{"id":22210,"date":"2017-02-01T07:04:44","date_gmt":"2017-02-01T06:04:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22210"},"modified":"2017-02-01T07:10:03","modified_gmt":"2017-02-01T06:10:03","slug":"le-torri-indistruttibili-del-terzo-reich","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22210","title":{"rendered":"Le torri indistruttibili del Terzo Reich"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fF2X6gcuZXU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22211\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22211\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Giant-Flaktowers-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Giant-Flaktowers-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Giant-Flaktowers-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Giant-Flaktowers.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa devono aver provato, gli abitanti comprensibilmente preoccupati di Berlino, Amburgo e Vienna al sorgere del primo mostro grigiastro nel 1940, la vera e propria montagna di cemento concepita per costituire l&#8217;equivalente moderno di un&#8217;inespugnabile fortezza&#8230; C&#8217;\u00e8 un punto, un momento neanche troppo remoto in qualsiasi grande guerra, in cui ogni preconcetto cessa di esistere, lasciando il posto al basilare istinto e ed al bisogno di un grado ragionevole di sicurezza. Credo a tal proposito\u00a0che in molti, tra la popolazione civile che sperava di essere lasciata in pace, tra gli ebrei segreti e le altre potenziali vittime del regime, persino tra i pochi prigionieri di guerra trasportati fin qui dai pi\u00f9 remoti campi di battaglia, si siano silenziosamente congratulati con colui che si era dimostrato in grado di farsi venire l&#8217;idea. Senza per\u00f2 sapere, perch\u00e9 non rientrava tra le cognizioni pi\u00f9 frequentemente discusse, che quell&#8217;individuo altri non era che Hitler in persona. Esistono del resto i disegni, che lui stesso aveva tracciato sulla carta progettuale a guisa di castelli da incubo fuoriusciti direttamente dal Signore degli Anelli, con guglie gotiche sormontate da\u00a0vertiginosi abbaini, dall&#8217;interno dei quali si affacciavano i possenti cannoni\u00a0posti a difesa delle metropoli pi\u00f9 scintillanti dell&#8217;intero territorio del Reich. Tre citt\u00e0, come tre coppie di torri, con tre tipi di armi, disposte geometricamente nella forma del quadrato e del cerchio. L&#8217;occultista che si nascondeva all&#8217;interno dell&#8217;uomo pi\u00f9 spietato che il mondo abbia fin&#8217;ora conosciuto doveva trarre un sinistro piacere in tali corrispondenze numerologiche latrici di un presagio. Ma l&#8217;architetto\u00a0Friedrich Tamms, uno stretto collaboratore di quel Fritz Todt che aveva diretto la creazione della linea Siegried come fortificazione al confine col Belgio, pot\u00e9 seguire soltanto in parte le direttive del F\u00fchrer, giungendo alla conclusione che l&#8217;unico modello possibile per tali strutture fosse quello dell&#8217;architettura brutalista, in cui l&#8217;estetica si ritrovasse subordinata all&#8217;assoluta funzionalit\u00e0. Ed il risultato possiamo ancora ammirarlo, per cos\u00ec dire, ad Amburgo e Vienna ma non pi\u00f9 presso la capitale, dove gli Alleati attorno al 1946 e &#8217;47, a fronte di un dispendio considerevole e svariati tentativi non riusciti di demolizione, finirono per seppellire simili giganti sotto metri cubici di terra, trasformandoli, di fatto, in colline.<br \/>\nIl male pu\u00f2 essere sepolto. Ma, come ci insegn\u00f2 lo stesso Tolkien, mai del tutto eliminato. E lo stesso valeva, a quanto ci \u00e8 dato di comprendere, per le 16\u00a0Flakt\u00fcrme, o torri contraeree, la massima espressione storica del concetto di una fortezza imprendibile, tanto che la pi\u00f9 famosa di esse, quella dello zoo berlinese, pot\u00e9 resistere per\u00a0quasi un mese al bombardamento dell&#8217;artiglieria e dei carri armati sovietici, fermamente intenzionati a mettere la parola fine sulla battaglia decisiva di una guerra che pareva non finire mai. Proprio cos\u00ec: un assedio medievale a tutti gli effetti, nel 1945, con dietro le mura asserragliate svariate migliaia dei membri residui delle SA