{"id":22542,"date":"2017-03-17T06:45:43","date_gmt":"2017-03-17T05:45:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22542"},"modified":"2017-03-17T06:45:43","modified_gmt":"2017-03-17T05:45:43","slug":"le-avventure-del-ciclista-che-pedala-nello-spazio-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22542","title":{"rendered":"Le avventure del ciclista che pedala nello spazio-tempo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/208342512\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22543\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22544\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dreamride-II-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dreamride-II-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dreamride-II-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dreamride-II.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sogni sono una breve pazzia, e la pazzia un lungo sogno. (Arthur Schopenhauer) E adesso, qualcosa di diverso. Per un pubblico, quello di Internet, da molto tempo abituato alle sfrenate evoluzioni, le discese a rotta di collo, le corse folli organizzate dagli sponsor pi\u00f9 importanti, come la Red Bull.\u00a0Tutti abbiamo sognato, almeno una volta, di staccare i nostri piedi dal terreno e mettere le ali. E voi pensate, forse, che gli uccelli non si sentano incompleti, quando guardano qualcuno camminare? Cos\u00ec come uno sportivo, nelle ore diurne, pu\u00f2 tentare di seguire i grandi nomi, per tentare di veder iscritto il proprio nome negli annali. Ma \u00e8 soltanto nel profondo della notte che pu\u00f2 esprimere il suo vero io. Tutto, tutto, TUTTO questo non pu\u00f2 che si svolgersi all&#8217;interno di una stanza. Della quale, a conti fatti, ci viene mostrato molto poco: il cuscino azzurro, i quadri alle pareti, la coperta a righe\u00a0stile Navajo, Mike Hopkins a occhi chiusi, dormiente placido e sereno. Gi\u00e0 lo conoscevate?\u00a0Mike Hopkins, il ciclista e discesista del freeskiing, protagonista ormai da qualche tempo delle splendide pubblicit\u00e0 della compagnia Diamondback, specializzata in biciclette in materiali dell&#8217;epoca spaziale, adatte per gli impieghi pi\u00f9 diversi. Visto il prezzo medio, preferibilmente di tipo professionale. Oggetti in grado di aprire molte porte. Soltanto chi davvero lo capisce,\u00a0pu\u00f2 trovare la chiave segreta per aprirle. Come&#8230;lui? Anzi loro: perch\u00e9 siamo appena alla terza o quarta inquadratura, quando di ciclista\u00a0ne compare un altro uguale, a palesarsi l\u00ec, dal fondo della stanza. Il doppelg\u00e4nger, l&#8217;alter-ego, il Puer aeternus, l&#8217;interiore spirito di Peter Pan? Pu\u00f2 essere. Io preferisco pensare che si tratti di quello vero, mentre l&#8217;altro, addormentato, resta solamente un guscio vuoto fino al ritornare della sua anima incorporea. Per la quale, a quanto pare, il\u00a0copione della scena aveva in serbo una sfrenata serie di avventure. Titolo: DreamRide 2.<br \/>\nQuindi forza, bando ai sentimentalismi. &#8220;Vecchio amico, eccoti qui&#8221; (un saluto nostalgico <a href=\"https:\/\/www.diamondback.com\/release-3\">alla nuovissima\u00a0bicicletta Release 3<\/a>, prezzo di listino appena sopra i 4.000 dollaroni, ma mentre scrivo&#8230; \u00c8\u00a0scontata, che fortuna!) Si comincia&#8230; Dalle Hawaii, l&#8217;isola omonima dell&#8217;arcipelago volendo essere\u00a0specifici, forse dalle parti delle coste di\u00a0Hamakua. Prima Vera Scena, il Viaggiatore \u00e8 in mezzo a una foresta. Primordiale, ancor prima che pluviale, di un verde intenso come la polpa\u00a0di un Kiwi, grazie\u00a0a un mare di eucalipti e alcuni dei bamb\u00f9 pi\u00f9 grandi che io abbia mai visto. Ma poich\u00e9 siamo in un sogno, dove tutto \u00e8 lecito come direbbe Assassin&#8217;s Creed, non poi c&#8217;\u00e8 una grandissima attenzione alle ragioni dell&#8217;umana prudenza, n\u00e9\u00a0del resto \u00e8 un corpo vero, soggetto ad alcun tipo d&#8217;infortunio&#8230; Il protagonista corre dunque a una velocit\u00e0 ben oltre l&#8217;umano, schivando tronchi a destra e a manca come fossero fuscelli, in una fedele riproposizione dell&#8217;inseguimento celebre nell&#8217;unico e solo terzo film di Guerre Stellari. Meno gli orsetti assatanati, i nazisti spaziali e l&#8217;incombente raggio della morte planetario. Meri e semplici dettagli. Finch\u00e9 non si giunge, giustamente, all&#8217;imboccatura di un&#8217;oscura caverna, dentro la quale pare che albergasse il buco nero a verme della misteriosa Singolarit\u00e0. Visto come, al primo giro dei secondi, Mike si trova