{"id":22523,"date":"2017-03-14T06:56:28","date_gmt":"2017-03-14T05:56:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22523"},"modified":"2017-03-14T06:58:01","modified_gmt":"2017-03-14T05:58:01","slug":"la-pausa-pranzo-della-mcgyver-delle-forniture-da-ufficio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22523","title":{"rendered":"La pausa pranzo della MacGyver delle forniture da ufficio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5nY1lrrEPeY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22524\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22525\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Jianbing-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Jianbing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Jianbing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Jianbing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiudi gli occhi&#8230; &#8220;Roteante sopra un piatto incandescente, la padella gigantesca di uno di quei banchi mobili che spopolano nella pi\u00f9 grande citt\u00e0 di Pechino. Gialla come l&#8217;uovo, morbida per la farina, ricoperta dei sapori e dei colori di un&#8217;assortimento di spezie, di erbe ed altri condimenti scelti a piacere. Il mio nome Jianbing, Beijin Jianbing. Non vorresti forse assaporarmi, proprio ora?&#8221; Adesso&#8230; Aprili! Un altro giorno, un altro giro, un&#8217;altra mattinata di profondo studio, raccoglimento e meditazione, nella complicata compilazione dei dati di vendita della Sheng Industries Import-Export Evil Megacorp (SIIEEM). Il foglio Excel che muta e si trasforma, ripiegandosi sopra se stesso come l&#8217;iperspazio, mentre i numeri cessano di avere un qualsivoglia tipo di significato. Mentre la conclusione del lavoro, necessariamente, diventa l&#8217;obiettivo pi\u00f9 importante. Le luci paiono offuscarsi, una lontana musica rimbomba nelle orecchie; la piccola Ye, stanca ma giammai sconfitta, inserisce la sua formula, produce la statistica, incolonna i risultati. Quando sei nel top management, pensa un&#8217;altra volta, tutto questo dovr\u00e0 pur\u00a0servire a qualcosa. Poich\u00e9 costituisce parte di una melodia pi\u00f9 estesa. Ma per gli umili soldati della prima linea, chini sulla scrivania di pino della pi\u00f9 totale perdizione? Ogni cifra, una graffetta, un elastico, la testa d&#8217;invisibili puntine. E le persone, coltellini svizzeri pagati per dire di comprendere l&#8217;incomprensibile, o assumere in se il ruolo di coloro che capiscono, senza esserne effettivamente connotati. Finch\u00e9 un giorno, la mente appesantita non elabora un pensiero: &#8220;Loro&#8221; sapevano chi stavano assumendo. &#8220;Loro&#8221; sapevano che sono creativa, scoppiettante, umile nel lavoro di squadra, socievole d&#8217;inclinazione, con grande capacit\u00e0 di adattamento, rispettosa degli altrui gradi d&#8217;autonomia. Era tutto l\u00ec, scritto in nero su bianco. Perch\u00e9 mai, dunque, hanno voluto privarmi della mia realizzazione? Io che ho sempre sognato di essere una cuoca, oppure ancora meglio, una diva internazionale con successo comprovato\u00a0nell&#8217;arte sublime\u00a0del <em>mukbang<\/em>! (mostrarsi online mangiando, nello\u00a0stile degli <em>streamer<\/em> coreani). Con un moto vorticoso\u00a0dei lunghi capelli, ella si alza in piedi ed apre lievemente la sua bocca, in un grido silenzioso che per sua fortuna, non si espleta in misura percettibile dal capo del dipartimento. I colleghi, totalmente immersi negli schermi loro attribuiti, non si voltano neppure a guardarla. Se questo fosse stato un film del nostrano\u00a0Fantozzi, prodotto di un epoca ed un etica lavorativa d&#8217;altri tempi, sarebbe stato questo il punto in cui la piccola Ye avrebbe ricordato le aspettative familiari, la splendida figlia, il marito semplice e devoto. Sedendosi di nuovo a compilare. Ma nell&#8217;era dei <em>millennials<\/em>, che non hanno avuto nulla, tranne quello che si sono conquistati con i denti e l&#8217;auto-abnegazione personale, ogni presumibile sacralit\u00e0 del posto di lavoro, qualsiasi mistero della preziosissima poltrona, \u00e8 stato necessariamente rimpiazzato dalla capacit\u00e0 di esprimere se stessi in ogni situazione. Chiamatela pure, se ne avete voglia, espressione stachanovista della psicanalisi di Sigmund Freud.