{"id":22260,"date":"2017-02-07T07:07:21","date_gmt":"2017-02-07T06:07:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22260"},"modified":"2017-02-07T07:11:46","modified_gmt":"2017-02-07T06:11:46","slug":"il-cavallo-di-blucifero-e-la-svastica-sullaeroporto-alieno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22260","title":{"rendered":"Il cavallo di Blucifero e la svastica sull&#8217;aeroporto alieno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3u0idcWfNuE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22261\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22262\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/I-misteri-del-DIA-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/I-misteri-del-DIA-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/I-misteri-del-DIA-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/I-misteri-del-DIA.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono luoghi, sparsi in giro per il mondo, presso cui le forze trascendenti paiono convergere, attraverso la rete di collegamento delle vene del grande Drago. Ley lines, vengono chiamate, oppure strane corrispondenze tra i rapporti geografici, o ancora la dimostrazione che esseri supremi ed invisibili hanno condizionato lo sviluppo e l&#8217;attuale situazione della Terra. In luoghi come le cascate del Niagara, il massiccio roccioso di Ayer&#8217;s Rock a Uluru, il vulcano di\u00a0Par\u00edcutin nello stato messicano di\u00a0Michoac\u00e1n, la baia di Ha Long nel golfo di Tonchino&#8230; Ma anche siti costruiti dalla mano dell&#8217;uomo: pensate a Stonehenge, le piramidi egizie, Chichen Itza.\u00a0In determinati casi, l&#8217;unico modo per emulare lo splendido mistero della natura \u00e8 costruire qualcosa d&#8217;enorme ed intramontabile, la massima espressione dell&#8217;ingegneria dell&#8217;epoca corrente. In altri casi, pu\u00f2 bastare il simbolismo ed il veicolo dell&#8217;arte: pensate ad esempio alla piana di Nazca con gli 800 disegni tracciati sul suolo del deserto peruviano attraverso spostamenti delle pietre ricche d&#8217;ossido di ferro. Ecco, sotto svariati punti di vista, l&#8217;Aeroporto Internazionale di Denver (abbreviato convenzionalmente come DIA) appartiene a questa ultima categoria; in primo luogo, perch\u00e9 occupa un vasto territorio nel mezzo del quasi assoluto e vertiginoso nulla. Fatta eccezione per l&#8217;alto cavallo del demonio, definito dai locali Blucifero per il suo colore e l&#8217;unica possibile\u00a0provenienza&#8230;<br \/>\nSito ad oltre 30 Km dall&#8217;estremo angolo nord-est dell&#8217;eponima capitale del suo stato, tra le svettanti\u00a0Montagne Rocciose e i remoti\u00a0altopiani del Colorado, la struttura occupa un territorio di 136 chilometri quadrati, equivalenti ad una volta e mezzo quello dell&#8217;intera Manhattan. Per lo pi\u00f9, completamente vuoti, esattamente come aveva previsto\u00a0il progetto originario degli anni &#8217;80, finalizzato a sostituire l&#8217;aeroporto pre-esistente di\u00a0Stapleton, impossibile da espandere per la presenza tutto attorno di terreni ad uso militare e privato. E questo fu il primo problema: come puoi giustificare, agli occhi dei contribuenti, una spesa di 4,8 miliardi di dollari per costruire qualcosa che la citt\u00e0 gi\u00e0 possedeva, nell&#8217;ottica di una crescita futura che potrebbe ipoteticamente, un giorno, verificarsi&#8230; Oppure non farlo mai? L&#8217;equipe del sindaco\u00a0Wellington Webb, che eredit\u00f2 il progetto ancora incompleto quasi 10 anni dopo\u00a0nel 1991, parve non avere (stranamente) alcun dubbio in materia: chiamando a collaborare un gruppo disparato di creativi di fama, provenienti dai paesi ed i background culturali pi\u00f9 diversi, per impreziosire le infrastrutture con alcune delle loro espressioni pi\u00f9 personali e caratteristiche, nella probabile speranza di ottenere un riconoscimento del pubblico e la\u00a0fama su scala internazionale. Il primo risultato di tutto ci\u00f2, in ordine di commissione bench\u00e9\u00a0non di completamento, \u00e8 sotto gli occhi di tutti coloro che passano