalista,\u00a0Daniel Gottlieb Messerschmidt. Poco prima di lasciarla sola, all&#8217;et\u00e0 di 30 anni, per attraversare la\u00a0Kamchatka con una slitta di cani, ed unirsi alla seconda grande spedizione del celeberrimo\u00a0Vitus Bering. Questa costante ricerca di avventura, in ultima analisi, sarebbe stata la sua condanna. Ma quella particolare avventura, per sua e nostra fortuna, avrebbe avuto un lieto fine. Scoprire un animale al giorno. Vi rendete conto? Roba da farsi prendere la mano. Tanto che fra i molti appunti di Steller, successivamente, fu ritrovato anche l&#8217;avvistamento di una misteriosa scimmia di mare, simile al Bigfoot americano, che per quanto abbiamo modo di sapere, non \u00e8 mai realmente esistito. Ma la sua opera giudicata pi\u00f9 degna di giungere ai posteri sarebbe stata un altra, quella relativa al mondo degli uccelli.<br \/>\nUna ghiandaia, un edrenone (anatra marina), vari mammiferi marini e sopratutto un&#8217;aquila, portano il suo nome. Il rapace di Steller (Haliaeetus pelagicus) in effetti, che costituisce il pi\u00f9 pesante e forte al mondo, facilmente in grado di rapire un piccolo di foca, per portarlo fino agli alti recessi del suo irraggiungibile nido. Tanto che il pericolo maggiore, per lui, \u00e8 proprio il crollo di una tale struttura, irrimediabilmente soggetta al peso di cotale immane presenza. Si tratta di un uccello eccezionale: fino a 10 Kg di peso, con un becco enorme dalla colorazione intensa, anche nei pulcini, tale da rassomigliare al tratto distintivo di un personaggio dei cartoni animati. E le zampe forti ricoperte di ruvidi pori, per incrementare ulteriormente la presa, con un artiglio sul retro particolarmente corto e tozzo, ma fortissimo. Wikipedia riporta il caso di un veterinario che nel 2010 (The eagle watchers: Observing and conserving raptors around the world. Cornell University Press) avendo commesso l&#8217;imprudenza di permettere a uno di questi uccelli di posarsi sul suo braccio senza protezioni, se lo vide letteralmente perforato da parte a parte, con conseguenze mediche che possiamo fin troppo facilmente immaginare. Perfettamente in grado di procacciarsi il cibo sia nel suo luogo d&#8217;origine, le terre emerse perennemente ghiacciate tutto attorno al mare di\u00a0Okhotsk<strong>, <\/strong>che nei luoghi fatti oggetti dell&#8217;annuale migrazione invernale, incluse le isole Kurili e l&#8217;Hokkaido giapponese. Ma state pur certi di una cosa: se soltanto fosse stato possibile rubare, ella non avrebbe fatto null&#8217;altro. Cos\u00ec nobile nell&#8217;aspetto, eppure sempre pronta ad usare le ragioni del bullismo biologico per prevalere&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_22549\" aria-describedby=\"caption-attachment-22549\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cG8BfVvtGPQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22549\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22549 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Stellar-Vs-Kittywake-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Stellar-Vs-Kittywake-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Stellar-Vs-Kittywake-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Stellar-Vs-Kittywake.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22549\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;aquila di Steller si tuffa dalle alte scogliere dell&#8217;isola di Talan, famoso santuario degli uccelli nella baia del Tauj. Come rispondendo a un unico segnale, le sterminate schiere di potenziale vittime pennute fanno il possibile per scampare alla sua furia. Ma tutto questo non sar\u00e0 abbastanza, per salvare la giornata a un singolo uccellino kittiwake.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attimo supremo, il momento lungamente atteso del trionfo. Non la successiva ripida discesa che avrebbe condotto all&#8217;estinzione. Semi-nascosto tra gli scogli, Steller riguard\u00f2 il suo ultimo disegno. Niente male! Una dozzina di rapaci, intenti a combattersi per quello che poteva soltanto essere un&#8217;esponente del genere\u00a0<em>Oncorhynchus<\/em>, una qualche singola trota o un salmone del pacifico. Del tutto insufficiente, questo \u00e8 chiaro, per nutrire tutti quanti. E i corvi incappucciati (<em>Corvus Corone<\/em>)\u00a0pi\u00f9 lontani dal centro della tempesta, che scrutavano con la testa inclinata da una parte, nella speranza di qualche risibile avanzo. Del resto l&#8217;inverno \u00e8 lungo, e anche vincere decine di battaglie, qualche volta, non risulta sufficiente ad aggiudicarsi l&#8217;ardua guerra della sopravvivenza. Lui stesso aveva visto, in pi\u00f9 di un caso, lo sfuggente ladro nero della vita stessa, che s&#8217;inoltrava nel mezzo di una zuffa, tra le imponenti e nerborute aquile intente a combattersi tra loro, scappando via veloce con un pesce o due. Anche questo, vuole dire la natura: la furbizia premia, la nobilt\u00e0 punisce. Questo, purtroppo, lo scienziato lo sapeva molto bene. &#8220;Georg, Georg!&#8221; Grid\u00f2 da qualcuno alle sue spalle. Il mare degli uccelli, per un attimo, sembr\u00f2 agitarsi. Quindi, almeno all&#8217;apparenza, la maggioranza giudic\u00f2 la minaccia insufficiente a fuggire. Voltandosi, il naturalista vide sopraggiungere trafelato il pi\u00f9 giovane marinaio superstite della ciurma. &#8220;Presto, scendi di l\u00ec! Il capitano \u00e8 crollato a terra all&#8217;improvviso!&#8221; Ci salveremo, ripet\u00e8 mentalmente lui. Ma forse, non tutti.<br \/>\nUomini di un altro tempo, le loro storie ormai dimenticate. Di tutti gli animali scoperti dal naturalista tedesco, oggi, soltanto uno non \u00e8 gi\u00e0 sparito o a rischio di estinzione: la ghiandaia dell&#8217;Alaska (<em>Cyanocitta stelleri<\/em>). Il problema degli esploratori \u00e8 che aprono la strada. E tutti quanti, di l\u00ec a poco, avrebbero fatto qualunque cosa, pur di assaggiare un morso della fantastica mucca di mare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grido distante dell&#8217;uccello, simile a quello di un cane con la tosse, sottoline\u00f2 il momento dello scambio d&#8217;opinioni. Allo stesso modo di un frullar di piume, sempre pi\u00f9 vicino, come se la natura, stanca di sopportarli, stesse per richiudersi sopra di loro. Lui sapeva bene di cosa si trattava: la battaglia infuriava di nuovo. &#8230; <a title=\"La battaglia delle aquile giganti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22547\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La battaglia delle aquile giganti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,125,1333,1342,1097,2219,209,249,2359,109,400,986,600,1396,116,78,71,277],"class_list":["post-22547","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-animali","tag-aquile","tag-esplorazioni","tag-evoluzione","tag-hokkaido","tag-inverno","tag-mare","tag-mare-di-okhotsk","tag-natura","tag-oceano","tag-pacifico","tag-predatori","tag-rapaci","tag-russia","tag-scienza","tag-storia","tag-uccelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22547"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22547\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22551,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22547\/revisions\/22551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}