{"id":22513,"date":"2017-03-12T06:45:55","date_gmt":"2017-03-12T05:45:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22513"},"modified":"2017-03-12T06:45:55","modified_gmt":"2017-03-12T05:45:55","slug":"viaggio-fantastico-nel-regno-della-neve-giapponese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22513","title":{"rendered":"Viaggio fantastico nel regno della neve giapponese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2cCoQCjZkg8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22514\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22516\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Yuki-no-otani-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Yuki-no-otani-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Yuki-no-otani-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Yuki-no-otani.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;avete visto, assai probabilmente, in occasione di un qualche servizio televisivo sull&#8217;efficienza dei paesi stranieri nell&#8217;amministrare la viabilit\u00e0 in condizioni ambientali estreme: &#8220;Loro si&#8230;&#8221; avr\u00e0 esordito l&#8217;opinione tipica del senso comune, generalmente seguita da un parternalistico: &#8220;Non certo come noi, per cui quattro fiocchi bastano a&#8230;&#8221; E via d&#8217;immagini incredibili, con muraglie candide alte quanto un edificio di tre \u00a0o quattro piani, ordinatamente accatastate a lato di una strada limpida e perfetta. Sulla quale, come niente fosse, avanzano persone ed automezzi. Ma chi ha fatto, esattamente, questa cosa? E soprattutto, perch\u00e9 mai? Di certo, dovr\u00e0 trattarsi di un importante snodo di collegamento, in qualche paese del remoto Nord soggetto a gelide temperature per l&#8217;intero ciclo stagionale&#8230; Ecco, almeno nel caso mostrato qui sopra, tutto l&#8217;opposto: siamo effettivamente (solo?) in Giappone, e neanche nella parte pi\u00f9 settentrionale del paese. Bens\u00ec a mezza altezza, con una latitudine grossomodo paragonabile a quella della Sicilia. Per comprendere davvero ci\u00f2 di cui si tratta, sar\u00e0 meglio assumere una prospettiva d&#8217;insieme. Ma soltanto leggendo l&#8217;articolo fino alla fine,\u00a0troverete la risposta per l&#8217;implicita domanda.<br \/>\nIl viaggiatore in bilico sul mare di nebbia, le braccia lungo i fianchi, lo zaino moderno in tela tecnica e un cappello con i paraorecchi, per farsi scudo dal gelo attanagliante sopra una vetta\u00a0che potrebbe essere considerata, senza alcun eccesso di zelo, uno dei tetti pi\u00f9 elevati dell&#8217;intero arcipelago degli Dei. Il Tateyama (\u7acb\u5c71) o monte Tate, o ancora meglio come molti amano chiamarlo con suprema espressione di ridondanza, il monte, Monte Tate (\u5c71 &#8211; <em>yama\u00a0<\/em>gi\u00e0 bastava a definirlo tale). Col vento che lo insidia da ogni lato, eliminando dalla mente l&#8217;ultimo residuo dei pensieri. Anche questa \u00e8 meditazione. Soprattutto questo, rappresenta l&#8217;Illuminazione. Finch\u00e9 guardando verso il basso, finalmente coscienti della propria pressoch\u00e9 totale assenza di significato nello schema generale delle cose, non si torni coi ricordi a quanto risulta essere fin troppo noto, perch\u00e9 scritto a lettere di fuoco nella storia di questa stessa regione del pensiero, la prefettura di Toyama: che prima che tu, uomo comune, potessi\u00a0giungere in un luogo simile, sulla vetta di un tale colosso\u00a0con pratico bus, vettura ferroviaria e infine funivia, davvero molto \u00e8 andato perso. O per essere pi\u00f9 specifici, soggetto alle ragioni e la logica del sacrificio. Dall&#8217;Universo, la natura e soprattutto la nazione, in quantit\u00e0 specifica di 171 coraggiosi uomini e donne, deceduti in un lungo periodo di 10 anni prima che il miracolo giungesse a compimento. Sto parlando della diga idroelettrica da 51 miliardi di