{"id":22293,"date":"2017-02-11T06:49:31","date_gmt":"2017-02-11T05:49:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22293"},"modified":"2017-02-11T06:57:56","modified_gmt":"2017-02-11T05:57:56","slug":"scoperto-il-geco-con-le-scaglie-che-si-staccano-da-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22293","title":{"rendered":"Scoperto il geco con le scaglie che si staccano da sole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iTQg2eP9CiY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22295\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Geckolepis-Megalepis-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Geckolepis-Megalepis-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Geckolepis-Megalepis-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Geckolepis-Megalepis.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dev&#8217;essere un momento estremamente memorabile. Quando lo studioso del mondo naturale, disposti i suoi campioni sul tavolo di laboratorio, inizia a scrivere la serie di parole: &#8220;Abbiamo rilevato una serie di caratteristiche contigue in alcuni esemplari raccolti sul campo, che ci permette di determinare l&#8217;esistenza di tratti genetici in comune. La forma del cranio di questa lucertola&#8230;E i suoi denti dai 13 loci&#8230;&#8221; Segue lunga e pedissequa disquisizione. Per sfociare al saliente\u00a0punto di arrivo, niente meno che automatico: &#8220;&#8230;Per questa, quella e quell&#8217;altra ragione, riteniamo che si tratti di una nuova specie, precedentemente sconosciuta. Il suo nome, a partire da oggi, sar\u00e0&#8230;&#8221; Gioia, giubilo, esaltazione! Per la prima volta da 123 anni, la famiglia s&#8217;ingrandisce. In risposta ai molti animali che si estinguono ogni anno&#8230; Ne arriva\u00a0uno (quasi) del tutto nuovo. Le cui caratteristiche, sono pronto a scommetterci, susciteranno in voi qualche domanda!<br \/>\nChe cosa sareste disposti a perdere, pur di aver salva la &#8220;pelle&#8221;? Se un uccello alto come una casa di due piani, o un serpente lungo quanto un autobus dovessero tentare di ghermirvi tra le fauci acuminate, glielo lascereste il portafoglio? I documenti? La borsa e il cellulare? Probabilmente si. I calzini? I guanti? La fede matrimoniale? Bene per assurdo, se ci\u00f2 fosse utile in qualche maniera&#8230; Non gli lascereste anche i capelli, le sopracciglia e le unghie? Direi proprio di si! Il corpo umano, data la sua estrema complessit\u00e0 e minima quantit\u00e0 residua\u00a0di cellule staminali, dispone ormai di una capacit\u00e0 molto limitata di rigenerare.\u00a0Ma ci sono parti che ricrescono, quindi\u00a0si possono sacrificare. E se per assurdo tale capacit\u00e0 potesse estendersi alla barriera dell&#8217;epidermide che avvolge l&#8217;organismo&#8230;Io non credo che nessuno esiterebbe, nel dar via la pelle con tutti i suoi pori e peli, pur avere la salva la &#8220;pelle&#8221; che permette di sorridere, piangere, vivere la vita un giorno dopo l&#8217;altro sulla strada di uno sfolgorante domani. Questa \u00e8 di sicuro la natura di noi esseri viventi: prolungare, per quanto possibile, la nostra esistenza sulla Terra. Sia pure quest&#8217;ultima, nella nostra ipotesi di poco sopra, popolata\u00a0da mostruosi esseri divoratori di ogni cosa che si muove, parla o riesce a camminare. Quale orribile, remota fantasia&#8230; A patto di non essere un piccolo geco del Madagascar. Perch\u00e9 (solamente) in quel caso, siamo di fronte (purtroppo) all&#8217;assoluta e terribile realt\u00e0.<br \/>\nFra le acuminate rocce carsiche della regione di Ankarana, nella parte settentrionale della quarta isola maggiore al mondo, vivono svariati esseri del tutto unici al mondo: la mangusta dalla coda ad anelli, il famelico fossa, simile a un furetto mannaro,\u00a0l&#8217;aye aye dal lungo dito indagatore, il potamocero, il tenrec dal puntuto naso e numerose\u00a0specie diverse di lemuri, che scrutano i visitatori con i loro grandi occhi sferoidali. Mentre tra le ombre, si aggirano in copiose quantit\u00e0 lucertole arrampicatrici, timorose di ogni cosa che parli, respiri o produca altri tipi di rumore. Tra esse, c&#8217;\u00e8 un\u00a0particolare gruppo\u00a0di rettili, denominato\u00a0<em>Geckolepis <\/em>o gechi dalle scaglie di pesce, \u00e8 particolarmente famoso tra gli studiosi per le difficolt\u00e0 incontrate nell&#8217;inserirlo nell&#8217;albero della vita, tentando di suddividerlo in un gruppo variabile tra le tre o cinque specie. In aggiunta al suo particolare\u00a0potere di fare a pezzi se stessi, tornando integri nel giro di appena un paio di settimane, senza l&#8217;ombra di sangue, cicatrici o segni residui. Con un metodo che nasce, neanche a dirlo, da quella stessa superficie esterna che gli fornisce il nome: lo strato di osteodermi corazzati, dalla grandezza variabile, che non hanno tanto lo scopo di fermare il morso del predatore. Quanto di restargli in bocca, impedendogli di mordere efficacemente, mentre il proprietario se ne libera, strisciando via libero e felice come un verme. I videogiocatori di una certa data ricorderanno probabilmente le gesta\u00a0di Arthur, coraggioso cavaliere dell&#8217;epopea bidimensionale Ghosts &#8216;n Goblins, il quale restava in mutande dopo il primo colpo ricevuto da un nemico, per tentare di completare comunque il livello. Ecco, si tratta praticamente la stessa cosa. Fatta eccezione per le mutande.