{"id":22435,"date":"2017-03-01T07:02:24","date_gmt":"2017-03-01T06:02:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22435"},"modified":"2017-03-01T07:02:44","modified_gmt":"2017-03-01T06:02:44","slug":"lo-zen-e-larte-dei-camionisti-giapponesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22435","title":{"rendered":"Lo Zen e l&#8217;arte dei camionisti giapponesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/z7YETRPILaQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22436\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22438\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi siede negli spazi interstiziali del gigante di cemento fuso con la spina dorsale del mondo, sembra incredibile che Tokyo, la megalopoli, possa avere dei confini.\u00a0Soltanto per qualcuno, i pochi fortunati che posseggono un veicolo a motore omologato secondo le stringenti norme giapponesi, il velo dell&#8217;illusione pu\u00f2 essere dissolto con un sottovalutato gesto: mettersi all&#8217;inizio di una strada, poi percorrerla fino a\u00a0met\u00e0. Per trovarsi ad aspettare, seduti presso un&#8217;area di servizio, con la sicurezza che il momento presto avr\u00e0 realizzazione. Ovvero che la stella luminosa del mattino, il Sole infuocato dell&#8217;avvenire, la cometa di Halley in 16\u00a0gomme di gomma vulcanizzata, si paleseranno, l&#8217;una dopo l&#8217;altro,\u00a0irradiando con la loro luce variopinta il senso ed il significato di un&#8217;intera professione. L&#8217;ora si fa tarda, si palesa l&#8217;ora del tramonto. Oltre la curvatura dell&#8217;orizzonte, sulla via che un tempo fu dell&#8217;epocale Tokaido, quattro luci azzurre spuntano dalla linea terminale del suolo. Seguite da una striscia di neon variopinti, due sbarre fluorescenti, una cabina di comando. Quindi la pi\u00f9 straordinaria mutazione catartica di un parafango, con luci LED che esclamano nell&#8217;alfabeto sillabico hiragana: \u795e\u98a8, Kamikaze. Il Vento Divino. Non inteso come un richiamo nostalgico alla triste fine di una guerra dello scorso secolo. Non soltanto quello. Bens\u00ec nella visione shintoista d&#8217;incarnare il senso ed il significato del viaggio, la <em>raison d&#8217;\u00eatre<\/em> stessa di un particolare stile di vita, che assume il nome auto-esplicativo di \u30c7\u30b3\u30c8\u30e9- dekotora, da DECO-ration Torakku (la strana pronuncia alla giapponese del termine in lingua inglese Truck, camion). Un termine entrato nel linguaggio comune sopratutto a seguito dell&#8217;inclusione in catalogo da parte della Aoshima Bunka Kyozai, compagnia produttrice di macchinine in stile Hot Wheels, che inizi\u00f2 a proporne dei modelli personalizzabili con adesivi inclusi nella confezione.<br \/>\nParte prima: Fiori di Ciliegio. L&#8217;arte di decorare un veicolo stradale da trasporto ha origine proprio nel Giappone del secondo dopoguerra, quando le prime avvisaglie del boom economico causarono la nascita di un nuovo settore dei trasporti privati, con agenti indipendenti in grado di permettersi l&#8217;acquisto, ed il mantenimento, di un veicolo che fosse solamente loro. Secondo le cronache del modernismo, i primi camion con qualche timida luce, dipinti aerografati e slogan ebbero l&#8217;origine nel Nord del paese, su influenza della cultura delle gang giovanili\u00a0dei b\u014ds\u014dzoku &#8211; \u66b4\u8d70\u65cf, le &#8220;trib\u00f9 della velocit\u00e0 sfrenata&#8221; che si ribellavano all&#8217;anonimato della civilt\u00e0 guidata da stringenti norme sociali, con comportamento da teppisti, abbigliamento di stile marcatamente statunitense e modifiche esteriori alle loro motociclette, tanto estreme ed improbabili, che in qualsiasi altro luogo del mondo sarebbero state interpretate come una marcata inclinazione all&#8217;autoironia. Ma la leggenda dei dekotora ebbe l&#8217;origine, in effetti, da un qualcosa di molto pi\u00f9 specifico e precisamente individuabile: una serie di 10 film, realizzati tra il 1975 ed il 1979 dalla mega-compagnia dell&#8217;entertainment Toei, dal titolo estremamente semplice: Torakku Yar\u014d (\u30e9\u30c3\u30af\u91ce\u90ce) &#8220;I Camionisti&#8221;. Si trattava, essenzialmente, di una versione nipponica del cinema americano d&#8217;<em>exploitation<\/em> di quegli anni, con allusioni anche esplicite a sesso e violenza, azione cruda non-stop e una vena comica neppure tanto nascosta, che riusc\u00ec a conquistare la passione di coloro che un tale mestiere lo svolgevano realmente. E che ben presto, in determinati circoli, decisero che avrebbero investito parte del guadagno con finalit\u00e0 di rendere, per quanto possibile, le loro case su ruote simili al fulmine fluorescente di\u00a0Momojiro Hoshi detto Ichibanboshi (la prima stella, con mutazione della sillaba