{"id":22342,"date":"2017-02-16T06:46:12","date_gmt":"2017-02-16T05:46:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22342"},"modified":"2017-02-16T06:46:12","modified_gmt":"2017-02-16T05:46:12","slug":"premi-qui-per-essere-rapito-da-un-drone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22342","title":{"rendered":"Premi qui per essere rapito da un drone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/a5Q2W0r5e-s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22343\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22343\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-184-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-184-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-184-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-184.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti di voi probabilmente non se lo ricorderanno, oppure non l&#8217;avranno mai visto. In fondo,\u00a0ormai il problema \u00e8 stato risolto. Ma quando Twitter era un sito in rapida crescita che non riusciva a far fronte all&#8217;alto numero di accessi, era solito mostrare un caratteristico messaggio di errore: &#8220;Mr. T \u00e8 sovraccarico!&#8221; Diceva in inglese, con sotto l&#8217;immagine della prototipica balena fiabesca (sembrava quella di Pinocchio) faticosamente sollevata in aria, mediante\u00a0delle funi strette nei becchi di una certa quantit\u00e0\u00a0di uccellini arancioni. La metafora, se vogliamo, era piuttosto chiara. E si trattava anche di una figura accattivante, sopratutto per la sua capacit\u00e0 di appellarsi\u00a0al nostro spirito d&#8217;empatia: chi \u00e8 che non ha mai desiderato di volare? Come un mammifero marino, oppure un sito web?! Sopratutto e nel caso specifico, tutt&#8217;altro che infrequente ai ritmi assurdi dell&#8217;attuale quotidianit\u00e0, di trovarsi in ritardo per un importante appuntamento, trovandosi a tirare fuori il cellulare per chiamare l&#8217;altro&#8230;Quando all&#8217;improvviso&#8230; Prende forma un impossibile pensiero&#8230; &#8220;Se soltanto potessi superare il traffico, trovandomi a destinazione in un minuto.&#8221; Attenzione. Una rivelazione. La realt\u00e0 che appare fra le pieghe dello spazio tempo: se vogliamo, possiamo avere un&#8217;anteprima del futuro. Baster\u00e0 installare le giuste App sul cellulare. Dal che deriva\u00a0quindi, la questione fondamentale: affidereste la vostra vita a Firefox, a Google Chrome? A Facebook? A Clash of Clans? Beh! &#8220;Se soltanto ci\u00f2 potesse portarmi un minimo vantaggio personale, semplificando la seconda parte della faticosa settimana&#8230;&#8221; Sembra aver pensato quest&#8217;uomo dalla barba straordinaria, pienamente disposto a far da cavia per le nuove generazioni. Sopratutto visto il ruolo interpretato nel video di presentazione dell&#8217;Ehang 184 (una persona, 8 rotori, quattro piloni) il dron-one dell&#8217;omonima compagnia cinese di Pechino, destinato a spiccare il volo entro quest&#8217;estate nei gi\u00e0 affollatissimi cieli di Dubai.<br \/>\n\u00c8 una trovata, in effetti, tutt&#8217;altro che insignificante. Molti ormai hanno sperimentato la semplicit\u00e0 d&#8217;impiego e l&#8217;affidabilit\u00e0 superiore alle aspettative del diretto erede degli antichi modellini radiocomandati, un micro-velivolo che \u00e8 al tempo stesso un hobby, un importante strumento video e qualche volta, ancora adesso, la tremenda arma militare che era stato da principio. Nel cui immediato domani, come continua enfaticamente ad illustrarci Amazon, potrebbe trovar posto il ruolo dell&#8217;autonomo corriere che consegna i nostri pacchi direttamente nel cortile di casa, in corrispondenza di un enorme QR Code. Vicini col cannone spara-rete permettendo, per non parlare di falchi, aquile, cani, gatti e i molti altri pericoli del mondo urbano trans-oceanico e trans-continentale. Per\u00f2 ecco, a ben pensarci, quale potr\u00e0 mai essere la differenza, dal punto di vista dell&#8217;oggetto in se, tra il trasportare cose inanimate o esseri