{"id":22223,"date":"2017-02-03T06:45:57","date_gmt":"2017-02-03T05:45:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22223"},"modified":"2017-02-03T06:50:30","modified_gmt":"2017-02-03T05:50:30","slug":"il-coraggio-di-guidare-il-motorino-in-vietnam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22223","title":{"rendered":"Il coraggio di guidare il motorino in Vietnam"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SIxKWq8brSE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22224\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22225\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hanoi-Scooter-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hanoi-Scooter-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hanoi-Scooter-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hanoi-Scooter.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sentimento che pare albergare dietro a questo video potrebbe sembrarci molto familiare: un altro giovane senza rispetto per la legge, dietro il manubrio di un pericoloso bolide, guidato senza alcun riguardo per la sicurezza propria ed altrui. Costui si piega in mezzo al traffico, schiva le automobili sterzando il minimo richiesto, attraversa incroci come fossero uno svincolo dell&#8217;autostrada. Non c&#8217;\u00e8 cautela e all&#8217;apparenza, neanche istinto di conservazione personale. Tutto questo, finch\u00e9 non si nota la nazione presso cui \u00e8 girata l&#8217;inquietante scena: l&#8217;estremit\u00e0 di una\u00a0penisola, non molto pi\u00f9 grande dell&#8217;Italia, che fu martoriata dalla guerra, affetta da un crisi senza precedenti e poi, a\u00a0partire dalla met\u00e0 degli anni &#8217;80, ricreata grazie all&#8217;apertura dell&#8217;economia privata, con l&#8217;adozione della politica nazionale del Doi Moi.\u00a0Grandi motori, sospensioni rigide, pneumatici da gara: che ne ha bisogno? Per il Vietnam, c&#8217;\u00e8 un solo simbolo che pu\u00f2 trascendere tali aspetti propri del materialismo diseducativo: due ruote ed un sellino, l&#8217;umile e fidato motorino. Siamo ad Hanoi. Citt\u00e0 affollata (7 milioni di abitanti) tentacolare e dalle molte ombre, in cui i semafori sono sostanzialmente un optional, per lo meno nella maggior parte dei sentieri. Intendiamoci: non \u00e8 che presso le maggiori strade di scorrimento, manchino le basilari luci usate per chiarire la precedenza. Ma se anche l&#8217;amministrazione cittadina dovesse estendere il servizio altrove, sarebbero ben pochi a rispettarlo. Purtroppo, aggiungerei. Lo sapevate che in quel paese muoiono per gli incidenti in media 30 persone al giorno? Per un totale annuale che supera quello delle vittime dovute alle pandemie. \u00c8 come la savana. Dove non ci sono regole, sopravvive il pi\u00f9 svelto, il pi\u00f9 scaltro, quello dotato dei riflessi migliori. Difficilmente, il pi\u00f9 cauto e attento a rispettare alcuna regola di contesto.<br \/>\nQuindi eccoci qui, trasformati nel cubetto di una telecamera d&#8217;azione, posti virtualmente a bordo di un Honda Astrea di cilindrata medio-piccola (non dovrebbe superare i 125 cc) che poi altro non sarebbe che la versione estremo-orientale della serie Wave\/Innova. Il che ci dice, in linea di principio, gi\u00e0 diverse cose in merito al pilota. In un paese dove i mezzi due ruote registrati raggiungono i 16 milioni, superando di gran numero le auto e addirittura, le abitazioni delle grandi citt\u00e0, ci\u00f2 che si guida quotidianamente diventa un simbolo del proprio status, un prezioso mezzo per esprimere se stessi. E colui che guida un motorino giapponese o americano, per quanto possa trattarsi di un vecchio modello,\u00a0vuole generalmente dimostrare la propria appartenenza ad una classe benestante che lo usa per recarsi al lavoro, piuttosto che per lavorare direttamente, ovvero fare le consegne di merci, giornali o animali di vario tipo. Simili veicoli vengono spesso personalizzati dai giovani, con colorazioni o livree particolari (se \u00e8 una donna) o modifiche alle prestazioni, talvolta finalizzate alle competizioni illegali notturne (se si tratta di un uomo). Un caso a parte, a tal proposito, costituiscono le Vespe di progettazione italiana, generalmente molto costose da queste parti e mantenute nello stato originario, con la qualifica di\u00a0preziosi cimeli di famiglia. C&#8217;\u00e8 un qualcosa, in effetti, che accomuna l&#8217;Italia