<br \/>\nQuesta specie precedentemente sconosciuta alla scienza, della misura approssimativa di 7-8 centimetri, \u00e8 quindi riconoscibile dai suoi simili in funzione delle scaglie particolarmente grandi. Che la rendono, incidentalmente, anche la pi\u00f9 abile nel praticare suddetto stratagemma. In primo luogo, per la superficie pi\u00f9 ampia degli osteodermi, che tendono a restare pi\u00f9 facilmente impigliati nella presa del nemico di giornata; non a caso, \u00e8 stata definita <em>G. Megalepis<\/em>, ovvero letteralmente, dotato di grandi scaglie. Ma sopratutto per la stretta striscia di pelle che tiene ciascuna di esse attaccata al corpo, in grado di lasciar disgregare un sottile strato di grasso subcutaneo, dando il via al processo sostanziale di autotomia (rimozione volontaria di parti del corpo). Talmente efficiente, che pu\u00f2 verificarsi all&#8217;improvviso senza alcun tipo di sollecitazione apparente, semplicemente perch\u00e9 l&#8217;animale si \u00e8 spaventato e desidera scappare via. Altro che coda di lucertola, signori miei&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22296\" aria-describedby=\"caption-attachment-22296\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=22296#main\" rel=\"attachment wp-att-22296\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22296 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Geckolepis-naked-500x375.jpg\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Geckolepis-naked-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Geckolepis-naked-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Geckolepis-naked.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22296\" class=\"wp-caption-text\">La vista del geco senza le sue scaglie fa oggettivamente un po&#8217; impressione, ed \u00e8 stata paragonata su Internet a quella di un wurstel, un cucciolo di topo o un micro-pollo appena spennato. Ma niente paura: il piccolino torner\u00e0 integro in un tempo estremamente breve.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora probabilmente non lo saprete, ma il metodo pi\u00f9 spesso impiegato\u00a0per classificare i gechi si basa proprio sulla particolare disposizione delle loro scaglie. Vi lascio immaginare, quindi, le difficolt\u00e0 che si possono incontrare nel tentativo di catturare integra una creatura che alla prima avvisaglia di pericolo,\u00a0inizia allegramente a fare a pezzi se stessa.\u00a0Mark D. Scherz <em>et al, <\/em>il gruppo di studiosi tedeschi e di altre nazionalit\u00e0 che hanno pubblicato lo studio di identificazione<em>\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/peerj.com\/articles\/2955\/#\" target=\"_blank\">sul portale di pubblico dominio PeerJ<\/a>,\u00a0hanno raccontato ai siti del settore dei vari approcci tentati per accaparrarsi degli esemplari integri, a partire da quello tradizionale di un batuffolo di cotone, comunque largamente inefficace, per giungere alla nuova metodologia di uno scienziato che spaventa la lucertola, mentre l&#8217;altro la lascia entrare in una busta di plastica tentando di non toccarla in alcun modo. L&#8217;inizio di una saga che purtroppo, porter\u00e0 un certo numero di animaletti\u00a0alla morte e conseguente inserimento in un barattolo di formalina, come chiaramente spiegato dal testo rilevante, perch\u00e9 proprio questa \u00e8 l&#8217;unica maniera per ottenerne l&#8217;inserimento nei libri di biologia. Un&#8217;eventualit\u00e0 che si \u00e8 ripetuta per esattamente tre volte, e volendo essere precisi, un prezzo purtroppo ampiamente giustificato dalla pura e semplice necessit\u00e0. Si sta del resto gi\u00e0 diffondendo una corrente di pensiero, a margine della scoperta delle notevoli capacit\u00e0 di rigenerazione di questa specie, secondo cui lo studio del suo DNA potrebbe portare a nuovi canali di studio nel campo della medicina a vantaggio degli umani. Ma simili teorie restano piuttosto remote, come del resto quelle relative al come, e perch\u00e9 l&#8217;evoluzione abbia concesso al mondo questo suo ennesimo, incomprensibile capolavoro.