viventi? Umani, persino? Beh, tanto per cominciare, la scala dell&#8217;oggetto. Sollevare fino a 100 chili con una configurazione multi-rotore, e l&#8217;alimentazione solamente elettrica per contenere il peso, non \u00e8 esattamente un qualcosa che il mercato consumer fosse preparato a fare, almeno fino\u00a0gennaio dello scorso 2016. Quando si \u00e8 iniziato a parlare, presso le fiere tecnologiche e i vicini ambienti di settore, del sogno finalmente realizzato col prototipo di\u00a0Huazhi Hu, CEO della Ehang, che aveva perso in rapida sequenza un caro amico in un incidente con l&#8217;ultraleggero, subito segu\u00ecto dal suo insegnante di volo con l&#8217;elicottero. Portandolo a giurare che entro breve, grazie all&#8217;esperienza maturata tramite l&#8217;immissione sul mercato del suo drone radiocomandato di successo Ghost, egli avrebbe prodotto il metodo pi\u00f9 sicuro, e moderno, per staccarsi da terra nell&#8217;assoluta e pi\u00f9 totale serenit\u00e0. Il che voleva dire, in parole povere, rinunciare del tutto ai comandi di volo. No, davvero! Aspettate a dire &#8220;\u00c8 una follia!&#8221; Tutto nasce da un preciso calcolo dei rischi e dei possibili imprevisti. Giacch\u00e9 lo studio delle statistiche, su scala pressoch\u00e9 globale, ci dimostra come la prima causa di incidenti aerei sia l&#8217;errore degli umani. Perch\u00e9 non fare il possibile, dunque, per eliminarli dall&#8217;equazione&#8230;Cos\u00ec.<br \/>\nLa cravatta omessa per ovvie ragioni di sicurezza relative all&#8217;imbarco su un velivolo con i rotori all&#8217;altezza delle caviglie, il fascinoso uomo d&#8217;affari carica quindi la sua valigetta nel portabagagli. Con un sorriso che denuncia grande sicurezza, apre lo sportello e si accomoda sul sedile di volo con mega-tablet incorporato. Meditando per pochi secondi, preme un paio d&#8217;icone, guarda dritto verso l&#8217;orizzonte e preme GO. Se doveste avere il coraggio di seguirlo, scoprirete molte cose&#8230;<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22345\" aria-describedby=\"caption-attachment-22345\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_vGd1Oy7Cw0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22345\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22345 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-Presentation-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-Presentation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-Presentation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-Presentation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22345\" class=\"wp-caption-text\">Il video di presentazione della Ehang, che si apre con la drammatica storia dei due amici del capo ingegnere Hu, mostra i molti tentativi di perfezionare l&#8217;innovativo metodo di volo. Con attenzione particolare al sistema delle eliche ridondanti, che a quanto si riesce ad intuire, sembrerebbe aver dato alla sua equipe non pochi problemi di progettazione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Velocit\u00e0 massima: 100 Km\/h, che verranno probabilmente limitati per ragioni di sicurezza durante il volo in ambiente urbano. Un altezza di 1 metro e mezzo per 200 chilogrammi, in buona parte dovuti agli otto motori elettrici e le conseguenti batterie a ioni di litio, non troppo diverse da quelle di un comune cellulare, che gli consentono di volare per 23 minuti. Purch\u00e9 il dron-one si sia staccato\u00a0da terra in prossimit\u00e0 del livello del mare. Certo, un limite piuttosto stringente (bench\u00e9 vi sfido io, a trovare un luogo in citt\u00e0 che non possa essere raggiunto in quel particolare lasso di tempo, volando) dovuto pi\u00f9 che altro alle ragioni di progettazione stessa: &#8220;Safety by design&#8221; come afferma orgogliosamente la voce fuori campo mentre ci viene offerto uno sguardo onesto sulle iniziali peripezie affrontate per dar vita all&#8217;idea di Hu, il che significa, in parole, povere, alta ridondanza. Dove potrebbe bastare un singolo dispositivo, usarne due, persino