iniziale dal termine hoshi) l&#8217;eroe in fuga da una legge ingiusta tramite infinite e sregolate peripezie. C&#8217;\u00e8 del resto un grande fascino per l&#8217;inclinazione della mente umana, nel vedere costantemente il risultato del proprio lavoro. E investire sull&#8217;acquisto di luci, decorazioni ed improbabili body-kit per la propria motrice, piuttosto che tentare d&#8217;incrementarne le prestazioni e l&#8217;efficienza dei consumi, la dice molto lunga su quali fossero le priorit\u00e0 di questi uomini, determinati a lasciare un&#8217;impronta chiara ed indelebile nella memoria dei connazionali su strada. Quello fu l&#8217;inizio, e la nascita di uno stile che ancora viene definito dei dekotora classici, non molto pi\u00f9 avanzati, sostanzialmente, di alcune meraviglie che tutt&#8217;ora si possono incontrare sulle strade statunitensi, napoletane o pakistane. Ma con l&#8217;inizio della decade immediatamente successiva, il Giappone stava andando incontro ad una mutazione sostanziale dei princ\u00ecpi estetici considerati sufficientemente &#8220;eccessivi&#8221;. E mentre le prime ragazze iniziavano a percorrere le strade dei quartieri di Harajuku e\u00a0Shibuya con le pi\u00f9 folli mutazioni variopinte di quello che potesse definirsi un abito, i trasportatori tra una lunga missione e l&#8217;altra si sdraiavano sul divano di casa, per assistere all&#8217;ennesimo episodio di una nuova ed importante Fad generazionale.\u00a0Tobe! GANDAMU, si udiva pronunciare gli altoparlanti della TV, durante la sigla dalla voce stentorea ed impostata &#8211; &#8220;Vola! Gundam&#8230;&#8221; Era la nascita di una nuova forma d&#8217;intrattenimento che avrebbe avuto a conti fatti, un&#8217;inaspettato ma profondo effetto sullo stile dei camion dekotora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22436\" aria-describedby=\"caption-attachment-22436\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dx8aFPZg_DY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22436\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22436 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-0-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-0-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-0-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-0.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22436\" class=\"wp-caption-text\">Il raduno di categoria \u00e8 un&#8217;importante strumento per cementare le nuove tendenze di qualsiasi avanguardia artistica, inclusa quella improbabile dei camion trasformati in versioni pi\u00f9 compatte ed ambulanti dei casin\u00f2 di Las Vegas. Ma non mancano riferimenti all&#8217;arte classica di questo paese&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parte seconda: L&#8217;acciaio del Samurai. Cromo, spazio e spazio-tempo, energia estetica che si esprime in un&#8217;intera costellazione di lampeggianti, collegati ad un quadro di comando in cabina che talvolta, permette d&#8217;impostare una modalit\u00e0 che reagisce a tempo con la musica dei poderosi altoparlanti. Non c&#8217;\u00e8 nulla, nella maggior parte dei casi, che permetta ad un profano di ricondurre l&#8217;estetica dei dekotora in stile Gundam all&#8217;omonimo cartone animato e la serie mediatica pluri-generazionale, brevemente popolare anche qui da noi, che ha costituito per il Giappone l&#8217;equivalente di Guerre Stellari nel mondo Occidentale. Tranne forse le linee diagonali ed arrogantemente protese ad occupare preziosi metri di strada dinnanzi all&#8217;abitacolo, come i ponti di decollo per i mecha da combattimento presenti sulla White Base, l&#8217;astronave che fungeva da punto di partenza nelle battaglie della saga creata da\u00a0Yoshiyuki Tomino, dapprima per l&#8217;esigenza manifesta della compagnia Sunrise di vendere una nuova linea di modellini, quindi come valvola di sfogo per un rinomato stato di depressione, che spesso sfociava nel finale tragico di molti dei suoi personaggi. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;energia di fondo, un netto punto di rottura col passato, che si riflette nei dekotora degli anni &#8217;80, fautori di uno stile tutt&#8217;ora attestato durante gli eventi ed i raduni di questa particolare forma d&#8217;arte, che sfocia nell&#8217;astrattismo post-moderno delle forme e dei significati. Qualcuno potrebbe individuare, in questa particolare corrente, il pi\u00f9 stretto legame con la visione internazionale di cosa potrebbe essere un camion decorato, per l&#8217;assenza di elementi prettamente nazionali, ma la realt\u00e0 \u00e8 che un simile grado di perizia ed eccesso al tempo stesso potrebbero verificarsi solamente qui, in Giappone, e molto difficilmente altrove. Un punto chiave: bench\u00e9 esistano dei camion soltanto da esposizione, la maggior parte di essi sono correntemente usati nell&#8217;effettuare le consegne ogni giorno, con la sfavillante tenuta considerata soltanto un modo per distinguersi, non sfuggire allo svolgimento del proprio dovere.