<br \/>\nL&#8217;enigma principale dell&#8217;intera famiglia dei\u00a0<em>Geckolepis<\/em><em>\u00a0<\/em>resta in effetti largamente irrisolto, visto come il semplice separarsi dalla coda (dote di cui \u00e8 comunque sono dotati) si sia dimostrato un approccio pi\u00f9 che sufficiente per i loro parenti prossimi o provenienti da ogni parte del mondo soggetti a predazione comparabile, o persino superiore, mentre resta chiara l&#8217;evidenza del significativo prezzo in termini di energia e sostanze nutritive nel ricreare l&#8217;abito corazzato di osteodermi, ogni singola volta in cui gli animali\u00a0vengano spaventati all&#8217;improvviso. Ma un simile quesito, assai probabilmente, rester\u00e0 necessariamente irrisolto: ciascun gruppo di esseri, per il tramite della selezione naturale, trasmette alla prole i propri geni che offrono i migliori presupposti di sopravvivenza, statisticamente parlando. Non quelli che gli permettono di fare una vita pi\u00f9 facile o rilassante. Anche per questo, nelle notti di\u00a0Ankarana, schiere di gechi pattugliano le oscure fessure tra le formazioni rocciose degli <em>tsingy<\/em>, alla ricerca dei succulenti insetti di cui si nutrono. Mentre le ore in cui il Sole illumina questa regione della Terra, come da tipica prerogativa locale, restano appannaggio di un diverso tipo di striscianti creaturine&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_22294\" aria-describedby=\"caption-attachment-22294\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/g1FOvG7yiT8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22294 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Crimson-Day-Gecko-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Crimson-Day-Gecko-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Crimson-Day-Gecko-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Crimson-Day-Gecko.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22294\" class=\"wp-caption-text\">Il genus diurno dei <em>Phelsuma<\/em>, appartenenti alla famiglia dei Gekkonidae, si trova diffuso sull&#8217;intera costa orientale del Madagascar e all&#8217;altro capo del mondo, nelle Florida Keys, dove si ritiene che sia stato introdotto intenzionalmente. Nella regione dell&#8217;Ankarana, queste lucertole occupano una nicchia ecologica molto vicina a quella dei Megalepis, ottenendo un chiaro successo biologico senza alcun bisogno di gettare via le proprie scaglie.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual&#8217;\u00e8 quindi il ruolo del geco dalle scaglie di pesce pi\u00f9 grandi al mondo, nello schema generale delle cose? Lo stesso di ogni altro di noi, ovviamente. Promuovere il suo stile di vita, facendo l&#8217;invidia di chiunque giunga a fargli visita, che sogner\u00e0 di diventare uguale a lui. Perch\u00e9&#8230; Niente \u00e8 invincibile alla stessa maniera di ci\u00f2 che non ha forma, e pu\u00f2 mutare se stesso per salvarsi e sopravvivere fino al momento <em>clou<\/em> dell&#8217;esistenza, quell&#8217;attimo glorioso dell&#8217;accoppiamento e conseguente trasmissione del DNA.<br \/>\nCerto resta il fatto che lasciare il piccolo regalo di una coda commestibile, a vantaggio di colui che avrebbe tratto il massimo piacere dal mangiare tutto quanto l&#8217;animale, \u00e8 una soluzione molto meno risolutiva che riempirgli la bocca piena d&#8217;incommestibili e sgradite scaglie, insegnandogli una preziosa lezione. Che forse, chiss\u00e0, egli porter\u00e0 per qualche tempo custodita gelosamente nella sua memoria. \u00a0\u00c8 assai probabile, a tal proposito, che molti degli altri gechi che hanno trovato la fortuna riproduttiva tra le foreste del Madagascar debbano la propria poca popolarit\u00e0 gastronomica proprio alle cattive esperienze fatte dai predatori con il rassegnato Megalepis, sempre pronto a spogliarsi con abnegazione\u00a0per la causa collettiva. Ma questo, ritengo, dovr\u00e0 essere l&#8217;oggetto di un futuro e totalmente diverso tipo di studio. Che parta dal superamento dello scoglio eterno del riuscire a parlare direttamente con la lucertola, rivolgendogli le innumerevoli domande che ci stiamo preparando da generazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dev&#8217;essere un momento estremamente memorabile. Quando lo studioso del mondo naturale, disposti i suoi campioni sul tavolo di laboratorio, inizia a scrivere la serie di parole: &#8220;Abbiamo rilevato una serie di caratteristiche contigue in alcuni esemplari raccolti sul campo, che ci permette di determinare l&#8217;esistenza di tratti genetici in comune. La forma del cranio di &#8230; <a title=\"Scoperto il geco con le scaglie che si staccano da sole\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22293\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Scoperto il geco con le scaglie che si staccano da sole\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,228,125,1097,804,396,298,109,245,2290,78,1081],"class_list":["post-22293","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-ambiente","tag-animali","tag-evoluzione","tag-gechi","tag-lucertole","tag-madagascar","tag-natura","tag-rettili","tag-scaglie","tag-scienza","tag-scoperte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22293","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22293"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22301,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22293\/revisions\/22301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}