{"id":22365,"date":"2017-02-20T06:55:33","date_gmt":"2017-02-20T05:55:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22365"},"modified":"2017-02-20T07:06:36","modified_gmt":"2017-02-20T06:06:36","slug":"gli-studiosi-chiariscono-il-mistero-della-forgia-dei-soli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22365","title":{"rendered":"Gli studiosi chiariscono il mistero della forgia dei Soli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KNmwBp2sCbE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22366\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22368\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Phoenix-Cluster-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Phoenix-Cluster-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Phoenix-Cluster-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Phoenix-Cluster.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondamentale risulta essere in filosofia la distinzione tra l&#8217;infinita grandezza e l&#8217;infinita potenza di un qualcosa, perch\u00e9 se da una parte \u00e8 facilmente possibile immaginare uno spazio che non si esaurisce mai (molto pi\u00f9 complesso, piuttosto, \u00e8 concepire il nulla che dovrebbe circondarlo) risulta molto evidente che la capacit\u00e0 di modificare\u00a0la realt\u00e0 appartiene al concetto largamente religioso di un Essere Supremo, che non pu\u00f2 essere provato o cancellato dalla logica, semplicemente perch\u00e9 appartiene al puro regno della Fede. Oppure&#8230;No? Se soltanto prendiamo in analisi quell&#8217;insignificante fetta di universo che si trova alla portata dei nostri occhi scrutatori, si inizia a sospettare una profonda ed assoluta verit\u00e0: che pi\u00f9 un qualcosa si estende nello\u00a0spazio, maggiormente sembra in grado di esercitare l&#8217;effetto di una remota e inconoscibile volont\u00e0. L&#8217;attrazione gravitazionale che determina il passo delle orbite dei pianeti, il passaggio regolare e cadenzato delle comete, l&#8217;occhio nero come la pece che genera fiammate sito nel centro esatto della Via Lattea&#8230; Tutto avviene per una ragione, quella ragione, se vogliamo, pu\u00f2 essere definita suprema fatalit\u00e0 del cosmo. Prendete ora, per un attimo, come\u00a0vera tale sfrenata ipotesi. Dove si troverebbe, dunque, l&#8217;esistenza pi\u00f9 possente di tutte? Difficile capirlo, va pur detto. Ma ne conosciamo alcune che ci vanno particolarmente vicino&#8230; Come l&#8217;ammasso di galassie della Fenice o SPT-CL J2344-4243, sito a 5,7 miliardi di anni luce dalla Terra e ne occupa 1,1 fino ai suoi pi\u00f9 distanti confini. Che risulta tuttavia facilmente misurabile, per le sue dimensioni totalmente spropositate:\u00a02 x 10<sup>15<\/sup>\u00a0masse solari, abbastanza da causare un picco nei rilevamenti dell&#8217;impianto di radiotelescopi ALMA, sito nel deserto di Atacama in Cile, o disegnare una chiara impronta sulla scansione a raggi X del Chandra, telescopio portato in orbita nel 1999, durante uno degli ultimi voli dello Space Shuttle Columbia, nave spaziale andata incontro ad una fine tragica nel 2003. Tanto che nel corso delle prime due settimane di febbraio, come coronamento di un lungo studio dei dati raccolti, un team di scienziati formati in parte da ricercatori del MIT e dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge ha pubblicato un articolo sull&#8217;Astrophysical Journal che potrebbe gettare luce su una delle propriet\u00e0 pi\u00f9 particolari di questo e molti altri luoghi del cosmo, inclusa la via Lattea che abbiamo l&#8217;abitudine di chiamare casa. Proprio cos\u00ec: sto parlando della capacit\u00e0 di crescere, generando una quantit\u00e0 variabile di nuove stelle.<br \/>\n\u00c8 una questione largamente nota, in effetti, che il nostro Sole ed i suoi innumerevoli simili vadano incontro ad un ciclo vitale chiaramente definito, per cui all&#8217;esaurimento del combustibile che ha generato la loro stessa esistenza, esse si spengono o ancor peggio, esplodono e collassano in qualcosa di eccezionalmente piccolo e pesante. Per lo meno, all&#8217;inizio&#8230; Come sarebbe possibile, dunque, che nel cielo risplendano ancora innumerevoli costellazioni, nonostante l&#8217;antichit\u00e0 dimostrabile della materia, per come possiamo dire di conoscerla e comprenderne il funzionamento? Se la morte non fosse un qualcosa di diametralmente opposto alla fine, dando l&#8217;inizio ad una nuova sinfonia della Creazione, un qualcosa di cos\u00ec pericolosamente vicino al concetto di un Dio rinato. Prendete atto, dunque, dell&#8217;insospettabile realt\u00e0: al centro di\u00a0SPT-CL J2344-4243, in corrispondenza dell&#8217;occhio dell&#8217;uccello mitologico da cui l&#8217;ammasso prende il nome, \u00e8 sita una galassia di proporzioni pressoch\u00e9 normali, che risulta essere tuttavia\u00a0il singolo\u00a0oggetto pi\u00f9 luminoso verso cui siano mai stati puntati gli strumenti e i telescopi della