{"id":22483,"date":"2017-03-08T06:35:06","date_gmt":"2017-03-08T05:35:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22483"},"modified":"2017-03-08T09:12:15","modified_gmt":"2017-03-08T08:12:15","slug":"piattaforma-larsen-c-la-catastrofe-incombente-del-polo-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22483","title":{"rendered":"Piattaforma Larsen C, la catastrofe incombente del Polo Sud"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WAM0tZB0aIc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22484\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22486\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Larsen-C-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Larsen-C-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Larsen-C-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Larsen-C.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 successo recentemente, anche se non se n&#8217;\u00e8 parlato molto. Chiss\u00e0 poi perch\u00e9. Verso l&#8217;inizio del 2017, i ricercatori inglesi del progetto MIDAS, volando a bordo di aeromobili dall&#8217;alta autonomia, si sono recati a controllare la situazione di un luogo per loro molto familiare, sulla sottile striscia di terra emersa che si estende nel bel mezzo del mare di Weddel, da capo Longing fino all&#8217;isola di Hearst. Per scrutare con i loro stessi occhi qualcosa di terribilmente preoccupante: che la lunga e sottile crepa nel continente, ormai sotto osservazione da parecchi anni, si era ampliata in maniera esponenziale. E che il momento del distacco, oramai, appariva quanto mai vicino.<br \/>\nNessuna sfera \u00e8 perfetta ed immutabile nel tempo, questione assolutamente vera anche per la pi\u00f9 grande su cui ci sia capitato di appoggiare i nostri piedi, il dinamico, diseguale, ormai inquinato pianeta Terra. Ma c&#8217;\u00e8 un elemento che hanno tutte quante in comune: il marchio di fabbrica nel punto per cos\u00ec dire &#8220;posteriore&#8221; (inferiore?) dell&#8217;intera faccenda, una sorta di tappo con il logo del produttore, oppure toppa decorata che riporta il nome del team. Cos\u00ec la nostra accogliente palla azzurra, naturalmente, non fa eccezione. La stimmata che la caratterizza \u00e8 tuttavia diversa dal normale, poich\u00e9 piuttosto che rispondere alle stesse norme costruttive del resto della sua crosta pietrosa, si trova in un posizione che non viene facilmente raggiunta dai raggi del Sole. Ed ci appare per questo, come interamente ricoperta di ghiaccio. Ovvero il pi\u00f9 piccolo, gelato ed inospitale di tutti i continenti emersi, adatto unicamente alle forme di vita pinguinesche, qualche foca, uccello e le forme di vita immerse sotto la superficie increspata di un mare senza coste ravvicinate. Che tuttavia, non pu\u00f2 fare a meno di dividersi, nel punto in cui lo spazio qui descritto vede l&#8217;estendersi di un avamposto, tra le pi\u00f9 particolari ed importanti penisole trovate sul mappamondo, perch\u00e9 sembra andare incontro alla Terra del Fuoco, costituendo quindi, una sorta di coda distaccata dell&#8217;intero continente Americano. Si tratta di Graham Land. Della Palmer Peninsula? La Tierra de San Mart\u00edn? Di nomi, ne ha parecchi. Cos\u00ec come sono molte le stazioni di ricerca che vi trovano posto, battenti bandiera dei paesi pi\u00f9 diversi, ciascuno dei quali formalmente convinto ad avere il diritto di rivendicare questi luoghi a vantaggio esclusivo del suo presidente, re o regina, direttore generale e cos\u00ec via. Mentre la realt\u00e0 \u00e8 che molto presto&#8230; Potrebbe esserci un significativo qualcosa in meno da conquistare; con l&#8217;imminente evento, lungamente atteso ed assai giustamente temuto, dello staccarsi del pi\u00f9 grande iceberg che il pianeta abbia conosciuto a partire dal termine dell&#8217;ultima glaciazione, subito segu\u00ecto dall&#8217;andare a fondo di una parte considerevole del materiale geologico costituente il Polo Sud, con conseguente aumento incontrollabile del livello