{"id":22475,"date":"2017-03-07T06:35:21","date_gmt":"2017-03-07T05:35:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22475"},"modified":"2017-03-07T06:42:37","modified_gmt":"2017-03-07T05:42:37","slug":"il-gatto-invisibile-che-scava-buche-nel-deserto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22475","title":{"rendered":"Un gatto invisibile che scava buche nel deserto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.arkive.org\/sand-cat\/felis-margarita\/video-02.html\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22476\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22477\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sand-Cat-in-the-Burrow-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sand-Cat-in-the-Burrow-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sand-Cat-in-the-Burrow-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sand-Cat-in-the-Burrow.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><br \/>\n<\/a>Nord Africa, Medio Oriente, Asia Centrale. Quando la popolazione di una specie animale si aggira tra i 200 e i 300 esemplari, pu\u00f2 essenzialmente andare in entrambi i modi. Nel giro di una decina d&#8217;anni, a seconda della sua capacit\u00e0 di adattamento, dallo stato ambientale dell&#8217;area presa in esame, dalle iniziative di conservazione messe in atto dalle associazioni naturalistiche, essa pu\u00f2 riprendersi e tornare a prosperare. Oppure estinguersi nel giro di un paio di generazioni. E non puoi aiutare in alcun modo quello che non puoi trovare, giusto? Cos\u00ec ormai erano davvero in pochi, tra gli studiosi degli Emirati Arabi Uniti, a credere che l&#8217;antica popolazione locale del gatto delle sabbie (<em>Felis margarita<\/em>) fosse ancora attestata nel raggio di molte migliaia di miglia dai confini del paese. Finch\u00e9 la piccola e sfuggente creatura, del peso medio di appena due-tre chilogrammi, non \u00e8 stata nuovamente avvistata l&#8217;anno scorso nei pressi di Abu Dhabi, per la prima volta dall&#8217;ormai remoto 2005. Tre esemplari, per essere pi\u00f9 precisi, nella regione ad ovest della citt\u00e0, in un area di piccole dune ricoperte di vegetazione rada e cespugli nani, particolarmente adatta alle abitudini e lo stile di vita dell&#8217;unico gatto in grado di sopravvivere nel deserto. Di sicuro, non \u00e8 stato facile: gli addetti dell&#8217;Al Ain Zoo hanno dovuto fare affidamento su una grande quantit\u00e0 di telecamere con sensore di movimento, disposte in un&#8217;area di circa 2 Km quadrati e rese pi\u00f9 attraenti grazie al posizionamento di scatolette aperte di cibo per gatti domestici. Un&#8217;impegno ricompensato, tuttavia, dallo spuntare di quella testa stranamente triangolare, con le orecchie impossibilmente grandi nella stessa maniera dell&#8217;ancor pi\u00f9 piccola volpe di Fennec, la doppia coppia di strisce nere sulle zampe anteriori e la striscia marrone che dai lati degli occhi, corre fin sui margini del volto come una sorta di trucco teatrale. Impossibilmente grazioso, con proporzioni tali da poter quasi restare, in determinati casi, un gattino per la maggior parte della sua vita. Eppure cos\u00ec dannatamente scaltro, tanto furbo e adattato a fare affidamento sulle sue sole, notevoli capacit\u00e0 di sopravvivenza&#8230;<br \/>\nPer tutti questi anni, in effetti, il gatto delle sabbie non se n&#8217;era andato da nessuna parte. Non aveva, neppure, cambiato le sue abitudini. Animale per lo pi\u00f9 notturno, \u00e8 tuttavia perfettamente in grado di avvolgersi di un alone di suprema segretezza anche durante le occasionali escursioni diurne, alla ricerca dei roditori, piccoli rettili ed insetti di cui si nutre. Grazie ad una serie di strumenti evolutivi dalla portata tutt&#8217;altro che trascurabile: intanto la colorazione del suo manto, di un beige chiaro che riprende per quanto possibile l&#8217;arida tonalit\u00e0 del suo areale. Ma anche il modo con cui \u00e8 solito camminare, appiattito al suolo, evitando di stagliarsi sulla sommit\u00e0 di una duna, rivelando la sua sagoma ad un numero eccessivo di occhi indiscreti. Il <em>F. Margarita<\/em>, cos\u00ec chiamato in onore di\u00a0Jean Auguste Margueritte, capo sul finire dell&#8217;800\u00a0di una spedizione nel deserto del Sahara, durante cui il gatto fu per la prima volta descritto scientificamente da\u00a0Victor Loche, pu\u00f2 inoltre fare affidamento su un&#8217;adattamento particolarmente originale, relativo ai polpastrelli delle sue quattro zampe. I quali sono coperti da un fitto strato di peluria, che ha il duplice scopo di proteggerli dal calore della sabbia cotta dal sole, ma anche di nascondere con straordinaria efficacia