ed SS, un contingente della giovent\u00f9 hitleriana, opere d&#8217;arte inestimabili tra cui il fregio dell&#8217;altare di Zeus sottratto a Pergamo e quantit\u00e0 ancor superiori di civili da sfamare. Essi avevano, sostanzialmente, di tutto un po&#8217;: cibo in abbondanza, pozzi\u00a0ed elettricit\u00e0 indipendenti, recinti sotterranei con bestiame. Ed in effetti la situazione di stallo si sarebbe estesa parecchio nel tempo, se gli ufficiali dell&#8217;esercito assediante non si fossero accordati all&#8217;interno, per non uccidere sommariamente i militari a capo dell resistenza, in cambio dell&#8217;apertura\u00a0dell&#8217;imprendibile castello tedesco. Accordo\u00a0che in realt\u00e0 si rivel\u00f2 essere uno stratagemma, quando i loro colleghi della torre di Humboldthain all&#8217;altro capo del fiume Sprea, la notte del primo maggio, approfittarono del cessate il fuoco per fuggire con un intero contingente corazzato con tanto di Tiger ancora in perfetto stato di funzionamento, poco prima che si diffondesse la notizia sulla morte di Hitler e fosse ordinata la resa totale\u00a0del paese. A quel punto, tutto sembro futile, e la guerra fin\u00ec.<br \/>\nSe le cose fossero andate diversamente, \u00e8 probabile che l&#8217;unico modo di annientare le torri sarebbe stato affamare i loro abitanti. Poich\u00e9 non c&#8217;era nulla nell&#8217;armamentario russo, americano e inglese salvo forse alcuni tipi di bomba sovradimensionata (incluse le atomiche, ma non scherziamo&#8230;) che potesse facilmente abbattere delle pareti di cemento spesse tra i 2 e i 3,5 metri, senza considerare l&#8217;armamento pi\u00f9 terrificante delle\u00a0Flakt\u00fcrme, le quattro bocche da fuoco dei cannoni\u00a012,8 cm FlaK 40, in grado di abbattere un bombardiere fino a 15 Km di distanza. Le quali, secondo alcune versioni della storia, all&#8217;ultimo furono puntate verso il basso e usate per forare la leggendaria corazzatura dei carri armati russi, trasformata dalla loro impressionante potenza in poco pi\u00f9 che semplice carta velina. Wikipedia italiana cita uno studio di\u00a0F. M. Puddu secondo cui ci\u00f2 non sarebbe stato possibile, per l&#8217;arco di tiro limitato delle armi, mentre la sua controparte in lingua inglese riporta un articolo del War Tourist Magazine pronto a giurare sul verificarsi di questa particolare contingenza. Di certo, se ci\u00f2 fosse vero, accrescerebbe ulteriormente la leggenda dei mostruosi mastodonti&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22212\" aria-describedby=\"caption-attachment-22212\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CDWv917ZhjU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22212\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22212 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hamburg-Flackturme-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hamburg-Flackturme-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hamburg-Flackturme-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Hamburg-Flackturme.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22212\" class=\"wp-caption-text\">Nella versione finale del progetto delle torri, Hitler fece includere la presenza di un alto numero di finestre. Egli aveva infatti gi\u00e0 i suoi piani per una Berlino vittoriosa e post-bellica, in cui simili edifici si sarebbero trasformati in luoghi di rappresentanza e memoriali degli eroi caduti in guerra.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutto, furono costruite 8 complessi\u00a0di Flakt\u00fcrme, nient&#8217;altro che la parte iniziale di un progetto che ne avrebbe previsto almeno tre occorrenze in ciascuna singola citt\u00e0 della Germania. Ciascun punto fortificato, in effetti, di edifici ne aveva due: la torre\u00a0<i>Gesch\u00fctzturm\u00a0<\/i>(armata) e la torre\u00a0<i>Leitturm\u00a0<\/i>(di puntamento) con il colossale impianto radar W\u00fcrzburg Gigant, montato su una piattaforma che poteva rientrare dal tetto, e soli armamenti leggeri, affinch\u00e9 le loro vibrazioni non interferissero con il rilevamento degli aerei nemici. Le due torri erano costantemente in comunicazione diretta, con gli addetti al puntamento che inviavano in remoto l&#8217;angolazione di tiro ai