Terra. La ragione di tale anomalia \u00e8 da ricercarsi nella natura stessa del suo nucleo: un buco nero supermassiccio equivalente approssimativamente alla grandezza di 20 miliardi di Soli, tanto \u00e8 riuscito attraverso gli eoni ad attirare verso di se incalcolabili quantit\u00e0 di materia. Ora noi siamo abituati a pensare, grazie a quanto ci \u00e8 stato insegnato da generazioni di romanzi e film di fantascienza, che nulla possa sfuggire all&#8217;attrazione gravitazionale di un simile luogo, dove la fisica cessa di esistere per come l&#8217;abbiamo conosciuta fino ad ora. Mentre a tutto c&#8217;\u00e8 un limite e la realt\u00e0 dei fatti non potrebbe essere pi\u00f9 diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22367\" aria-describedby=\"caption-attachment-22367\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/R-7ClH6jhBs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22367\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22367 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Phoenix-Cluster-Black-Hole-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Phoenix-Cluster-Black-Hole-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Phoenix-Cluster-Black-Hole-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Phoenix-Cluster-Black-Hole.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22367\" class=\"wp-caption-text\">Quanto \u00e8 grande il buco nero supermassiccio dell&#8217;ammasso della Fenice? Prendete 100 Soli e disponeteli in fila. Quindi affiancate cento siffatte file. Fatto? Adesso fatelo di nuovo, sovrapponendo i due fiammeggianti riquadri, fino ad aver costruito un cubo. Adesso prendete 100 cubi&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parte di quanto sto per descrivere era in effetti gi\u00e0 noto da tempo, mentre arriviamo per gradi all&#8217;oggetto della ricerca del team di scienziati, capeggiati da Helen Russel\u00a0dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge (abbiamo anche il nome di un portavoce, l&#8217;assistente\u00a0Michael McDonald del MIT, ma purtroppo risulta difficile rintracciare da non addetti a i lavori l&#8217;articolo nell&#8217;<a href=\"http:\/\/iopscience.iop.org\/issue\/0004-637X\/836\/2\" target=\"_blank\">attuale numero dell&#8217;AJ<\/a>). A partire dal punto principale dell&#8217;intera questione: le stelle nascono perch\u00e9 i buchi neri supermassicci, nel corso della loro esistenza, lanciano verso l&#8217;esterno dei getti di plasma surriscaldato che sono stati individuati grazie all&#8217;impiego di impianti come quello dell&#8217;ALMA. Questi, dunque, raffreddandosi progressivamente, tendono a disperdersi in ammassi globulari che prima o poi collassano, per l&#8217;effetto della forza di gravit\u00e0. Ciascuno di essi, quindi, inizia ad ardere e illuminare una regione diversa del cosmo. La ragione per cui ci\u00f2 possa capitare \u00e8 oggetto di discussioni da lungo tempo, bench\u00e9 esistano due spiegazioni tenute in maggiore considerazione: la prima, detta\u00a0processo Blandford-Znajek\u00a0dal nome dei suoi teorizzatori, vedrebbe il formarsi di potentissimi campi magnetici nel disco di accrescimento del buco nero, ovvero la corona di materia trascinata con moto circolare nel vortice di una tale presenza, fino a catapultare il gas per minuscole variazioni nelle linee di tensione. La seconda, il processo Penrose, giunge a parlare di variazioni impercettibili nel tessuto stesso dello spaziotempo, dovute alle regole quasi metafisiche dell&#8217;ergosfera, una regione dello spazio immediatamente all&#8217;esterno del pozzo gravitazionale del buco nero in cui le particelle di materia devono essere necessariamente lanciate a gran velocit\u00e0,\u00a0in funzione del cosiddetto effetto di trascinamento. Entrambi gli approcci alla questione possono esistere solamente grazie al pi\u00f9 celebre dono di Albert Einstein all&#8217;intero mondo della scienza, la teoria della relativit\u00e0.<br \/>\nOra, naturalmente, pi\u00f9 un buco nero e grande, e pi\u00f9 rotea velocemente, maggiore \u00e8 la quantit\u00e0 di gas incandescenti che vengono scagliati dal suo disco di accrescimento. Ma per quanto ci \u00e8 dato comprendere in funzione dell&#8217;inferenza, la quantit\u00e0 di stelle generate da\u00a0SPT-CL J2344-4243 risultava essere superiore a quelle ragionevolmente attese. Finch\u00e9 a\u00a0Michael McDonald coi suoi colleghi non \u00e8 venuto in mente di sovrapporre ai dati raccolti dal radiotelescopio del Cile il pi\u00f9 singolare rilevamento di raggi X effettuato dal Chandra in orbita, trovando un&#8217;inaspettata corrispondenza. Esso aveva infatti rilevato, grazie alla sua straordinaria precisione, una serie di bolle successive liberate nel plasma dell&#8217;ammasso della Fenice, presumibile forma persistente dei getti di gas precedentemente descritti. Mentre le onde radio parlavano di lunghi filamenti pressoch\u00e9 freddi, estesi a raggiera\u00a0dal gigantesco buco nero sito nel centro esatto della galassia. Per la prima volta, dunque, \u00e8 apparsa l&#8217;incredibile verit\u00e0: queste due presenze risultavano nei fatti, perfettamente sovrapposte. Come se le bolle fossero dei frutti disposti su altrettanti gelidi, enormi e invisibili rami.