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22437\" aria-describedby=\"caption-attachment-22437\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yf1V49aZLcQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22437\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22437 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-Story-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-Story-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-Story-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Dekotora-Story.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22437\" class=\"wp-caption-text\">Ci sono artisti dell&#8217;aerografo che hanno dedicato la loro intera carriera al perfezionamento delle immagini rappresentate sui rimorchi dei dekotora, che tradizionalmente dovrebbero essere sempre degli autoarticolati. Uno di loro \u00e8 Tatsuaki Hashimoto, probabile figlio del Tatsuaki Matsumoto citato nell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.tofugu.com\/japan\/dekotora-dekochari\/\" target=\"_blank\">articolo del blog Tofugu<\/a> sull&#8217;argomento.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il progressivo diffondersi di questa moda, ed il conseguente aumento delle somme che i camionisti erano disposti a spendere per creare la propria perfetta &#8220;casa via da casa&#8221; nacquero quindi due nuove correnti, oggi le pi\u00f9 rappresentative di questo intero grande fiume del dekotora. Esse prendono il nome, come per molti altri campi della creativit\u00e0 popolare, di due regioni da sempre contrapposte nella visione geografica giapponese: il Kanto (Tokyo) ed il Kansai (Osaka). Non cos\u00ec lontane, in linea d&#8217;aria, e site nella parte medio-estrema, rispettivamente, ad est ed ovest dell&#8217;isola pi\u00f9 grande dell&#8217;arcipelago, lo Honshu, ma non per questo considerate simili nell&#8217;immaginario popolare. Giacch\u00e9 esiste una contrapposizione, cos\u00ec come tra il nord e il sud dell&#8217;Italia, che vedono gli abitanti del Kanto come riservati, compunti e quasi eccessivamente dignitosi, mentre quelli del Kansai chiassosi, rutilanti, qualche volta troppo espansivi. Uno stereotipo che assai probabilmente viene dall&#8217;epoca del lungo shogunato Tokugawa (1603-1868) durante cui la regione dell&#8217;allora Edo (Tokyo moderna) divent\u00f2 sede principale del governo, e quindi della classe dei socialmente rigidi samurai, mentre l&#8217;altra, a causa della vantaggiosa posizione\u00a0rispetto al Mar Cinese Orientale, patria nazionale dei pi\u00f9 informali mercanti. Un dualismo che una volta trasportato ai tempi moderni si riflette, neanche a dirlo, nello stile delle due correnti di dekotora, entrambe fortemente orientate all&#8217;uso di luci intermittenti, pitture aerografate ed elementi geometrici di contorno, ma con sottili differenze nel rapporto con l&#8217;arte ed i soggetti rappresentati. Pu\u00f2 cos\u00ec capitare che un camion del Kansai sia connotato dalla presenza di personaggi del mondo dei manga e degli anime, come gli eredi pi\u00f9 diretti dei robot della serie Gundam, o persino la sagoma zuccherosa di una delle mille <em>musume<\/em> (\u5a18) le fanciulle talvolta ingenue, talaltra marcatamente\u00a0conturbanti, della cultura dell&#8217;intrattenimento disegnato moderno. Altri soggetti rappresentati possono includere fedeli ritratti di cantanti, attori o persino della moglie o figlia del camionista, il cui stesso nome talvolta egli decide di dare al suo stimato, preziosissimo mezzo.<br \/>\nNei camion del Kanto, invece (bench\u00e9 non sia certamente la regola) ricorrono maggiormente elementi tradizionali, come la livrea o gli elementi dell&#8217;armatura di celebri guerrieri dell&#8217;epoca medievale, piuttosto che figure religiose che dovrebbero proteggere dagli eventi stradali. Uno dei soggetti preferiti, ad esempio, sono i celebri Sette Dei della Fortuna, figure fondamentali nella filosofia di tutto l&#8217;Estremo Oriente, che secondo le storie viaggiavano per il cosmo a bordo di una nave magica, non troppo diversa da un moderno automezzo. Non mancano poi riferimenti meno immediatamente evidenti, come la figura della rana, in giapponese <em>kaeru<\/em> (\u30ab\u30a8\u30eb) un termine\u00a0omofono, ma non omografo, del verbo <em>kaeru <\/em>(\u5e30\u308b) ovvero tornare (sani e salvi) a casa. Il parallelismo con le nostre raffigurazioni cristiane della Madonna o di San Gennaro, tanto spesso presenti nelle cabine dei camionisti, specialmente al sud, appare quindi\u00a0culturalmente interessante, nonch\u00e9 socialmente significativo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22439\" aria-describedby=\"caption-attachment-22439\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PMXxhLswTYw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22439\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22439 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Torakku-Yarou-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Torakku-Yarou-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Torakku-Yarou-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/03\/Torakku-Yarou.