yen, portata a termine nel 1963, pensata per fornire alcuni degli strumenti pi\u00f9 importanti a liberarsi dal peso residuo di una guerra ingiusta. La pi\u00f9 alta, ed imponente struttura idroelettrica del paese, costruita come spesso capita, in uno dei luoghi pi\u00f9 remoti del paese. Nome: Kurobe Dam. Avete mai pensato al dispendio di mezzi ed energie necessarie affinch\u00e9 una muraglia di cemento alta 186 metri, e larga 492, possa ergersi nel mezzo di un remoto paesaggio montano, con l&#8217;unico supporto logistico di una piccola ferrovia locale? Impensabile, ridicolo, del tutto inappropriato. Finch\u00e9 a qualcuno, tra le pi\u00f9 insigni menti associate\u00a0al progetto, non venne in mente di scavare un tunnel lungo 5 Km e mezzo, nel cuore stesso di una delle tre vette sacre ai suddetti sommi <em>kami<\/em> (\u795e- Dei) assieme al monte, Monte Fuji (\u5bcc\u58eb) e al monte, Monte Haku (\u767d) sufficientemente largo da farci passare interi camion carichi di materiali, ruspe, bulldozer&#8230; Un simile punto di rottura col passato, a conti fatti, non poteva che creare ottime opportunit\u00e0. O cos\u00ec dovette aver pensato proprio Muneyoshi Saeki, il capo della neonata azienda\u00a0Tateyama \u7acb\u5c71\u00a0Kurobe \u9ed2\u90e8\u00a0Kank\u014d \u8cab\u5149 (\u7acb\u5c71 &#8211; la montagna \u9ed2\u90e8 &#8211; spazio\/tempo \u8cab\u5149 &#8211; spazio esterno) forse proprio il primo fra i viaggiatori a sperimentare l&#8217;emozione del mare di nebbia. E che indicando con la mano tesa verso l&#8217;infinito, avr\u00e0 esclamato qualcosa sulla linea di: &#8220;Un giorno, un simile spettacolo dovr\u00e0 appartenere\u00a0al mondo intero.&#8221;<br \/>\nOra, trasformare un ripido recesso come questo in una strada attiva tutto l&#8217;anno, sostanzialmente, sarebbe stato impossibile. Anche andarci vicino, tuttavia, \u00e8 qualcosa di semplicemente incredibile a vedersi. Le strade collocate prima e dopo il tunnel furono ampliate e\u00a0sottoposte a prolungamento, affinch\u00e9 giungessero fino alla citt\u00e0 omonima di Tateyama (26.000 abitanti). E dall&#8217;altra parte, riuscissero a raggiungere la periferia di\u00a0\u014cmachi (27.000 anime). Quindi, si prese pienamente coscienza di un fatto solamente in parte inaspettato: che qualsiasi parvenza di strada potesse essere costruita dai pi\u00f9 abili ingegneri del Giappone, sarebbe stata sepolta, per circa 10 mesi l&#8217;anno, da una quantit\u00e0 variabile di circa 20 metri di neve. Un bel problema, vero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22514\" aria-describedby=\"caption-attachment-22514\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RxZzBlbxvNA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22514\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22514 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Snow-Removal-Japan.jpg-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Snow-Removal-Japan.jpg-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Snow-Removal-Japan.jpg-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Snow-Removal-Japan.jpg.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22514\" class=\"wp-caption-text\">Soltanto con un adeguato dispendio di uomini e mezzi, l&#8217;impossibile pu\u00f2 diventare possibile. Non c&#8217;\u00e8 nessuna &#8220;prerogativa speciale&#8221; dei popoli soggetti a simili ostacoli ambientali. Soltanto fondi maggiori messi a disposizione dal governo, per semplici ragioni di necessit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ebbe davvero inizio, dunque, solamente all&#8217;accensione degli spazzaneve. Li avevano chiamati pazzi. Li avevano chiamati sfortunati. Quei quattro gatti della Kurobe Kanko, tuttavia, volevano soltanto fare un ottimo lavoro. \u00c8 ovvio che l&#8217;opera di riaprire una strada cos\u00ec drammaticamente remota sotto il manto bianco sia un qualcosa di pi\u00f9 simile a scavare un antico reperto archeologico, e richieda mezzi e metodologie particolari, per quanto basati su fondamenta solide e ben collaudate.