da quelle parti, o per meglio dire, sopra le loro sconvolte teste: Blue Mustang, il cavallo in fibra di vetro con intelaiatura di metallo, gli occhi rossi che risplendono la notte, perennemente impennato a un&#8217;altezza di\u00a010 metri e dal peso superiore alle 4 tonnellate, il prodotto di 10 anni di lavoro da parte dello scultore americano di discendenza messicana Luis Jim\u00e9nez, morto nel 2006. Volete sapere come? Proprio mentre ultimava la testa del cavallo destinato a diventare Blucifero, nel 2006, dando finalmente soddisfazione alle cause minacciate dall&#8217;aeroporto per il ritardo della consegna, una parte di essa si stacc\u00f2 e cadde, recidendogli l&#8217;arteria femorale. Ma questo non \u00e8 che l&#8217;inizio delle sinistre leggende di malaugurio che circondano l&#8217;inquietante e rabbiosa creatura, in realt\u00e0 versione ingigantita di un&#8217;opera precedente dell&#8217;artista custodita presso l&#8217;Universit\u00e0 di dell&#8217;Oklahoma, ricoperta di vene nerastre ed anatomicamente corretta sotto ogni punto di vista, genitali inclusi, che i viaggiatori in arrivo a Denver hanno avuto modo di ammirare dall&#8217;alto a partire dall&#8217;11 febbraio del 2008, data della sua inaugurazione. Ben presto inizi\u00f2 a girare la voce, tra ampie fasce della popolazione, che tale mostruosa presenza fosse in effetti un riferimento simbolico al cavallo di Morte (o Pestilenza) il quarto cavaliere dell&#8217;Apocalisse. Portatore di\u00a0spada, fame, malattie, belve feroci! Non propriamente la migliore suggestione da associare ai viaggi volanti, specie nell&#8217;attuale clima globale, come ampiamente fatto notare dai principali detrattori della controversa e costosa creazione. Finch\u00e9 a qualcuno dei pi\u00f9 attenti di essi, scrutando dall&#8217;alto la forma del DIA, non ebbe modo di scoprire qualcosa di ancor pi\u00f9 terribile ai suoi occhi. Ovvero che le piste principali dell&#8217;aeroporto, se guardate attentamente, riprendevano chiaramente la forma di uno dei simboli pi\u00f9 odiati dal mondo moderno: la svastica hitleriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22261\" aria-describedby=\"caption-attachment-22261\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/evHYwAFIxmU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22261\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22261 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Blue-Mustang-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Blue-Mustang-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Blue-Mustang-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Blue-Mustang.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22261\" class=\"wp-caption-text\">Il cavallo di Jim\u00e9nez doveva in realt\u00e0 rappresentare il dinamismo e l&#8217;energia dell&#8217;antica eredit\u00e0 culturale del Colorado, come del resto lo stesso terminal dell&#8217;aeroporto, costruito a guisa di una schiera di tepee dei Nativi. Gli occhi fiammeggianti sono invece un riferimento alla giovent\u00f9 dell&#8217;artista, trascorsa aiutando il padre a produrre insegne al neon nello stato Texas.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, sul verso del simbolo portafortuna di origine sanscrita usato nell&#8217;intero Estremo Oriente, spesso come indiretto riferimento all&#8217;astro del Sole o a Buddha, sono state spese molte parole. Ed \u00e8 certamente indubbio che il partito nazista tedesco, nella sua appropriazione ingiustamente predominante del suo utilizzo, ne abbia usato soltanto la versione con movimento anti-orario, bench\u00e9 sia chiaro che, come elemento decorativo dal vasto significato filosofico, entrambe le versioni siano state accettate nei secoli dalle culture pi\u00f9 diverse. Ma caso vuole che\u00a0la disposizione del DIA riprenda chiaramente la specifica forma tedesca, verso incluso. Perch\u00e9 mai? Diverse sono le risposte possibili. La prima che viene in mente, a molti di noi, non pu\u00f2 essere che la seguente: era pi\u00f9 pratico farlo cos\u00ec. In effetti basta usare la logica per comprendere come, in