{"id":22502,"date":"2017-03-10T07:01:53","date_gmt":"2017-03-10T06:01:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22502"},"modified":"2017-03-10T07:01:53","modified_gmt":"2017-03-10T06:01:53","slug":"la-confraternita-dei-tre-violini-semoventi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22502","title":{"rendered":"La confraternita dei tre violini semoventi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/qewdC3hX4iQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22503\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22505\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Phonoliszt-Violina-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Phonoliszt-Violina-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Phonoliszt-Violina-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Phonoliszt-Violina.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">New York, New York. Non cambia mai. Cos\u00ec adesso, come nella calda, calda estate del 1912, con la gente che si aggira per le strade e il fronte del porto sull&#8217;East River, sovrastata dalle insegne variopinte\u00a0di un migliaio di diverse professioni, tanto chiare se prese singolarmente quanto a pronte a mischiarsi in un costante flusso d&#8217;informazioni, che s&#8217;intreccia e si disperde tra la sottile nebbia del mattino. \u00a0Uno strillone dal cappello messo di traverso, poco pi\u00f9 che un ragazzino con un mazzo di giornali sottobraccio, che grida in corrispondenza di un incrocio: &#8220;Udite, udite: il Comitato per il Latte Infantile ha istituito un nuovo giro di lezioni alle future madri della citt\u00e0. Udite, udite: continua lo sciopero dei musicanti, presso L&#8217;Hudson Theatre della 44\u00b0 strada, nota con il nome di\u00a0Broadway&#8221; Tutti corrono, a nessuno importa. Sono ben pochi\u00a0gli estimatori della BUONA musica, tra la gente pi\u00f9 comune di New York. Come il piccione che sorvola questa scena, all&#8217;improvviso\u00a0attratto da un bisogno improvviso di trovare un senso alla sua vita. Con un grido, un fischio e una capriola, il grigio uccello vira sopra il fiume, ad inoltrarsi nel grandioso canyon del Manhattanhenge. La luce sfolgorante di finestre incapsulate tra il cemento, il suono fastidioso dei cavalli che nitriscono, portando innanzi i carri sovraccaricati dagli umani. Quando a un tratto, c&#8217;\u00e8 il silenzio per un solo attimo, l&#8217;aria che converge in mezzo a un capannello di persone. Con un frullar d&#8217;ali, l&#8217;uccello posa le sue zampe sopra il busto di un gargoyle, posizionato in cima al portone di un&#8217;abitazione privata. &#8220;Li conosco tutti quanti, turrr, turr&#8221; Sussurra tra se e se. C&#8217;\u00e8 il Wurlitzer supremo, con la sua giganteggiante tuba, l&#8217;industriale proveniente dall&#8217;Europa che si era fatto strada nell&#8217;industria della produzione in serie di pianoforti, manuali e meccanici, diventando in pochi anni uno degli uomini pi\u00f9 ricchi, e famosi, degli interi Stati Uniti. C&#8217;\u00e8 anche Ernst B\u00f6cker, suo connazionale e fornitore, commerciante dalle molte connessioni e conoscenze. E un seguito notevole di uomini d&#8217;affari, melofili, semplici curiosi che passavano di l\u00ec. Ci sono poi il primo violino, il clarinettista, il flauto traverso, il trombonista, il timpano, l&#8217;addetto al contrabbasso&#8230; La New York Orchestra al completo, che tutto pare intenzionata a fare, tranne esprimersi nel loro tipico operare. &#8220;Pi\u00f9 benefici!&#8221; Grida qualcuno: &#8220;Vogliamo uno stipendio che tenga conto dell&#8217;esperienza di servizio!&#8221; Fa eco il suo collega. Con un&#8217;alzata di spalle,\u00a0B\u00f6cker fa un cenno ai suoi stimati pari, scambia due parole con la controparte. Un brivido sembra percorrere la folla, e i pi\u00f9 degni della congrega fanno il loro ingresso\u00a0in queste auguste sale della musica in profondo divenire. Fa caldo, pensa il piccione: &#8220;Se soltanto potessi mettermi i vestiti, le scarpe ed il cappello.&#8221; Perch\u00e9 lui sa bene, cosa sta per accadere. Ma non l&#8217;ha mai VISTA. Questa\u00a0cosa straordinaria, verificatosi gi\u00e0 ieri e l&#8217;altro ieri: gli scioperanti si guardano attorno, con espressione smarrita. Gli slogan cessano per un solo, importantissimo minuto. Ed \u00e8 a quel punto, che succede un qualche cosa d&#8217;impossibile, impossibilmente atteso! Le note di\u00a0<em>An der sch\u00f6nen blauen Donau<\/em>, il riconoscibile Danubio Blu di Strauss, dirompenti dal portone intenzionalmente lasciato socchiuso\u00a0del teatro, mentre una sola parola pare riecheggiare tra i presenti: &#8220;Chi, chi, chi?