all&#8217;improvviso sopra un lago ghiacciato, che dalla regia ci svelano essere, molto gentilmente, Abraham Lake, nell&#8217;Alberta canadese. Subito segu\u00ecto da una ripida\u00a0discesa per i monti della zona di\u00a0Revelstoke, Columbia Inglese, fino ad un paesaggio di nubi incorporee, turbinanti, sopra un grande e incomparabile vuoto. Per poi tuffarsi nuovamente, nelle fiamme del Monte Fato, ed al di l\u00e0 di esse, una pianura d&#8217;ossidiana fusa, di ritorno sulle coste di quell&#8217;isola, perennemente in crescita, dalla furia mai sop\u00ecta. Dove sulla costa, finalmente, si ritrova quella porta che conduce alla sua camera da letto. Nient&#8217;altro che un rettangolo d&#8217;assi di legno, il cui contenuto, a conti fatti, appare totalmente scollegato dall&#8217;ambiente circostante. Una volta attraversata, quindi, essa sparisce. Ma chi pu\u00f2 dire, realmente, quando avr\u00e0 ragione di spalancarsi di nuovo con tutta\u00a0la sua luce?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22543\" aria-describedby=\"caption-attachment-22543\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/157239808\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22543\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22543 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dreamride-I-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dreamride-I-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dreamride-I-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dreamride-I.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22543\" class=\"wp-caption-text\">Le location del primo DreamRide includevano Utah, Nevada, California, Oregon, e lo stato di Washington, ripresi durante l&#8217;autunno del 2015. L&#8217;impiego di una vera e pesantissima porta d&#8217;epoca come &#8220;varco spazio-temporale&#8221; in quel caso, comport\u00f2 non pochi grattacapi per il team di produzione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa abbiamo visto, dunque? Molte cose. Ma sopratutto la visione del regista, ciclista e produttore canadese Scotty Carlson, che pur avendo lasciato nei credits finali il merito di questa singola pubblicit\u00e0 ad altri, tra cui sopratutto il ciclista stesso, resta il fondatore ed organizzatore nel quotidiano dei Juicy Studios, agenzia pubblicitaria anti-conformista che, nelle sue stesse parole: &#8220;Usa poco Internet, perch\u00e9 si trova in mezzo alle montagne. Passa molto tempo in mezzo alla natura. I nostri clienti devono capirne\u00a0la ragione.&#8221; Non a caso, suo era stato uno dei migliori cortometraggi del settore prodotto nel mezzo dello scorso anno, il primo DreamRide sempre per la DiamondBack.<br \/>\nL&#8217;idea, del resto, era per sua stessa ammissione nata da un dialogo con il vecchio amico Mike Hopkins, noto portavoce dell&#8217;azienda produttrice di formidabili biciclette. Molti sono gli elementi ricorrenti tra i due video, quali il tema del sogno, la scelta di location estremamente curata e la fotografia pressoch\u00e9 perfetta, pi\u00f9 che sufficiente a dimostrare la perizia tecnica di ciascuna delle personalit\u00e0 coinvolte. E poi la voce di sottofondo, appartenente al narratore Graham Tracey, che declama i versi di una semplice ma comunque coinvolgente poesia in rima (alcuni dei commentatori americani la definiscono &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dr._Seuss\" target=\"_blank\">seussiana<\/a>&#8220;) sui meriti di realizzare se stessi, abbandonare le convenzioni, pedalare verso l&#8217;obiettivo senza alcun tipo di tab\u00f9 residuo. Tutto piuttosto in linea con le aspettative, insomma. Tranne i meriti estetici e situazionali. Perch\u00e9 in effetti, come accennavo in apertura, quanti sono oggi i video dedicati al ciclismo e la mountain bike che scelgono di avere come unico protagonista e non tanto nascosto solamente lei, la Natura? Per di pi\u00f9, tra quelli realizzati a scopo pubblicitario&#8230; Non le fantastiche evoluzioni dello sportivo, n\u00e9 le prestazioni ineccepibili del suo mezzo. Non le ragioni e la finalit\u00e0 della sua corsa folle. Ma il viaggio stesso, tra fronde, rocce, cime scoscese e valli ripide, fin dentro la caverna delle aspettative ormai svanite. Tutto questo Scotty Carlson, \u00e8 facile intuirlo, deve comprenderlo molto bene, come si pu\u00f2 evincere anche dall&#8217;intervista rilasciata in occasione dell&#8217;uscita del primo video a <a href=\"http:\/\/mountainculturegroup.com\/pro-advice-for-kids-how-to-make-awesome-bike-videos\/\" target=\"_blank\">Mountain Culture Magazine<\/a>, dove parla della sua infanzia trascorsa