tre. Affinch\u00e9 in caso di rottura, il ricambio possa subentrare scongiurando le ragioni del disastro. Un po&#8217; come l&#8217;alto numero di paratie stagne presenti sul pi\u00f9 celebre transatlantico della storia, in grado di sfidare gli iceberg pi\u00f9 tenaci&#8230; Ehi, aspetta un secondo! Non voglio certamente paragonare tutto questo\u00a0al Titanic. Immaginate voi soltanto, quale straordinaria convergenza di coincidenze possa portare alla rottura contemporanea di pi\u00f9 della met\u00e0 dei rotori presenti sull&#8217;Ehang! Per non parlare del fatto che anche con due soli funzionanti, esso possa comunque tentare un atterraggio di emergenza, bench\u00e9 roteando vorticosamente su se stesso. Meglio un po&#8217; di nausea, si sa, che l&#8217;impatto a velocit\u00e0 terminale sul cemento&#8230; In un dispositivo volante che a differenza dell&#8217;elicottero tradizionale, non pu\u00f2 sviluppare nessun tipo di autorotazione (&gt;<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20845\" target=\"_blank\">vedi articolo<\/a>) e cadrebbe gi\u00f9, quindi, pi\u00f9 o meno come un macigno. Il che potrebbe anche costituire la ragione della strana configurazione con i rotori posti sotto la cabina, potenzialmente finalizzata all&#8217;inclusione successiva di un paracadute balistico nella parte superiore, dispositivo che potrebbe rivelarsi fondamentale per ottenere la certificazione statunitense da parte della Federal Aviaton Administration. Se mai una tale cosa altamente desiderabile ma non molto probabile, per noi tutti e la compagnia stessa, dovesse in effetti trovare le ragioni di verificarsi.<br \/>\nMentre il futuro immediato, come accennavamo poco pi\u00f9 sopra, trova una collocazione d&#8217;impiego per il drone trasporta-persone molto pi\u00f9 accessibile e permissiva, almeno per quanto concerne i regolamenti, la grande citt\u00e0-cattedrale nel deserto di Dubai, polo turistico e d&#8217;intrattenimento niente meno che globale. Dove l&#8217;Autorit\u00e0 delle Strade e dei Trasporti, su direttiva di Sua Altezza\u00a0Mohammed bin Rashid Al Maktoum, lo sceicco di Dubai, ha elaborato una serie di direttive che sembrerebbero determinare una ragionevole sicurezza d&#8217;impiego per l&#8217;Ehang: atterraggio e decollo solamente presso delle piazzole appositamente dedicate, transitando attraverso dei corridoi di volo attentamente definiti. Ed un&#8217;equipe a terra, in grado di intervenire e prendere i comandi dal computer in caso di emergenza, portando a terra in tutta sicurezza il prezioso carico dell&#8217;eventuale drone in avaria. Lo stesso concetto di base, in definitiva, non \u00e8 poi cos\u00ec remoto, quando si considera la dichiarazione dello stesso sceicco, che ad aprile dello stesso anno ha garantito che entro il 2030, il 25% di tutto il traffico stradale nella sua citt\u00e0 sar\u00e0 condotto da sistemi di guida automatici. Un po&#8217; come vorrebbe garantire Google nelle grandi citt\u00e0 americane. E creare un software in grado di gestire il volo, pensateci:\u00a0presenta una quantit\u00e0 molto minore di complessit\u00e0 di base. Nessuna traccia di automobilisti incauti, niente pedoni o animali che attraversano la strada, neppure un briciolo d&#8217;incroci o cantieri&#8230; Tutto quello che serve, \u00e8 calcolare la traiettoria e la potenza necessaria, considerata la temperature e le altre condizioni meteo. Si tratta di un grado di complessit\u00e0 che ormai, volendo,\u00a0possiamo individuare in un qualsiasi videogioco!<\/p>\n<figure id=\"attachment_22344\" aria-describedby=\"caption-attachment-22344\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/F8shiw6zY_A\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22344 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-Flight-Test-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-Flight-Test-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-Flight-Test-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Ehang-Flight-Test.