\u00a0Un metodo operativo il quale, fortunatamente, rappresenta\u00a0da millenni una delle pi\u00f9 caratteristiche prerogative della cultura del lavoro e dell&#8217;ingegneria nipponica, come esemplificato da tante insolite strutture socio-funzionali, tese al futuro ma con occhio di riguardo a norme estetiche pi\u00f9 antiche di svariate civilt\u00e0. \u00c8 difficile, con il solo strumento di Internet, pensare di risalire al metodo impiegato nei primi anni &#8217;60 ed a seguire. Che probabilmente richiedeva un dispendio di uomini e mezzi assai maggiore di quello odierno. Ma la metodologia attuale, dal canto suo, risulta perfettamente documentata. Tutto inizia con un singolo bulldozer, dotato di localizzatore GPS, che inizia a percorrere lo spettro\u00a0digitale di una strada completamente invisibile, sita a qualche decina di metri sotto di lui. Una volta scavato il primo, timido solco, tale veicolo viene quindi fatto seguire da un gruppo di suoi simili, che ad ogni passaggio successivo ampliano il canale. Dietro di loro, un branco di ruspe fa perfettamente il suo mestiere, compattando con solerzia le pareti risultanti, che si fanno gradualmente pi\u00f9 alte ed impressionanti. Turbine e sistemi pneumatici soffia-neve, montati su pale in dotazione a grossi mezzi fuoristrada completano il lavoro. Finch\u00e9 alla fine, con certezza inevitabile, non torna palese il grigio scuro dell&#8217;asfalto, mentre ci\u00f2 che lo circonda assume il nome convenzionale di Yuki-no Otani (\u96ea\u306e\u5927\u8c37 &#8211; il canyon della neve) Una vera e propria attrazione turistica in se stessa, lunga svariati chilometri, spesso percorsa dagli amanti del trekking senza l&#8217;uso di alcun veicolo a motore, per meglio prendere coscienza di un&#8217;atmosfera tanto rara e priva di reali termini di paragone. Persino qua, in Giappone! dove l&#8217;occorrenza di significative nevicate appare tutt&#8217;altro che insolita e rara.<br \/>\nVediamo, quindi, di analizzare qualche esempio, come esaurientemente riportato da un articolo <a href=\"http:\/\/www.atlasobscura.com\/articles\/snow-canyon-japan\" target=\"_blank\">del portale Atlas Obscura<\/a> sull&#8217;argomento: la citt\u00e0 con la maggior quantit\u00e0 di neve e popolazione superiore alle 300.000 persone \u00e8 Aomori, nel nord della grande isola dello Honshu, con 6,68 metri annui. Per comparazione presso il comune pi\u00f9 nevoso d&#8217;Italia, Cuneo, si sfiorano &#8220;appena&#8221; i 100 cm di media. Scendendo a centri abitati pi\u00f9 piccoli, troviamo in Giappone Tokamachi, nella prefettura di Niigata, in grado di superare facilmente gli 11 metri. Ma volendo raggiungere un luogo pi\u00f9 estremo tra quelli abitualmente frequentati, la quantit\u00e0 diventa semplicemente vertiginosa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22515\" aria-describedby=\"caption-attachment-22515\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tA2idr_H7CY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22515\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22515 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sukayu-Onsen-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sukayu-Onsen-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sukayu-Onsen-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sukayu-Onsen.