cannoni ed alle mitragliatrici pesanti della torre G, che dal canto suo era in grado di distruggere qualsiasi cosa con le ali. \u00c8 stato in effetti stimato, sulla base di studi storici delle fonti co\u00e9ve, che le torri antiaeree di Hitler non abbiano in effetti avuto di modo di combattere con particolare frequenza. Ci\u00f2 perch\u00e9 erano un deterrente temuto a tal punto, dai generali e dagli avieri alleati, che essi semplicemente non ordinavano un alto numero di attacchi sulle citt\u00e0 in cui esse erano presenti e operative. Mentre tutto l&#8217;opposto avven\u00ec altrove, soprattutto successivamente allo sbarco in Normandia e durante l&#8217;offensiva delle Ardenne, quando l&#8217;aviazione tedesca non fu pi\u00f9 in grado di offrire una copertura d&#8217;intercettazione efficiente sul territorio tedesco. A tal proposito, erano un ricordo ormai lontano le parole del supremo comandante della Luftwaffe Hermann G\u00f6ring, che ebbe famosamente modo di assicurare\u00a0al\u00a0F\u00fchrer: &#8220;Se l&#8217;inefficace aviazione alleata oser\u00e0 mai colpire direttamente le citt\u00e0 sul suolo tedesco, cambier\u00f2 il mio nome in Meier&#8221; tanto che da quel giorno, con tipico sfoggio d&#8217;umorismo berlinese, la popolazione civile prese a chiamare le sirene d&#8217;allarme per i bombardamenti con il nome di Corno da Caccia di Meier. Particolarmente e tristemente famose furono le cosiddette tempeste di fuoco, eventi distruttivi conseguiti con successo dai bombardamenti alleati nelle citt\u00e0 di Kassel, Darmstadt e Dresden, costate la vita a numerose migliaia di civili. Per non parlare di un evento simile che colp\u00ec anche la periferia di Amburgo, nonostante la presenza delle tre coppie di torri.<br \/>\nAd ogni insorgere di un&#8217;emergenza, quindi, l&#8217;attivit\u00e0 diventava febbrile nei castelli di cemento armato. I cannoni Flak 40 erano degli inamovibili implementi bellici dal peso di 17 tonnellate, ciascuno dei quali richiedeva per funzionare a pieno regime un&#8217;equipaggio di 21 uomini ed un sergente. In aggiunta ai quali, con gli utilizzatori delle armi pi\u00f9 leggere (il 37 mm Flak 43 ed il\u00a02 cm Gebirgsflak 38) e gli addetti ai servizi accessori si arrivava ad un totale di 160 militari ed una quantit\u00e0 imprecisata di membri della giovent\u00f9 hitleriana, che pur non essendo ufficialmente dei combattenti avevano l&#8217;incarico di mettere una per una le munizioni sul sistema di ascensori a ciclo continuo\u00a0che le sollevavano fino alla parte superiore del bunker. Una volta arrivati a regime, i quattro cannoni principali potevano raggiungere un rateo di fuoco di 11-12 colpi al minuto, ciascuno dei quali pesava 26 Kg ed esplodeva a raggiera, danneggiando gravemente gli aerei anche qualora non fosse riuscito a raggiungerli direttamente. I calibri minori, nel frattempo, facevano la loro parte.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22213\" aria-describedby=\"caption-attachment-22213\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SnAaK8tI_4s\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22213 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Vienna-Flakturme-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Vienna-Flakturme-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Vienna-Flakturme-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/02\/Vienna-Flakturme.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22213\" class=\"wp-caption-text\">Furono prodotte Flakturm in tre modelli distinti: il primo, sulla struttura di uno stereotipico castello, a Berlino e Amburgo. Il secondo ad Amburgo e Vienna, con l&#8217;aspetto di un semplice parallelepipedo con i cannoni in cima. E il terzo soltanto a Vienna, meno esteticamente orribile, dalla forma pi\u00f9 slanciata di un cerchio. Le altezze della torre G erano, rispettivamente, di 70, 57 e 43 metri.