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22344\" class=\"wp-caption-text\">I primi test dell Ehang sono stati effettuati, naturalmente, senza passeggero a bordo. La configurazione ad otto rotori si \u00e8 subito dimostrata molto stabile in ciascuno dei possibili scenari di utilizzo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che ci porta, inevitabilmente, all&#8217;immancabile discorso dei detrattori. Che come sempre in materia d&#8217;innovazione, non mancano: effettivamente, la prima domanda alla radice dell&#8217;intera questione \u00e8 la seguente: serviva davvero creare un punto di rottura tanto netto col passato? L&#8217;esercito statunitense sta testando con successo, ormai da diversi anni, lo strumento degli elicotteri a guida automatica, fatti volare con a bordo un pilota solamente per le stringenti direttive della FAA. E l&#8217;evidenza ci dimostra come, senza alcuna ombra di dubbio, la configurazione a rotore singolo offra dei vantaggi prestazionali molto significativi sul drone di Ehang. Un elicottero leggero convenzionale, oltre a poter trasportare due persone, vola pi\u00f9 a lungo, pi\u00f9 lontano e pi\u00f9 in alto, mantenendo un grado comparabile di sicurezza grazie alla capacit\u00e0 di adagiarsi a terra sfruttando l&#8217;inerzia aerodinamica delle pale (bench\u00e9 su questo, probabilmente, l&#8217;istruttore deceduto di Mr. Hu avrebbe qualcosa da ridire). Perch\u00e9, dunque, decidere per una configurazione a ben otto rotori, letteralmente mai vista prima fuori dal campo dei mezzi radiocomandati? Le ragioni possono essere molteplici. Maggiore semplicit\u00e0 di controllo da parte del software automatico di volo. Capacit\u00e0 incrementata di effettuare piccole correzioni di rotta, migliorando potenzialmente l&#8217;affidabilit\u00e0 tra gli alti palazzi di Dubai. Nonch\u00e9 il fatto che al giorno d&#8217;oggi, tutti siano fortemente affascinati dalla nuova accessibilit\u00e0 da questo concetto fluido del cosiddetto drone e ci\u00f2, unito all&#8217;attrattiva della &#8220;cosa nuova&#8221; possa portare ad una pi\u00f9 alta visibilit\u00e0 dell&#8217;operato aziendale di Ehang.<br \/>\nCerto \u00e8 che un servizio come questo, in uso presso un centro cittadino dove centinaia di migliaia di persone si recano ogni anno per divertimento, possa costituire in primo luogo l&#8217;ennesima attrattiva, da usare per fare un&#8217;esperienza completamente nuova piuttosto che\u00a0assolvere a un&#8217;ipotetica necessit\u00e0. Il che non lo rende, in ultima analisi, in alcun modo meno rilevante. L&#8217;immissione in circolo dell&#8217;adrenalina, dopo tutto, \u00e8 un&#8217;importante funzione dell&#8217;organismo umano. Viene da chiedersi, tuttavia, quale parte di un simile senso del pericolo sia presente unicamente nella nostra immaginazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti di voi probabilmente non se lo ricorderanno, oppure non l&#8217;avranno mai visto. In fondo,\u00a0ormai il problema \u00e8 stato risolto. Ma quando Twitter era un sito in rapida crescita che non riusciva a far fronte all&#8217;alto numero di accessi, era solito mostrare un caratteristico messaggio di errore: &#8220;Mr. T \u00e8 sovraccarico!&#8221; Diceva in inglese, con &#8230; <a title=\"Premi qui per essere rapito da un drone\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22342\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Premi qui per essere rapito da un drone\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1367,183,163,625,449,960,393,766,2299,167,2300,136,97,126,333],"class_list":["post-22342","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aeronautica","tag-aviazione","tag-cina","tag-citta","tag-droni","tag-dubai","tag-elicotteri","tag-futuro","tag-guida-automatica","tag-ingegneria","tag-innovazione","tag-invenzioni","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22342"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22346,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22342\/revisions\/22346"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}