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22515\" class=\"wp-caption-text\">I bagni termali di Sukayu \u9178\u30f6\u6e6f (ovvero per analogia coi monti suddetti: le terme, Terme di Suka) si trovano nei pressi di Aomori e vedono una precipitazione annua di circa 17 metri. In pratica, abbastanza da coprire Jeeg Robot. Quanto fastidio, soltanto per accedere all&#8217;esperienza del bagno comunitario, resa mitica da tanti manga e cartoni animati&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, dunque, il Giappone viene coperto da una simile quantit\u00e0 di neve, nonostante la collocazione geografica\u00a0tutt&#8217;altro che polare? La risposta \u00e8 semplice, e trova una valida analogia nel continente americano. Avrete certamente presente, specie se siete visitatori assidui di questo blog, il fenomeno climatico dei Grandi Laghi siti al confine tra Stati Uniti e Canada. Il motivo per cui dico questo, \u00e8 che si trova all&#8217;origine di tanti fenomeni curiosi spesso citati sul web, tra cui la neve ghiacciata che ricopre interi edifici, le auto trasformate in cubetti di ghiaccio inaccessibili, l&#8217;acqua innevata che\u00a0forma interi branchi di sferette simili a bizzarre pecorelle galleggianti sulle coste settentrionali del Michigan&#8230; Tutto perch\u00e9 l&#8217;aria gelida, proveniente dalle regioni semi-artiche soprastanti sulla mappa, discende dalle pendici montane, inoltrandosi lungo la superficie piatta e relativamente tiepida di tali enormi masse d&#8217;acqua. In tale fase, quindi, si carica di vapore, ed aumentando di temperatura torna a salire, giusto in corrispondenza degli insediamenti umani. Dove infine, gonfia e gravida di precipitazioni, inizia a rilasciarne in quantit\u00e0 industriale. Ora immaginate, tuttavia, dei laghi tanto Grandi da essere l&#8217;intero Mar del Giappone. Che ovviamente, giammai potrebbe congelarsi, limitando la portata e la durata del fenomeno. L&#8217;effetto in questi luoghi risulta essere dunque tanto pi\u00f9 forte ed insistente, fino a\u00a0produrre le incredibili esistenze di luoghi come lo Yuki-no Otani, oppure le sorgenti termali di\u00a0Sukayu.<br \/>\nLungo i sentieri che si dipanano dalla remota strada del monte Tate, sono disposti gli antichi santuari, per lo pi\u00f9 buddhisti,\u00a0legati ad un sistema di credenze ancora attivamente perpetrato. Secondo cui il terreno di origine vulcanica, e le occasionali caldere che costellano il paesaggio, costituirebbero altrettante vie d&#8217;accesso alle regioni del sottosuolo dei defunti. Quasi come se, aspirando a simili visoni infernali, l&#8217;anima potesse aspirare alle vette ultramondane del paradiso. Ma \u00e8 soltanto osservando da lontano il mare della nebbia che si agita in volute turbinanti, che si potr\u00e0 percorrere il sentiero della Verit\u00e0 ulteriore. Una risposta del tutto inutile nel corso della vita quotidiana, ma che diventa, proprio per questo, enormemente pi\u00f9 preziosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;avete visto, assai probabilmente, in occasione di un qualche servizio televisivo sull&#8217;efficienza dei paesi stranieri nell&#8217;amministrare la viabilit\u00e0 in condizioni ambientali estreme: &#8220;Loro si&#8230;&#8221; avr\u00e0 esordito l&#8217;opinione tipica del senso comune, generalmente seguita da un parternalistico: &#8220;Non certo come noi, per cui quattro fiocchi bastano a&#8230;&#8221; E via d&#8217;immagini incredibili, con muraglie candide alte quanto &#8230; <a title=\"Viaggio fantastico nel regno della neve giapponese\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22513\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Viaggio fantastico nel regno della neve giapponese\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,312,2076,46,167,209,360,1432,301,468,220,126,87],"class_list":["post-22513","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-clima","tag-compagnie","tag-giappone","tag-ingegneria","tag-inverno","tag-lavoro","tag-luoghi-remoti","tag-montagne","tag-neve","tag-strade","tag-trasporti","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22513"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22517,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22513\/revisions\/22517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}