dell&#8217;immediato dopoguerra al Vietnam dell&#8217;ormai trascorso e pieno accettato\u00a0Doi Moi, dove un&#8217;intera generazione di fautori della contro-cultura si dimostrarono fermamente intenzionati a fare di questi mezzi lo splendente destriero in grado di condurre un&#8217;intera societ\u00e0 verso il nuovo capitolo della sua storia. Con una significativa differenza: mentre da noi la moto costituiva uno strumento per liberarsi dalle imposizioni delle vecchie generazioni, inclusa la necessit\u00e0 d&#8217;integrarsi e produrre, l\u00ec serviva esattamente allo scopo contrario: fare dei suoi proprietari degli orgogliosi appartenenti al sistema del consumismo, appena nato dopo le lunghe generazioni di economia gestita con pugno di ferro dal governo. Avveniva spesso verso l&#8217;inizio degli anni &#8217;90, quando ancora radunarsi in strada era rigorosamente proibito dalle leggi vietnamite, che interi gruppi di motorini percorressero le strade a bordo dei propri mezzi, passando silenziosamente di fronte alla polizia. Non \u00e8 chiaro quale fosse l&#8217;origine di questi assembramenti. Ma nessuno sembrava avere l&#8217;autorit\u00e0, n\u00e9 l&#8217;intenzione di\u00a0fermarli. Mano a mano che la societ\u00e0 acquisiva nuovamente il senso dell&#8217;individualismo, quindi, simili piccoli atti di ribellione diventarono insignificanti. E il tiro, cos\u00ec come la quantit\u00e0, degli individui liberi da alcun concetto di codice della strada aument\u00f2 a dismisura, finch\u00e9 oggi, si guida cos\u00ec&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22224\" aria-describedby=\"caption-attachment-22224\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/f4u8ewoUrD0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22224\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22224 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hanoi-Crossing-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hanoi-Crossing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hanoi-Crossing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hanoi-Crossing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22224\" class=\"wp-caption-text\">La circolazione stradale vietnamita \u00e8 stata definita &#8220;una macchina che trae beneficio dal caos&#8221;. Dove non ci sono regole, governa l&#8217;istinto. E pu\u00f2 talvolta bastare uno sguardo, un lieve cenno della testa, per stabilire a chi tocchi la precedenza. O cos\u00ec, o morte&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avete mai osservato il comportamento delle letterali migliaia di moto, delle poche sparute macchine e degli occasionali pedoni che si affollano presso un incrocio di Hanoi o Saigon (Ho Chi Min City) durante una qualsiasi ora del giorno e della notte? Ognuno sembra ben conoscere il suo ruolo. Gli scavezzacollo delle due ruote sono come l&#8217;idrogeno tra le molecole complesse, che s&#8217;insinua trova sempre il modo di passare. Costituiscono un collante che sfreccia, il medium all&#8217;interno del quale galleggiano i diversi ingredienti della zuppa ad orologeria. I veicoli pi\u00f9 grandi, invece, costituiti al 95% dai taxi che lavorano con i turisti, sembrano letteralmente cadere verso la loro destinazione, procedendo in modo lento e prevedibile, ma inesorabile sotto ogni punto di vista. Un autista vietnamita non sterzer\u00e0 mai neanche di un grado per schivare\u00a0i motociclisti trovatisi in difficolt\u00e0. Semplicemente perch\u00e9 facendolo, ne investirebbe immediatamente altri 5 o 6. E in mezzo a tutto \u00a0questo, le persone a piedi, che potrebbero sembrare palline del <em>pachinko<\/em>, per come scivolano serenamente tra gli ostacoli letali, bagagli o carichi alla mano, procedendo barcollanti tra le molte tonnellate di metallo suddivise in schegge pi\u00f9 taglienti del titanio. Come diceva il titolo del nostro video di apertura: &#8220;\u00c8 meno pericoloso di quanto sembra.&#8221; Ma \u00e8 comunque&#8230; Piuttosto pericoloso.