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo accennato al fatto che la demolizione delle torri si rivel\u00f2 complessa. Ci\u00f2, in effetti, \u00e8 un puro e semplice eufemismo: nella maggior parte dei casi, essa fu dichiarata completamente impossibile. Persino a Berlino, dove c&#8217;era un importante spinta anche d&#8217;immagine per eliminare le vestigia del defunto impero nazista, soltanto una coppia venne completamente eliminata (quella pi\u00f9 celebre dello zoo) dopo svariati tentativi e con l&#8217;impiego complessivo di oltre 40 tonnellate di esplosivi. Si narra che all&#8217;evento per l&#8217;abbattimento della torre G, osservando gli effetti trascurabili avuti dalla dinamite sulla stessa, uno dei giornalisti chiamati per assistere avesse declamato a gran voce: &#8220;Ah, non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi. Dopo tutto, \u00e8 stata costruita in Germania!&#8221; Per quanto concerne gli altri due complessi, essi furono semplicemente sepolti. Dopo l&#8217;esplosione delle cariche, tutto quello che si era ottenuto era che le pareti si separassero l&#8217;una dall&#8217;altra, costituendo i pezzi di un cubo di Rubik colossale. Sono svariate, dunque, le torri ancora in piedi e bench\u00e9 non sia stato affatto facile, ciascuna delle citt\u00e0 coinvolte ha fatto il possibile per trovargli un qualche tipo di impiego utile e moderno. Quelle nel quartiere\u00a0Heiligengeistfeld di Amburgo vengono usate per delle esposizioni d&#8217;arte. Le altre rimaste in piedi, nella zona di\u00a0Wilhelmsburg, sono state date in concessione a un club musicale e discoteca, lo\u00a0Uebel &amp; Gefaehrlich. \u00c8 indubbio che lo spessore delle mura, in effetti, risulti alquanto funzionale dal punto di vista dell&#8217;isolamento acustico. A Vienna, nel frattempo, una delle torri \u00e8 diventata un acquario, un&#8217;altra ospita degli uffici dell&#8217;Esercito d&#8217;Austria. Per quanto concerne la\u00a0Flakturm VII, invece, nel quartiere di Augarten, nessun impiego \u00e8 stato mai trovato. Essa giace del tutto abbandonata eppure mai del tutto silenziosa,\u00a0costituendo la casa e il nido per\u00a0molte migliaia di piccioni.<br \/>\nSull&#8217;utilit\u00e0 del mantenere eretti questi edifici, la cui funzione logica \u00e8 ormai decaduta e non ritorner\u00e0 pi\u00f9 attuale (cos\u00ec si spera) molte parole sono state spese. \u00c8 indubbio che le torri, con il loro aspetto estetico inquietante, costituiscano delle vistose cicatrici su alcune delle citt\u00e0 pi\u00f9 affascinanti d&#8217;Europa. Esse potrebbero servire, tuttavia, a ricordare agli abitanti dell&#8217;orrore della guerra, prevenendo potenzialmente il ripetersi degli errori commessi in passato. Ma la realt\u00e0, fondamentalmente, \u00e8 ancora pi\u00f9 semplice: anche volendo realmente farlo, la demolizione delle torri comporterebbe quantit\u00e0 di esplosivi tale da costituire un rischio notevole per gli edifici circostanti. Soltanto in questo, dunque, riusc\u00ec infine a realizzarsi il sogno nazista: la costituzione di un complesso di mura che nessuno avrebbe mai potuto, n\u00e9 voluto abbattere dopo la guerra. La metafora, direi, \u00e8 piuttosto chiara.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa devono aver provato, gli abitanti comprensibilmente preoccupati di Berlino, Amburgo e Vienna al sorgere del primo mostro grigiastro nel 1940, la vera e propria montagna di cemento concepita per costituire l&#8217;equivalente moderno di un&#8217;inespugnabile fortezza&#8230; C&#8217;\u00e8 un punto, un momento neanche troppo remoto in qualsiasi grande guerra, in cui ogni preconcetto cessa di &#8230; <a title=\"Le torri indistruttibili del Terzo Reich\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22210\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le torri indistruttibili del Terzo Reich\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2258,300,183,1593,446,983,1465,1908,321,630,167,241,1015,71,97,2256,2257],"class_list":["post-22210","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-amburgo","tag-armi","tag-aviazione","tag-berlino","tag-cannoni","tag-castelli","tag-cemento","tag-fortezze","tag-germania","tag-guerra","tag-ingegneria","tag-militari","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-storia","tag-tecnologia","tag-torri","tag-vienna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22210"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22216,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22210\/revisions\/22216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}