&#8221; (Ha tradito il nostro sciopero) &#8220;Chi \u00e8 stato?&#8221; Per due giorni, i meno moderati hanno aspettato fino a tarda sera, per tendere un&#8217;imboscata al gruppo dei dannati traditori. Almeno tre violinisti. Ed un pianista. &#8220;Ma costoro sbagliano, turr.&#8221; Esclam\u00f2 l&#8217;uccello della musica. &#8220;La giusta domanda da porsi, sarebbe stata, che cosa?&#8221;<br \/>\nCerto, dal punto di vista di molti di loro, la questione deve essergli apparsa come un bel mistero. A quel punto del &#8216;900, il pi\u00f9 avanzato tipo di musica registrata e riproducibile esistente sul mercato \u00a0era il fonografo\u00a0creato direttamente a partire dal progetto originario dello scienziato nazionale Thomas Edison, in grado d&#8217;immagazzinare una composizione incidendo dei precisi solchi in un cilindro di cera, per poi riprodurla tramite le vibrazioni del suo ago amplificato. Ma persino il pi\u00f9 grande e potente di questi arnesi, dalla sua tuba d&#8217;ottone, non avrebbe potuto di certo riempire un salone da ballo col suo suono. Men che mai il pi\u00f9 celebre, e grandioso, dei teatri di New York. No di certo. Quel che fece tanto parlare di se, in quei mesi\u00a0sul finire dell&#8217;epoca classica, prima che la guerra spazzasse via tutto per rimpiazzarlo con la nuova epoca del Jazz, era un qualcosa di molto diverso e per certi versi infinitamente pi\u00f9 antico. Eppure, cento, mille volte pi\u00f9 sofisticato: si trattava della\u00a0v, Model B, creata nelle grandi fabbriche di\u00a0Hupfeld, nella citt\u00e0 d&#8217;oltreoceano di Lipsia, sobborgo\u00a0B\u00f6hlitz-Ehrenberg. Un mobile&#8230; Se vogliamo, di legno pregiato. Costruito secondo i crismi dei migliori artigiani mitteleuropei, speciale tuttavia, soprattutto in funzione di quello che c&#8217;era dentro. Avete presente lo stile molto di moda del concetto aleatorio di Steampunk? Quella ribellione alle ragioni della storia e della tecnica, che ama mischiare l&#8217;estetica dell&#8217;Era Vittoriana con strani marchingegni, ingranaggi interconnessi, anticipi meccanici al concetto di computer&#8230; Ecco, simili creazioni, in effetti, sono esistite. Nei laboratori di scienziati, nel segreto delle nazioni, lontano dal pubblico e dall&#8217;attenzione degli eventi. Tutte, tranne che in un caso. E ce l&#8217;avete davanti, signori miei. Si stima che tra il 1908 e la met\u00e0 degli anni &#8217;20, l&#8217;azienda tedesca fondata da Ludwig Hupfeld abbia prodotto almeno 1.000 esemplari, suddivisi in tre modelli, del suo singolo prodotto pi\u00f9 costoso, ed almeno visto in proporzione, di maggior successo. Certo, un costosissimo dispositivo meccanico alto due metri, in grado di suonare tre violini contemporaneamente e per buona misura, il pianoforte incorporato, non aveva la stessa facilit\u00e0 di vendita e diffusione della Phonola, un semplice pianoforte meccanico che potremmo accomunare, da ricercatori delle immagini moderne, a quello che si vede nella sigla della serie Westworld. Eppure, in quegli anni memorabili, non c&#8217;era un singolo hotel di lusso, ristorante di fama, pista da ballo, persino vaporetto da crociera per signore d&#8217;alto bordo, che potesse fare a meno dell&#8217;incredibile\u00a0orchestra automatica proveniente da Oltreoceano, un apparato che inizi\u00f2 ad essere noto con\u00a0il nome convenzionale di orchestrion. A questo ci pens\u00f2 lo stesso\u00a0B\u00f6cker, che in breve tempo, sarebbe diventato il principale importatore a mezzo nave di cotanta meraviglia della tecnica, cos\u00ec tanto tedesca per definizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22503\" aria-describedby=\"caption-attachment-22503\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nUsokYXtrJU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22503\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22503 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Banjorchestra-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Banjorchestra-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Banjorchestra-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Banjorchestra.