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22366\" aria-describedby=\"caption-attachment-22366\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6GKBf3XcozM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22366 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Largest-Black-Hole-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Largest-Black-Hole-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Largest-Black-Hole-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Largest-Black-Hole.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22366\" class=\"wp-caption-text\">Il pi\u00f9 grande buco nero conosciuto \u00e8 RX J1532, sito a 3,9 miliardi di anni luce di distanza da noi. Esso pesa 10 miliardi di volte il nostro Sole, e la sua portata relativistica \u00e8 talmente possente che il gas che ne scaturisce assume l&#8217;aspetto di una doppia emissione energetica ai poli, definita cavit\u00e0. Le dimensioni stimate di quest&#8217;ultima si aggirano attorno ai 100 milioni di anni luce.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;erano diverse spiegazioni per una tale spettrale vista comparsa dinnanzi agli scienziati, in grado di gettare profondi dubbi sulla natura stessa del nostro intero universo. Quella scelta dal team della Russel, tuttavia, potrebbe costituire la pi\u00f9 credibile e soddisfacente: per ragioni largamente ignote, il gas incandescente scagliato dal buco nero della Fenice assume una forma globulare, che gli permette di trascinare al suo interno una certa quantit\u00e0 di sostanze pi\u00f9 fredde, materiali perfetti\u00a0per la formazione di nuove stelle. Con l&#8217;aumentare della distanza, quindi, simili congregazioni perdono solidit\u00e0 e lasciano dietro di se una scia, sulla quale, attraverso miliardi di anni, avr\u00e0 luogo il miracolo della vita stellare. Volete avere un&#8217;idea della massa di cui stiamo parlando? Ciascun filamento misura fino ad 82.000 anni luce, e pu\u00f2 contenere materiale sufficiente per creare approssimativamente 10 miliardi di Soli. L&#8217;analogia con delle titaniche\u00a0navi spaziali, create da esseri che definire divini sarebbe persino riduttivo, \u00e8 molto illogica, eppure cos\u00ec drammaticamente affascinante!<br \/>\nElucubrazioni parascientifiche a parte, si tratta di una scoperta estremamente significativa, che potrebbe offrirci una nuova prospettiva sulla maniera in cui i nuclei galattici hanno regolato, attraverso gli ultimi 6 miliardi di anni, la crescita e l&#8217;espansione delle rispettive regioni del cosmo. Stranamente ignorato dalla stampa generalista, al contrario delle ultime notizie su qualche remotissimo mondo vagamente simile alla Terra, che molto probabilmente non riusciremo a raggiungere mai. In altre parole, ecco l&#8217;ennesima espressione\u00a0del problema: siamo tutti cos\u00ec presi dal determinare dove andare, che non ci interessa minimamente da dove veniamo. Il che determina, inevitabilmente, la fondamentale incertezza sul chi, o cosa siamo. Ovvero perch\u00e9 esistiamo. Se pure c&#8217;\u00e8, un perch\u00e9! Forse, un giorno ancora molto lontano, una bolla cosmica raggiunger\u00e0 il nostro insignificante vicinato. E facendo sentire finalmente la sua cavernosa voce, dirader\u00e0 le nubi pesanti dell&#8217;incertezza. Ma fino ad allora&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondamentale risulta essere in filosofia la distinzione tra l&#8217;infinita grandezza e l&#8217;infinita potenza di un qualcosa, perch\u00e9 se da una parte \u00e8 facilmente possibile immaginare uno spazio che non si esaurisce mai (molto pi\u00f9 complesso, piuttosto, \u00e8 concepire il nulla che dovrebbe circondarlo) risulta molto evidente che la capacit\u00e0 di modificare\u00a0la realt\u00e0 appartiene al concetto &#8230; <a title=\"Gli studiosi chiariscono il mistero della forgia dei Soli\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22365\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gli studiosi chiariscono il mistero della forgia dei Soli\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2304,806,2303,2306,2308,2307,101,1052,78,1081,138,807,2305],"class_list":["post-22365","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-astrofisica","tag-astronomia","tag-buchi-neri","tag-costellazioni","tag-creazione","tag-fenice","tag-filosofia","tag-galassie","tag-scienza","tag-scoperte","tag-spazio","tag-stelle","tag-universo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22365"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22372,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22365\/revisions\/22372"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}