<br \/>\n\u00c8 sull&#8217;onda di questo\u00a0che la nostra Ye, non pi\u00f9 tanto &#8220;piccola&#8221; nella visione generale delle cose, apre i cordoni della borsa e tira fuori ci\u00f2 che aveva preparato fin da casa: gli ingredienti per la pi\u00f9 perfetta frittatona di met\u00e0 giornata, energizzante quanto un pasto preparato dalla nonna fra le stanze di un&#8217;infanzia ormai remota. Ma prima di procedere, un problema: &#8220;Come cuocio tutto questo&#8230;Come&#8230;Come&#8230;&#8221; Ah, per tutti e sette le Divinit\u00e0 della Fortuna. Proprio sotto alla mia scrivania c&#8217;\u00e8 tutto il necessario: forno, padella e pure il fuoco. Devo sbrigarmi: presto arriva il mezzogiorno. Il computer viene spento, poi smontato. In ogni parte tranne l&#8217;alimentatore, che trover\u00e0 posto accanto al <em>case<\/em>, ormai del tutto vuoto. Una rapida serie di gesti, e la staccionata della decorazione in legno da scrivania (aiuola per i fiori) si trasforma in legna da ardere, all&#8217;interno di una pratica ciotola metallica, nella quale trova posto solamente una candela. Dopo tutto, bisognava fare spazio\u00a0per le operazioni. Il tutto trova posto, viene acceso, inizia la cottura, alimentata dalla stessa ventola del PC, appositamente lasciata in condizioni di funzionare. La collega, pi\u00f9 impassibile di un accidentale spettatore negli sketch di Mr Bean, continua imperterrita a inserire numeri nel foglio Excel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22526\" aria-describedby=\"caption-attachment-22526\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OfDER5E1AaM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22526\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22526 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Noodles-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Noodles-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Noodles-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Noodles.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22526\" class=\"wp-caption-text\">Prima di approdare su YouTube, evento verificatosi all&#8217;incirca una settimana fa, la Piccola Ye aveva avuto un successo senza precedenti sul portale di Weibo, una sorta di Twitter cinese. Secondo <a href=\"http:\/\/mashable.com\/2017\/03\/13\/chinese-woman-office-cooking\/?utm_campaign=Mash-Prod-RSS-Feedburner-All-Partial&amp;utm_cid=Mash-Prod-RSS-Feedburner-All-Partial&amp;utm_source=feedly&amp;utm_medium=webfeeds#pM3hAY3opSqq\" target=\"_blank\">un articolo di Mashable<\/a>, la sua citt\u00e0 di provenienza sarebbe Chengdu, nella provincia del Sichuan.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, la vita d&#8217;ufficio non \u00e8 tutta rose, fiori ed il raggiungimento dell&#8217;auto-realizzazione individuale. Dopo tutto, cosa pu\u00f2 fare il singolo, dinnanzi a prassi e metodi pi\u00f9 vecchi del concetto di lavoro stesso. Puntuale come le tasse sopraggiunge, dunque, l&#8217;invidia. Di una vicina di scrivania che si porta gli spaghetti istantanei nel barattolo e, come la perfetta impiegata che finge di essere, li mangia presso la sua postazione, senza staccare gli occhi neanche per un attimo dalla sua insignificante porzione dei doveri amministrativi aziendali. E quando Ye si avvicina per sentirne almeno l&#8217;odore, quella strega si fa da parte, voltandosi di spalle con fare offeso. \u00c8 l&#8217;ora della vendetta, terribile, furioso tempo di rivalsa. Di nuovo spuntano dal nulla gli ingredienti, questa volta di tipo molto pi\u00f9 semplice: soltanto acqua e farina; per fare DAVVERO la differenza, tutto quello che serve, qui, \u00e8 suprema abilit\u00e0 manuale. Una volta costituito l&#8217;impasto su un&#8217;ampia base di carta da forno (certo, qui non siamo mica degli arraffoni) la prima mansione da assolvere \u00e8 la creazione di una bambola vud\u00f9. Ovviamente. Fedele rappresentazione della collega in questione, infilzata su un paletto in mezzo ai fiori mentre l&#8217;originale si \u00e8 recata momentaneamente alla toilette. Ma il bello comincia ovviamente da qui. Perch\u00e9 una vera aspirante mukbang non pu\u00f2 certo accontentarsi di tirare e attorcigliare un mero piatto di\u00a0y\u00f3u mi\u00e0n, signora mia. Ella necessita, soprattutto in simili impossibili condizioni, di ricreare fedelmente ci\u00f2 che aveva l&#8217;invidiosa controparte, intrecciando all&#8217;uncinetto alimentare una fedele approssimazione del tipico panetto disidratato acquistato nei supermarket occidentali come &#8220;ramen alla giapponese&#8221;. Soltanto in questo caso, fresco e fatto in casa (ah no, in ufficio!)<br \/>\nE per condirlo, questa volta, Ye adotta una soluzione ancora pi\u00f9 pratica e funzionale. Assentandosi soltanto per pochi minuti dalla sua scrivania, prende l&#8217;ascensore, scende al piano terra e si reca dal negozio antistante alla\u00a0SIIEEM, dove lavora a quanto pare un suo vecchio amico. Ora, non sto dicendo che una simile attivit\u00e0 potrebbe facilmente passare inosservata agli occhi dei suoi pi\u00f9 diretti superiori. Ma per un&#8217;impiegata modello sotto ogni altro possibile aspetto, piccole concessioni devono pur essere fatte, non \u00e8 vero? Una frittura attentamente calibrata, l&#8217;aggiunta di nuovo fondamentale delle erbe e degli aromi, un ritorno rapido alla sala dove giunge a compimento\u00a0la magia aziendale dell&#8217;Excel. La consumazione, questo punto, diventa un diritto. L&#8217;ostentazione ai danni della collega, quasi un dovere.