<br \/>\nRisulta tuttavia difficile, dall&#8217;esterno, comprendere la portata e la natura del fenomeno motociclistico vietnamita. In un paese dove un veicolo come questo pu\u00f2 costituire un investimento, dal punto di vista delle classi rurali e meno agiate, ma un semplice e mero status symbol, all&#8217;interno degli ambienti urbani. Spesso, complice la sovrappopolazione di tali spazi, spostarsi a bordo dell&#8217;erede della bicicletta costituisce un prezioso momento di solitudine, lontano dalle imposizioni della famiglia e della societ\u00e0. Non \u00e8 raro che amici, amiche o coppie di fidanzati\u00a0compiano dei giri di pattugliamento, senza alcuna meta prefissata, semplicemente per parlare liberamente senza il rischio che qualcuno li ascolti e possa ricordarsi di loro. In altri determinati casi, lo scooter diventa uno strumento di assembramento per gruppi giovanili che vedono il mondo e la pensano allo stesso modo: le cosiddette gang, che non sempre o necessariamente hanno implicazioni finalizzate alla criminalit\u00e0 diretta\u00a0a terzi. Ma che spesso, incontrandosi tra le 10 di sera e mezzanotte, si organizzano per dare il via a pericolose gare, nelle quali l&#8217;occorrenza di incidenti \u00e8 tutt&#8217;altro che rara. \u00c8 importante notare, a tal proposito, come nessuno corra per rappresentare unicamente se stesso bens\u00ec il gruppo di amici, la cricca propriamente detta che non gareggia mai contro se stessa. Sembra quindi, a tal proposito, che la rinuncia dell&#8217;individualismo non sia ancora sparita da questa particolare societ\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22226\" aria-describedby=\"caption-attachment-22226\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kBUg4Nclky0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22226\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22226 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Saigon-scooters-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Saigon-scooters-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Saigon-scooters-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Saigon-scooters.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22226\" class=\"wp-caption-text\">Il fiume ininterrotto di persone non conosce remore n\u00e9 soste di alcun tipo. Ciascuno col suo motorino, attentamente selezionato per rappresentare la propria classe sociale di appartenenza. Guai a un giovane di buona famiglia, che dovesse andare in giro con un mezzo scalcagnato! La sua famiglia non gli darebbe tregua. Per non parlare, ovviamente, del contrario.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti dei turisti di ritorno dal Vietnam concordano in questo: nelle grandi citt\u00e0 come Hanoi o Saigon, una delle cose che finiscono per essere pi\u00f9 affascinanti e memorabili non sono i templi, gli edifici storici o i musei. Bens\u00ec il traffico stesso, che sembra muoversi secondo le precise indicazioni di un organismo iper-meccanico e trascendente. Il che ci porta, inevitabilmente, alla chiara conseguenza:\u00a0i pi\u00f9 coraggiosi di noi che, giunti presso questo luogo remoto, scelgono di affittare o addirittura acquistare per poi rivendere (ci si riesce con l&#8217;equivalente di 150-200 euro) un mezzo a due ruote, per entrare in circolo nel flusso sconvolgente ed incredibile di un tale <em>maelstrom<\/em> di persone.<br \/>\nPer alcuni ci\u00f2 costituisce un&#8217;esperienza rivelatoria, per altri un&#8217;assoluto incubo delle circostanze. Qualcuno di voi ricorder\u00e0, molto probabilmente, la caduta del chiassoso\u00a0Jeremy Clarkson durante lo special del 2008 del celebre programma motoristico Top Gear, proprio nel bel mezzo dell&#8217;escursione in Vespa ad Hanoi. Ma anche l&#8217;attimo liberatorio, il momento lungamente atteso in cui\u00a0il trio dei conduttori veniva trasportato dai rispettivi motorini\u00a0fino alle propaggini della remota periferia, finalmente libero dalla chiassosa e vociante folla di persone, per trovarsi nel mezzo di valli verdi e rigogliosa vegetazione. Verso il viaggio in\u00a0un luogo dall&#8217;antica storia ed il passato sofferto, ma gli ottimi presupposti di un futuro ricco di opportunit\u00e0. Mostrato, per una volta, da un raro caso di realt\u00e0 televisiva: guidare il motorino \u00e8 in fondo un&#8217;esperienza alla portata di tutti. Ed \u00e8 molto significativo, nonch\u00e9 atipico, che essa possa custodire l&#8217;anima pi\u00f9 profonda di un intero paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sentimento che pare albergare dietro a questo video potrebbe sembrarci molto familiare: un altro giovane senza rispetto per la legge, dietro il manubrio di un pericoloso bolide, guidato senza alcun riguardo per la sicurezza propria ed altrui. 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