medio degli oceani, di una cifra difficile da stimare. Ma quante piccole isole del Pacifico scompariranno entro i prossimi 10 anni&#8230;Quante spiagge torneranno al ruolo primigenio di fondali conquistati da aragoste, mentre gli abitanti di citt\u00e0 vicine meditano se sia il caso di fare le valige e scappare via&#8230;<br \/>\nLa questione della piattaforma galleggiante Larsen, suddivisa in tre sezioni ed altrettanti capitoli diversi, ebbe inizio nel 1995, con il ripetersi di un disgregarsi ciclico della sua sezione A, verificatosi nella storia geologica locale all&#8217;incirca ogni periodo di 4.000 anni. Trattandosi della parte pi\u00f9 settentrionale in assoluto del Polo Sud, questo evento non ha causato grandi preoccupazione. Voglio dire, strano che dovesse succedere proprio ora, giusto? Proprio quando un \u00a0gruppo di &#8220;allarmisti immotivati&#8221; vanno ripetendo il grido collettivo d&#8217;allarme in merito al riscaldamento terrestre! Davvero, la natura ama prendersi gioco di noi. Ma le cose hanno iniziato a farsi pi\u00f9 serie nel 2002&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22485\" aria-describedby=\"caption-attachment-22485\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IC9E0V98fYk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22485\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22485 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Larsen-C-Ice-Shelf-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Larsen-C-Ice-Shelf-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Larsen-C-Ice-Shelf-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Larsen-C-Ice-Shelf.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22485\" class=\"wp-caption-text\">Negare gli effetti del riscaldamento terrestre sulla base delle temperature correnti veniva paragonato, in una famosa vignetta, alla reazione dei passeggeri sulla poppa del Titanic, che vedendosi sollevati verso il cielo gridavano &#8220;Vedete, non stiamo affondando! Va tutto bene, va tutto bene!&#8221; Soltanto che questa volta, saremo noi a causare l&#8217;affondamento della massa di ghiaccio, piuttosto che il contrario.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte della piattaforma ghiacciata definita Larsen B era rimasta stabile, a quanto ne sappiamo, per l&#8217;intero periodo dell&#8217;Olocene. Il che significa, in altri termini, circa 12.000 anni di ghiaccio stabilmente attaccato alle dorsali della penisola, senza alcun accenno di cedimento strutturale. Finch\u00e9 nelle ultime decadi, per l&#8217;insistente erosione causata dalle correnti d&#8217;acqua riscaldata provenienti dal remoto Settentrione, non inizi\u00f2 a formarsi una crepa simile a quella osservata dagli scienziati lo scorso gennaio, con un progressivo aumentare dell&#8217;instabilit\u00e0 sistematica, osservabile su un periodo pressoch\u00e9 immediato. Trascorsero quindi all&#8217;incirca un paio di settimane, mentre l&#8217;acqua di superficie penetrava in profondit\u00e0 tra le fessure della piattaforma, per ricongelarsi all&#8217;interno formando una sorta di cuneo. Quando all&#8217;improvviso, il fatto non pot\u00e9 che giungere a compimento: una serie di lastroni di ghiaccio, per un totale di\u00a03.250 Km\u00b2 e uno spessore medio di 220 metri, iniziarono la loro lunga crociera nei mari del Sud, alla ricerca di un luogo dove squagliarsi e scomparire. Sulla base delle osservazioni effettuate, tuttavia, gli studiosi non ebbero alcun dubbio: l&#8217;evento, bench\u00e9 favorito dal riscaldamento terrestre, era fondamentalmente una funzione naturale di processi glaciali pendenti, che avrebbero dovuto trovare\u00a0sfogo comunque, prima o poi. La questione residua relativa all&#8217;area della piattaforma denominata Larsen C, tuttavia, potrebbe essere pi\u00f9 grave.