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22524\" aria-describedby=\"caption-attachment-22524\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GAjfdrLwYJg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22524 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Hot-Pot-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Hot-Pot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Hot-Pot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Little-Ye-Hot-Pot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22524\" class=\"wp-caption-text\">Quando hai un martello, ogni cosa diventa un chiodo. E la fame \u00e8 il pi\u00f9 pesante di tutti i martelli, specie di fronte alle pi\u00f9 avanzate funzionalit\u00e0 della tecnologia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora vi dico, fermatevi. Non proseguite. Andare oltre questo punto, potrebbe cambiare le vostre aspettative su cosa sia effettivamente possibile che accada all&#8217;interno di un ufficio cinese. Bene, io vi ho avvisato. Perch\u00e9 alla terza giornata di massima espressione culinaria, alla piccola Ye sembrava essersi accesa una lampadina. Per l&#8217;idea rivoluzionaria, persino sovversiva, di prepararsi una splendida sessione di\u00a0<em>huo gu\u014d<\/em>. Sapete di cosa stiamo parlando? La cosiddetta cucina <em>hot pot<\/em>, o volendo essere ancor pi\u00f9 descrittivi, la leggendaria fonduta cinese. In cui i commensali intingono nella pentola d&#8217;acqua bollente insaporita carne, verdure o pesce, a seconda del tema della giornata, per tirarli fuori adeguatamente dorati e possibilmente, ricoperti di polveri a base di peperoncino. Niente, neppure la minaccia di un immediato licenziamento, potrebbe mai offrire una finestra migliore sugli abissi pi\u00f9 auto-indulgenti dell&#8217;animo umano. La nostra eroina, dunque, requisisce una formidabile\u00a0apparecchiatura, il\u00a0distributore d&#8217;acqua a quanto pare fornito della funzione di riscaldamento, forse per preparare&#8230;Tisane? O persino il t\u00e8? Chi pu\u00f2 dirlo. Questi cinesi! Disposte sulla scrivania ogni tipo d&#8217;immaginabili primizie, ella rimuove l&#8217;imbuto ed attiva dunque l&#8217;inverter. Impugna le lunghe bacchette ed inizia ad intingere, uno dopo l&#8217;altro, i momenti migliori della sua giornata. Tagliatelle, uova, tranci di bestie non meglio identificate, il tocco di un qualcosa di rosato che assomiglia vagamente al\u00a0pat\u00e8 di <em>fois gras<\/em>&#8230;<br \/>\nEd alla fine, apoteosi! Un piatto pienamente allestito viene offerto alla collega, che ancora intrappolata dalle aspettative della pi\u00f9 rigida cultura lavorativa, non pu\u00f2 che accennare un rifiuto, scuotendo vistosamente la mano. Ma si vede che interiormente, soffre le intense, dolorose, ed in qualche modo persino meritate, fiamme ruggenti del Niraya. Il purgatorio buddhista di chi ha accumulato un eccessiva dose di karma negativo. Stranamente, al termine delle operazioni culinarie, per questa volta non viene mostrato il momento in cui Ye pulisce e rimonta il dispositivo, al fine di ripristinare\u00a0l&#8217;immagine della perfetta dipendente che molto evidentemente, incorpora nel suo io da numerose reincarnazioni. Possibile che si trattasse del suo ultimo giorno di lavoro alla\u00a0SIIEEM? E se davvero \u00e8 successo quanto stiamo immaginando, bisognerebbe anche chiedersi: &#8220;Perch\u00e9 mai?&#8221; Ecco qui un&#8217;impiegata che dimostra spirito d&#8217;iniziativa, capacit\u00e0 tecnica ed una chiara capacit\u00e0 di apprezzare la buona cucina. Fosse dipeso da me, le avrei offerto una promozione: chef addetta al dipartimento IT. Quelli del piano di sotto\u00a0si, che sono delle ottime forchet&#8230;Ehm, bacchette.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiudi gli occhi&#8230; &#8220;Roteante sopra un piatto incandescente, la padella gigantesca di uno di quei banchi mobili che spopolano nella pi\u00f9 grande citt\u00e0 di Pechino. Gialla come l&#8217;uovo, morbida per la farina, ricoperta dei sapori e dei colori di un&#8217;assortimento di spezie, di erbe ed altri condimenti scelti a piacere. Il mio nome Jianbing, Beijin &#8230; <a title=\"La pausa pranzo della MacGyver delle forniture da ufficio\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22523\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La pausa pranzo della MacGyver delle forniture da ufficio\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[292,163,162,70,311,2353,136,2352,360,1837,1836,89,2354,129],"class_list":["post-22523","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-cibo","tag-cina","tag-cucina","tag-divertente","tag-gastronomia","tag-hot-pot","tag-invenzioni","tag-jianbing","tag-lavoro","tag-noodles","tag-pasta","tag-strano","tag-ufficio","tag-viral"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22523","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22523"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22528,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22523\/revisions\/22528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}