le sue impronte, trasformandolo nell&#8217;equivalente di un alito di vento fra il nulla. Persino nel profondo della notte, nel caso in cui qualcuno gli punti contro una torcia elettrica, il gatto gode\u00a0di un riflesso automatico che lo porta a chiudere gli occhi, oppure a distogliere immediatamente lo sguardo. Evitando con la massima efficienza, quindi, che un baluginio possa tradire la sua presenza. A concludere la serie dei suoi metodi per scomparire, quello forse pi\u00f9 sorprendente: il gatto delle sabbie scava buche nel terreno (oppure s&#8217;impadronisce di quelle di volpi o porcospini) curandosi che siano sufficientemente ampie e profonde per la sua intera cucciolata di tre-quattro piccoli, all&#8217;interno della cui casa, oltre che stare al fresco, resteranno protetti da qualsiasi tipo di predatore. La visione di queste adorabili creaturine che mettono la testa fuori per spiare l&#8217;ambiente circostante deve offrire uno spettacolo impossibile da dimenticare!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22478\" aria-describedby=\"caption-attachment-22478\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/c-gKfYy5wWc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22478\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22478 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sand-Kittens-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sand-Kittens-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sand-Kittens-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Sand-Kittens.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22478\" class=\"wp-caption-text\">Si pu\u00f2 mostrare un piccolo mammifero senza dedicare un degno spazio alla sua forma infantile? Sarebbe come accontentarsi della farfalla, senza accarezzare con gli occhi il bruco. Oppure mangiare il secondo ma non il dolce&#8230;.Ehi, aspetta un attimo&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 perci\u00f2 un peccato, ma del resto perfettamente comprensibile, che la maggior parte della documentazione video disponibile sul Felis Margarita derivi dagli esemplari tenuti in cattivit\u00e0, spediti in molti zoo del mondo per contrastare l&#8217;insorgere di eventuali catastrofi per la popolazione che vive allo stato brado. Il fatto \u00e8 che questi gatti, almeno in teoria, non sono considerati una specie a rischio d&#8217;estinzione, primariamente per la quantit\u00e0 di paesi in cui sono presenti. Ma questo non significa che le singole sotto-specie o gruppi, come quello per fortuna ritrovato negli Emirati Arabi, non possano andare incontro ad una progressiva riduzione, a causa dello sfruttamento dell&#8217;habitat, la riduzione della vegetazione ed il conseguente calo delle possibili prede. Eventualit\u00e0 immediatamente grave per questo animale, che non avendo generalmente a disposizione alcun tipo di fonte d&#8217;acqua continuativa ed affidabile, generalmente non beve, ma si limita ad assorbire \u00a0i liquidi di ci\u00f2 che cattura. Una diminuzione bench\u00e9 minimo della popolazione dei gerbilli, jerboa saltellanti dalle lunghe orecchie, Acomys dal muso a punta o similari&#8230; Pu\u00f2 avere effetti immediati sul benessere dei gatti, che in breve tempo dovranno intraprendere una rischiosa migrazione, oppure perire. La caccia diretta del gatto delle sabbie \u00e8 perci\u00f2 vietata in\u00a0Algeria, Iran, Israele, Kazakhstan, Mauritania, Niger, Pakistan e Tunisia. Ma non in Egitto, Mali, Marocco, Oman, Arabia Saudita e per l&#8217;appunto, gli Emirati Arabi Uniti. Il paese di Gerusalemme, pi\u00f9 ancora dei suoi vicini, ha intrapreso un progetto decennale di liberazione di esemplari in salute nel deserto dell&#8217;Arava, su iniziativa del rinomato Zoo Biblico della citt\u00e0, originariamente dedito a custodire le specie animali citate nei testi sacri della tradizione giudaico-cristiana. Stando alle informazioni reperibili online, tuttavia, il progetto non ha fin&#8217;ora avuto l&#8217;esito sperato, con i gatti nati in ambiente artificiale che si dimostrano impreparati alle difficolt\u00e0 della vita selvatica, e finiscono spesso per (de)perire.