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22439\" class=\"wp-caption-text\">Le avventure di Torakku Yar\u014d sono entrate a pieno titolo nell&#8217;immaginario nazionale, ma ancor pi\u00f9 in quello di uno specifico ed intramontabile settore. A meno finch\u00e9 i camion automatizzati di Google non prenderanno il pieno controllo delle nostre strade&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parte terza: il Ritorno delle Gru. Percorrere con ferrea convinzione la Via del dekotora non \u00e8, ovviamente, un qualcosa che sia alla portata di tutte le tasche. Non soltanto dal punto di vista del costo iniziale, ma anche del mantenimento e l&#8217;aumento dei costi per la benzina, a causa del peggioramento del rapporto peso\/potenza e dell&#8217;aerodinamica del camion soggetto al &#8220;trattamento&#8221;. Inoltre, negli anni si \u00e8 venuto a creare uno stereotipo ingiustamente negativo legato a questo modo di prendere le distanze da una massa silenziosa, pretendendo di essere un individuo dotato di mente ed un gusto propri. In determinati ambienti, la cultura dei camion decorati \u00e8 ancora un&#8217;espressione pi\u00f9 adulta, ma non meno diseducativa, di quella delle prime gang dei teppisti\u00a0b\u014ds\u014dzoku e diverse amministrazioni locali, in forza di questo, hanno varato nell&#8217;ultimo decennio leggi e normative piuttosto stringenti su cosa possa essere montato su un camion, e soprattutto mantenuto in funzione durante la marcia (in effetti, il rischio di distrazione degli altri automobilisti sarebbe difficile da negare). Bench\u00e9 diciamo la verit\u00e0, nel complesso la legge resti piuttosto permissiva: ve lo immaginate qualcosa di anche soltanto remotamente simile a circolare sulle strade europee o americane?<br \/>\nPur vista la riduzione del numero complessivo di dekotora &#8220;a tutto tondo&#8221; sarebbe un errore pensare che una simile forma d&#8217;arte stia effettivamente svanendo. Essa sopravvive, infatti, in molti ambiti meno evidenti del moderno Giappone, con modalit\u00e0 talvolta meno apparenti, ma altrettanto forti nel desiderio di fare qualcosa in pi\u00f9 rispetto alla convenzione. Una striscia al LED sul fianco di un camion della spazzatura. Una piccola divinit\u00e0 sacra sul parabrezza dei pompieri. Uno slogan in kanji sul fianco di un furgone postale. Persino i figli di questi eroi della strada decorano le loro biciclettine, in una moda che ha il nome di <em>dekochari<\/em>, con pezzi che si richiamano direttamente alla forma dei camion dei loro eroi. E noi dovremmo pensare che costoro, crescendo, dimenticheranno il valore di vivere l&#8217;arte pi\u00f9 intensamente, in ogni singolo frangente del quotidiano?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per chi siede negli spazi interstiziali del gigante di cemento fuso con la spina dorsale del mondo, sembra incredibile che Tokyo, la megalopoli, possa avere dei confini.\u00a0Soltanto per qualcuno, i pochi fortunati che posseggono un veicolo a motore omologato secondo le stringenti norme giapponesi, il velo dell&#8217;illusione pu\u00f2 essere dissolto con un sottovalutato gesto: mettersi &#8230; <a title=\"Lo Zen e l&#8217;arte dei camionisti giapponesi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22435\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Lo Zen e l&#8217;arte dei camionisti giapponesi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,637,2322,1645,70,519,46,256,20,2323,1856,360,741,137,71,220,97,126,557],"class_list":["post-22435","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-camion","tag-camionisti","tag-decorazione","tag-divertente","tag-elettricita","tag-giappone","tag-guida","tag-gundam","tag-kansai","tag-kanto","tag-lavoro","tag-luci","tag-motori","tag-storia","tag-strade","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-veicoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22435"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22435\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22440,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22435\/revisions\/22440"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}