un aeroporto dove lo spazio a disposizione non sia affatto un fattore determinante, disporre le piste con andamento circolare uncinato permetta di far atterrare il pi\u00f9 alto numero di aerei nel tempo pi\u00f9 breve possibile. Il che, incidentalmente,\u00a0doveva essere lo scopo ultimo dell&#8217;intera struttura. Per chi ama il simbolismo in maniera smodata, tuttavia, si sa, nulla avviene per caso e del resto, lo stesso concetto dell&#8217;aeronautica resta per molti la fonte di un vasto fiume di segreti. Pensate ad esempio all&#8217;enormit\u00e0 delle scie chimiche, lo spropositato\u00a0complotto che dovrebbe coinvolgere decine di migliaia di piloti provenienti da ogni parte del mondo. Diversi altri aspetti poco chiari, per non dire misteriosi in maniera aggressiva del DIA sono quindi stati presi in analisi, ampliando la rete delle congetture. Tanto per cominciare, perch\u00e9 un certo numero di sotterranei, durante la costruzione dell&#8217;aeroporto, sono stati scavati e poi nuovamente sepolti, per un presunto errore di progettazione? E poi, come mai la struttura dispone di un impianto di pompaggio per la benzina con una capacit\u00e0 superiore del 40% a quella di qualsiasi altro aeroporto del mondo? Tale fattore in particolare, unito alla vastit\u00e0 delle piste di atterraggio, farebbe pensare al potenziale atterraggio segreto di astronavi aliene, magari invisibili,con una strana passione per i cavalli ed&#8230; Altre cose. Una coppia di gargoyle gotici accolgono i visitatori nell&#8217;area di raccolta dei bagagli. E scritte &#8220;sataniche&#8221; compaiono nei corridoi, diciture come\u00a0Cochetopa, Sisnaajini and Dzit Dit Gaii. Bench\u00e9 alcuni facciano notare, incidentalmente, come si tratti in realt\u00e0 di toponimi nelle lingue dei nativi del Colorado.<br \/>\nNaturalmente, simili concetti di natura complottistica non sono facili da sostenere e veicolare attraverso un&#8217;esposizione che possa dirsi realmente credibile, se non fosse che, per qualche strana ragione, le amministrazioni locali non si siano in alcun modo preoccupate di offrire smentite di alcun tipo. Anzi! Nel foyer principale del terminal, con una scelta piuttosto singolare, fu disposta nel 1994\u00a0una pietra angolare monumentale, con il simbolo del compasso massonico e una dicitura per ringraziare un misterioso &#8220;Ordine degli Aeroporti del Nuovo Mondo&#8221; organizzazione che mai nessuno ha sentito nominare, per lo meno ufficialmente. Ma stranamente simile a all&#8217;acronimo NWO, Il Nuovo Ordine Mondiale gestito dagli oligarchi segreti che secondo molti comanderebbero il mondo dai retroscena della politica internazionale. L&#8217;iscrizione sulla pietra parla di una capsula del tempo sepolta sotto di essa, che non dovr\u00e0 essere aperta prima del 2094. Un quadrante in legno con strani simboli, chiaramente alieni, attende la mano polidattila che dovr\u00e0 dare l&#8217;ordine della fine.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22263\" aria-describedby=\"caption-attachment-22263\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xPwLHe4AC2s\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22263 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Tangumas-Murals-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Tangumas-Murals-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Tangumas-Murals-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Tangumas-Murals.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22263\" class=\"wp-caption-text\">Le gruppo al centro del secondo murales di Tanguma con il bambino biondo che distrugge la spada della Guerra, recentemente, alcuni hanno voluto intravedere una profezia della presidenza di Donald Trump. La ragazza indiana alla sua sinistra in effetti, per un&#8217;improbabile coincidenza, mostrerebbe una marcata somiglianza con la moglie Melania.