nella regione rurale canadese dei\u00a0Kootenay (di nuovo, Columbia Inglese) mentre suo padre lavorava come addetto in una fabbrica di legno pressato, e lui passava gli inverni in snowboard, e le estati in mountain bike. Una storia non poi cos\u00ec diversa da quella dello sportivo e scrittore\u00a0Mike Hopkins, protagonista fisico dei due cortometraggi, originario di Rossland (stessa zona geografica) che per dare maggior spazio alle sue passioni, dall&#8217;epoca della raggiunta maturit\u00e0 ha iniziato a viaggiare per il mondo, allo scopo, <a href=\"http:\/\/mike-hopkins.com\/beyond-the-bike\/\" target=\"_blank\">nelle sue stesse parole<\/a>\u00a0di &#8220;inseguire l&#8217;estate&#8221; Finch\u00e9 la sua stessa madre non ha iniziato a chiamarlo, scherzosamente, &#8220;my global boy.&#8221; Personaggi diversi, dunque. Ma grandi amici. La cui sinergia appare pi\u00f9 che mai evidente, nell&#8217;abilit\u00e0 con cui riescono a trasmettere i maggiori meriti dei rispettivi stili di vita.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22545\" aria-describedby=\"caption-attachment-22545\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/14600175\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22545\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22545 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Life-Cycles-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Life-Cycles-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Life-Cycles-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Life-Cycles.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22545\" class=\"wp-caption-text\">Qualcuno ricorda, come ispirazione per la serie Dreamride, il lungometraggio di Derek Frankowski e Ryan Gibb del 2011 Lifecycles, anche complice la stessa voce narrante di Graham Tracey. In quel caso le immagini erano simili, ma il messaggio differente: verteva maggiormente sul significato e l&#8217;intera vita di una bicicletta, a partire dalla sua fabbricazione tra le fiamme di una fabbrica giapponese.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutto questo \u00e8 semplicemente fondamentale. Perch\u00e9 l&#8217;obiettivo di una pubblicit\u00e0 riuscita non dovrebbe essere, in teoria, meramente mostrare i meriti\u00a0del prodotto, bens\u00ec offrire una chiave interpretativa della sua logica generativa, ed un modo per interpretarne e modularne l&#8217;esistenza. Quale miglior modo, dopo tutto, di connotare un oggetto del desiderio, che mostrarne il significato e la logica pi\u00f9 profonda&#8230; Per questo, quando il protagonista definisce attraverso le rime della voce narrante\u00a0la bici, appena entrata in produzione, come suo &#8220;vecchio amico&#8221; non dovremmo quindi sentirci offesi. Lui afferma di conoscerla da tempo, perch\u00e9 ci\u00f2 che segue non dovrebbe rappresentare il passato. N\u00e9 il presente. Ma un possibile futuro&#8230; Che potrebbe essere anche il nostro, chiss\u00e0.<br \/>\nIn ultima analisi, potete davvero affermare, in tutta sincerit\u00e0, di non aver desiderato una simile esperienza neanche per un singolo secondo? Qualche volta, sognare costa decisamente meno. Ma \u00e8 nel fulmineo attimo in cui si sollevano le palpebre verso l&#8217;alto, che vengono prese\u00a0le decisioni pi\u00f9 importanti dell&#8217;anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sogni sono una breve pazzia, e la pazzia un lungo sogno. (Arthur Schopenhauer) E adesso, qualcosa di diverso. Per un pubblico, quello di Internet, da molto tempo abituato alle sfrenate evoluzioni, le discese a rotta di collo, le corse folli organizzate dagli sponsor pi\u00f9 importanti, come la Red Bull.\u00a0Tutti abbiamo sognato, almeno una volta, &#8230; <a title=\"Le avventure del ciclista che pedala nello spazio-tempo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22542\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le avventure del ciclista che pedala nello spazio-tempo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[683,732,219,211,708,191,460,109,130,1082,2358,151,97,87,129],"class_list":["post-22542","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-avventura","tag-biciclette","tag-canada","tag-ciclismo","tag-cortometraggio","tag-hawaii","tag-montaggio","tag-natura","tag-pubblicita","tag-regia","tag-sogno","tag-sport","tag-tecnologia","tag-viaggi","tag-viral"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22542"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22546,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22542\/revisions\/22546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}