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22503\" class=\"wp-caption-text\">Non amate il suono miagolante dei violini? Allora l&#8217;apparato giusto per voi potrebbe essere la Banjorchestra della Ramey Piano Company di Washington D.C, potenzialmente pi\u00f9 adatta ad allietare un pomeriggio d&#8217;allegria e bevute con gli amici. L&#8217;aggiunta di numerosi strumenti inconsueti per un orchestrion, come il triangolo e le percussioni, pu\u00f2 fare molto per incrementare l&#8217;impatto scenografico dell&#8217;inconsueto exploit.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0Phonoliszt-Violina, probabilmente l&#8217;ensemble automatizzata di pi\u00f9 alto livello mai costruita in serie, funzionava grazie ad un serie di tecnologie esclusive, che avrebbero negli anni fatto la fortuna del loro inventore, proveniente dalla citt\u00e0 di Fulda, nella parte centro-meridionale della Germania. Egli aveva infatti acquisito, gi\u00e0 nel 1892, la compagnia produttrice di strumenti musicali di\u00a0J. M. Grob &amp; Co. a Lipsia, trasferendola nel giro di pochi anni in una grande fabbrica di sua esclusiva propriet\u00e0. A quel punto, l&#8217;uomo era un abile meccanico e musicista, oltre che un industriale di successo, ed in una zona segregata dello stabilimento fece stabilire un team di fedelissimi, guidati dall&#8217;ingegnere\u00a0Robert Fr\u00f6msdorf. Lavorando assieme a quest&#8217;ultimo, e ad alcuni dei meccanici migliori del settore, inizi\u00f2 quindi a dare forma ai progetti della sua giovent\u00f9, tra cui una vasta e variegata serie di orchestrion, in grado di riprodurre la musica immagazzinata in cilindri di legno, o rotoli di carta perforata. Ma il fenomenale Violina\u00a0sarebbe giunto solamente dopo anni di tentativi, grazie all&#8217;erede professionale di\u00a0Fr\u00f6msdorf,\u00a0Karl Ernst Hennig. Il prototipo viene datato, generalmente, attorno al 1908.<br \/>\nEra un vero capolavoro d&#8217;ingegno e capacit\u00e0 meccanica: tre violi di alto livello venivano incapsulati in\u00a0un meccanismo con un archetto continuo rotante in crine di cavallo, composto da 1.350 peli dello sfortunato e nitrente animale (ah, per\u00f2!) e un sistema pneumatico tra le 10 e le 16 &#8220;dita&#8221; controllate da altrettanti stantuffi, che premevano in diversi punti per ottenere le note richieste. Allo scopo di semplificare, per quanto possibile, ciascun violino suonava solamente una corda, ottenendo quindi un tutto organico paragonabile all&#8217;esecuzione di un solo, abilissimo suonatore umano. E bench\u00e9, di certo, i pi\u00f9 esperti estimatori non avrebbero esitato molto a lungo nell&#8217;individuare l&#8217;opera della macchina nell&#8217;esecuzione dell&#8217;orchestrion, esso era concepito per simulare efficientemente numerosi virtuosismi dei musicisti, tra cui l&#8217;ottenimento del vibrato grazie ad un sistema che inclinava a ritmo la coda di ciascuno dei tre strumenti. La musica sarebbe stata riprodotta, nei modelli pi\u00f9 diffusi, grazie all&#8217;impiego di un rotolo di carta perforata, la cui lettura avveniva tramite il passaggio di un getto d&#8217;aria, limitandone quindi l&#8217;usura. Il grande successo dell&#8217;apparato port\u00f2 alla preparazione di centinaia di pezzi differenti, che spaziavano dai grandi classici alla musica da camera, fino ai successi pi\u00f9 moderni dei compositori co\u00e9vi. Oggi la libreria d&#8217;epoca \u00e8 tenuta in alta considerazione, ma non \u00e8 poi cos\u00ec difficile adattare dei nuovi brani riproducendo lo spartito secondo l&#8217;originale metodologia. Proprio per questo, gli orchestrion della Hupfeld sono tenuti in alta considerazione dai collezionisti, che arrivano a spendere svariate centinaia di migliaia di dollari per accaparrarsi uno dei pochi esemplari sopravvissuti alle due guerre e all&#8217;imporsi universale della radio, alternativa molto pi\u00f9 pratica, ed immediata, verso il raggiungimento del perfetto intrattenimento auditivo. Nel 2010 una\u00a0Phonoliszt-Violina Hupfeld di alto livello delle finiture e mobile altamente lussuoso, costruita per l&#8217;Esposizione del 1911 a Torino, \u00e8 stata <a href=\"https:\/\/www.bonhams.com\/auctions\/18556\/lot\/31\/\" target=\"_blank\">venduta dalla prestigiosa casa d&#8217;aste Bonham<\/a> per la cifra\u00a0non trascurabile di 658.000 dollari.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22504\" aria-describedby=\"caption-attachment-22504\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Qbsk_8K9XkE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22504\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22504 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Mortier-Orchestrion-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Mortier-Orchestrion-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Mortier-Orchestrion-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Mortier-Orchestrion.