<br \/>\nAnche tenere il gatto in cattivit\u00e0, del resto, presenta degli ostacoli piuttosto significativi. Come altre specie di piccoli felini selvatici (vedi <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19680\" target=\"_blank\">ad esempio il Manul<\/a>) questo animale \u00e8 soggetto a contrarre facilmente infezioni del tratto respiratorio dai suoi custodi umani, finendo per ammalarsi anche piuttosto gravemente. Il che \u00e8 anche una delle ragioni principali per cui tenerlo come compagno domestico \u00e8 praticamente impossibile, in aggiunta al fatto che, trattandosi di una creatura per cui non \u00e8 mai stata effettuata l&#8217;addomesticazione selettiva, risulta avere un temperamento piuttosto aggressivo. Ma niente che un paio di croccantini, e molte ore di amorevole sguardo, qualche orribile cicatrice sulle mani dell&#8217;eventuale padrone&#8230;Non possa riuscire a contrastare? Del resto, sembra che gli artigli del Margarita non siano particolarmente affilati. Vivendo nel pieno deserto, il poverino non pu\u00f2 disporre di oggetti su cui affilarli con particolare assiduit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22476\" aria-describedby=\"caption-attachment-22476\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7MjG9r_YP_U\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22476 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Canyon-Sand-Cat-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Canyon-Sand-Cat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Canyon-Sand-Cat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Canyon-Sand-Cat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22476\" class=\"wp-caption-text\">Se innervosito, il gatto delle sabbie produce un suono simile ad un brusco soffio proveniente dalla laringe. Nel periodo degli accoppiamenti, piuttosto che miagolare, si dice che questi gatti riescano a produrre una sorta di abbaio. Purtroppo non documentato online.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le difficolt\u00e0, un gatto delle sabbie pu\u00f2 essere un importante testimonial per qualsiasi zoo o associazione naturalistica, dato il suo aspetto grazioso e la conoscenza piuttosto ridotta in merito da parte della popolazione generalista. Tra i visitatori, la vista di questa creatura sensibilmente pi\u00f9 piccola di un gatto domestico fa spesso pensare ad un cucciolo, e il modo di fare guardingo dona alla creatura un fascino conturbante ed innato. Proprio per questo, stando <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sand_cat\" target=\"_blank\">ad un conteggio del 2009 riportato da Wikipedia<\/a>, dovrebbero esistere nel mondo almeno 200 esemplari in cattivit\u00e0, custoditi in 45 istituzioni differenti. Uno di loro,\u00a0il protagonista della maggior parte dei video presenti in merito su YouTube, era il maschio adulto Canyon della Big Cat Rescue di Tampa, in Florida. Purtroppo deceduto un paio di anni fa, a seguito di un tragico incidente con un osso di pollo, andatogli di traverso. Il che \u00e8 un&#8217;ulteriore riconferma, purtroppo, della delicatezza di simili creature una volta trasferite dal loro ambiente naturale, seppur con importanti finalit\u00e0 di studio e divulgazione. Quante prede complete di coda, scaglie, spina dorsale e tutto il resto, potrebbe fagocitare uno di questi feroci predatori nel corso della sua vita? Ma basta trasportarlo in una recinzione, affinch\u00e9 diventi del tutto dipendente dai suoi padroni umani.<br \/>\n\u00c8 un&#8217;impressionante responsabilit\u00e0, la nostra. Scegliere di non fare nulla, a conti fatti, sarebbe altrettanto grave. Ad ogni modo, il gatto delle sabbie riesce per fortuna a riprodursi molto facilmente in cattivit\u00e0, arrivando fino alla veneranda et\u00e0 di 13 anni. <em>Gallus domesticus<\/em>\u00a0permettendo. E sono davvero molte, le coscienze che riuscir\u00e0 a risvegliare\u00a0nel corso di una tale\u00a0lunga vita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nord Africa, Medio Oriente, Asia Centrale. Quando la popolazione di una specie animale si aggira tra i 200 e i 300 esemplari, pu\u00f2 essenzialmente andare in entrambi i modi. Nel giro di una decina d&#8217;anni, a seconda della sua capacit\u00e0 di adattamento, dallo stato ambientale dell&#8217;area presa in esame, dalle iniziative di conservazione messe in &#8230; <a title=\"Un gatto invisibile che scava buche nel deserto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22475\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Un gatto invisibile che scava buche nel deserto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,228,125,382,240,2336,1281,787,544,1097,645,157,369,109,600,761],"class_list":["post-22475","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-ambiente","tag-animali","tag-arabia","tag-asia","tag-buche","tag-conservazione","tag-cuccioli","tag-deserto","tag-evoluzione","tag-felini","tag-gatti","tag-mammiferi","tag-natura","tag-predatori","tag-zoo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22475"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22482,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22475\/revisions\/22482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}