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I riferimenti a questa diffusa credenza popolare, per la cronaca, non finiscono qui. Tra le altre opere d&#8217;arte custodite nell&#8217;aeroporto, particolarmente famosi risultano infatti i due doppi murales dell&#8217;artista messicano\u00a0Leo Tanguma, intitolati rispettivamente &#8220;In Pace ed Armonia con la Natura&#8221; e &#8220;I Bambini del Mondo Sognano la Pace&#8221; che mostrano rispettivamente la scena particolarmente cupa di un soldato gigantesco, con la scimitarra e maschera antigas, che uccide una colomba diffondendo nell&#8217;aria un&#8217;arcobaleno e misteriose emanazioni grige.\u00a0Mentre nel soggetto successivo, il mondo \u00e8 in fiamme e compaiono tre bare, con all&#8217;interno altrettanti bambini, raffiguranti rispettivamente i popoli africani, i nativi americani e gli ebrei. Animali in via d&#8217;estinzione si affollano e periscono ai margini della scena. Nella composizione\u00a0finale, che si richiama direttamente allo stile di un altro celebre artista di murales messicani, Diego Rivera che fu marito di\u00a0Frida Kahlo, i bambini rinati sovrastano la figura del soldato morto, mentre uno di loro, biondo ed abbigliato in abiti chiaramente tedeschi, batte sulla sua spada trasformandola in un aratro. Il messaggio di fondo voluto dall&#8217;artista, dichiaratamente di natura positiva ed ambientalista, \u00e8 stato tuttavia interpretato in svariate maniere dai visitatori dell&#8217;aeroporto, giungendo ad essere chiamato una metafora della distruzione e rinascita del mondo, secondo i presunti piani delle armate segrete dell&#8217;NWO. Il che non \u00e8 che un&#8217;ulteriore prova, se qualcuno ne avesse mai desiderata una, del pericolo che pu\u00f2 costituire l&#8217;arte latrice di un messaggio politico, senza l&#8217;assistenza di una valida guida interpretativa. Ma per stimolare la\u00a0crescita intellettuale e suscitare le discussioni dell&#8217;odierna filosofia, del resto, simili rischi devono pur essere corsi&#8230;<br \/>\nLo scorso aprile, a tal proposito, la rivelazione determinante: l&#8217;aeroporto di Denver, per un&#8217;apparente errore nella gestione del suo sito, avevo reso pubblica la brochure precedentemente creata per i suoi clienti in realt\u00e0 pi\u00f9 importanti, ovvero gli utilizzatori del vasto network di bunker e corridoi sotterranei per cui l&#8217;intera struttura, nei fatti, era stata costruita. In alcune foto comparivano persino le celeberrime creature rettiliane, in quei momenti\u00a0prive della loro pelle finto-umana. In breve tempo, l&#8217;hashtag #DIABunker inizi\u00f2 a rimbalzare tra gli account di numerosi presunti insider del pi\u00f9 grande inganno che le nazioni avessero mai ordito ai danni dei loro abitanti. Si scaten\u00f2 il panico presso i siti e le community a tema. Finch\u00e9 a qualcuno, per puro caso, non venne in mente la data: era il primo, soltanto il primo del mese!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono luoghi, sparsi in giro per il mondo, presso cui le forze trascendenti paiono convergere, attraverso la rete di collegamento delle vene del grande Drago. Ley lines, vengono chiamate, oppure strane corrispondenze tra i rapporti geografici, o ancora la dimostrazione che esseri supremi ed invisibili hanno condizionato lo sviluppo e l&#8217;attuale situazione della Terra. &#8230; <a title=\"Il cavallo di Blucifero e la svastica sull&#8217;aeroporto alieno\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22260\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il cavallo di Blucifero e la svastica sull&#8217;aeroporto alieno\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1367,2277,1080,201,77,1765,2279,2280,2278,195,573,131,147,89],"class_list":["post-22260","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aeronautica","tag-aeroporti","tag-alieni","tag-architettura","tag-arte","tag-colorado","tag-complotti","tag-denver","tag-dipinti","tag-luoghi-misteriosi","tag-misteri","tag-sculture","tag-stati-uniti","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22260","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22260"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22266,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22260\/revisions\/22266"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}