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22504\" class=\"wp-caption-text\">Questo orchestrion della Mortier, datato anch&#8217;esso al 1912, pu\u00f2 suonare uno strumento decisamente inaspettato: la fisarmonica. Sostituendo perfettamente in effetti, la proverbiale scimmia ammaestrata che accompagnava il suonatore d&#8217;organetto itinerante.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, per chi volesse assistere all&#8217;esibizione di una\u00a0Phonoliszt-Violina o strumenti similari non mancano di certo le alternative, sia in Europa che negli Stati Uniti. <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/videos\/comments\/5ybxly\/a_fully_restored_mechanical_violin_player\/\" target=\"_blank\">Utenti del forum Reddit<\/a> segnalano pezzi comparabili presenti nel museo\u00a0Speelklok di Utrecht, nel Siegfried&#8217;s Mechanisches Musikkabinett di\u00a0Rudesheim sul Reno (regione dell&#8217;Assia) e nel\u00a0Deutsches Museum di Monaco. Inoltre, da un punto di vista pi\u00f9 prettamente statunitense, riportano di aver visto degli esemplari presso il Museo Henry Ford dell&#8217;Innovazione Americana (Dearborn, Michigan) e la Nethercutt Collection di Sylmar, nella periferia di Los Angeles. Un incredibile edificio ad accesso libero, costruito su due piani con una grande sala da ballo, occupata da una delle pi\u00f9 significative collezioni d&#8217;auto d&#8217;epoca della California. E poi mobili, bambole, pianoforti&#8230; E\u00a0persino una locomotiva, l&#8217;iconica\u00a0Canadian Pacific Royal Hudson del 1937. \u00c8 altamente significativo il fatto che la maggior parte di questi orchestrion, grazie alla finezza costruttiva o l&#8217;attenzione dei restauri che si sono meritati di ricevere, sia ancora in perfetto stato di funzionamento, a perenne ricordo di un&#8217;epoca ed un tempo ormai remoti. Il che \u00e8 davvero molto significativo.<br \/>\nLa progressiva digitalizzazione \u00e8 una tendenza che pu\u00f2 rendere la musica, letteralmente, immortale. Ma che la priva necessariamente di quel flusso ineffabile della corrente d&#8217;aria, che sostiene e spinge innanzi tutti gli uccelli che corrono tra i cieli del mondo. Se soltanto un singolo piccione, nell&#8217;intera citt\u00e0 \u00a0di New York, potesse ricevere il dono di un iPod (o altro riproduttore di musica in formato MP3) egli sarebbe certamente pronto a suggerire il metodo per migliorarlo: &#8220;Toglietegli la batteria&#8221;\u00a0turrr,\u00a0turrr &#8220;E metteteci dentro il fischietto di un orologio a cuc\u00f9. Forse sar\u00e0 meno fedele nell&#8217;eseguire l&#8217;ultimo successo di Rihanna&#8230;&#8221; Ma molto pi\u00f9 VERO!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York, New York. Non cambia mai. Cos\u00ec adesso, come nella calda, calda estate del 1912, con la gente che si aggira per le strade e il fronte del porto sull&#8217;East River, sovrastata dalle insegne variopinte\u00a0di un migliaio di diverse professioni, tanto chiare se prese singolarmente quanto a pronte a mischiarsi in un costante flusso &#8230; <a title=\"La confraternita dei tre violini semoventi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22502\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La confraternita dei tre violini semoventi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[168,597,2344,321,167,136,73,80,281,71,394,114,97,2343],"class_list":["post-22502","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antiquariato","tag-automi","tag-carillon","tag-germania","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-musica","tag-robot","tag-steampunk","tag-storia","tag-strumenti-musicali","tag-teatro","tag-tecnologia","tag-violini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22502","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22502"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22502\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22506,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22502\/revisions\/22506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22502"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22502"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22502"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}