<br \/>\nInnanzi tutto perch\u00e9 si tratta della sezione pi\u00f9 grande della stessa, estesa per un territorio di circa 6.000 Km<sup>2\u00a0<\/sup>, con un estendersi lineare della nuova crepa per un totale di 110 Km, e una profondit\u00e0 di 500 metri. La sezione di ghiaccio liberata negli oceani\u00a0dal nuovo episodio previsto entro il termine del 2017 dovr\u00e0 quindi costituire, senza il bench\u00e9 minimo dubbio, la pi\u00f9 grande mai documentata nel corso della storia umana. Ma questo non sarebbe, di per se, un grandissimo problema. Il ghiaccio in questione era infatti gi\u00e0 tenuto a galla dall&#8217;acqua,\u00a0facendo parte per l&#8217;appunto di una piattaforma, e gravando quindi con la sua massa considerevole sul livello complessivo dei mari. No, il problema \u00e8 un altro, molto pi\u00f9 grave: la sua speciale condizione geografica di agire da &#8220;tappo&#8221; su uno dei ghiacciai pi\u00f9 antichi ed ingenti del pianeta, il quale potrebbe in conseguenza iniziare a scivolare irrimediabilmente verso le profondit\u00e0. Causando un&#8217;ondata sulle nostre spiagge che per quanto ne sappiamo, potrebbe non ritirarsi mai pi\u00f9.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22484\" aria-describedby=\"caption-attachment-22484\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zt8qoggxWVg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22484 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Ice-Shelf-Collapse-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Ice-Shelf-Collapse-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Ice-Shelf-Collapse-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Ice-Shelf-Collapse.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22484\" class=\"wp-caption-text\">Il distaccarsi di un iceberg fa sempre impressione. Ma ora immaginate se questi due fortunati signori dovessero assistere anche al crollo dell&#8217;intera montagna di ghiaccio, costretta a seguire il corso della sua parte ormai matura. Ecco, questa \u00e8 la situazione che dovr\u00e0 verificarsi entro la fine dell&#8217;anno con la piattaforma Larsen C.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comprendere le dinamiche, ma soprattutto le ragioni di un simile processo, appare oggi pi\u00f9 fondamentale che mai. Perch\u00e9 vige questa diffusa cognizione, a dire il vero non sempre del tutto inesatta, per cui tanto pi\u00f9 un cambiamento di stato \u00e8 possente, maggiore risulti essere il tempo necessario a vederne le conseguenze. Con il derivante luogo comune, secondo cui le conseguenze dell&#8217;effetto serra dovranno essere sperimentate unicamente dai nipoti dei nostri nipoti, e i loro nipoti dei nipoti etc. Quando in effetti, non \u00e8 sempre detto che debba necessariamente andare cos\u00ec. Disse un saggio: le forze necessarie per un grande mutamento non sono sempre visibili, ma possono accumularsi nel profondo, costituendo un nucleo energetico pronto a sprigionare in un attimo la sua intera possenza. Un nucleo, oppure una crepa. Nella sostanza stessa che garantisce il nostro benessere, consentendo le ragioni stesse dell&#8217;esistenza. Almeno per questa volta, gli scienziati pi\u00f9 pessimisti stimano, al massimo, un aumento della superficie media degli oceani di circa 10 cm. Ma in TUTTO il MONDO! E\u00a0chi pu\u00f2 davvero dire quale sar\u00e0 il pezzo di Polo Sud a seguire quest&#8217;ultima gigantesca vittima, in occasione del prossimo catastrofico evento&#8230;<br \/>\nSpegnere la luce, non usare eccessivamente il riscaldamento o l&#8217;aria condizionata, acquistare un&#8217;automobile con sistema di propulsione ibrido&#8230; Non c&#8217;\u00e8 molto altro che possiamo fare. Tranne prendere coscienza dello stato delle cose e fare la pace con transitoriet\u00e0 dell&#8217;esistenza umana. Il prossimo grande diluvio potrebbe non essere una punizione divina. Bens\u00ec quella che abbiamo inflitto a noi stessi, nella ricerca della nostra massima espressione tecnologica e industriale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 successo recentemente, anche se non se n&#8217;\u00e8 parlato molto. Chiss\u00e0 poi perch\u00e9. 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